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Le montature per binocoli
di Piergiovanni Salimbeni


Scritto nell'anno 2006- Pubblicato sulla rivista NUOVO ORIONE- Anno 2007

Premessa

Sino a pochi anni or sono i proprietari di binocoli di medio e largo diametro dovevano far fede nel loro ingegno per realizzare delle montature adatte a sostenere tali strumenti durante le osservazioni astronomiche.
Gli unici supporti disponibili in larga scala erano i comuni cavalletti fotografici, tale situazione comportava una scelta limitata  poiché  erano presenti sul mercato  pochi prodotti e quelli validi erano, nella maggior parte dei casi, contraddistinti da un prezzo d’acquisto  elevato. Per fortuna, in questo periodo, grazie alla riduzione dei prezzi, determinata dalla concorrenza del mercato cinese e dall'inventiva d’alcune aziende del settore, è possibile usufruire di una discreta varietà di supporti proposti a prezzi convenienti.

In questo articolo tenteremo di  descrivere i vari sistemi di supporto disponibili nel panorama  italiano ed estero. Anticipiamo ai lettori, che non sarà possibile, per onor di brevità, citare tutti i prodotti,  quindi ci limiteremo a presentare quelli che per esperienza ci sono parsi i  più validi  nell' utilizzo astronomico.
Di fatto, dovendo  raggrupparli in poche categorie, li classificheremo in sei specie, pur consapevoli che  spesso,  alcune  delle soluzioni che descriveremo  sono in realtà composte da più combinazioni, prime fra tutte, per esemplificare, le montature a parallelogramma dotate di forcella altazimutale.



1) Cavalletti e teste fotografiche

I cavalletti fotografici sono i supporti ideali per i binocoli oltre i dieci ingrandimenti  giacché forniscono delle immagini stabili scevre dalle vibrazioni causate dall’impugnatura a mano libera. La scelta fra vari modelli, oltre alle ovvie limitazioni  soggettive nel prezzo d’acquisto,  dipende spesso da vari  fattori: la maggior parte degli astrofili, ad esempio, possiede uno sviscerato amore per la natura, senso artistico e la voglia di imprimere attraverso una fotografia ciò che osserva; da qui nasce l'esigenza di acquistare un cavalletto tutto-fare, da utilizzare sia per l'osservazione astronomica che per la fotografia (sia essa chimica o digitale). Gli astrofili amanti delle lunghe escursioni, invece, potrebbero prediligere l'acquisto di un leggero monopiede.
Personalmente, chi scrive, predilige i supporti con testa a tre vie, (FOTO A) che consento oltre al movimento sull'asse orizzontale e verticale, anche quello di ribaltamento a 90° utile per le riprese con l'amata reflex. Anche la scelta del treppiede è sicuramente varia, si può optare per i semplici monopiedi sopraccitati sino ad arrivare  ai leggerissimi ma costosi treppiedi in carbonio.

FOTO A: l'Heyford T6704: un cavalletto valido per le osservazioni con piccoli binocoli e per la fotografia digitale. FOTO- Cortesia MIOTTI

Chi gradisse altre alternative facciamo presente che attualmente è possibile acquistare anche le cosidette "Grip-Action Ball Head" o le microteste altazimutali con regolazione attraverso micro-manopole.
Per esperienza personale prediligiamo le prime, soprattutto se utilizzate insieme con un valido monopiedi. Nella foto qui a fianco (FOTO B) è facilmente comprensibile capire le loro doti di leggerezza ed immediatezza nell'utilizzo

FOTO B: La Grip-Action Ball Head" in azione. Foto-Cortesia Kevin Busaron.

Per collegare i binocoli a tali supporti è necessario acquistare, nel caso in cui lo strumento non possedesse una barra centrale  con raccordo filettato, un supporto con attacco centrale a vite che si dovrà fissare nell’apposita filettatura presente in tutti i binocoli moderni  e che sarà poi collegata alla piastra della testa fotografica. Anche in questo caso le scelte sono innumerevoli; in linea generale, consigliamo di  spendere una cifra superiore ai 15-20 euro  per acquistare un esemplare in materiale metallico, decisamente più robusto ed affidabile di quelli economici in plastica. (FOTO C)

FOTO C: Un valido supporto in metallo  è l’ideale per sostenere con profitto  i binocoli sino a 70-80mm di diametro- Foto dell’autore.



Chi possiede un binocolo di una decina d’anni fa, non potrà utilizzare i comuni adattatori  appena citati, perché,  nella sede dello snodo dei tubi ottici, è spesso presente, quando non assente, una filettatura dal diametro inferiore, in questo caso le soluzioni possibili sono tre. La prima è quella di acquistare un supporto a pinza come quello visibile nella foto qui a fianco (FOTO D), la seconda, che provocherà la scollimazione del binocolo, è quella di rimuovere la vite filettata con una  vite recente, mentre l’ultima possibilità è quella di dedicarsi
all’auto-costruzione creando un supporto di legno.


FOTO D:
La pinza proposta da Manfrotto è in grado di sostenere un peso pari a 25 kg. Foto dell’autore

 

Montature altazimutale

Il  sistema altazimutale è indubbiamente il più proficuo nella mera osservazione visuale. I supporti che utilizzano tale soluzione sono molteplici: si parte dalle  teste per fotografia con e senza colonna centrale,  (FOTO F)

FOTO F: Una comoda testa altazimutale dotata di colonna centrale. Foto: cortesia Generalhit.

sino  ad arrivare alle complesse versioni a forcella (Fork Mount)(FOTO G) 

FOTO G: La robustezza montatura a forcella  in grado di supportare i binocoli dal diametro di 125mm. fFoto: cortesia AURIGA)

o mono-Braccio (Unistar Mount) (FOTO H)

FOTO H: La robustezza montatura monobraccio proposta dalla azienda americana Oberwerk:  Foto: cortesia Kevin Busaron.


Le ultime due soluzioni, sono davvero eccezionali quando utilizzate con binocoli dotati di prismi a 45 e 90 gradi  se ben agganciate a robusti treppiede, possibilmente in legno, per garantire un maggior assorbimento delle vibrazioni.
La visione in prossimità dello zenith risulterà però poco confortevole, utilizzando i binocoli a visione diretta.
Nel corso degli anni, chi scrive ha trovato un setup ideale, per sostenere i grossi binocoli (90mm/ 110mm di diametro), mantenendo nel contempo un discreto ingombro ed una velocità di montaggio invidiabile.
Da qualche anno sul mercato italiano  sono  infatti disponibili una serie di cavalletti di produzione cinese  dotati di teste frizionate  robuste, che quando associate ad una robusta forcella d’alluminio di recente costruzione (FOTO I)


FOTO I:
Quello che potrebbe essere un setup ideale: robusto supporto fotografico + forcella in acciaio Inox.

sono in grado di accontentare gli astrofili più esigenti che li potranno anche utilizzare con piccoli rifrattori nella osservazione astronomica a largo campo o in quella diurna. Chi volesse investire un budget maggiore potrebbe contare sulla  grande affidabilità delle teste Manfrotto Bogen 503.


Questi supporti possono essere collegati sia alle teste fotografiche che a grossi treppiedi astronomici, in questo ultimo caso, però la forcella dovrà disporre di un sistema a cuscinetti a sfera con blocco che garantisca il movimento anche sull’asse orizzontale  (FOTO L).



FOTO L: Un esempio di montatura a forcella con movimento orizzontale su cuscinetti a sfera)

Ovviamente questi tipi di montature trovano riscontro unicamente fra i proprietari di binocoli di medio e grande diametro, che non devono compiere dei trasferimenti a piedi verso il proprio luogo di osservazione preferito.


Montature a Parellogramma.


Queste montature sono preferite  da molti “binofili” per l’estrema comodità nell’osservazione e per la possibilità di mantenere l’oggetto inquadrato pur variando l’altezza del parallelogramma una caratteristica perfetta per le osservazioni collettive. Del resto, grazie alla sua particolare struttura è possibile ottenere varie configurazioni d’utilizzo, sia rimanendo comodamente seduti che in posizione eretta. Sul mercato, sono commercializzati vari tipi di montature a parallelogramma, i più famosi sono quelli proposti dall’azienda americana Oberwerk (www.bigbinoculars.com) adatti a sostenere anche i binocoli di 120mm-150mm.
In Italia è invece disponibile la Paragon Mount, una montatura a parallelogramma valida per sostenere binocoli sino a 80mm-90mm di diametro.(FOTO M)


La nota montatura Orion Paragon- Cortesia: Ottica San Marco)

Chi scrive, utilizzando spesso binocoli di 100mm ha optato per una soluzione artigianale, ideata da Gaddo Fiorini,(http://www.webalice.it/gaddo.fiorini/) un appassionato auto-costruttore di Viareggio: tale soluzione presenta una struttura in alluminio, con un raccordo specifico per i treppiedi in dotazione alla Vixen Great Polaris e relativi cloni, un peso con barra scorrevole, una filettatura per il fissaggio delle teste fotografiche o delle forcelle in alluminio ed un comodissimo sistema di chiusura. Grazie alla solidità del parallelogramma è possibile utilizzare varie teste fotografiche per molteplici esigenze, riuscendo a sostenere in tutta tranquillità binocoli sino a 110mm. (FOTO N)

FOTO N:  La montatura a parallelogramma ideata da Gaddo Fiorini. Foto dell’autore.


Dopo aver esposto i lati positivi di queste montature è doveroso citare anche i loro difetti;  quello che personalmente abbiamo spesso riscontrato in più modelli  è un effetto leva fastidioso che è più evidente quanto  più lunga è la leva del parallelogramma, anche la robustezza del treppiede è fondamentale, tenetene conto se deciderete di auto-costruirne un esemplare. Il secondo problema è dato dal peso e dall’ingombro decisamente superiore a quello offerto da una comune cavalletto fotografico, dotato ad esempio di forcella in alluminio. Facciamo inoltre, presente che le idee degli auto-costruttori sono spesso molto valide ed economiche, nella Rete sono disponibili degli schemi gratuiti per costruire tali strutture, sul sito dell’autore, è disponibile uno schema di montatura a parallelogramma creata con tubi idraulici ideata da Paolo Morini. http://www.binomania.it/montaturebinocoli/paolomorini3.php




4) Sistemi a specchio
Per chi volesse osservare in tutta comodità sono disponibili i sistemi a specchio, che sfruttando la riflessione permettono di rimanere comodamente seduti, puntando il binocolo verso il basso. E’ ovvio che maggiore sarà la lavorazione dello specchio, migliori saranno le prestazioni, quindi chi volesse decidere di costruirne uno dovrà tenere conto tale fattore come essenziale per la buona riuscita del proprio progetto. Per chi non avesse voglia e tempo sono disponibili sul mercato vari modelli, fra cui ad esempio quelli offerti dalla azienda americana Oberwerk.(FOTO O).I lati negativi sono dati dal ribaltamento dell’immagine che diventerà rovesciata come osservando attraverso il telescopio e la possibilità di ottenere una diminuzione delle prestazione per i riflessi che potrebbero raggiungere lo specchio. Per tale motivo è preferibile  osservare in posti al riparo da lampioni, faretti, et similia.

FOTO O:  Una mirror mount presente sul mercato americano. Foto: cortesia Kevin Busaron. www.bigbinoculars.com

5) Sedie motorizzate
E’ veniamo al non-plusultra della comodità, ossia le sedie per astronomia:
chi non ha mai sognato di osservare rimanendo comodamente sdraiato,  utilizzando una pulsantiera per navigare fra le stelle, ed impegnando l’altra mano per sorseggiare una fresca bevanda? Tutto ciò è possibile, anche se non siete dei validi costruttori come l’astrofilo americano Craig Simmons, delle cui invenzioni proponiamo soltanto un paio di immagini. (FOTO P e FOTO Q).

FOTO P: Una delle prime realizzazioni dell’astrofilo americano Craig Simmons. Foto:Cortesia Craig Simmons
FOTO Q:
La seconda versione della sua sedia motorizzata. Foto:Cortesia Craig Simmons

 Per chi non possedesse l’estro necessario, la scelta ideale pare essere la  sedia motorizzata Star Seeker (http://www.bigha.com/seeker/index.php) (FOTO R)


FOTO R: Per gli amanti della comodità: La Star Seeker Chair.Foto: Cortesia BIGHA. www.bigha.com

6) Sistemi atipici:
In realtà n’esistono a dozzine, giacché l’estro e la genialità degli astrofili non ha mai fine. Per motivi di brevità proponiamo nel box , alla fine dell'articolo una serie di siti interessanti, in lingua inglese, dove i lettori potranno aguzzare il proprio ingegno. (BOX)

Un supporto veramente atipico è lo “Steady Mount” che impazza fra gli astrofili e i videomakers americani, la sua particolare struttura permette infatti di adattarsi a qualsiasi esigenza, potendosi fissare nei posti più impensati. (FOTO S)

 



FOTO S: La plurisnodabile Steady Mount. Foto: cortesia Kevin Busaron. www.bigbinoculars.com

 

Un altro accessorio interessante pare essere  quello proposto da Nikon, che va a sostituire i comuni supporti a vite centrale ed i sistemi a pinza: trattasi di un tessuto da avvolgere intorno alla scafo del binocolo, che si stringe con appositi tiranti e che è collegabile al cavalletto fotografico attraverso una sede filettata. (FOTO T)

 


Concludiamo rammentando che togliendo  la leva di blocco dell’asse di declinazione, è possibile trasformare la propria montatura equatoriale trasformandola in  altazimutale. Corredandola poi  con una piastra a forma di L, si potrà avere un valido supporto per il proprio binocolo senza troppa fatica.

 

Aggiornamento anno 2010

Negli ultimi anni ho testato, altre soluzioni interessanti.

La prima consiste nell'uso delle classice montature altazimutali, GIRO, VIXEN PORTA, AZ3, et similia, dotate dell'apposito raccordo ad "L" che consente di utilizzare con profitto binocoli di media grandezza, meglio se dotati di prismi a 45°, 90°. In caso di binocoli con visione diritta, è meglio optare per un treppiede con un'altezza superiore ad 1.50m

 

Oltre a ciò, veramente interessante pare il sistema Berlebach che consente di montare binocoli, sino ad almeno 60-70mm di diametro, nonchè i classici prismi a tetto o i binocoli d'epoca che non presentano l'aggancio per la staffa da collegare ai treppiedi fotografici

 


Invitiamo i lettori che hanno ideato dei supporti originali a contattare l’autore scrivendo ad info@binomania.it. I progetti più interessanti saranno pubblicati sul sito www.binomania.it


Box:

http://www.deep-sky.co.uk/tm6.htm
http://www.rangeweb.net/~sketcher/Binos.html
http://www.petersonengineering.com/sky/binocmount.htm
http://home.clear.net.nz/pages/43s_astro/binoMounts/lbinomnt.htm
http://www.linuxastronomy.org/lias/lias/hp/chronos/hp/bino_mnt_01.html
http://home.att.net/%7Edale.keller/atm/binoculars/keller/kellerbino.htm
http://ourworld.compuserve.com/homepages/david_ratledge/tm6.htm
http://www.aao.gov.au/local/www/sl/sl-tels.html#bino-mount
http://stargazing.com/bino/
http://home.interlynx.net/%7Emullers/skybox.html

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