Opticron MM3 60 ED: l’ammazza giganti.

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Lo scorso anno ebbi modo di apprezzare le ottime prestazioni del piccolo spotting scope Opticron  MM3 50 ED, per tale motivo, qualche mese fa, io ho chiesto  in prova a Pete Gamby, patron di Opticron, un esemplare di questo piccolo telescopio terrestre proprio per verificare se all’aumentare del diametro l’eccellenza fosse rimasta tale.

Un telescopio terrestre con un obiettivo da sessanta millimetri di diametro è un giusto compromesso fra la trasportabilità e la luminosità, invece, diametri inferiori, seppur siano più maneggevoli e compatti, iniziano a mostrare molti limiti, non solo al crepuscolo ma anche durante le giornate nuvolose o con scarsa visibilità.

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Meccanica e costruzione.

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un progetto totalmente Made in Japan: la qualità costruttiva è ottima, l’Opticron MM3 60ED è compatto, ben gommato, dotato di ottime rifiniture, non ci sono sbavature nella gommatura, errori di assemblaggio e neppure residui di sporco all’interno degli obiettivi o dello scafo ottico. Il colore nero, molto sobrio ed elegante è intervallato dalla scritta in colore alluminio.

Il collare per il fissaggio sulle piastre fotografiche ruota di 360° e possiede, ovviamente, una manopola di bloccaggio, sono presenti anche due filettature per fissarlo sulle piastre fotografiche.

L’unico accessorio che ritengo sia “fuori tema” rispetto alla qualità visibile in questo spottingscope è il tappo copri – ottica simile  a quello equipaggiato sui prodotti d’inferiore qualità ottica e costruttiva.Opticron_MM3_ED_60_3

 

Messa a fuoco.

L’Opticron MM3 60ED è equipaggiato con un sobrio e funzionale sistema di messa a fuoco dotato di doppia manopola: quello più grande serve per fuocheggiare rapidamente, mentre la più piccola, dotata di demoltiplica, consente di ottenere una messa a fuoco di precisione. E’ un piccolo telescopio, ma decisamente funzionale.

La distanza di messa a fuoco varia al variare degli oculari e in certi casi è possibile spingerci a meno di due metri di distanza, un valore eccellente per l’osservazioni, ad esempio, degli insetti o dei fiori.

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Oculari.
Opticron è stata molto gentile e  mi ha spedito per questo test, ben tre oculari.

Il modello 40810 HDF T che è uno “splendido” 17X a grande campo. Ha un’estrazione pupillare di ben 22 mm, è lungo 40 mm e pesa 151 grammi.  L’MM3 60 ED grazie a questo oculare acquista una marcia in più: le immagini sono nitide e brillantissime, anche la resa ai bordi è ottima e si possono ottenere eccellenti scatti con la tecnica del digiscoping, a patto di avere i soggetti a medio – breve distanza. Costa 130 sterline.

L’oculare zoom (199 sterline) 40862 HDF T invece fornisce un range d’ingrandimenti compreso fra i quindici ed i quarantacinque ingrandimenti (22mm-17mm di estrazione pupillare)

Ottimo mi è parso anche il modello 40946 SDLV2 Zoom, l’oculare a ingrandimento variabile più pregiato, fornisce  anch’esso  gli stessi ingrandimenti ma inquadrando un  campo maggiore. La sua estrazione pupillare varia dai 20 mm ai 18 mm, il diametro della lente di campo è pari a 26 mm ,ed è lungo 77 mm e pesa 270 g Il costo, in questo casi è pari a 289Sterline. Devo ammettere che durante le giornate assolate il divario con i pregiatissimi telescopi da 85 mm si dimezza ancor di più’. Come premesso nel titolo dell’articolo, lo definirei un vero e proprio ammazza-giganti.

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Prova sul campo.

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Nitidezza, contrasto, resa del colore e luminosità.

Com’era ovvio aspettarsi, i risultati migliori li ho ottenuti con l’oculare fisso e poi con l’oculare zoom di alta qualità, non che l’immagine nello zoom economico fosse pessima, anzi, tuttavia, chi comprerà questo telescopio è ardentemente pregato di fare uso dei pezzi più pregiati, proprio per sfruttare al meglio l’alta qualità ottica fornita dal MM3 60 ED.
La nitidezza in asse è ad alti livelli, paragonabile ad un spotting scope molto più costoso, la resa dei colori è neutra quando analizzata distintamente, comparandolo  con altri concorrenti è possibile notare la classica tonalità calda giapponese, ricordando un poco le prestazione di alcuni prodotti Kowa e Nikon.

La luminosità è buona, senza dubbio superiore ai classici cinquantini.

 

Campo di vista.
Beh, ovviamente un oculare fisso wide angle sarebbe da preferire per questo genere di osservazioni, consiglio ai potenziali clienti di studiare per bene la tabella presente sul sito ufficiale per trovare, eventualmente, l’accessorio più congeniale al proprio modus observandi. E’ ovvio che sul campo sia piu’ utile un prodotto universale zoom, per tale motivo, consiglio, qualora fosse possibile acquistarlo, l’oculare zoom 40946 SDLV2.

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Aberrazione cromatica
Oculari a parte, facendo una media delle prestazioni ottenibili con i tre oculari a mia disposizione, l’Opticron MM360ED possiede un “eccellente”contenimento dell’aberrazione cromatica sia in asse sia ai bordi del campo. Fra i due zoom, i risultati sono abbastanza simili, almeno per ciò che concerne il cromatismo residuo.

Ho osservato con questo piccolo telescopio in varie condizioni di illuminazione e sono sempre rimasto sorpreso delle sue prestazioni, tanto da non farmi rimpiangere prodotti dal costo superiore. Pubblico qualche immagine per mostrare la resa di questo piccolo telescopio terrestre.

 Curvatura di campo.

Praticamente assente, almeno nell’uso diurno con tutti e tre gli oculari che ho provato.

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In sintesi.

Spesso si attendono anni prima di comprare uno spotting scope oppure si cerca ossessivamente sui vari mercatini on-line il “prodotto blasonato”. In questo caso, per una cifra, oltretutto inferiore, potreste acquistare un eccellente telescopio terrestre nuovo, con una marea di accessori, con un ottimo rapporto prezzo-prestazioni oltre ad un eccellente sistema di assistenza post-vendita e di garanzia.

Onestamente non riesco a trovare difetti nella serie MM360 che, devo ammettere, mi piace  veramente molto.

Un sessanta millimetri non è un prodotto per tutti e men che meno universale, chi, per proprie esigenze, ha bisogno di un prodotto di tale apertura troverà nell’Opticron MM3 ED 60 un vero “Killer” in grado di far arrossire molti proprietari di strumenti di eccellente pregio.

Disclaimer.

Questa recensione è stata pubblicata nel mese di  Marzo dell’anno 2016. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di visionare direttamente il sito ufficiale di Opticron

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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