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MessaggioInviato: 14/01/2018, 20:25 
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Buona sera ho sete di conoscenza ,offritemi da bere.

a parità di ingrandimento c'e' differenza di percezione tra un porro e un tetto?! lo dico perché' con il porro son convinto di vedere più piccolo,e il campo visivo e' lo stesso del tetto.

dicasi in ugual maniera per la profondità di campo,che mi pare maggiore col porro rispetto al tetto,sempre a parità d'ingrandimento

potete dirimere il dubbio?!

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MessaggioInviato: 15/01/2018, 17:45 
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Iscritto il: 09/04/2015, 19:05
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Perchè mai in un PORRO dovresti vedere più piccolo a pari diametro ed a pari ingrandimento?

Questa affermazione è priva di ogni logica.

L'ampiezza del campo visivo REALE riguarda solo il tipo di OCULARE e non il tipo di prismi utilizzati

Anche per la profondità di campo a pari ingrandimento ed a pari diametro non è possibile una differenza.

Mentre alla voce TRIDIMENSIONALITA', il PORRO è vincente per la ovvia maggiore distanza dei due obbiettivi.

Attenzione!!!! parlo di un PORRO tradizionale, perchè un REVERSE PORRO, avendo gli obbiettivi vicinissimi, ricade nella similitudine con un binocolo con PRISMI A TETTO alla voce TRIDIMENSIONALITA'. :thumbup: :wave:


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MessaggioInviato: 15/01/2018, 19:40 
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Iscritto il: 24/12/2016, 11:40
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Guarda,e' un impressione registrata da due utenze,quali io e un signore ,rispettivamente con uno swarovision 8x32 e un habicht 8x30w.

Entrambi dentro un tunnel vegetale avvertiamo maggior profondità di campo col porro. E la stessa poiana sullo stesso albero ci pare più grande con lo swaretto.

in rete ho leggiucchiato qualcosina in inglese che convalidava tale affermazione: riferendo che col porro si vede come se avesse un ingrandimento più piccolo ma con una profondità di campo maggiore,ed e' ,tutto sommato,quello che ho registrato io. Conscio che potrebbe essere un illusione ottica, o una sua derivata.

volevo capirne un po meglio le dinamiche,quindi: si puo' affermare che le supposizioni per cui sopra nn hanno fondamento oppure la cosa si puo' interpretare?! se si come?!

Thanks :wave:

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MessaggioInviato: 17/01/2018, 21:08 
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Iscritto il: 23/11/2011, 21:48
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Fine settimana provo con 2 gemelli di vecchia data e vedo...
Era successo anche a me con 2 spotting swaro a 30x !!
Abramo

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MessaggioInviato: 12/03/2018, 20:55 
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Iscritto il: 16/09/2011, 18:26
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Per quanto riguarda la tridimensionalità, il libro "Ottica nozioni sull'osservazione in ambito venatorio e naturalistico" curato da ZEISS, riporta che in realtà NON esiste una vera differenza fra tetto e porro.
Essendo che la distanza dei tubi fra un porro da 42 mm ed un tetto da 42 mm è minima, risulta quasi impossibile percepire differenze di tridimensionalità.
Non si tratta di un'asserzione insensata; di questa cosa ne avevamo già parlato in passato qui nel forum.

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Fabrizio Ferrario
Mi diverto con un po' di strumenti, dal rifrattore TECHNO 50/630 in avanti... (non in ordine di tempo, né di dimensioni e/o schema ottico).
31 Luglio 1985: Fondazione della -SPECOLA-> , Osservatorio Astronomico di Cajello (Anno XXXII). http://www.specola.altervista.org/


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MessaggioInviato: 13/03/2018, 12:14 
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Iscritto il: 24/12/2016, 11:40
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-SPECOLA-> ha scritto:
Per quanto riguarda la tridimensionalità, il libro "Ottica nozioni sull'osservazione in ambito venatorio e naturalistico" curato da ZEISS, riporta che in realtà NON esiste una vera differenza fra tetto e porro.
Essendo che la distanza dei tubi fra un porro da 42 mm ed un tetto da 42 mm è minima, risulta quasi impossibile percepire differenze di tridimensionalità.
Non si tratta di un'asserzione insensata; di questa cosa ne avevamo già parlato in passato qui nel forum.


Si ne avevamo parlato,ma quando infilo gli occhi in un porro e poi in un tetto,la percezione della tridimensionalità' ,soggettivamente,cade lapalissiana,sul primo. Nonostante il libro da te menzionato,asserisca l'incontrario. Cosa che accade,se nn sbaglio,alla maggior parte dell'utenza.

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MessaggioInviato: 13/03/2018, 20:09 
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Sicuramente ci sono persone che percepiscono più facilmente di altre, la tidimensionalità.
Si tratta di una questione piuttosto soggettiva; un po' come anche per quanto riguarda l'effetto palla rotolante nel panning, usando strumenti a campo piatto.
C'è chi lo nota immediatamente e chi no.
La differenza di stereoscopicità dovuta alla visione binoculare nasce dalla distanza fra gli obiettivi, per cui maggiore sarà questa e più facile sarà perecepire una tridimensionalità maggiore.

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MessaggioInviato: 13/03/2018, 22:59 
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Che ti/vi chiedo. L'aberrazione cromatica io la cerco e l'ho cercata in tutti i binocoli che ho provato,anche cineseria da pochi euro,e nn l'ho mai trovata. Si puo' essere esenti per cause soggettive naturali?!

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MessaggioInviato: 14/03/2018, 22:47 
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Si può essere più o meno tolleranti; imho.
Per quanto mi riguarda, l'aberrazione cromatica in uno strumento ottico a lenti, io la trovo sempre e spesso anche senza cercarla.

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MessaggioInviato: 18/03/2018, 5:44 
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Un po' di tempo fà ho fatto la prova richiesta con un qualche binocolo con le stesse caratteristiche ma diverse soluzioni ..
Risultato sul ingrandimento è il medesimo..
Invece dal mio punto di vista la tridimensionalità è più un fattore di qualità dello strumento, che dalla lontananza degli obbiettivi ..
Infatti qualche centimetro di distanza tra gli obbiettivi lo possiamo equiparare a qualche decina di metri dopo di che va scemando !!
Se non fosse così quando usiamo uno spotting in virtù degli ingredienti e della lontananza del inquadratura avremmo una tridimensionalità ridicola !!
Abramo

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MessaggioInviato: 18/03/2018, 14:18 
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....Dunque ad oggi mi sembra di capire che non esiste nessuna congettura tecnica dimostrabile che unisce i fattori ingrandimento,profondità di campo e tridimensionalità..... :think: :think: :? :?

Nel corso della mia scarsa esperienza in ottica ho avuto la fortuna di incontrare e scambiare opinioni con grandi collezionisti e con grandissimi appassionati con competenze ottiche e conoscenze tecniche che dire notevoli è riduttivo,e tutti mi hanno SEMPRE confermato (a voce non con una formula) che la distanza fra gli obiettivi(tipica dei vecchi visori stereo o telemetri giusto per intendersi....)è la variante fondamentale per ottenere punti di fuoco diversi su piani differenti,e da qui la tridimensionalità,non solo,ma rispondendo ad Abramo la visione con 2 occhi offre l'immersione nella scena che praticamente è la costante fondamentale per ottenere la tridimensionalità,questo a scapito della profondità di campo che in caso di spotting scope è si perfettamente a fuoco a partire da 20 metri all'infinito ma rende visivamente un campo piano cioè piu' o meno come guardare una fotografia..
Quindi,nonostante Zeiss nella sua guida affermi che i tetto hanno piu' tridimensionalità dei porro malgrado gli obiettivi siano piu' vicini anche di poco,sono arrivato alla conclusione per adesso (io medesimo) che tridimensionalità e profondità di campo siano piu' illusioni ottiche soggettive piuttosto che prestazioni ottiche migliori dovute a "particolari vezzi tecnici".... :? :? :?
Qualcuno ci aiuti Please!!!!

Qui sotto il link al meraviglioso portale di Riccardo Balestreri di alcuni dei telemetri della San Giorgio utilizzati durante la seconda guerra mondiale.Il sito è praticamente la bibbia degli amanti dell'italico sigillo!!

http://uranialigustica.altervista.org/s ... emetri.htm

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MessaggioInviato: 18/03/2018, 14:43 
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Iscritto il: 16/09/2011, 18:26
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alessio ha scritto:
Quindi,nonostante Zeiss nella sua guida affermi che i tetto hanno piu' tridimensionalità dei porro malgrado gli obiettivi siano piu' vicini anche di poco,sono arrivato alla conclusione per adesso (io medesimo) che tridimensionalità e profondità di campo siano piu' illusioni ottiche soggettive piuttosto che prestazioni ottiche migliori dovute a "particolari vezzi tecnici".... :? :? :?

Ciao Alessio,
scusa, ma dove e quando ZEISS avrebbe mai affermato quello che hai scritto?

Da quel che ne so io, ZEISS semplicemente sostiene quello che hai appreso per esperienza anche tu, ovvero, usando le tue stesse parole, che la distanza fra gli obiettivi (tipica dei vecchi visori stereo o telemetri giusto per intendersi....) è la variante fondamentale per ottenere punti di fuoco diversi su piani differenti,e da qui la tridimensionalità.


Allegati:
Commento file: Dal GLOSSARIO di BINOMANIA: http://www.binomania.it/glossario/
Profondità di campo.jpg
Profondità di campo.jpg [ 94.92 KiB | Osservato 663 volte ]

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Mi sono espresso male,volevo dire che secondo Zeiss addirittura non esiste differenza fra tetto e porro...affermazione che anche a Pier nel lontano 03/02/2013 lasciava molti sospetti...

piergiovanni ha scritto:
L'asserzione relativa alla assenza di reale differenza, fra tetto e porro, per quanto riguarda la tridimensionalità, presente su questo libro, potrebbe "scioccare" la maggior parte dei Porro-appassionati :D

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MessaggioInviato: 18/03/2018, 15:27 
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abramo giusto ha scritto:
Invece dal mio punto di vista la tridimensionalità è più un fattore di qualità dello strumento, che dalla lontananza degli obbiettivi ..

Ciao Abramo,
avresti mica un esempio pratico di qualità che nella tua esperienza fa la differenza fra due binocoli reali; giusto per capire?

L'effetto stereoscopico nasce dalla disposizione dei prismi.
I binocoli con prismi di Porro hanno le lenti obiettivo più distanti fra loro, rispetto agli oculari.
Questa disposizione dei prismi rende questi binocoli più grandi, ma dà maggiore tridimensionalità agli oggetti più vicini.
I binocoli con prismi a tetto invece hanno le lenti obiettivo in linea con i rispettivi oculari.
Questa disposizione dei prismi rende questi binocoli più compatti, ma dà minore tridimensionalità agli oggetti più vicini.
La differenza di tridimensionalità verrà quindi percepita meglio in un confronto, nello strumento che presenta la distanza fra gli obiettivi maggiore in maniera sensibile e apprezzabile, perché altrimenti, a parità di condizioni, il solo schema ottico potrà veramente poco, in tal senso.

Nel 2001 Albino Carbognani scriveva:
"Ad occhio nudo la percezione della profondità arriva fino ad una distanza di circa 200 m.
Utilizzando uno strumento binoculare la percezione della profondità aumenta di un fattore (B/b)·I, dove B è la distanza fra i centri degli obiettivi, b quella degli occhi e I è l’ingrandimento".


Facendo un paio di calcoli, si può vedere quanto eununciato sopra, realizzi nella pratica.
Prendiamo per esempio in considerazione un binocolo 10x42 con prismi di Porro e un altro, sempre nel formato 10x42, ma questa volta con prismi a tetto.
Poniamo che nello strumento a prismi di Porro gli obiettivi si trovino a 12 cm fra loro, rispetto ai rispettivi oculari, mentre nel binocolo con prismi a tetto gli obiettivi, in linea con i rispettivi oculari, si trovino invece a 6,5 cm.

Bene; proviamo ora a calcolare la percezione di profondità di questi due binocoli, usando i loro dati di cui sopra all'esempio:

10x42 con prismi di Porro
≃(120/65)*10*200= 3.69 m

10x42 con prismi a tettomentre con un prisma a tetto con obiettivi a 65 mm. avrei all'incirca:
≃(65/65)*10*200= 2 m

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MessaggioInviato: 18/03/2018, 15:33 
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@ alessio

Ciao,

OK,
ti ringrazio per il chiarimento.

E' proprio il mio assunto di partenza, allora come ora.
D'altronde prendendo in considerazione ciò che sta alla base del fenomeno, sia a livello matematico, che a livello ottico, la geometria non può "mentire".
ZEISS ha ragione; idem Piergiovanni. :thumbup:

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