NIKON MONARCH 7 8X30 e 10×30

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Nel gennaio 2014 la serie Monarch 7 si è arricchita di due nuovi modelli da 30 mm: l’8x e il 10 x. All’esordio di questa gamma avevo già avuto modo di parlarvene relativamente ai 42 mm e quindi queste poche righe non possono che esserne il complemento da cui non è possibile prescindere.

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I due binocoli oggetto del test.

Vale qui la pena invece spendere due parole sulle caratteristiche peculiari dei modelli da 30 mm in quanto le prestazioni ottiche sono sostanzialmente sovrapponibili a quelle descritte per i 42 mm  e che in sintesi si traducono in un sorprendente rapporto qualità/prezzo  ponendo la gamma Monarch 7 a un livello medio-alto che si accosta moltissimo agli HG ma restando comunque significativamente inferiore agli EDG. Da rimarcare anche che nel frattempo è uscita la serie Monarch 5 che si colloca però su un livello qualitativo inferiore alla serie 7 per tutta una serie di fattori che riguardano l’intera linea costruttiva a partire dal magma di fusione dei vetri per finire  al tipo trattamento antiriflessi (fonti Nital).

Uguali in tutto per tutto agli altri fratelli maggiori di questa serie per linea,ergonomia, materiali, impermeabilizzazione, anch’essi impiegano  lenti ED; a  corredo vi sono una bella custodia in cordura imbottita ben proporzionataapplicabile anche in cintura e, per contro,  una larga tracolla (6 cm!) in neoprene nero, con il bel logo nikon dorato, che potrebbe tenere su anche il mio 18×70!

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un bel primo piano sul Nikon Monarch 7

Le particolarità di questi 30 mm stanno principalmente in dimensioni, peso e  messa a fuoco.

Come potete vedere dalle foto le dimensioni sono assai ridotte e li fanno assomigliare quasi a dei compatti “ingrassati”, tuttavia sappiamo bene anche altri concorrenti da 30-32 mm possono vantare dimensioni ridotte, ma il vero asso nella manica è il peso di soli 440 grammi che li pongono al vertice della categoria per leggerezza.

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Un bel primo piano sul “ponte dei comandi”: oculari e rotore di messa a fuoco

La messa a fuoco, morbida, fluida e pastosa, senza giochi o resistenze, tipica dei Nikon in generale, comprende tutto l’ambito in poco più di un giro completo: il che significa che sul campo ci vuole 1/8 giro o poco più per passare dai 10-20 metri a infinito; la distanza minima di messa a fuoco utile è intorno  ai 2 metri; a minori distanze è ancora possibile mettere a fuoco ma inizia il fastidioso effetto di sdoppiamento a 8 che non è completamente compensabile con la riduzione della distanza interpupillare.

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Le diciture visibili sulla ghiera di regolazione.

Se questo può essere un grandissimo vantaggio per i birdwatchers e una gran comodità sull’8x, a 10 x può invece essere un’inziale difficoltà perché basterà pochissimo per passare dall’intra- all’extra-focale e quindi bisogna prenderci un po’ la mano. Trattandosi dello stesso binocolo per entrambi gli ingrandimenti il perché diventa facilmente comprensibile e ne deriva che per il 10x sarebbe stato preferibile avere una minor demoltiplicazione ma questo  non avrebbe certo consentito di contenere il prezzo.

Parliamo del  campo reale: se per il 10x abbiamo dei gradevoli 6.7° , condivisi anche dalla concorrenza, l’8x offre un  apprezzabilissimo campo di 8.3° che pochi sono in grado di vantare.

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Veramente eccellente la compattezza di questi binocoli

Avendo poi in casa dei porro analoghi una breve e fugace comparativa sul campo reale e l’impatto visivo generale è stato inevitabile. In sintesi: il VixenUtima 8×32 con 8.3° offre una  modesta maggior sensazione di tridimensionalità ma il nikon dàun’immagine più incisa e pulita, più cristallina e luminosa; se però avviciniamo un  SE o un  E II,   questi “antichi e superati porro” ,ancora un volta, avranno la meglio sul monarch 7  sotto tutti i punti di vista, specie per quanto concerne gli SE.

I prezzi ufficiali per il mercato italiano di questi monarch 7 sono di 449 euro per l’8×30 e 479 euro per il 10×30.

La fascia media, dimenticata per anni, ha ormai innescato sfide in punta di fioretto.

Si ringrazia la Nital nella persona di  MaurizioBachis,  Nikon Sport Optics Manager,  per l’esemplare in prova.

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Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di   Febbraio del 2014  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Nital SPA  cliccando sull’immagine qui di seguito.

Piero Pignatta

Written by

Pignatta Piero: visualista puro del cielo profondo, con qualche divagazione di panorami montani e avi-fauna. Osserva solo con il binocolo, strumento che per lui è stata una vera rivelazione; è un fissato dei binocoli Miyauchi sui quali è meglio transigere e non contraddirlo, pena gravi scompensi del suo equilibrio cosmico-esistenziale. Il suo mito è l’ormai introvabile, esaurito, costosissimo 25×141 per il quale potrebbe copiosamente commuoversi al solo sentirlo nominare. Non escludo ne conservi una foto nel portafoglio.

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2 Responses

  1. Nunzio ha detto:

    Domanda impertinente; estrazioni pupillare di entrambi?

    Grazie