NIKON Monarch HG 8×42 o EDG 8×42?

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Ogni promessa è debito, quindi rieccomi a voi.

Nella recensione del Monarch HG avevo avuto la sensazione di poche differenze con il mio 7×42 EDG.in luce diurna e per osservazione generiche.

Nikon_Monarch_HG_009

Come preannunciato, andando in Nital a restituire il Monarch ho voluto comparare brevemente all’istante l’analogo EDG., quindi entrambi nel formato 8×42,  per valutare alcune cose che mi ero appuntato e per la precisione: la resa diurna nell’osservazione generica a parità di ingrandimento, la resa in condizioni di luce critica, la messa a fuoco e la presenza o meno dell’effetto palla rotolante nel panning con l’EDG.

Nell’osservazione generale in luce diurna l’HG si è confermato molto vicino all’EDG; quest’ultimo però mostrava un’immagine ancora più pulita e luminosa, più contrastata e brillante. Inoltre l’EDG dava francamente un maggior effetto di tridimensionalità dell’intera immagine. Come spesso accade per i top di gamma l’EDG. ha tirato fuori gli artigli in luce critica e in condizioni di semi-oscurità ove si è rivelato nettamente superiore, fornendo un’immagine più luminosa e svelando dettagli preclusi al Monarch HG.

Per contro sulla luna l’EDG.,  pur essendo totalmente esente da qualsiasi aberrazione cromatica, in alcune posizioni dava una minimo riflesso fantasma, assente sul Monarch HG.

La messa a fuoco dell’EDG. è risultata più vellutata, forse per l’intero meccanismo in ottone con la scelta di un grasso azzeccato, e anche un po’ più corta di circa ½ giro. Ergonomicamente l’EDG è un po’ più cicciotto nell’impugnatura e anche la ghiera di messa di fuoco e un po’ più grande; complessivamente la mia mano risulta più riposata impugnando il Monarch HG, con il dito indice meno sollevato sulla rotella di messa  e appoggiato più naturalmente.

Nikon_Edg_1

Circa l’effetto di palla rotolante durante il panning l’EDG. ne risulta praticamente esente o quanto meno appena accennato.

Complessivamente l’EDG., mostra quindi ancora una certa superiorità, specie in condizioni di luce critica, mentre nell’uso generale il Monarch HG lo tallona da vicino.

Insomma se l’HG insidia l’EDG. nel resa generale, quest’ultimo ha quella “scintilla” in più che potrà essere certamente apprezzata dal professionista della natura, dall’amatore dal palato fino, dal cacciatore esigente. Una scintilla che costa maledettamente di più.

Ancora un grazie a Nital nella persona di Maurizio Bachis  per l’inesauribile disponibilità.

Written by

Pignatta Piero: visualista puro del cielo profondo, con qualche divagazione di panorami montani e avi-fauna. Osserva solo con il binocolo, strumento che per lui è stata una vera rivelazione; è un fissato dei binocoli Miyauchi sui quali è meglio transigere e non contraddirlo, pena gravi scompensi del suo equilibrio cosmico-esistenziale. Il suo mito è l’ormai introvabile, esaurito, costosissimo 25×141 per il quale potrebbe copiosamente commuoversi al solo sentirlo nominare. Non escludo ne conservi una foto nel portafoglio.

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