Nikon Monarch 7 8X42

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Il Monarch 7 è’ l’ultima evoluzione della nota serie della Nikon, prodotto solo nelle versioni 8×42 e 10×42, costruito in Cina (e la Nikon non ne fa mistero essendo così marchiato nella parte inferiore della cerniera) ma con progetto, lenti, prismi, meccanica e controllo qualità forniti ed eseguiti dalla casa madre.

ingrandimento 8
diametro lenti 42
pupilla d’uscita 5,25 mm
estrazione pupillare 17.1mm
campo visivo m/1000 140/1000m
campo visivo in gradi
campo apparente 64° (58.4°dichiarati da Nikon secondo norme ISO)
distanza minima di messa a fuoco 2.5m
compensazione diottrica +-4
distanza interpupillare 56-72mm
Lenti Vetro ED
impermeabile si,fino a 1 m per 10 min
dimensioni 142x130mm
peso gr. 650 g
Riempimento azoto
prezzo ( fonte Nital Settembre 2012) 619 euro

Qualità ottica e meccanica Il binocolo in prova è l’ 8×42 che si mostra subito accattivante per il bellissimo design, l’ergonomia e la compattezza. Al primo impatto, infatti, quello che colpisce sono le dimensioni che istintivamente richiamano più un 8×32 che non un diametro superiore. Rivestito della consueta morbida e aderente gomma antiscivolo Nikon, si impugna che è una meraviglia, cade sulle due mani in modo naturale non facendo minimamente sentire i suoi 650 grammi, con l’indice che si posizione automaticamente sulla generosa ghiera di messa a fuoco, anch’essa con gommatura zigrinata. 

durante l’evento settembrino di binomania abbiamo avuto modo di comparare il Nikon Monarch 7 a vari binocoli

Gli oculari hanno un’ampia lente, maggiore di 20 mm, protetta da paraluce estraibili a multiscatto che permettono di essere regolati a diverse altezze, mentre i coprilenti anteriori sono ribaltabili in gomma e rimangono quindi appesi durante l’uso, ma comunque rimovibili per chi non gradisce questa soluzione. Sull’oculare di dx è posizionata la consueta ghiera per le diottrie, dotata di ampia escursione nei due sensi, benché non sia in grado di quantificare la diottrie correggibili.

Un bel primo piano del Nikon Monarch 7 (foto di Paolo Monti)

Sul campo l’esperienza è stata piuttosto sorprendente e non solo a detta di chi scrive visto che ho avuto la possibilità di passarlo in mano ad appassionati esperti.

un primo piano sugli obiettivi da 42mm di diametro

Se per capire bene un binocolo è necessario un lungo periodo di osservazione in varie condizioni è altresì vero che il primo impatto dà già subito un’idea circa la bontà dello strumento.
La prima impressione è stata di un’immagine pulita e trasparente con una visione rilassante, una buona proiezione sulla scena dell’osservatore e la percezione che vi sia ancora una certa tridimensionalità; sappiamo che i prismi a tetto sono più “piatti” dei porro ma in passato avevo già notato che i tetto Nikon di alta gamma (HG-EDG) erano meno soggetti a questo “difetto “: non è cosa da poco tenuto conto che questo binocolo non è un top di gamma ma uno strumento che la casa ha voluto collocare in una fascia medio-alta.

Il binocolo è molto leggero e compatto (foto di Paolo Monti)

La nitidezza è ottima e molto buona la luminosità, mentre il contrasto cromatico appare inferiore rispetto ai top di gamma. Anche la correzione del campo è molto buona ma si avverte una minor definizione ai bordi, specie nel campo inferiore come spesso accade, che tuttavia non è fastidiosa e solo se si hanno vicino strumenti di maggior classe si nota la differenza puntandolo su oggetti di per sé già “impastati” come le chiome degli alberi. Globalmente direi che la definizion eai bordi è certamente inferiore al HG e all’EDG e anche all’SE che però, guarda caso, hanno tutti un campo inferiore agli 8° (persino l’SE con prismi di porro e lente di minor diametro); in effetti 8° di campo reale con i relativi 64° di campo apparente sono parecchi per un tetto di questa misura.

Praticamente inavvertibile l’aberrazione cromatica, persino di notte sulla luna.

Nell’impiego notturno puntandolo su forti sorgenti luminose, luna compresa ,è invece evidente il classico spike angolare dei prismi a tetto, che si manifesta con una V a partire dal centro immagine e composta dai singoli sbaffi in direzione opposta dei due tubi; è questo fenomeno diffrattivo dovuto all’angolo di accoppiamento dei prismi che può essere variabile secondo lo schema impiegato (non mi è noto lo schema di questo binocolo).

Una resa cromatica neutra senza essere troppo brillante e il buon contenimento dei riflessi interni tradiscono un trattamento antiriflesso e una correzione di fase molto buone su cui nulla ci è dato di sapere (ma anche se lo sapessimo non credo che aggiungerebbe molto: non penso siano molti gli appassionati in grado di disquisire sulla composizione dei trattamenti antiriflesso, a partire da me!).

buona compattezza ed un ottimo rapporto prezzo-prestazioni

L’impiego di lenti ED è ovviamente determinante: diversamente non si sarebbero potute conciliare insiemecompattezza (quindi una minor focale che comporta maggior aberrazioni), trasparenza, aberrazione cromaticatrascurabile, angolo di campo superiore alla media.

Nikon_Monarch_7_3
Il binocolo durante una fase del test

CONCLUSIONI:
Un binocolo di fascia medio-alta con un rapporto prezzo/qualità eccellente, direi quasi sorprendente, che gli consentono di misurarsi anche con analoghi di prezzo superiore. Azzeccata anche la scelta dei due formati “principali”: il classico 8×42 tuttofare e il 10×42 per il birdwatcher più esigente e che risponde anche alle attuali tendenze dell’ambiente venatorio.

Un ottimo binocolo per chi desidera uno strumento già di una certa qualità  senza svenarsi anche se, intendiamoci, non potrà comunque concorrere con le prestazioni dei massimi livelli sia di casa Nikon che dei blasonati concorrenti mitteleuropei.

Ma si sa, come dico da molti anni, in ottica per avere un po’ di più bisogna pagare tanto di più.

Si ringrazia la Nital nella persona di Maurizio Bachis, Nikon Sport Optics Manager, per l’esemplare in prova.

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di  Ottobre del 2012. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Nital SPA  cliccando sull’immagine qui di seguito.

Written by

Pignatta Piero: visualista puro del cielo profondo, con qualche divagazione di panorami montani e avi-fauna. Osserva solo con il binocolo, strumento che per lui è stata una vera rivelazione; è un fissato dei binocoli Miyauchi sui quali è meglio transigere e non contraddirlo, pena gravi scompensi del suo equilibrio cosmico-esistenziale. Il suo mito è l’ormai introvabile, esaurito, costosissimo 25×141 per il quale potrebbe copiosamente commuoversi al solo sentirlo nominare. Non escludo ne conservi una foto nel portafoglio.

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