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Opticron Traveller BGA ED 8×32 e 10×32

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Premessa.
Opticron oltre ad essere un famoso brand inglese, presente sul mercato dal 1970, è anche nota per la sua grande vivacità: non passa anno che non proponga  delle interessanti novità.

Di fatto sono qui a scrivere del nuovissimo e fiammante Opticron Traveller BGA ED che ho ricevuto nei due formati disponibili: 8×32 e 10×32. Entrambi i binocoli sono forniti con borsa in cordura, copri – obiettivi, tappi per gli oculari, garanzia e un panno per la pulizia.

I due binocoli Traveller in bella mostra: da notare i due campi reali dichiarati che sono decisamente ampi.

Citerò le mie impressioni riguardo all’uso del formato 8×32, infine pubblicherò un box con le differenze evidenziate osservando con il binocolo dal maggiore ingrandimento.

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre.

Ingrandimenti 8x 10x
Campo di vista a 1000 m 143 113
Campo reale in gradi    
Minima distanza di messa a fuoco (m) 1.8 1.8
Estrazione pupillare (mm) 19 17
Distanza interpupillare 51~73 51~73
Dimensioni (mm) 119×115 119×115
Peso (g) 450  450
Prezzo in Sterline 309 319
Garanzia 30 anni 30 anni

 

Costruzione, finitura e sistema di messa a fuoco.
L’Opticron Traveller BGA ED è un binocolo notevolmente compatto, la mia bilancia elettronica ha evidenziato un peso – senza tappi e cinghia- pari a 450 g distribuiti s 119 mm x 115 mm

Lo scafo ottico è contraddistinto da un ponte centrale e da una cerniera singola. L’ergonomia è  buona: il dito indice poggia direttamente sulla manopola di messa a fuoco, il medio si adagia sul ponte e l’anulare va a stringere il tubo ottico destro.

La gommatura è nera, incollata con estrema precisione e dotata di un incavo (su ogni tubo) per migliorare la presa dei pollici.

La ricca dotazione della serie Travelle BGA ED

I tappi sono di buona qualità soprattutto quello che copre in toto gli oculari. Seppur sia un binocolo da 32 mm di diametro, il costruttore ha previsto la filettatura per l’aggancio ai comuni treppiedi fotografici.

Il sistema di messa a fuoco è composto di un classico rotore centrale, abbastanza grande e da una ghiera spessa e solida che consente la compensazione delle diottrie sull’oculare destro.

La distanza minima di messa a fuoco minima che ho riscontrato con il mio visus è pari a un metro e mezzo. Opticron la dichiara in 1,80 cm. Direi che è stata dichiarata una distanza dove è più comoda la visione senza generare sdoppiamenti o affaticamento visivo. Da questa distanza  occorre ruotare la manopola di soli 300° per raggiungere l’infinito. E’necessario, invece,  ruotare la manopola (in senso orario) di pochissimi millimetri per inseguire gli oggetti  da circa cinque metri di distanza sino all’infinito.

La manopola si è rilevata precisa: nessun gioco, incertezza o bloccaggio anche se ovviamente non ha un punto di fuoco univoco come binocoli di altissima qualità.

In questa immagine è visibile la ghiera di regolazione sull’oculare destro e gli incavi sulla gommatura che agevolano la presa dei pollici.

Oculari. 
La prima cosa che si evince, osservando negli oculari del Traveller BGA ED 8×32, è il campo di vista ampio: dichiarato in  ben 8.2°.  Gli oculari sono senz’altro dotati di una lente asferica perché le prestazioni sono molto buone anche agli estremi bordi del campo. Questo è senza dubbio un altro elemento a favore. I paraluce gommati degli oculari- che presentano anche una freccia direzionale- sono dotati di un sistema a rotazione con 4 stop prefissati. L’estrazione pupillare è buona: 19 mm e questo dovrebbe consentire, senza troppi problemi, ai portatori d’occhiali un utilizzo senza  notate  alcuna vignettatura.

Ben visibile la manopola centrale che regola la messa a fuoco.

 

 Obiettivi.
Come presagito dall’acronimo “ED” ossia Extra dispersion, questo binocolo si avvale di ottiche semi-apocromatiche. Questo, all’atto pratico, significa ammirare immagini senza aberrazioni cromatica nella maggior parte delle condizioni osservative.

 I costruttori hanno fatto dei passi da giganti rispetto a dieci anni or sono. In questa fascia di prezzo è in questo periodo possibile trovare dei prodotti veramente validi e il Traveller è uno fra essi.

L’immagine al centro del campo è molto nitida, il contrasto alto, la tonalità dei colori è calda.

Trattamenti ottici.
Questo binocolo beneficia sia della correzione di fasi sui prismi a tetto, sia del trattamento  definito “Oasis” che prevede ben 64 strati  che sono dichiarati come in grado di garantire una riflessione totale su ogni superficie pari al 99%.

 

Aberrazioni.

Aberrazione cromatica.
 Al centro del campo durante le normali condizioni di illuminazione è pressoché invisibile: questo è un ottimo risultato.

Visto l’ampio campo ottico, mi aspettavo un cromatismo laterale molto più marcato, invece, anche in questo caso quest’aberrazione è ben contenuta e si palesa con un lieve alone verde-viola, a partire da circa il 70% del campo, visibile intorno ai contorni delle immagini.  Ovviamente, durante l’osservazione di soggetti in forte controluce l’alone sarà più evidente.   

 

Il binocolo si è rilevato decisamente compatto e maneggevole, solo 450 grammi.

Curvatura di campo.
Il binocolo non è dotato di un campo totalmente piatto ma nell’osservazione diurna a breve distanza non si percepiscono differenze di nitidezza quasi sino all’estremo bordo del campo.  Mi sembra piu’ un risultato da lente asferica negli oculari che da spianatore di campo interno, ma potrei sempre sbagliarmi.

Osservando a lunga distanza, anche ai bordi, la percezione dei dettagli rimane molto alta. Lo sweet spot, infatti, è molto, molto piacevole.

 

Distorsione angolare.
La distorsione a cuscinetto (che ho stimato in un 5%)  è presente a partire da circa l’80% del campo fornito.  Il panning mi è parso molto naturale seppur i lettori lo ricorderanno, il sottoscritto è abbastanza insensibile all’effetto palla rotolante, che ricordo essere più percepibile nei binocoli privi di distorsione.

 

Utilizzo pratico sul campo.

Ho portato con me, durante varie escursioni, sia il formato 8×32 sia il 10×32. Il binocolo Opticron Traveller BGA ED ha sfoderato sul campo un’ottima portabilità: è compatto, sicuramente leggero e ben gommato. Ovviamente, anche  visto il suo esiguo prezzo di acquisto (circa 370 euro)  non possiede la meccanica sopraffina di un binocolo da almeno 1000 euro e per tale motivo non è lecito aspettarsi una messa a fuoco ultra-precisa, cosi come non si potrà pretendere l’altissimo contrasto di un binocolo Alpha. Tuttavia mi sono reso conto di come si sia alzato “il livello qualitativo” dei binocoli entry-level. Le immagini sono molto simili a quelle che  fornisce un mio “vecchio” binocolo con prismi a tetto giapponese che anni or sono era venduto a circa 650 euro. I materiali che compongono lo chassis non saranno di certo simili, ma la visione restituita non fa rimpiangere il prodotto dal costo superiore.

L’ergonomia è decisamente buona.

Faccio un bel complimento a Opticron per avere selezionato e inserito questo nuovo  prodotto nel suo catalogo 2017.

Il nuovo Traveller BGA ED farà felici molti birdwatchers che non possono o non voglio spendere troppo denaro. Il Traveller  BGA ED è stato scelto fra altri prodotti della concorrenza compresi fra 250 e 350 euro che ho ricevuto in visione. Posso ammettere con molta tranquillità che in questa fascia di prezzo il Traveller è risultato uno fra i migliori, ho quindi deciso di proporlo ai lettori anche grazie al servizio di assistenza, alla garanzia trentennale e alla “buona fama” che precede il nome di Opticron negli U.K.

 

BOX: qualche impressione sulla versione 10×32.

Come anticipato ho avuto il piacere di ricevere il Traveller  ED BGA anche nel formato 10×32. Sarete quindi curiosi (spero) di conoscere le mie impressioni. A dispetto di quanto accadeva anni fa, dove un entry-level da dieci ingrandimenti forniva una nitidezza inferiore al fratello con gli ingrandimenti inferiori, il Traveler  10×32 sfoggia  praticamente la stessa nitidezza e il medesimo contrasto, risultando, unicamente un po’ meno luminoso nelle osservazioni crepuscolari (in verità ho faticato non poco a verificare tale asserzione, anche perché ero fuorviato dalla differenza di ingrandimenti)

 Anche il contenimento dell’aberrazione cromatica è simile, oltretutto a causa del minor campo inquadrato, mi è parso fornire una migliore resa ai bordi del campo. Lo posso consigliare senza problema alcuno, soprattutto agli appassionati che non possiedono un telescopio terrestre e vorrebbero qualcosa in più rispetto ai classici binocoli da “otto ingrandimenti”.

 

In sintesi.
PRO: Lenti ED; ampio campo di vista, compattezza, buon rapporto prezzo-prestazioni.

Contro: Non è nitido come un binocolo da 1000 euro e talvolta si nota un po’ di luce diffusa ai bordi del campo, osservando con il sole situato ai lati dell’osservatore.

 

Togliendo il coperchietto con il logo Opticron è possibile usufruire di una filettatura per il collegamento ai cavalletti fotografici

Ringraziamenti.
Ringrazio Pete Gamby di Opticron, per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test lasciandomi, come sempre, libero di citare le mie più genuine impressioni.

 

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Disclaimer. 
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Aprile dell’anno 2017-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Opticron.

Written by

Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania.

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