Nikon 8×30 E II 100 TH Anniversary

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Nikon 8×30 E II  100 TH Anniversary

Premessa.

In questo periodo va molto di moda il vintage: siamo sommersi da migliaia di prodotti in centinaia di settori differenti: dal motociclismo con le scrambler, al ciclismo con il mito della Eroica, dalle nuove biciclette  gravel sino ad arrivare alla fotografia con  le recenti mirrorless dal cuore moderno, ma celate  in uno scafo retrò.

Il medesimo gusto per i prodotti del secolo scorso si evidenzia, talvolta, anche nel settore dei binocoli. Il Nikon 8×30 E II, ad esempio, è la massima espressione del “binocolo classico”: prismi di porro, schema ottico poco complesso, ottiche né troppo luminose né troppo ingombranti, prezzo, tutto-sommato abbordabile.

Per anni è stato affiancato alla serie Nikon SE, (scrissi una comparativa fra Nikon SE 8×32 e Swarovski Habicht 8×30  qualche anno or sono e  Piero Pignatta propose la comparazione proprio contro l’E II) tuttavia, dopo la dipartita del “porro naturalistico” è rimasto in catalogo soltanto  il vecchio EII, ora riproposto in una serie limitata di cui potranno beneficiare solo quattrocento fortunati.

Un bel primo piano sul Nikon 8×30 E II – edizione speciale.

Citando il passato è utile ricordare che la serie Nikon Classic fu presentata nel 1978. I modelli erano soltanto due: l’8×30 e il 10×35, in seguito, dopo sei anni, esibirono, con orgoglio, il mitico 7×35. L’evoluzione, con la serie EII, avvenne solo nel 1999. Il formato 7×35 fu ritirato dal mercato per dare spazio al 10×35. Insieme al modello 8×30 vantano, tutt’oggi, un campo ottico fra i più ampi.

Grazie alla collaborazione di Marco Rovere di Nital, distributore ufficiale dei prodotti Nikon, ho avuto la possibilità di ricevere uno di questo magnifici esemplari atti a celebrare i cento anni della casa nipponica.

Il Nikon 8×30 E II “limited” è reso più bello con una livrea argentata e con il logo “100 TH “presente sullo scafo ottico, anche la custodia richiama questa eccezionalità, così come la bretella. Nell’insieme è molto affascinante, perfetto da esporre (e ammirare) su una bella scrivania dallo stile classico-inglese. Non ho trovato innovazioni per ciò che concerne lo scafo, la meccanica e lo schema ottico. Posso, quindi, ripresentare – per chi ancora non lo conoscesse- le sue caratteristiche principali.

Ben visibile, in questa immagine, la sigla “100TH” atto a celebrare i cento anni della casa nipponia

Il binocolo mostra nella zona dei prismi la dicitura “Nikon 8×30 8.8 WF”, non c’è nessun richiamo all’acronimo “EII” che compare, invece, sulla scatola, sul libretto d’istruzioni e sulla garanzia.

Il binocolo è abbastanza compatto, la mia bilancia elettronica ha stimato un peso di poco superiore ai 570 grammi.

Il sistema di messa a fuoco è classico, esterno, ergo non impermeabile, con il classico carrello che sposta gli oculari. Sull’oculare destro è presente la ghiera per la compensazione delle diottrie.

 

Il design e’ molto classico ma non per questo poco affascinante: anzi!

Aberrazioni.

Aberrazione cromatica: ben contenuta in proporzione al suo schema ottico. Nelle giornate limpide si nota raramente, salvo qualche accenno, fissando oggetti molto riflettenti. Ho osservato in binocoli con prismi a tetto, pubblicizzati come ED, ossia, con lenti a bassa dispersione, che ne mostravano di piu’.

Curvatura di campo. C’è. Il campo degrada delicatamente dal 75% del campo di vista. Non è un binocolo dal campo  piatto, di contro, avrei gridato al miracolo, data la compattezza e il prezzo di acquisto (della versione in commercio).

Distorsione angolare: presente, a cuscinetto; tutto sommato consente un gran bel “panning” . Spazzolare a destra/sinistra con l’EII mi ha sempre fornito una sensazione di ..naturalezza.

Altre aberrazioni:
Presenti – al bordo del campo- anche il coma e l’astigmatismo, fattori più’ inficianti nell’osservazione di campi stellari (per fissati, come il sottoscritto, che contano le capocchie di spillo ai bordi del campo) che nell’uso naturalistico – paesaggistico.

Trattamenti.
“Dovrebbero” essere utilizzati dei moderni trattamenti multi-strato anti-riflesso su ogni superficie ottica.

Molto bella la tonalità percepita grazie al valido trattamento anti-riflesso.

Prismi.
Sono composti di ottimo vetro Bak-4. Nell’uso pratico, osservando sfondi bianchissimi o il cielo azzurro, non ho notato cenno di vignettatura. Ottimo fattore per un binocolo con 8.8° di campo. Non è ovviamente un binocolo da birdwatching, anche se ben si presta a tale uso. La messa a fuoco minima è pari a tre metri (per non generare sdoppiamenti a causa della distanza dei tubi ottici). Per raggiungere l’infinito da questa distanza è necessario ruotare la manopola in senso orario di circa 320°. Un ottimo risultato, che dipende anche dall’eccellente profondità di campo, rafforzata dalla parvenza di tridimensionalità fornita dai prismi di Porro.

Porro, porro, fortissimamente..porro.

Il binocolo non è impermeabilizzato (nessun O-Ring e nessun riempito in  azoto) e men che meno protetto da una spessa gommatura, nell’uso in natura si deve, quindi, fare un po’ di attenzione evitando anche di utilizzarlo sotto un acquazzone.

I doppietti ottici che compongono gli obiettivi da 30 mm sono composti di lenti acromatiche. Non sono, quindi, presenti elementi a bassa dispersione. Le immagini, però, risultano, ottimamente corrette per l’aberrazione cromatica, sia per via del rapporto ingrandimento/diametro, sia per la presenza dei prismi di Porro.

Il vero punto di forza di questo binocolo, oltre all’innegabile fascino vintage, è il suo ampio campo ottico: ben 8.8°, che con la formula classica, generano un campo apparente di quasi 70.5°.

Prismi Bak-4, ottimo doppietto acromatico di corta focale, messa a fuoco semplice ma precisa. Cos’altro volere?

Lo schema ottico degli oculari non è semplice come un “Kellner rovesciato a tre lenti”, ma neppure complesso come l’oculare UWA a corredo del Docter Aspectem 40X ED. Trattasi di uno schema ottico composto di cinque elementi. Le immagini non sono totalmente corrette sino ai bordi, tuttavia, l’effetto di “immersione nella scena” è assicurata. Mi piace sempre rubare questa definizione al caro amico Piero Pignatta.

Ritengo sia un ottimo binocolo per l’osservazione del paesaggio, lo apprezzo particolarmente per l’osservazione delle nuvole (cloudspotting) ma mi soddisfa molto anche nell’osservazione astronomica, giacché adoro gli ampi asterismi o gli oggetti celesti estesi come le Pleaidi, le Iadi e la Cintura di Orione. Sotto un buon cielo di montagna risulta, altresi’, foriero di splendide sensazioni quando si osa puntarlo sulla galassia M33 o, ad esempio, fra il mare di stelle della Via Lattea.

Non posso consigliarvi di acquistarlo nella versione “100Th” perché temo che i quattrocento esemplari siano già stati tutti venduti/prenotati, tuttavia, anche la versione in commercio, è un vero “must to have” per chi ama i classici binocoli con prismi di Porro, dotati di un ampio campo di vista.

Comparato al suo concorrente più costoso: lo Swarovski Habicht 8×30 W, posso confermare che il Nikon è leggermente meno luminoso e contrastato, tuttavia è vincente per la sua ampiezza di campo e per la buona capacità di contenere i riflessi, cosa alquanto rara in un binocolo grandangolare.

da sinistra: Nikon SE 8x32, Nikon EDG 8x32, NIkon 8x30 E II

da sinistra: Nikon SE 8×32, Nikon EDG 8×32, NIkon 8×30 E II

Uso pratico.

Nel corso di questi anni ho usato e posseduto decine di ottimi binocoli. In questo periodo osservo con uno Swarovski El 8.5×42 e con uno Zeiss Victory SF 8×42, tuttavia, mettere gli occhi al Nikon 8×30  E II ha sempre un certo fascino. E’ un classico strumento ottico per tutti gli appassionati e vista la dipartita, per di piu’ rapida e non giustificata, della serie SE, se fossi in voi, ne cercherei un esemplare da lasciare ai posteri, caso mai i giapponesi dovessero combinare qualche ulteriore scempiaggine.

Quando un progetto è perfetto, possiede anche pochi fronzoli: zero elettronica, elementi ottici..quanto basta, un diametro compatto, una messa a fuoco semplice ma precisa.

Pregi

  • Campo grandangolare
  • Prismi di Porro
  • Buon contenimento dell’aberrazione cromatica
  • Messa a fuoco priva di giochi
  • Buona resa dei colori

 

Difetti

  • Assenza d’impermeabilizzazione
  • Assenza di opzione con gommatura
  • Estrazione pupillare appena sufficiente.

 

Il Nikon durante un test sul campo.

 

 

In sintesi.

Il Nikon 8×30 E II 100 TH si è rilevato, come sempre, un eccellente binocolo. Ha tutta la qualità ottica per far impallidire progetti dal costo certamente superiore. 
Se sarà molto difficile trovare questa edizione limitata, l’acquisto di quella classica è sempre e costantemente consigliabile, come tre noci il giorno per migliorare il proprio stato di salute.

 Colgo anche l’occasione per riconfermare il mio rammarico per la decisione di fermare la produzione della serie Nikon SE poiché avrebbe, ancor oggi, dato del filo da torcere a molti binocoli moderni dotati di ottiche ED e prismi a tetto.

Propongo questo mio suggerimento a Nikon con la speranza di veder realizzato il mio sogno e quello di molti appassionati.

  • Ringraziamenti.
    Colgo ancora una volta l’occasione per ringraziare Nital per aver fornito i prodotti oggetto di questo test,  oltre a lasciarmi sempre libero di citare le mie reali impressioni senza restrizione alcuna.

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    Disclaimer. 
    Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Gennaio dell’anno 2018-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Nital, distributore ufficiale dei prodotti Nikon.

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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