Opticron HR ED 80-4

Opticron HR ED 80mm: “solo per i tuoi occhi”.

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La Opticron da sempre si pone a fianco degli amanti dell’osservazione naturalistica, disciplina che richiede spesso, oltre ad un buon binocolo, l’uso di un valido cannocchiale, che permetta di ingrandire ed “avvicinare” i soggetti distanti in modo da facilitarne il riconoscimento, spesso legato alla distinzione di fini dettagli, oltre a goderne maggiormente l’osservazione grazie ad un contatto visivo ancora più coinvolgente. Nasce così l’esigenza anche per birdwatcher e naturalisti in genere, al pari dei cacciatori di selezione, di dotarsi di spotting scope che sappiano, oltre ad ingrandire semplicemente il soggetto, anche rappresentarlo nitidamente, senza falsi colori e  se possibile anche in condizione di scarsa luminosità.

Opticron HR ED 80-4

L’opticron HR ED da 80mm in tutta la sua estensione.

 

 

Opticron propone al proprio pubblico di estimatori diverse fasce di strumenti adatte a tutte le tasche, con obiettivi che vanno da piccoli 50mm estremamente portatili, fino agli 80mm più dedicati ad una osservazione “luminosa” anche durante più ore nell’arco della giornata, si potrebbe dire dall’alba al tramonto; senza tralasciare anche gli intermedi 60mm, che uniscono ancora una buona portabilità ad una discreta luminosità.

Specifiche cannocchiali HR ED 66 ED 66 ED/45 80 ED 80 ED/45
Codice prodotto
Diametro obiettivo (mm)
Distanza min. messa a fuoco (m)
Lunghezza (mm)
Peso (g)
Prezzo inc. IVA (in sterline, escluso oculare)
41002
66
5
290
1210
749.00
41003
66
5
330
1278
749.00
41006
80
8
370
1635
899.00
41007
80
8
405
1703
899.00

I gentili amici di oltre Manica ci hanno messo a disposizione, per testarlo per Binomania, quello che può essere considerato un po’ l’ammiraglia della loro gamma di spotting: l’HR ED da 80mm nella versione diritta, cannocchiale made in Japan di ottima classe, atto a garantire un sicuro connubio tra l’ottima qualità “osservativa” ed un costo ancora un gradino al di sotto di quello delle grandi marche tradizionali.

 

Ben fatto senza fronzoli

L’HR ED 80 si propone come uno strumento dalla meccanica semplice, con un aspetto lineare ed arrotondato, che si fa apprezzare anche per una buona ergonomia. Lo strumento ha un corpo in lega di magnesio che gli dona robustezza senza aggravarne troppo il peso (1980g con l’oculare zoom SDL). Il rivestimento esterno è costituito da una pratica gommatura ruvida di colore verde, che oltre a dare ulteriore protezione al cannocchiale fornisce un efficacie grip quando lo si deve maneggiare per montarlo sul supporto che vorrete usare.La struttura è completata da uno zoccolo metallico per l’attacco al cavalletto, che permette al corpo dello strumento di ruotare sul suo asse, con dei punti di fermata a click stop alle angolazioni principali ed un pomellino a vite per bloccarne la rotazione; nella base sono presenti tre fori, due con gli attacchi a vite fotografici da 1/4 e 3/8, mentre un terzo foro è destinato al piccolo perno che a volte si trova sulle piastre delle teste fotografiche e che ha la funzione di impedire la rotazione accidentale dello strumento qualora la vite di fissaggio si allentasse; in verità quest’ultimo foro si è rivelato troppo stretto per consentire l’innesto del perno presente sulle piastre della mia testa Manfrotto MVH500AH, costringendomi a montare il cannocchiale sulla piastra in posizione arretrata, per far si che il perno svolgesse comunque la sua funzione “anti rotazione”, lasciandolo appoggiare contro il bordo anteriore dell’attacco del cannocchiale.

 

Gli accessori dello spotting, oculari fissi e zoom ed attacchi per corpi fotografici, possono essere montati tramite una ghiera a vite a due diametri (da 35 e 42mm), questa è una soluzione che risulta meno rapida dell’attacco tramite baionetta, a volte per imboccare il filetto si perde un po’ più tempo del dovuto. Questo attacco garantisce comunque un montaggio molto solido, anche appendendo gli accessori per il digiscoping all’estremità dell’oculare non ho notato nessuna flessione di sorta; una volta ben avvitato l’accessorio o l’oculare che vorrete usare la tenuta risulterà ottima. Questo strumento è dichiarato impermeabile e resistente a polvere ed umidità (la garanzia è di 30 anni).

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HR ED 80 in compagnia di alcuni accessori. Con l’oculare smontato e possibile notare il doppio filetto su cui avvitare gli accessori.

 

Il comando di messa a fuoco è costituito dalla classica manopolina montata sulla parte anteriore del blocco prismi, non è presente un comando “demoltiplicato”; nell’utilizzo sul campo questa soluzione mi è sembrata piacevole ed immediata, la messa a fuoco è risultata comandata in modo abbastanza rapido e molto preciso, senza impuntature.

Completa la struttura un bel paraluce che protegge adeguatamente l’obiettivo, lo si estrae con facilità e una volta fatto questo resta in posizione, con un sicuro scatto, anche dopo aver trasportato lo strumento a spalla montato sul cavalletto. La lente frontale viene protetta da un tappo in gomma attaccato in modo permanente al corpo dello strumento. Non è presente nessun ausilio, tacche o mirini, atto a guidare il puntamento dello strumento sul soggetto da osservare.

Opticron HR ED 80-2

Veniamo cosi alla parte ottica dell’HR ED di Opticron, l’obiettivo è costituito da 5 elementi ad alta risoluzione di cui due a bassa dispersione (ED), atti secondo il costruttore  a ridurre al minimo l’aberrazione cromatica e ad ottenere così un ottica ben corretta e nitida. Le superfici aria-vetro sono tutte rivestite con trattamenti multistrato. Nei dati forniti da Opticron non ho trovato menzione di trattamenti anti sporco sulla superficie esterna dell’obbiettivo.

Opticron fornisce questo spotting scope di una ricca serie di accessori: ben 8 oculari fissi grandangolari, di varie lunghezze focali e due fasce di costo; due tipi di oculari zoom; un accessorio ottico per montare sul cannocchiale corpi reflex o mirrorless “a fuoco diretto” e infine una custodia imbottita per il trasporto dello strumento sul campo.

Per questa recensione mi è stato dato l’ottimo zoom SDL, un oculare dalle alte prestazioni (il top per casa Opticron) con uno schema ottico da 8 elemeti in 5 gruppi, impermeabile e garantito 10 anni, dotato di serie di una propria custodia imbottita. Accoppiato all’HR ED 80mm fornisce un ingrandimento variabile che va dai 24 ai 72x con un campo visivo che cresce dai soli 40° apparenti del minimo ingrandimento ai notevoli 70° della massima magnificazione; comoda l’estrazione pupillare di 18-20mm che, unita alla buona ergonomia del paraluce twist-up gommato, mi ha reso possibile la visione dell’intero campo inquadrato pur usando gli occhiali per osservare.

Opticron HR ED 80-3

Un immagine con le superfici ottiche in bell’evidenza, in realtà sono di un bel colore verde intenso.

 

Molto vicini alla natura.

La principale vocazione che ho riscontrato nell’ HR ED è senza dubbio quella osservativa, in modo preponderante rispetto a quella fotografica, su cui comunque alla fine spenderò qualche parola; per correttezza comunque voglio ricordarvi che anche io sono più un visualista che un fotografo o un digiscoper.

Utilizzare sul campo questo spotting per fare osservazione naturalistica è stato per me molto piacevole; unito all’oculare zoom SDL mi ha offerto immagini gradevoli con colori sostanzialmente neutri, di ottima nitidezza fino quasi al bordo del campo a tutti gli ingrandimenti, con solo un lievissimo ammorbidimento dell’immagine quando si arriva in prossimità dei 72x, ma è veramente cosa da poco.

Lo schema ottico con due elementi ED corregge in modo eccellente l’aberrazione cromatica, non ho mai notato a qualsiasi ingrandimento frange colorate intorno ai bordi dei soggetti anche nelle zone di forte contrasto.
Osservando in controluce non ho ravvisato fastidiosi cali di contrasto ne aloni luminosi o immagini fantasma, segno che anche il paraluce estraibile fa ottimamente il proprio dovere.

La luminosità generale dello strumento mi è sembrata molto buona, durante l’uso diurno non ho notato cali drastici e fastidiosi di luce anche all’estremo ingrandimento. Per avere un metro di paragone che andasse al di la delle mie semplici sensazioni, ho imbastito un veloce confronto crepuscolare con il mio Meopta S2, uno strumento che teme pochi confronti con cannocchiali di altissima gamma.
Il risultato per l’Opticron è stato eccellente, con una luminosità assolutamente paragonabile al Meopta.

La messa a fuco minima di questo strumento non è cortissima, ma visto che generalmente gli spotting scope sono usati per guardare mediamente lontano questa cosa non mi ha mai dato reali problemi.

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Il cannocchiale Opticron durante una fase del test osservativo, in uno dei capanni del’oasi Lipu della palude Brabbia (VA)

 

 

Un foto-supporto ai ricordi

Il digiscoping invece sembra essere un terreno su cui questo cannocchiale debba muoversi con cautela, almeno nella configurazione con cui io ho avuto modo di provarlo. Innanzi tutto ho preferito non cimentarmi troppo nel phonescoping (fotografia con lo smart phone), il campo stretto dell’oculare zoom SDL ai bassi ingrandimenti mi costringeva a ritagliare secondo me troppo l’immagine, per escludere la grossa vignettatura nera intorno all’inquadratura, obbligandomi spesso a spingere molto sugli ingrandimenti per ottenere così più campo apparente, ma questo a scapito della qualità dello scatto finale.

Questo problema naturalmente si è presentato anche nel più classico digiscoping con metodo afocale, solo che qui la possibilità di cambiare l’obbiettivo alla mia Olympus OM-D E-M1 mi ha permesso di risolvere parzialmente i problemi. In pratica sono dovuto ritornare al 45mm 2.8 macro Elmarit dal 20mm 1.7 che usavo ultimamente (entrambi Panasonic); è stato comunque un graditissimo ritorno, sono così riuscito ad eliminare quasi completamente il problema della vignettatura anche ai bassi ingrandimenti, ricorrendo al ritaglio dell’immagine solo per gestirne meglio le proporzioni.
In questo modo poi la possibilità di lavorare a 24x con l’oculare zoom, sfruttando maggiormente l’ingrandimento dell’ottimo 45mm macro, mi ha permesso di ottenere immagini con una maggiore nitidezza.

Comunque le foto che ho scattato, pur avendo una qualità nel migliore dei casi anche buona, non si sono rivelate così “taglienti” come sarebbe stato lecito attendersi, vista poi la nitidezza dimostrata da questo spotting scope in campo visuale.

L’aberrazione cromatica invece mi è sembrata ben contenuta anche in foto, solo aprendo completamente le immagini sul computer si è evidenziata in piccola parte nei punti di forte contrasto, ma non in modo da procurare particolare nocumento, naturalmente sempre a patto di non spingere esageratamente sugli ingrandimenti dell’oculare zoom o di crop (ritagli) molto spinti delle immagini.

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Un’ immagine colta nell’alternarsi di osservazioni e scatti in digiscoping.

 

La gentilezza e la disponibilità di Opticron mi hanno permesso di avere a disposizione anche l’adattatore ottico per usare a fuoco diretto il corpo macchina sul cannocchiale, utilizzandolo così a mo’ di grosso teleobiettivo manuale. Ma anche questa soluzione non mi ha particolarmente entusiasmato, permettendomi solo di ottenere immagini sempre un pochino “morbidose”.

Da queste indicazioni potrete ora comprendere il titolo di questa sezione della mia prova, perchè se non mi è parso che questo cannocchiale possa eccellere ai più alti livelli nella pratica del digiscoping, va pur detto che è possibile comunque ottenere buoni risultati per foto-documentare le proprie osservazioni, anche per avere immagini che permettano con maggiore certezze l’identificazione delle specie osservate. Se poi le condizioni ambientali saranno particolarmente favorevoli e naturalmente l’abilità del fotografo sarà adeguata, non escludo che si possano ottenere risultati piacevoli anche dal lato più puramente fotografico. La distanza del soggetto come sempre in questa disciplina fotografica gioca sempre un ruolo notevole e se amate accorciare gli spazzi tra voi ed il soggetto da fotografare, tramite magari capanni e camuffamenti artificiali, allora anche le foto ottenute con questo spotting potranno avere una qualità sicuramente migliore ed un gap molto più contenuto rispetto a quelle ottenibili con strumenti di fascia superiore. Ricordate però che l’HR ED 80 ha comunque una distanza minima di messa a fuoco di circa 7 -8m.

Inoltre, per completezza di informazione, va ricordato nuovamente che Opticron correda questo spotting di una vasta gamma di oculari fissi grandangolari, che certamente meglio si potrebbero sposare alla pratica del digiscoping del pur eccellente zoom usato per questa recensione.

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L’Opticron HR ED con la Olympus OM-D E-M1 pronti ad immortalare un germano reale.

 

 

Due parole finali

Concludendo penso di poter dire che l’Opticron HR ED 80 è certamente uno strumento di classe elevata e ben corredato, non leggerissimo ma ottimamente costruito, chi vorrà usarlo principalmente per osservare la natura avrà poca da rimpiangere rispetto a strumenti più costosi e blasonati.

Chi invece vuole coltivare con assiduità la passione del digiscoping sappia che potrà farlo, ma dovrà usare questo spotting scope con sapienza e sottostando ad alcune condizioni, sta ad ognuno poi valutare il peso di questi vincoli, anche in rapporto al maggior costo richiesto da strumenti più portati all’uso fotografico.

La galleria che trovate sotto contiene alcuni esempi di quello che ho ottenuto usando l’Opticron HR ED 80 nel digiscoping.
Le foto sono ritagliate per ottenere una migliore composizione e hanno subito una normale post produzione per sistemarne contrasto, luminosità e altre “semplici” correzioni che tutti possono ottenere usando dei comuni programmi di elaborazione delle immagini. E’ giusto pensare che altri, più ferrati di me nella fotografia e nell’editing di immagini, possano ottenere risultati superiori al sottoscritto.

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel Marzo del 2015. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Opticron.

Paolo Monti (19 Posts)

Monti Paolo: quarantenne, un po’ astrofilo, un po’ birdwatcher, un po’ digiscoper; colleziona binocoli da qualche anno, ne possiede di vari.E’ un membro del gruppo Astor (Associazione per l’osservazione e lo studio dei Rapaci) insieme a Piergiovanni Salimbeni e Abramo Giusto.


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Monti Paolo: quarantenne, un po’ astrofilo, un po’ birdwatcher, un po’ digiscoper; colleziona binocoli da qualche anno, ne possiede di vari.E’ un membro del gruppo Astor (Associazione per l’osservazione e lo studio dei Rapaci) insieme a Piergiovanni Salimbeni e Abramo Giusto.

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