Nikon EDG 7×42: piacevole sorpresa!

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Binomania ha già presentato, nell’anno 2011, la recensione del Nikon EDG 8×42, l’attuale serie Top di Gamma del colosso giapponese Me lo ricordo molto bene, perché fui io il tester entusiasta di provare il nuovo gioiello orientale. Fu veramente una bella sorpresa per varie motivazioni che, alla fine dei conti, proporrò anche in quest’articolo.

E’ passato un po’ di tempo e molta acqua è passata sotto i ponti, l’unica certezza è che il formato 7X mi ha sempre affascinato. Confermata tale motivazione, aggiungendo le numerose richieste di appassionati che per varie cause vorrebbero passare al formato 7×42, mi pareva doveroso testare la soluzione progettata da Nikon.

Forte di tutto ciò, un mesetto fa, scrissi a Nital, il distributore storico e ufficiale dei prodotti Nikon richiedendone un esemplare in prova.

Un bel primo piano sul Nikon EDG 7×42

Nel giro di pochi giorni il corriere era alla mia porta con un esemplare demo, che per non soffrire di solitudine, durante il viaggio era stato accompagnato da un Nikon
stupendo 8×30 E II Anniversary (di cui scriverò nelle prossime settimane).

 Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre.

   
   
Campo a 1000 (m) 140 m
Campo apparente  52.2°
Pupilla di uscita 
Luminosità relativa  36
Estrazione pupillare 22,1 mm
Distanza minima di messa a fuoco 3 m
Dimensioni 149 mm x 141 mm x 54 mm
Peso  785 g
Prezzo medio Italia 2017 2900 euro

Meccanica e messa a fuoco.  
Il Nikon EDG 7×42 è dotato di un sistema di messa a fuoco intern
o (si muovono gli elementi ottici e non il carrello degli oculari). In questo modo è possibile mantenere un’ottima impermeabilizzazione dello strumento ottico e nel frattempo evitare che gli agenti atmosferici logorino, nel corso degli anni, la meccanica. La manopola di messa a fuoco è situata in una posizione ideale per essere adoperata con naturalezza con il dito indice, garantendo un confort immediato e nessun affaticamento nell’uso prolungato.

La prima versione dei Nikon EDG fu contraddistinta da qualche problema con il sistema di focalizzazione: alcuni proprietari denunciavano una meccanica perfettibile del sistema integrato per la compensazione delle diottrie dell’oculare destro, altri recriminavano su giochi e impuntamenti della manopola centrale.

Utilizzando sul campo quest’ultima versione – seppur si tratti di un bel “muletto” utilizzato nelle fiere, da bloggers, giornalisti e da qualche cacciatore- mi pare che i problemi siano stati risolti. L’ampio rotore non mostra fastidiosi giochi e/o impuntamenti.

In questa immagine è visibile la manopola per la regolazione della messa a fuoco. In questo caso ho sollevato la parte principale per mostrare il sistema interno per la compensazione sull’oculare destro.

Il sistema di compensazione delle diottrie sull’oculare destro si attiva sollevando la manopola principale. In questo modo si attiva il meccanismo in grado di spostare il gruppo ottico coinvolto nell’operazione di messa a fuoco.

Il Nikon EDG 7×42 focalizza a una distanza minima, inferiore ai due metri, da essa è possibile raggiungere l’infinito ruotando la manopola di circa 340°, poco meno di un giro completo.

Stupisce, invece, per ciò che concerne la profondità di campo, oltre i 35-40 metri, è tutto perfettamente a fuoco. Questo dipende dal suo piccolo ingrandimento.  Di fatto la massima profondità di un binocolo, d’ora in avanti “PDC” per brevità, dipende dal quadrato dell’ingrandimento. In tale caso “7×7= 49”, anche se, all’atto pratico ho notato che la compensazione del nostro sistema visivo, soprattutto nelle persone normo-vedenti consente di raggiungere risultati ben superiori.

Il binocolo, rispetto alla precedente versione (con finestra centrale), è molto compatto e dotato di uno scafo ottico in lega di magnesio. La mia bilancia ha stimato 790 grammi distribuiti in un intramontabile design classico con cerniera unica e ampio ponte, modernizzato però da vari vezzi ergonomici.

Da notare gli spessori anti-urto in gomma nei pressi degli obiettivi

Il Nikon EDG 7×42, ovviamente, è anche ben impermeabilizzato e in grado di resistere a un’immersione accidentale in acqua sino a cinque metri di profondità per ben dieci minuti.

Il binocolo è protetto dagli urti grazie ad una gomma vulcanizzata abbastanza spessa. Mi è parsa interessante anche la soluzione di inserire due spessori vicino al bordo lente che, in effetti, coadiuvano la presa e evitano di far scivolare il binocolo. Mi sono accorto più volte che, durante l’uso pratico, quando si cammina impugnando il binocolo con gli oculari rivolti verso il terreno, questa soluzione pare fornire maggior grip e sicurezza. Anche i fori per le bretelle o la cinghia sono integrati nello scafo e protette da un’ampia gommatura, non possono quindi rompersi a causa di una caduta accidentale.

Il ponte è abbastanza ampio e il peso è sbilanciato verso gli oculari, questo consente un minor affaticamento durante l’utilizzo.

Come molte produzioni giapponesi, (Vortex, Kowa, Minox) il binocolo Nikon EDG 7×42 è dotato di una filettatura atta a consentire il collegamento con i supporti da fissare alle teste fotografiche. Seppur un 7X42 sia facilmente utilizzabile a mano libera, non è sicuramente un vezzo poterlo montare su un bel cavalletto fotografico per soddisfacenti osservazioni della Via Lattea o durante i lunghi appostamenti faunistici.

 

Ottica.
Il binocolo è composto di lenti a bassa dispersione con vetri che Nikon definisce semplicemente ED
(extra low dispersion) in realtà, avendolo testato contro i migliori prodotti presenti sul mercato come lo Zeiss Victory SF 8×42 e lo Swarovski EL 8.5×42, penso che si potrebbe rapportare – senza problema alcuno- ai migliori “binocolo alla fluorite” viste le sue entusiasmanti prestazioni.

Un bel primo piano sugli obiettivi a bassa dispersione del Nikon EDG

La resa cromatica è neutra, forse leggermente più calda, dello e Swarovski EL ma più bianca rispetto alla tonalità visibile osservando con lo Zeiss Victory SF. Le immagini mostrate sono brillanti, nitide e con alto contrasto.

Oculari.
Gli oculari forniscono un campo di 8° non grandangolare ma in linea con la concorrenza, più agguerrita (leggasi, ad esempio, Leica HD PLUS 7×42). Gli oculari possiedono anche un’ampia estrazione pupillare, pari a ben 22,1 mm, un valore eccellente per i portatori di occhiali che potranno usufruire dell’intero campo di vista.

Nikon utilizza  per il calcolo del campo apparente la normativa ISO 14132-1:2002 standard  per tale motivo dichiara un campo reale inferiore: pari a 56.6°

I paraluce sono dotati di un sistema click-stop a estrazione con ben cinque posizioni prefissate ed è possibile smontarli completamente per facilitare la pulizia della prima lente. La gomma degli oculari ha un profilo basso, mentre il diametro degli oculari è adatto anche al viso degli occidentali. Spesso, infatti, i visi europei presentato una distanza interpupillare inferiore e dei nasi più grandi rispetto al classico lineamento orientale. Per dirla in breve: il Nikon EDG è molto comodo da “indossare”.

Gli oculari del Nikon EDG 7×42 possiedono una eccellente estrazione pupillare, adatta anche ai portatori di occhiali.

Prismi. I prismi del Nikon EDG sono composti di vetro Bak-4 dotati di trattamento dielettrico, la pupilla di uscita si è rivelata perfettamente sferica e non ho notato, osservando il cielo, apprezzabili vignettature.

 

Trattamenti.
Il binocolo beneficia dei migliori trattamenti multi-strato antiriflesso garantiti da Nikon per i prodotti di alta qualità.

Aberrazioni.

Aberrazione cromatica:I vetri a bassa dispersione- “ricetta Nikon”- compiono un lavoro egregio: il binocolo fornisce, in asse, una totale correzione dell’aberrazione cromatica che si percepisce soltanto, in rare circostanze, durante le forti condizioni di illuminazione o osservando soggetti molto luminosi: rami e antenne in controluce, etc.,etc.

Cromatismo laterale: E’ ben contenuto, fra i migliori!  Superiore, ad esempio,al mio eccellente esemplare di Swarovski EL  8.5×42 anno 2017. A circa l’80% del campo, dove molti altri prodotti esibiscono un evidente alone verde-violetto lungo i bordi degli oggetti molto luminosi,  il Nikon EDG 7×42 si fa forte di un “grande controllo” rivelando solo un minimo cenno di questa aberrazione.

Curvatura di campo: Assente. Il binocolo è dotato di campo piatto, grazie allo schema ottico ben studiato a tavolino.

I paraluce sono facilmente smontabili per una migliore pulizia delle lenti. Nella scatola c’erano anche a disposizione delle conchiglie laterali ” a fetta di salame” per migliorare l’osservazione con luce laterale.

Distorsione angolare: I progettisti sono stati in grado di creare un ottimo binocolo che possiede un giusto mix fra la planeità di campo e la giusta percentuale di distorsione angolare. Queste caratteristiche concedono, al fortunato utilizzatore, agevoli osservazioni “in panning” (osservando rapidamente da destra a sinistra). Quest’aberrazione, di fatto, è presente ma in maniera minima, direi circa un 3% 4& da circa il 70% del campo.

Coma e astigmatismo: Questo è un test sempre molto severo, soprattutto per un binocolo con prismi a tetto dalle finalità totalmente naturalistiche. Per percepire queste aberrazioni ho osservato i campi stellari autunnali e sorprendentemente il Nikon EDG ha ostentato, ai bordi estremi del campo, meno coma e astigmatismo rispetto al mio esemplare di Swarovski EL! (una differenza minima, a onor del vero, ma in ogni modo visibile).

Uso pratico: Non avendo altri  binocoli dal formato 7×42 in casa, ho dovuto compararlo sul campo con uno dei binocoli più apprezzati e performanti: lo Swarovski EL 8.5×42. Voi direte: “e’utile fare un paragone contro un binocolo con quasi due ingrani menti in più?”

Beh..direi di sì, dato che sono proprio i proprietari dei classici 10x- 8x che mi chiedono spesso cosa comporterebbe per loro “ a livello di percezioni visive” acquistare  un 7X.

Il NIkon EDG 7×42…in attesa del crepuscolo

Durante le mie escursioni di Settembre/Ottobre, ho appurato quanto segue:

  • Il Nikon EDG 7×42 è risultato vincente per quanto riguarda la profondità di campo e per essere in grado di fornire una messa a fuoco più rapida.
  • La distanza minima di messa a fuoco è quasi simile, meno di due metri, lo Swarovski, in verità, sa fare un pochino meglio, tuttavia da questa distanza il Nikon  EDG 7×42 è più rapido nel raggiungere l’infinito. Direi 340° di rotazione della manopola, contro i 380° (con il mio visus) ottenibili armeggiando con binocolo austriaco da 8.5x.
  • La vera supremazia del Nikon 7×42 EDG, però, si evidenzia con forza osservando dei soggetti situati a quaranta metri di distanza. In tal caso si gode di una eccellente immersione nella scena con dettagli nitidi e a fuoco sino all’infinito. Ho osservato varie volte da un’altura uno stormo di cormorani posati sul lago i Lugano. L’immagine del Nikon 7×42 era completamente immersiva, che a livello ottico-tecnico non vuol dire nulla, anche se spero sia abbastanza onomatopeica.

Di contro, lo Swarovski EL 8.5×42- come molti altri 8X- inquadrando un soggetto situato  a trenta metri-  presenterà mai lo sfondo a fuoco, vi sarà solo una minima regolazione da fare, e’ vero, ma l’immagine rivelerà questa carenza.

  • Un altro punto di forza del Nikon EDG 7×42 è la facilità di inseguire un soggetto all’interno di un bosco. Grazie alla grande PDC è realmente più facile “agganciare” i soggetti veloci come i picchi o le cince, sia per il basso ingrandimento fornito e per il campo inquadrato, sia per la messa a fuoco rapida.

 

Il campo apparente, invece, è ampio ma non ultra-grandangolare,lo Swarovski è in grado di inquadrare un campo molto simile a quello del Nikon EDG  (133m contro 140m) ma con, ovviamente, un maggiore campo apparente.

il binocolo è decisamente compatto, robusto e maneggevole

Anche l’ergonomia, seppur non sia a finestra centrale, è molto buona, il binocolo è compatto, sbilanciato verso gli oculari (come Zeiss ha sventolato per mesi durante la presentazione del suo Victory SF) e con un rotore ben posizionato che consente una corretta posizione del dito indice.

La luminosità è buona, anche se la trasmissione luminosa mi è parsa leggermente inferiore rispetto alle migliori soluzioni presenti sul mercato. Tuttavia il suo pregio è di essere brillante sia nell’uso diurno, sia in quello crepuscolare, questo dipende dalla ottimo range della trasmissione luminosa! Fattore da non tralasciare per chi ama un binocolo tutto-fare.

Un lato negativo del Nikon EDG 7×42 è la presenza di un po’ di luce diffusa osservando con il sole molto vicino al soggetto inquadrato. Non che lo Swarovski riesca a fare meglio, ma nessuno dei due raggiunge le prestazioni fornite, in tale frangente, dallo Zeiss Victory SF.

 

In sintesi

Il Nikon EDG 7×42 è il binocolo ideale per chi desidererebbe avere un binocolo compatto, luminoso e con una ottima profondità di campo. Sarebbe l’ideale, ad esempio per un cacciatore europeo che pratica la caccia a media distanza  o per un birdwatcher che osserva maggiormente gli uccelli all’interno dei boschi e non i rapaci, in volo, nel cielo. Il suo ingrandimento, inoltre, fornisce un’eccellente comodità osservativa, grazie all’ampia estrazione pupillare dei suoi oculari e una pressoché assenza di vibrazioni. Si può gestire, tranquillamente a mano libera, per un’intera giornata.

E’ contrastato, con colori neutri e molto nitido al centro, con un campo perfetto sino al bordo. Insomma, cosa pretende di più da un 7X?

 

Pregi.

  • Costruzione meccanica.
  • Immagine nitida sino al bordo del campo.
  • Ottima correzione dell’aberrazione cromatica.
  • Ottimo contenimento della coma e dell’astigmatismo.
  • Giusta dose di distorsione angolare.
  • Vignettatura impercettibile seppur fornisca un grande campo ottico (in proporzione al formato.)

 
Contro:

  • Luminosità, forse inferiore ai binocoli 7×4 dotati di meno lenti, come ad esempio Swarovski Habicht 7×42 ( ma anche con meno campo e meno corretti per ciò che concerne le aberrazioni geometriche).
  • Prezzo di acquisto elevato rispetto alla concorrenza. 

 

  • Ringraziamenti.
    Colgo ancora una volta l’occasione per ringraziare Nital per aver fornito i prodotti oggetto di questo test,  oltre a lasciarmi sempre libero di citare le mie reali impressioni senza restrizione alcuna.

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    Disclaimer. 
    Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Ottobre dell’anno 2017-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Nital, distributore ufficiale dei prodotti Nikon.

 

 

 

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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