Nikon EDG 8x42
Nikon EDG 8x42

Nikon EDG 8×42

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Nikon, con l’arrivo della serie EDG, dimostra di apportare continue innovazioni ai suoi binocoli di fascia alta.

L’acronimo dei nuovi binocoli ma anche dei nuovi spotting scopes è ben decifrabile all’interno della pubblicità di Nikon “The cutting edge in the sport Optics -L’innovazione nelle ottiche sportive”
Grazie alla collaborazione di Marco Rovere di Nital, ho avuto la possibilità di utilizzare nel periodo compreso fra Aprile e Giugno 2011, un esemplare di Nikon EDG 8×42 . Passo ora ad esporre le mie impressioni.

Il Nikon EDG 8×42 a sinistra, con il 7×42 EDG , che sara’ oggetto di una successiva recensione

Caratteristiche tecniche

Tabella con le caratteristiche tecniche

 

La scatola in cui è custodita la serie EDG: Vari gli accessori in dotazione

Costruzione e Meccanica

La costruzione dei Nikon EDG è molto curata, nulla pare lasciato al caso.
Il binocolo è dotato di uno chassis a finestra centrale(  hollow bridge design) che consente una impugnatura perfetta in ogni condizione. Personalmente apprezzo il suo design , soprattutto nella zona della messa a fuoco, dove il logo e gli inserti neri donano una grande personalità.

Lo strumento è, inoltre, ben bilanciato. Le celle che contengono gli obiettivi, per conferire maggior robustezza, sono composte da magnesio, penso sia l’unico binocolo a possedere tale caratteristica. L’interno del tubo ottico è ben opacizzato, cosi come risulta verniciata di nero opaco la cella che contiene gli obiettivi.
Per la spessa protezione in gomma è stato utilizzato un componente elastomerico , che non presenta PVC, e che è stato selezionato secondo gli standard di sicurezza ambientale a cui Nikon da molta importanza. Interessante anche il sistema di fissaggio dei tappi degli obiettivi, che grazie allo spessore sagomato non consente perdite accidentali.

L’interno del binocolo è riempito in azoto per prevenire la formazione di condensa e di muffe. Oltre a ciò grazie alla presenza di numerosi O-ring il Nikon EDG 8×42 è garantito per resistere 10 minuti immerso a 5 metri di profondità. L’azienda giapponese garantisce, inoltre, l’utilizzo sino a -20gradi; mentre è superiore, ovviamente, la temperatura di stoccaggio. I binocoli della serie EDG si possono quindi definire anti-appannamento ed impermeabili.

Il binocolo è decisamente compatto 141mm x148mm e leggero 785 grammi

primo un piano sul valido sistema di messa a fuoco

Sistema di messa a fuoco.

Come è visibile nello spaccato , messo a disposizione da Nikon, Il sistema di messa a fuoco è impermeabilizzato e dotato di una sistema di regolazione diottrica integrata. Il sistema è composto da un anello di messa a fuoco e da un piccolo anello di regolazione diottrica. Il primo anello è ben dimensionato, fluido, senza impuntamenti: L’esemplare che avevo in prova, possedeva un ottimo meccanismo di messa a fuoco, privo di impuntamenti e decisamente fluido: uno dei migliori che ho provato. Nikon sa costruire molto bene i sistemi di messa a fuoco! Non eccellente ma solo nella media, la distanza di messa a fuoco minima, pari a 3 metri, un valore che consente di osservare insetti e farfalli e l’avi-fauna che si avvicina inconsapevole ai capanni d’osservazione.

lo spaccato del Nikon EDG: foto cortesia NITAL

OTTICA

Lenti  e trattamento

Il Nikon EDG 8×42 fa uso di vari elementi composti da vetro ED (Extra -Low Dispersion) similmente a quelli presenti nei loro migliori obiettivi fotografici di alta gamma. La nitidezza dell’immagine al centro del campo è ottima, ritengo che questo binocolo entri di diritto nei migliori binocoli con prismi a tetto presenti attualmente sul mercato mondiale.
Oltre a ciò, seppur siano impressioni personali, ho notato che questo binocolo fornisce un contrasto veramente eccellente. Ho anche apprezzato la sua resa dei colori, leggermente calda, che incentiva l’ottimo contrasto, ed aiuta in certe condizioni di illuminazione o nelle giornate un po’ fosche.

Intendiamoci, non è un ottica “gialla” come quella di qualche binocolo russo militare, il viraggio verso il caldo si può notare, unicamente quando è comparato a binocoli decisamente più freddi, come ad esempio gli Zeiss FL o neutri come lo Swarovision 8.5×42.
Dire che in questo caso la tonalità dei colori fornita dal Nikon si pone a metà fra i due. L’aberrazione cromatica è impercettibile, eccetto, estreme situazioni al limite. Nikon garantisce una trasmissione dei vari elementi che compongo il binocolo pari al 99%. In effetti anche la luminosità è eccellente.

Gli obiettivi a bassa dispersione del Nikon EDG

Eccellente il trattamento anti-riflesso multi strato dielettrico ad alta riflettanza, utilizzato in tutta la serie EDG: le immagini sono brillanti e nitide, la correzione dei riflessi fantasmi è ottima.
Nell’uso pratico ho notato che neli oculari a grande campo, talvolta, possono entrare dei riflessi indesiderati . Ciò avviene quando si osserva con il sole situato ai lati dell’osservatore. Il problema è risolvibile con le conchiglie para-luce laterali che sono fornite in dotazione oppure regolando con precisione l’estrazione delle conchiglie di serie, ma questo, spesso durante l’uso su campo non è possibile, perchè occorre molta, molta velocità..
Personalmente, per tutta la durata della prova ho optato per le conchiglie laterali.  (rubberized objective frames)

tutto made in Japan, signori..

 Oculari

Ognuno degli oculari, come visibili dallo schema ottico, gentilmente fornito da Nikon è composto da 4 elementi, Il Nikon EDG 8x42inquadra un campo pari a 135metri di porzione di paesaggio a 1000metri. Ciò genera un campo reale in gradi pari a 7.7° ed un sufficiente campo apparente pari a 61..5° quando viene calcolato con la classica formula. CA (campo apparente)= ingrandimentoX campo reale.

lo spaccato del Nikon EDG: foto cortesia NITAL

Nikon utilizza ,invece per il calcolo del campo apparente la normativa ISO 14132-1:2002 standard (1) per tale motivo dichiara un campo reale inferiore: pari a 56.6°

E’ possibile abbassare le conchiglie paraluce con un sistema turn and stop a 4 posizioni, per i portatori di occhiali o per le varie condizioni di illuminazione. L’estrazione pupillare, di quasi 20mm è ottima anche per i portatori di occhiali.

Calcolo del sistema ISO 14132-1:2002- Immagine cortesia www.bestbinocularsreviews.com

Prismi

Il cuore di questo binocolo è composto da un sistema di prismi a tetto (alcune fonti li citano come Schmidt Pechan) che beneficiano del già citato trattamento multi-strato antiriflesso dielettrico. Le immagini forniti sono molto luminose e non è presente vignettatura ai bordi del campo di vista.

Per maggiori informazioni sui prismi di porro consigllio di leggere due articoli pubblicati su binomania:
binocoli con prismi di porro contro binocoli con prismi a tetto: la sfida

Un altro particolare del Nikon EDG 8×42

Curvatura di campo

Questo binocolo è dotato di campo piatto.. Le immagini sono quasi perfette per tutto il campo di vista fornito, direi il “campo godibile” è pari a circa il 90% di quello fornito

Altre aberrazioni

Nell’uso astronomico, l’esemplare di Nikon EDG 8×42 ,da me testato, mostrava un po’ di coma, sulle stelle più luminose, a partire da circa l’85% del campo di vista. Come al solito ho fatto uso di un cavalletto fotografico e del cielo stellato, che è sempre un valido test per questo genere di prove. Non ho notato , invece, tracce di astigmatismo.

Direi che questa è una delle prestazioni migliori che io abbia mai riscontrato in un binocolo con prismi a tetto per uso prettamente naturalistico.

Distorsione angolare

E ‘ presente u po’a distorsione a cuscinetto, ma non eccessiva. Per ciò che concerne l’effetto “palla rotolante” (3) esso è presente, ma se posso esemplificare, risulta ben inferiore al mio esemplare di Swarovision 8.5X42, che oltretutto è noto per avere un panning atipico Ricordo ai lettori che la percezione di questa effetto è legato ad impressioni soggettive, dato che non tutti riescono a percepire il medesimo grado di distorsione. Personalmente lo ritengo un binocolo gradevole quando utilizzato in panning, non il migliore, ma “soggettivamente” piacevole.

Box di approfondimento

Nel 1940  tutti i binocoli erano progettati per realizzare immagini prive di distorsione , successivamente Zeiss si decise di applicare un minimo di distorsione angolare ai binocoli anche se la parte conservatrice dei progettisti,  Heinrich Erfle, Albert Konig e Otto Eppenstein erano assolutamente contrari.
Nel 1945 grazie a Hermann Slevogt e Sonnefeld fu proposto un valido compromesso, ciò comportava la possibilità di creare binocoli con un piccola quantità di distorsione angolare che potesse eliminare in parte l’ effetto palla rotolante. Successivamente, grazie a Kohler, si applicò a tutti i prodotti ottici terrestri Zeiss quello che si definisce “cerchio di condizione”, ossia un valido compromesso fra contenimento della distorsione e l’effetto appena citato.  Tale parametro, che sarà analizzato in un seguente e specifico articolo, è stato per anni un punto di riferimento per tutti i progettisti di ottica terrestre. L’effetto palla rotolante: In un binocolo privo di distorsione angolare,  si nota  maggiormente la curvatura del panorama terrestre, osservando soprattutto l’orizzonte e spaziando velocemente da destra a sinistra. tale fattore è meno evidente nel panning a media distanza, guardando ad esempio in uno stagno o in un prato .

Vignettatura dei prismi

Non si nota nessuna vignettatura. La pupilla è perfettamente sferica ed illuminata.

 

Aberrazione cromatica

Come anticipato, il binocolo è dotato di ottiche a bassa dispersione .Nelle normali condizioni d’uso e di illuminazione, al centro del campo , l’aberrazione cromatica è invisibile. Si nota un lievissimo alone al centro del campo, soltanto intorno ai contorni dei soggetti o in controluce (ad esempio i rami e le foglie degli alberi stagliati su uno sfondo di cielo nuvoloso in pieno giorno).
Direi che nel 95% dei casi il possessore non se ne accorgerà minimamente. Presente, sempre durante le condizioni di illuminazione più critica ,un lieve residuo cromatico agli estremi bordi del campo, . Il contenimento dell’aberrazione cromatica, è paragonabile ai migliori TOP DI GAMMA, presenti sul mercato. Per avere un quadro più completo consiglio la lettura della mega-comparativa, organizzata da Binomania ed effettuata da appassionati provenienti da vari settori.

Uso pratico

Ho avuto la possibilità di trascorrere molte ore, in mezzo alla natura, per tale motivo ho potuto confrontare il Nikon EDG 8×42, con altri TOP DI GAMMA. Premettendo che le mie sono solo opinioni personali, tratte quasi sempre dall’uso su campo. Premettendo ciò posso confermare che:

Il Nikon EDG 8×42è un binocolo molto ergonomico, la messa a fuoco è dolce e precisa e consente di seguire l’avi-fauna senza alcun problema. Essendo un 8X la profondità di campo è buona e la sua percezione è incentivata dall’alto contrasto e dal buon campo apparente.  La messa a fuoco minima, non è la migliore  tuttavia si attesta nella media dei binocoli di tale formato.

Sopraffina la costruzione e la cura dei particolari ( tappi, opacizzazione interna, accessori in dotazione, etc.etc) . Anche meccanicamente è ben costruito, seppur personalmente ho dovuto fare un periodo di breve “rodaggio” con il sistema integrato di regolazione diottrica. In ogni caso Nikon pare aver trovato un eccellente compromesso fra la comodità d’uso e la precisione nella fase di messa a fuoco. Ho notato spesso che molti concorrenti difettano in tale caratteristica.

Personalmente apprezzo molto i binocoli che forniscono un buon contrasto e una tonalità leggermente calda. Il Nikon EDG 8×42 possiede queste caratteristiche. Anche nella osservazione crepuscolare è molto difficile decretare un vincitore, quando lo si compara con altri binocoli blasonati. Confermo, ancora una volta, che a questi livelli, contano molto di più le peculiarità che i difetti, che sono quasi sempre minimi o inesistenti.

Il campo apparente consente una ottima immersione nella scena. In certe condizioni d’utilizzo è preferibile utilizzare i paraluce in gomma “laterali” che evitano l’entrate laterale di luce, soprattutto quando il sole è situato lateralmente all’osservatore.

Per quanto riguarda il suo utilizzo nel panning, oltre a quanto già premesso, direi che, in linea generale, gli ingegneri ottici di casa Nikon hanno saputo trovare un ottimo compromesso fra distorsione angolare e utilizzo nel panning.

Ritengo tuttavia che sia sempre preferibile provare i binocoli prima di acquistarli, giacchè la mia “soddisfazione” nel panning potrebbe essere dissimile da quella percepita da altri appassionati.

Concludo dicendo che la scelta di un binocolo, spesso è legata a fattori molto personali e quando, come in questo caso ci si trova nella fascia dei TOP DI GAMMA, la scelta può dipendere anche da altri fattori: feeling con l’ergonomia, conformazione del viso ed oculari, utilizzo con gli occhiali, utilizzo prettamente diurno o prettamente crepuscolare, etc. etc.

un confronto con lo Swarovski SLC HD 8×42, sulla destra

Pregi e difetti

Come anticipato sono molti: dalla meccanica alla qualità ottica al contenimento delle aberrazioni cromatiche e geometriche. Difetti? Direi soltanto uno, almeno qui in Italia. Purtroppo il prezzo di listino è alto, superiore ai 3000 euro. Spero che Nital possa, al più presto, avviare qualche promozione per consentire ai vari appassionati di acquistare uno strumento che è entrato di diritto fra i migliori binocoli per uso naturalistico attualmente presenti sul mercato mondiale

a partire da sinistra, Nikon EDG, Leica HD, Zeiss FL, Swarovski Swarovision: i punti di arrivo di molti appassionat, ognuno presenta “sfumature” diverse

Accessori

La dotazione standard è molto ricca: E’ presente una borsa, una cinghia, il kit di tappi standard, le conchiglie laterali con dei tappi dedicati e l’immancabile panno per la pulizia.Il binocolo presenta una filettatura per l’aggancio delle staffe da montare sui cavalletti fotografici. .

In sintesi.

La serie EDG di Nikon è un nuovo punto di riferimento nel settore dei binocoli con prismi a tetto. Ottima meccanica, ottima resa ottica, potrebbe essere la scelta ideale, per il naturalista esperto ed esigente.

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di  Luglio del 2011. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Nital SPA  cliccando sull’immagine qui di seguito.

 

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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