Galileo 15x120
Galileo 15x120

Officine Galileo. Un orgoglio Italiano. Una eccellenza Italiana. Un..mistero italiano.

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Due anni fa circa ho fatto un salto sulla sedia quando ho incontrato sul Forum di Binomania le foto di un misterioso binocolone Officine Galileo 15×120. Il  proprietario chiedeva notizie sulla storia e sul valore di questo enorme binocolo,  in ottone, bronzo e alluminio, comperato circa quarant’anni prima da suo padre.

In queste occasioni mi si apre, improvvisamente, il naso (il sangue mi va tutto al cervello) e comincio a riflettere e a mettere a punto una strategia che dev’essere  rapida, prudente e chirurgica.

Mi spiego meglio:

–          rapida per battere sul tempo quei due o tre concorrenti sornioni ed antipatici che, se leggono anche loro, per me ……. è finita.

–          prudente perché basta una parola o una mossa sbagliata e il possibile venditore ….. non vende più

–          chirurgica perché la strategia deve dare risultati netti e precisi. Se sbagli una mossa, non ti viene data la possibilità di rifarla.

 

In questo caso il proprietario aveva chiesto di conoscere il valore del binocolo. Dunque c’era una piccola possibilità che fosse interessato alla vendita.

Non  voglio tediare con il resoconto del mio primo contatto e di quelli successivi. Posso dirvi di averci messo oltre un anno ad ottenere la disponibilità alla vendita che si è conclusa definitivamente dopo un anno e mezzo ad un prezzo più che adeguato.

In quel periodo ho cercato notizie, immagini del “bambino” ma, ahimè, nessun ritrovamento. Ho contattato il museo Officine Galileo senza fortuna (e mi limito a descrivere così). Ho parlato con appassionati, collezionisti e quant’altro ma nessuna informazione è stato possibile trovare.

Passato tutto questo tempo, arriva il fatidico momento: il binocolo passa di mano e, finalmente, me lo posso studiare e coccolare.

Invito Daniele Ricci Mingani, Paolo Monti e Sergio Sicoli e porto il bambino da Luca Mazzoleni . Era in buonissime condizioni ma serviva una pulizia interna, ripristinare il balsamo del canadà a oculari ed obbiettivi e, soprattutto rifare un treppiede che era l’unica parte mancante.

Luca, dallo studio del binocolo aperto e dei suoi numerosi particolari meccanici ed ottici ne ha ricavato le seguenti certezze:

–          è certo che si tratta di realizzazione che precede di poco la seconda guerra mondiale

–          originale e geniale la realizzazione del perno che unisce i due corpi binoculari: questo non è centrale bensì laterale sul tubo di sinistra (questo garantisce una maggior precisione e minore torsione dei due tubi nell’aprire e chiudere la distanza interpupillare)

–          originale ed inusuale l’accoppiamento delle lenti obbiettive che sono tre: due accoppiate in balsamo del canadà e la terza in aria con uso di o-ring

–          il sistema della cella dei prismi e il loro scorrimento su binari e piastre surdimensionate esalta il particolarissimo e semplice ad usare sistema di correzione fine della collimazione che rappresenta una assoluta novità per un esperto del calibro di Luca Mazzoleni

–          la presenza della sede per accogliere un reticolo distanziometrico (mancante) conferma una realizzazione militare – in origine c’era il reticolo ed è stato tolto da vecchi proprietari.

–          L’uso massiccio di ottone, bronzo, il surdimensionamento dei particolari meccanici fanno pensare ad una “scuola militare” che proviene dagli anni 20/30. Questo ci fa capire che Officine Galileo erano avvezze  a costruzioni di questo tipo e lo erano da lunga data

Che altro dire? La visione che restituisce è sorprendente tenendo conto dell’epoca e anche del fatto che siamo tutti abituati ad aspettarci prestazioni superiori solo dai grandi classici produttori: Zeiss, Nikon ecc. ecc.

Invece anche gli Italiani…….

Se ci fosse un’ orgogliosa intelligenza che manca, questo pezzo sarebbe già collocato in un museo con ……. targa toscana.

Marzo 2013   Carlo Rossi

 

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Carlo Rossi: veneto, da quarant’anni vive a Bologna. Quasi certamente il più anziano del gruppo ma non necessariamente il più equilibrato. Affamato di ogni binocolo che ai suoi occhi promette più degli altri ne distolglie l’interesse dopo averlo acquistato. Predilige i vintage a porro che ha raggruppato in collezione in tre filoni: 1) piccoli binocoli da teatro e da campagna dal 1900 al 1925. 2) binocoli vintage anni 1940 > 1990 militari e non. 3) binocoli giganti militari e non dal 1940 ad oggi. Tutti pezzi che dormono magnificamente silenziosi a casa sua. Ogni tanto li porta al parco eolico Casoni Di Romagna, ove si delizia, con amici, delle formidabili immagini che questi, fedelmente, restituiscono. Collabora con Binomania in qualità di esperto di binocoli della II Guerra Mondiale.

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