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Opticron Adventure T WP: prismi di Porro per tutte le tasche!

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Premessa.
Qualche mese fa, chiesi al patron di Opticron, Pete Gamby, di inviarmi qualche buon binocolo da presentare ai miei lettori.
La risposta fu alquanto repentina oltre che decisa: “Se non ti dispiace, ci penso io! Ho rinnovato la gamma dei binocoli con  prismi di Porro e sono molto curioso di sapere la tua opinione”.

Un bel primo piano sui nuovi binocoli con prismi di Porro di casa Opticron

 

La serie Adventure T WP , come visibile nella tabella ufficiale, è composta da ben sei formati. Penso che ai lettori, non potranno sfuggire oltre alle caratteristiche tecniche anche i prezzi (in Sterline) molto interessanti.

 

Specifiche 6.5×32 8×32 8×42 10×42 10×50 12×50
Campo di vista (m) a 1000 m 161 142 131 114 105 95
Minima distanza di messa a fuoco (m) 3 3 5 5 7 7
Estrazione pupillare (mm) 18 15 18 15 18 15
Dimensioni (mm) 109×169 109×169 137×183 137×183 169×190 169×100
Peso (g) 549 545 625 629 759 765
Prezzo in Sterline (Maggio 2017) 69.00 75.00 79.00 85.00 89.00 95.00
             

 

Ovviamente scriverò le mie impressioni pratiche sui formati che ho ricevuto: Il 6.5×32, l’8×32 e l’8×42. Farò una breve disamina sulle caratteristiche che hanno in comune, poi specificherò per ogni formato le differenze che lo contraddistinguono.

 

Meccanica e messa a fuoco.
 Di primo acchito la somiglianza con due prodotti storici “Made in Japan” che han fatto la storia, è alquanto marcata.

Mi riferisco, con maggior precisione, alla serie Vixen Ultima e alla mitica serie: NIKON E II

In effetti, i due Opticron da 32 mm di diametro presentano una forma che è molto simile a quella dei blasonati e costosi prodotti poc’anzi citati, anche se devo ammettere che i binocoli Opticron sono venduti con una protezione di gomma, certamente più funzionale e adatta all’uso prettamente naturalistico.

Classica e piacevole la linea dell’Opticron 8×32

 

I binocoli, come anticipato, sono composti di prismi di Porro, la messa a fuoco è esterna  e si avvale di un carrello centrale in policarbonato che consente la traslazione degli oculari. E’ prevista una ghiera di regolazione sull’oculare destro per la compensazione delle eventuali differenze di visus fra gli occhi dell’osservatore. Questi nuovi prodotti non sono riempiti in azoto, ma Pete Gamby mi ha confermato che presentano vari O-Ring per garantire la impermeabilizzazione.

Il rotore centrale ricorda molto il binocolo Nikon E II. Questa manopola si è rilevata, nel complesso, abbastanza funzionale e in grado di consentire l’uso sul campo senza far penare gli appassionati piu’ esigenti.  Ovviamente non sto descrivendo un binocolo che beneficia di una meccanica sopraffina, ma questo mi pare sia chiaro, come chiarissimo è il prezzo di acquisto veramente irrisorio.

I binocoli forniscono delle prestazioni differenti in proporzione al formato. Vediamole insieme!

 

Distanza minima di messa a fuoco.
 Il 6.5×32 ,ovviamente,  è il migliore. Ho messo a fuoco più vicino rispetto a quanto dichiarato (tre metri), anche se la distanza fra i tubi , maggiore rispetto a quella di un prisma  a tetto, non consente di eccellere. Per passare da questa distanza all’infinito occorre ruotare la manopola  di circa 300°. Da circa 7-10 metri, invece saranno sufficienti  circa 5°  di regolazione della corsa.

L’8×32 è una giusta via di mezzo. Mette a fuoco a una distanza ravvicinata praticamente identica ma per passare da questa distanza è raggiungere l’infinito ho dovuto ruotare la manopola di  un giro completo. Dai classici 7-10 metri all’infinito è necessario correggere leggermente di più rispetto alla versione dagli ingrandimenti inferiori.

L’8×42, invece, presenta delle  prestazioni differenti.  Seppur riesca a mettere a fuoco a 3 metri, al posto dei cinque dichiarati, raggiunge l’infinito in un giro e un quarto di manopola. Mentre la prova dai sette metri ha mostrato una corsa più lunga dei fratelli da 32 mm di diametro.

I paraluce in gomma si sono rivelati molto morbidi e confortevoli.

Lenti e oculari.

Obiettivi.
Tutti i binocoli della serie Adventure T  WP non fanno uso di elementi ottici in vetro ED (extra dispersion). Del resto neppure i Vixen Ultima ne erano provvisti (eccetto due rari formati disponibili negli anni 90: l’9.5×44 e la 10.5×44 che erano venduti anche sotto il brand Celestron e che spesso si trovano su Ebay.com a circa 300$)

Lo stesso dicasi dei  Nikon E II che fanno uso di eccellenti lenti ma anch’esse non dotate di elementi a bassa dispersione.

Le immagini di tutti i tre i formati testati sono abbastanza impressionanti, dato il costo di acquisto. Al centro del campo ho notato un buon contrasto e una nitidezza più che soddisfacente, molto simile  a quella di un binocolo con prismi a tetto da 300-400 euro. La resa dei colori è lievemente calda.

 

Oculari. 
I nuovi Adventure sono  dei binocoli forniti di oculari grandangolari. Se si eccettua il campo di vista del 6.5X32, gli altri due formati forniscono prestazioni decisamente soddisfacenti.

Il 6.5×32 inquadra 161 m a 1000 metri, pari a ben 9.2 gradi!  (59.8° di campo apparente)

L’ 8×32 inquadra 142 metri a 1000 metri , che corrispondono a quasi 8.2° di campo (65.6 ° di campo apparente).

L’8×42 fornisce, invece,  131 metri a 1000 metri,   ossia un soddisfacente campo di 7.5 (60° di campo apparente).

Un bel primo piano sugli obiettivi del 6.5×32.

 

Gli oculari sono ottimizzati con dei paraluce in gomma, ruotabili che facilitano la visione ai portatori di occhiali.  Il più comodo si è rilevato il formato 6.5×32 che presenta circa 18 mm di estrazione.

L’8×32, invece, ha una estrazione pupillare pari a solo 15 mm, una caratteristica da tenere in considerazione per chi usa occhiali.

 

Trattamenti anti-riflesso.

I binocoli sono dotati di un buon trattamento anti-riflesso su ogni superficie ottica, molto simile a quello di un binocolo giapponese che acquistai anni fa per circa 600 euro. Le prestazioni, in questo caso, sono superiori rispetto al  prezzo di acquisto. 

Poter utilizzare tre esemplari  mi ha concesso, oltretutto, di apprezzare il controllo di qualità operato da Opticron, dato che non ho notato difetti, striature, errato posizionamento degli strati, etc.,etc.

Prismi.
I binocoli sono dotati di prismi composti di vetro BAK-4, anch’esso ottimizzato con un trattamento anti-riflesso. Non aspettatevi, ovviamente, pupille di uscite perfettamente circolare e senza vignettatura in questa fascia di prezzo, dato che i miracoli – e i regali- non li fa, ovviamente, nessuno.

LOpticron Adventure WP T 8×42 durante una fase del test sul campo.

Aberrazioni.

Aberrazione cromatica. I binocoli non sono dotati di ottiche a bassa dispersione, tuttavia tutti e tre i formati hanno mostrato pochissima aberrazione cromatica.

Le prestazioni del 6.5×32 e dell’ 8×32 sono abbastanza simili.

Il formato 8×42 ,onestamente, non si discosta molto dagli altri due prodotti. Nelle giornate assolate, al centro del campo, infatti, le prestazioni al centro del campo sono decisamente interessanti e a volte stupiscono dato il suo basso prezzo di acquisto.

 

Cromatismo laterale.
Visibile in tutti e tre i prodotti a partire da circa il 70% del campo di vista. Si nota unicamente sui contorni degli oggetti in forte controluce.

 

Curvatura di campo.
 
I binocoli non possiedono un campo totalmente piatto,  in questo frangente, il Nikon E II (che costa 4 volte tanto) è migliore. Gli Adventure WP T sono abbastanza simili  a quanto osservabile al bordo con i Vixen Ultima.

Nel 6.5×32 le immagini degradano a partire da circa il 70% del campo di vista

Nell’8×32 la situazione migliora, ma di poco. Confermo che tali differenze sono percepibili unicamente dopo un controllo minuzioso operato con i binocoli fissati su cavalletto e facendo uso delle USAF CHART. Onestamente non penso siano visibili durante l’uso pratico, a parte le possibili differenze date anche dal diverso campo di vista inquadrato e dal campo apparente generato.

Forse fra i tre il migliore è risultato l’8×42.

Fra i tre prodotti, tuttavia, prediligo particolarmente la visione fornito dall’8×32 che è un giusto mix fra campo ottico inquadrato, sweet spot e piacevolezza della visione.

 I binocoli non sono affetti da mera curvatura di campo, esiste una buona dose di coma ai bordi del campo che, alla fine dei conti, tirando le somme, mi è parsa abbastanza simile in tutti e tre i formati.

Ricordo ai lettori che per ripassare queste nozioni è sufficiente visitare la pagina del glossario di Binomania.

 

Distorsione angolare.
Tutti è tre non sono scevri da  distorsione. Nella media stiamo parlando di circa un 5% visibile a partire da circa il 75% del campo di vista. L’8×42 mostra una distorsione leggermente inferiore ai formati da 32mm, almeno per ciò che concerne l’esemplare che ho testato.

 

 

Prova sul campo. 
Che dire? Non è possibile fare una scelta, perché non sono binocoli dal medesimo formato, ognuno di essi ha delle piccole differenze che potrebbero portare un appassionato a sceglierlo.

Il 6,5×32 ha vari pregi: presenta una buona profondità di campo, la pupilla di uscita è comoda ed è ottimo da utilizzare anche da donne e bambini, perché il basso ingrandimento non risente molto delle micro – vibrazioni.

L’8×32 , come anticipato, è il formato che ho preferito; ha un campo ottico ampio, una forma, molto, molto simile al mio amato Nikon E II,  nonché delle  buone prestazioni al centro del campo (nitidezza, contrasto).

L’8×42 è più luminoso, quindi mi è parso ideale per chiunque volesse acquistare un binocolo economico adatto anche alle osservazioni crepuscolari .

Un primo piano sugli oculari dell’Adventure T WP 8×42 Altre aberrazioni.

 

 

In sintesi.
I nuovi binocoli Opticron Adventure T WP si sono dimostrati dei validissimi prodotti entry-level in grado di allietare decine di neo-appassionati con un prezzo di acquisto molto favorevole.

Difetti.
Ci sono! Ovviamente gli Opticron Adventure  T WP non sono binocoli Top di Gamma: Il carrello centrale flette un po’, l’aberrazione cromatica talvolta è presente, gli oculari non sono dotati di elementi asferici e la maggior parte dei componenti sono di materiale plastico e quindi non eterni.

Ovviamente tutto ciò sarebbe modificabile ma porterebbe a sborsare un prezzo ben superiore.

 

Cosa penso  di questi nuovi binocoli?
Opticron è riuscito a portare “l’anima” del binocolo con prismi di Porro giapponese in un prodotto dal prezzo ecellente!
 La nuova progettazione ha previsto di ottimizzare i costi per la creazione della parte meccanica ma l’ottica a corredo è sicuramente interessante.

Sono dei prodotti per chi bada di più a ciò che osserva rispetto allo strumento con cui si osserva. Ritengo siano anche adatti ai possessori di binocoli di alta qualità, per avviare i propri figli all’osservazione naturalistica o quando è strettamente necessario lasciare a casa il proprio “gioiello” da duemila euro.

In ogni modo godono di due anni di garanzia  e vi assicuro che dureranno senz’altro di più, se tenuti con un minimo di attenzione.

 

Ringraziamenti.
Ringrazio, come sempre Pete Gamby di Opticron per consentirmi di testare queste chicche in esclusiva per l’Italia e per lasciarmi libero di esprimere le mie opinioni.

  

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Disclaimer. 
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Maggio dell’anno 2017-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Opticron.

 

 

 

 

 

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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