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Opticron Imagic BGA VHD: il “Made in Japan” per tutte le tasche!

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La nota azienda inglese nata nel 1970 ha presentato i nuovi modelli della serie Imagic BGA VHD  (che sono al loro settimo aggiornamento).
Questa volta mi trovo di fronte, non a dei  binocoli entry-level ma a dei prodotti di ottima qualità, proposti a un costo superiore ai 500 euro, dove, spesso e volentieri, si trovano contendenti molto agguerriti.

Gli Imagic BGA VHD sono totalmente costruiti in Giappone su richiesta di Opticron.

Un bel primo piano sull’Imagic BGA VHD 8×42

 

I formati a disposizioni sono quattro: i classici 8×42 e 10×42 e un atipico ma interessante 8.5×50,  seguito da un 10×50 valido anche per l’uso astronomico.

Specifiche Formato      
  8×42 10×42 8.5×50 10×50
Campo di vista 126 113 105 101
Distanza minima di messa a fuoco 2 2 3.5 3.5
Estrazione pupillare 22 21 23 23
DIstanza interpupillare 58~74 58~74 58~74 58~74
Dimensioni 152×124 152×124 177×132 177×132
Peso 686 705 795 795
Prezzo (Giugno 2017) 449 459 499 499

Binomania ha ricevuto in prova i due modelli dotati di lenti da 42 mm di diametro. Ora non vi resta che leggere le righe seguenti per comprendere se questi prodotti potrebbero fare al caso vostro. 
Come sempre scriverò le mie impressioni sul modello 8×42, per poi citare le eventuali differenze del prodotto dotato di maggiori ingrandimenti.

 

Meccanica e sistema di messa a fuoco.

L’Opticron Imagic BGA  VHD è costruito con uno chassis classico composto da un ponte centrale, decisamente ampio che ricorda per spessore e robustezza i Nikon HG di anni fa.  Non mi è dato di sapere la composizione dello scafo ottico, tuttavia presumo si tratti di policarbonato. La mia bilancia elettronica, infatti, ha stimato un peso pari a 685 grammi (705 grammi per il 10×42) distribuiti su  152 mm x 124 mm. Il binocolo è ovviamente impermeabilizzato, garantito per resistere ad una immersione accidentale sino a tre metri di profondità. E’ riempito in azoto e dotato di anelli O-Ring che evitano la penetrazione dell’umidità, dell’acqua  e della sabbia.

Il binocolo è anche protetto con una gommatura nera, spessa e dotata di un buon grip. Vi sono, inoltre, due incavi nella zona dei pollici per aumentare sia il confort, sia la presa con le mani. Come la maggior parte dei prodotti giapponesi è stato prevista una filettatura per consentire il fissaggio sui treppiedi fotografici, forse una caratteristica più utile per gli utilizzatori del  formato 10×50 che per i maneggevoli binocoli con lenti da 42 mm di diametro.

Il binocolo si avvale di un sistema di messa a fuoco centrale, grazie ad una manopola con una protezione di gomma dotata di pin anti-scivolo. Come tutti i prodotti Made in Japan, anche in questo caso la qualità meccanica è elevata, soprattutto se si compara al prezzo di acquisto. La messa a fuoco, infatti, si è rilevata abbastanza dolce, molto precisa e il rotore non si è impuntato neppure al variare della temperatura.

La compensazione del visus sull’oculare destro si controlla attraverso una semplice ghiera che avrei preferito fosse dotata di blocco di sicurezza. In ogni modo,  confermo che non è molto facile spostarla per sbaglio giacché si deve imprimere una forza maggiore per ruotarla, rispetto a quella operabile sulla manopola principale.

Gli oculari possiedono una ottima estrazione pupillare.

 

Il binocolo mette a fuoco a una distanza minima che ho calcolato pari a circa  un metro e mezzo ( almeno per il mio visus). Il costruttore  ha garantito che la versione 8×42 è in grado di  raggiungere  i due metri.  Da questa distanza all’infinito, occorre ruotare la manopola, in senso anti-orario, esattamente di un giro di manopola.

 La corsa del rotore si è rilevata molto rapida, perché inquadrando a  otto metri è sufficiente correggere di pochi millimetri la corsa del rotore. Questo range di distanza è molto tipico nelle osservazioni naturalistiche.

  Mi sento di confermare che le prestazioni della versione 10X42 sono abbastanza  simili, anche se  l’8X mostra una maggiore profondità di campo (come è giusto che sia, dato che teoricamente essa  è pari al quadrato dell’ingrandimento).

Trattamenti. 
Il binocolo è ottimizzato con trattamento anti-riflesso multi-strato su ogni superficie oltre ad un rivestimento sui prismi, definito Oasis.

Rispetto a uno dei primissimi modelli, infatti, si nota facilmente la maggiore trasmissione e la brillantezza dei colori, sintomo di un continuo e ovvio miglioramento di serie, in serie.

Il ponte centrale si è rilevato ampio ed ergonomico. Non ho notato flessione grazie alla ampia cerniera centrale.


Lenti e obiettivi. 
Beh, sto scrivendo di un binocolo recentissimo, made in Japan e dotato di ottiche a bassa dispersione. Che dire? La qualità c’è tutta! Le immagini sono lievemente calde, brillanti e con un deciso contrasto. Nelle giornate diurne è molto, molto difficile trovare – al centro del campo- delle differenze rispetto a binocoli dal costo pari anche al triplo (che però possiedono dei campi di vista  più ampi).

Gli oculari non sono grandangolari: i 126 m a 1000 della versione 8x (7.2°) corrispondono a circa cinquantotto gradi di campo apparente (ricordo che sono solito definire grandangolare un binocolo con almeno sessanta gradi di campo apparente).

La versione 10X ottiene un miglior risultato grazie ai suoi 113 m a 1000 metri, pari a 6.4° che, nella classica formula-ante normativa ISO, coincidevano a un campo apparente di ben 64°.

In entrambi i formati, gli oculari forniscono un’estrazione pupillare eccellente (da top di Gamma) superiore ai 20 mm e questo consente un utilizzo agevole anche ai portatori di occhiali.

I paraluce di gomma (che non sono totalmente estraibili per facilitare la pulizia della lente) sono dotati di un sistema di rotazione con tre stop prefissati.

 

Il binocolo durante una fase del test sul campo.

Aberrazione cromatica.
Il binocolo Opticron Imagic BGA VHD  ha dimostrato un buon contenimento dell’aberrazione cromatica. Nella maggior parte delle condizioni d’illuminazioni le immagini al centro del campo sono prive di aloni spuri che si notano, talvolta e in maniera poco invasiva, soltanto durante le difficili condizioni d’illuminazione.

Cromatismo laterale.
Anche il cromatismo laterale è visibile soltanto alla presenza di un forte controluce
e si percepisce a partire da  circa l’ottanta per cento del campo di vista, palesandosi come un lievissimo alone verde-blu intorno ai bordi delle immagini. Una prestazione molto simile  a quella di prodotti che costano mille euro. Di solito le versioni da maggior ingrandimento mostrano un’aberrazione cromatica superiore, in questo caso, la versione 10X42 fornisce valori identici.

 

Distorsione angolare. 
I giapponesi sono molto bravi a trovare il giusto compromesso fra la distorsione angolare e l’effetto palla rotolante e anche in questa produzione non hanno sbagliato. Il binocolo possiede una minima distorsione angolare.

Curvatura di campo. 
L’Opticron  Imagic   BGA VHD non è un binocolo dotato di campo perfettamente piatto, in ogni caso la leggibilità delle immagini rimane elevata, soprattutto nell’uso diurno/naturalistico anche ai bordi estremi del campo. Lo sweet spot, infatti, è sicuramente piacevole.

Altre aberrazioni. 
Nell’uso astronomico, osservando ai bordi del campo si nota  un po’ di coma a partire da circa il 75% del campo di vista. L’occasione è stata anche utile per percepire un’eccellente puntiformità stellare al centro del campo, con stelle nitide e colorate.

 

Molto valido il trattamento anti-riflesso di recente progettazione.

Utilizzo sul campo. 
Chi mi conosce sa che ho sempre apprezzato le ottiche sportive Made in Japan, anche in questo caso devo ammettere di essere rimasto  molto soddisfatto. La meccanica è buona, la manopola di messa a fuoco risponde molto bene ai comandi, l’estrazione pupillare è eccellente. Gli oculari sono comodi e della giusta dimensione anche per i visi occidentali, che sono meno stretti di quelli orientali e con, di solito, una distanza inter-pupillare inferiore.

 La messa a fuoco forse è un poco lunga, rispetto ad altre soluzioni della concorrenza, tuttavia si fa forte di buone ottiche ED che forniscono un buon contrasto e una buona nitidezza al centro del campo.  Fra i due binocoli, anche grazie al quasi perfetto allineamento nelle prestazioni, ho prediletto stranamente (io amo i 7-8X) il formato da 10×42, forse per il maggior campo apparente fornito.

Pro e Contro. 
PRO: Ottiche ED, nitidezza in asso, alta estrazione pupillare, meccanica  precisa, impermeabilizzazione, prezzo di acquisto.

Contro: Campo ottico inferiore ad altre soluzioni della concorrenza,  messa a fuoco un po’ lunga, sempre quando confrontato ad altre soluzioni.

Un bel primo piano sul ponte centrale e sul sistema di messa a fuoco.

Consigli al costruttore.

Consapevole che qualsiasi modifica porterebbe a un accrescimento dei prezzi (ad esempio aumentare il campo di mezzo grado, mantenendo la stessa correzione dell’aberrazioni geometriche farebbe senza dubbio lievitare i costi)  posso solo dire che non sarebbe male avere in dotazione una manopola più grande e magari con un maggiore grip.

In sintesi.
I nuovissimi binocoli Opticron Imagic VHD sono la giusta evoluzione della serie precedente, si fanno forti di un nuovo e più performante sistema anti-riflesso e presumo anche di nuove lenti a bassa dispersione.

Se volete osservare con un binocolo ben superiore ai classici entry-level, amate i prodotti giapponesi e volete essere sicuri di poter contare su un negozio storico e non sul classico rivenditore che svanisce dopo due o tre anni, posso confermare che l’Opticron Imagic BGA VHD potrebbe veramente essere il binocolo che fa per voi.

 

Ringraziamenti. 
Ringrazio, come sempre, il mitico Pete Gamby  per aver fornito i due esemplari messi a disposizione e per aver risposto con “tantissima pazienza” alle mie  innumerevoli domande.

 

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Disclaimer. 
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Giugno dell’anno 2017-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Opticron.

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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