Preview dei nuovi binocoli APM 120 SD e APM 100 Semi-APO. Sono veramente i nuovi punti di riferimento del settore?

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Premessa di Piergiovanni Salimbeni

Un paio di anni fa destò molto interesse l’arrivo sul mercato del binocolo apocromatico APM 100 ED APO.

Grazie all’aiuto di qualche ragazzo del Team di Binomania fu organizzato nel 2014 un evento  in suo onore e questo binocolo riempì varie volte le pagine del nostro sito ed anche le stanze di qualche appassionato che ebbe il piacere di presenziare. Potete leggere i vari articoli a riguardo cliccando su questo link.

Non passò molto dalla commercializzazione di questo prodotto:  il suo fautore,  Markus Ludes di Apm-Telescopes informò, infatti, gli appassionati dell’arrivo di un  gigantesco e luminoso 120 mm. Della serie da 100 mm, invece, avrebbe fornito non solo la versione APO a 45° e a 90° ma anche quella acromatica, da lui definita semi-apo.

I protagonisti del meeting annuale di Binomania sono stati proprio il nuovo APM 120 SD e il nuovo APM 100 “semi-apo”. In quel del Rifugio della Corte,  sono giunti come ogni anno non solo vari lettori  e i ragazzi del Team, ma anche un discreto numero di proprietari di binocoli  giganti che hanno contribuito con la loro esperienza e i loro strumenti alla creazione di  questo articolo.

APM 100 Semi APo

APM 100 Semi APo

Prima di entrare nel vivo delle nostri opinioni ho deciso di descrivere in breve le caratteristiche dei due binocoli anche sono state ampiamente delineate nel corso degli ultimi mesi.

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APM 120. Foto cortesia: Markus Ludes. Noi non abbiamo provuto provare questa  forcella.

APM 120  SD

Il cuore di questo binocolo è un doppietto ED ( una lente in FLP53 e una lente in lantanio). E’ dotato di un leggero scafo in magnesio, sviluppa una lunghezza focale pari a 660 mm, creante un rapporto focale decisamente luminoso (F 5/5). Consente l’utilizzo degli oculari astronomici. Apm-Telescopes ha presentato sia una versione a 45,° sia una versione a 90° (più adatta  per l’uso astronomico).

E’ venduto con una coppia di oculari  da 18 mm UF che forniscono 37.6X, sessantacinque gradi di campo apparente e circa 3.1 mm di pupilla di uscita.   Rispetto alla versione da quattro pollici sono state aumentate le dimensioni del diaframma di campo sino a 28 mm per consentire l’uso degli oculari Televue Panoptic da 24 mm  senza alcuna vignettatura.  (27.5X con una pupilla di 4.3 mm)

Pubblichiamo qui di seguito le caratteristiche tecniche  visibili sul sito di Apm-Telescopes

Lunghezza focale 660 millimetri
Dimensione diaframma di campo 28 mm
Scafo ottico magnesio
Diametro obiettivi 120mm
Lenti Doppietto ED OHARA FPL 53SD – Lantanio
Distanza interpupillare 54-75 mm
Collegamento al treppiede si, con passo da 1/4 e 3/8
Dimensioni 286  mm (zona lenti)  x630 mm x 268 mm  ( zona oculare) X 240 mm di altezza.
Peso 9 Kg.
Prezzo 3990 EURO IVA INCLUSA

APM 100 Semi-Apo. 
Lo scafo e la meccanica sono identici alla versione con ottiche SD, in questo caso però sono stati utilizzati dei vetri acromatici. La lunghezza focale è pari a 550 mm, genera quindi un rapporto focale pari a F 5/5. Anche questo binocolo consente l’utilizzo di oculari astronomici ed è fornito di serie con la stessa coppia di oculari dell’APM 120 SD che , in tal caso, forniranno ventinove ingrandimenti sempre con un campo apparente di sessantacinque gradi.

Qui di seguito inseriamo la tabella con le caratteristiche di questo binocolo, visibile sul sito del venditore.

Lunghezza focale 550 millimetri
Dimensione diaframma di campo 25 mm
Scafo ottico magnesio
Diametro obiettivi 100 mm
Lenti Doppietto acromatico
Distanza interpupillare 54-75 mm
Collegamento al treppiede si, con passo da 1/4 e 3/8
Dimensioni 490 mm  x270 mm x 145 mm
Peso 6.6 Kg.
Prezzo 1495 EURO IVA INCLUSA
 Condizioni durante la fase del test.

Prima di citare le nostre impressioni vorrei premettere quanto segue.

Abbiamo avuto soltanto tre pomeriggi di tempo per testare questi binocoli. Siamo consapevoli che sara’ senz’altro possibile fare di meglio e  sotto cieli migliori. Spero, apprezzerete tuttavia il nostro impegno. Riteniamo quindi che questo test non sia completo. Speriamo di avere altre opportunità per fornire un test approfondito.

Il test astronomico si è svolto in una unica sera, dato che la prima è stata contraddistinta da foschia.

binocoli-giganti-binomania

Il Vixen BT126SS-A è stato comparato all’APM 120 SD durante il corso del week-end.

Lo abbiamo confrontato con il Vixen BT126 SS -A utilizzando vari oculari.

Non avendo a disposizione la montatura consigliata da APM abbiamo chiesto la collaborazione di un  appassionato italiano  (Elio Biffi) che ci ha messo a disposizione due forcelle  baricentriche artigianali, le cui caratteristiche sono visibili a questo link.

Nei giorni del test sono state rare le giornate limpide, quindi abbiamo quasi sempre operato in presenza di un poco di foschia.

Abbiamo effettuato solo un breve test di phonescoping per vedere la differenza fra l’ottica SD dell’APM  F 5/5 e quella di un acromatico come il BT126 F 4/9.

 

Modus operandi del costruttore.

Markus Ludes, dopo aver investito un discreto gruzzolo per il progetto del binocolo APM 100  ED APO ( progettazione, costruzione stampi, etc.,etc.) ha deciso di concepire un binocolo da 120 mm di diametro avvalendosi dei medesimi stampi del binocolo dal diametro inferiore. Questo ha necessariamente generato dei compromessi. I lati positivi di questa scelta sono senza dubbio il favorevole prezzo di acquisto, in effetti, non è mai stato disponibile un binocolo con ottiche a bassa dispersione ad una cifra cosi bassa. Se calcoliamo che ci sono binocoli da 80 mm di alta qualità dal prezzo ben superiore, lo riteniamo un valido sostituto di un ingombrante binoscopio da 120-150 mm. Se poi calcoliamo che  un semplice spotting scope da 95 mm come lo Swarovski ATX è venduto ad una cifra di poco inferiore, non possiamo che tessere le lodi di tale mossa commerciale.

Tuttavia come vedremo, leggendo le opinioni dei tester, si sono evidenziati vari compromessi, più che altro meccanici.

Ben poco da eccepire, invece, riguardo il binocolo APM 100 semi-apo.

 

Le opinioni dei tester

 

Piero Pignatta   ( Team di Binomania). Proprietario del binocolo Miyauchi  BJ 100 IC semi apo.

Piero_Pignatta

Piero Pignatta, al centro.

APM 120 SD: L’ho provato fugacemente nell’uso terrestre dato che la mia intenzione era quella di compararlo nell’uso astronomico con il Vixen BT126 SS-A. Non ho notato alcuna aberrazione cromatica in asse e la resa dei colori è risultata piacevole.

Nell’uso astronomico ( medio-bassi ingrandimenti), non ho  rilevato, in tutta onestà,  particolari differenze con il Vixen BT126 SS-A.  Utilizzando oculari di alta qualità  (Pentax XW) mi è parso solo di percepire una modesta maggiore puntiformità. Tuttavia, con gli oculari a nostra disposizione (Pentax XW 20mm, Vixen LVW 22 mm, Vixen SSW 14mm, Baader Hyperion di varie focali) e sotto il cielo mediamente scuro, la luminosità nella osservazione di galassie e nebulose mi è parsa tutto sommato sovrapponibile.

Abbiamo fatto la prova non solo con gli oculari di serie ma utilizzando le stesse coppie dei vari oculari su entrambi i binocoli giganti. Poco pratica, invece, al buio la ghiera di blocco degli oculari in quanto della stessa dimensione  di quella di messa fuoco per cui il serraggio tende a far ruotare quest’ultima: potrebbe essere una buona modifica differenziare il diametro delle ghiere.

La maniglia  sullo scafo ottico  è poco utile  da sola dato che il binocolo è molto sbilanciato verso gli obiettivi.  Con la ottima forcella baricentrica di Elio Biffi, dotata di slitta Vixen  il bilanciamento è invece risultato molto buono. Indicato senz’altro un treppiede molto robusto e di alta qualità.’

Occupandomi esclusivamente di cielo profondo al binocolo non ritengo così necessarie avere  ottiche apocromatiche (salvo casi particolarissimi) per cui, per questo specifico scopo, ripongo molte speranze nell’ eventuale versione SEMI APO, mentre l’APO mi pare più adatta ad un uso davvero universale, quindi anche terrestre e/o con ingrandimenti spinti, oltre i 60x.

 

APM 100 SEMI APO: Dal punto di vista delle dimensioni e delle rifiniture siamo ancora molto distanti dal Miyauchi BJ 100 IC e  anche come meccanica il giapponese risulta ancora superiore. Dal punto di vista ottico, però, avvalendosi di buoni oculari fornisce un’equivalente luminosità e una puntiformità stellare addirittura superiore, senza   astigmatismo, di frequente riscontro invece sui Miyauchi Galaxy (che però ha una focale leggermente inferiore…) . Da considerare però  che il Miyauchi BJ 100 IC impiega esclusivamente  oculari dedicati e non è possibile impiegare  oculari astronomici di qualità, quindi non sapremo mai come potrebbe essere la resa di un Miyauchi BJ 100 ICi con un paio di Televue Panoptic da 19 mm. Molto probabilmente sotto cielo più scuri ed usando oculari da 24mm avremmo potuto notare la promessa maggior luminosità dell’APM 100 che in questo caso non si è molto evidenziata. Ancora qualche punto a favore del binocolo giapponese circa quella sorta di sensazione di proiezione sulla scena, ma prendete questo giudizio con le molle in quanto essendo oramai abituato al Miyauchi BJ 100 IC da molti anni  potrebbe essere solo una mia personale sensazione.

Complessivamente quindi questo acro da 100 mm mi è molto piaciuto con prestazioni a mio avviso superiori al noto  binocolo cinese 23-41×100 che conosciamo da anni.

Insomma un passo avanti che, almeno dal punto di vista ottico e a patto di utilizzare  oculari di qualità, non fa rimpiangere i gloriosi binocoli del Sol Levante..

 

 

Elio Biffi. (autore di Binomania, ex-meccanico di precisione) Proprietario di un binocolo Nexus 23-41×100 Made in China.

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Elio Biffi, in secondo piano, Renato Viappiani.

 

APM 120 SD:Confermo quanto scritto da Piero Pignatta, confessando di essere rimasto poco stupito dalla resa  nell’uso diurno dell’APM 120 SD (paragonato al 100 APO) facendo uso degli oculari di serie. Un diametro cosi grande è un po’ ostico da gestire nel mero uso terrestre.

Anche il bilanciamento del binocolo non è cosi immediato se non si fa uso di una slitta e di un supporto adeguato. Se il Vixen BT126 SS-A lo giravamo, sulla forcella dedicata, con un dito, con l’APM 120SD abbiamo dovuto bilanciare con accortezza grazie alla slitta simil-vixen che ho ideato per la mia forcella baricentrica. In ogni modo APM ha risolto quasi totalmente il problema avanzando verso il reale baricentro il piede per il collegamento alle montature.

La sede di aggancio alle piastre fotografiche è stata volutamente spostata verso gli obiettivi dove ha sede il baricentro del binocolo

La sede di aggancio alle piastre fotografiche è stata volutamente spostata verso gli obiettivi dove ha sede il baricentro del binocolo

 

Da un punto di vista meccanico i paraluce sono ben dimensionati e protettivi, la maniglia è praticamente inutilizzabile, dato che, per sollevarlo. bisogna aiutarsi con l’altra mano. La colorazione dello scafo non mi è piaciuta. Da un effetto un po’ plasticoso e economico. Preferisco di gran lunga la colorazione del modello 100 Semi-Apo.

Essendo stato un meccanico di professione avrei preferito delle ghiere di serraggio piu’ robuste e spesse. Ritengo che la ghiera di tenuta sia infatto un po’ piccola. Personalmente avrei preferito delle ghiere di chiusura con un’altezza maggiore e un diametro più grande rispetto a quella inferiore di contrasto, niente da ridire sulla funzionalità del sistema blocco oculari…solo che io ho dita abbondanti e faccio fatica ad utilizzare ghiere poco spesse.

 

APM 100 SEMI APO. Sull’ acromatico la testa centrale (demo) fornita da Markus Ludes necessita di miglioramenti. Non da sicurezza nella fase di gestione di un binocolo cosi grande e la frizione se non si ha l’accortezza di fissarla alla perfezione farà battere gli obiettivi degli oculari sulla montatura a causa della forza di gravita. Inoltre, togliendo la base per l’aggancio alle teste fotografiche, per inserire la testa centrale, il binocolo si trasforma da ben bilanciato a decisamente sbilanciato.

In sintesi giudico piu’ conveniente il prezzo di acquisto dell’APM 100 Semi-apo rispetto a quello proferito per l’acquisto dell’APM 120 SD.

Oltretutto la resa diurna del semi-apo è decisamente buona. .

 

 

Corrado Morelli (team di Binomania )Proprietario di APM 100 APO, Docter Aspectem 80-500 ED, Fujinon 25×150.

Corrado Morelli durante una fase del test.

Corrado Morelli durante una fase del test.

 

APM 120 SD: Devo ammettere che a  prima vista non mi aveva entusiasmato molto  – mi riferisco all’uso terrestre-  ma solo perchè lo stavo usando con gli oculari di serie. Con gli oculari Pentax XW 20 si è dimostrato un prodotto di alta qualità, anche se non “secco”  e inciso come il modello da 100 mm.  Questo potrebbe anche dipendere dalle condizioni meteorologiche  che abbiamo avuto in Valtellina durante il week-end  e che forse non erano adatte a consentire l’uso di un diametro maggiore.

L’aberrazione cromatica al centro del campo è decisamente ben corretta. Mi piace la sua compattezza, il peso e l’estetica globale che mi ricorda il mio esemplare di Kowa Highlander Prominar.

Non mi  ha entusiasmato molto la ghiera di serraggio degli oculari.

 

APM 100 SEMI APO: Penso che valga ampiamente i soldi  spesi. Se si eccettua la mera osservazione di oggetti in forte controluce ( ad esempio le foglie degli alberi) questo binocolo sino a cinquanta ingrandimenti da del filo da torcere anche ai binocoli apocromatici. E’ forse uno dei migliori doppietti acromatici  che ho avuto il piacere di utilizzare.

Da rivedere il prototipo della testa centrale inviataci dalla Germania: scomoda, pericolosa, sotto-dimensionata e poco funzionale.

Mi dispiace scriverlo ma penso sia utile anche una critica costruttiva.

 

Paolo Monti (Team di Binomania) Proprietario di Miyauchi BJ 100 IC

Pao,o MOnti

Paolo Monti


 

Premettendo che, purtroppo, per altri impegni concomitanti, la mia permanenza al Rifugio della Corte e stata forzatamente più breve degli altri amici e che il poco tempo residuo l’ho usato in massima parte per incontrare le persone più che per provare gli strumenti, su questi binocoli posso solo fare delle veloci considerazioni, godendo altresì del fatto che essendo l’ultimo in ordine di tempo a scriverne, posso in primis avallare ampiamente e tranquillamente quanto già sostenuto dagli altri qualificati tester.

APM 120 SD: Circa la star del convegno,  (provato pochissimo in astronomia e solo un po’ più ampiamente, ma non troppo, nell’uso diurno) posso dire con mio profondo rammarico che non fa il caffè e nemmeno taglia il prato, per il resto quello che deve fare un binocolone da 120 mm con vetri ED lo sa fare abbastanza bene. Osservando con gli oculari “di serie“ da 18 mm mi ha dato la sensazione di essere un ottimo binocolo,  con una visione nitida, una buona tenuta al bordo dell’immagine e un cromatismo a tratti solo appena percepibile, osservando ai margini le superfici innevate del Monte Disgrazia (cosa che però potrebbe essere imputabile alla qualità non eccelsa degli oculari in questione). Certo per dare una valutazione sostanziale di questo strumento avrei dovuto paragonarlo al fratello da 100 mm osservando al crepuscolo, per vedere se veramente quei due centimetri in più di lente valgono il relativo aggravio di costo e gli altri disagi legati alla dimensioni (per altro disagi discretamente contenuti), questione che ritengo sostanziale quando si opta per l’acquisto di un tale binocolo, altrimenti un 100 mm basta e avanza.

APM 100 SEMI APO: Circa la guest star, cioè il 100 acromatico (i “semi” li lasciamo all’orticultura) posso anche qui senz’altro condividere la ottima impressione legata soprattutto al rapporto prezzo prestazioni. Confermo senza dubbio quanto già detto circa l’ottima prestazione astronomica, con stelle per lo meno al centro ottimamente puntiformi e una buona ottica in generale anche per l’osservazione diurna. Va pur detto comunque che se questo 100 mm non è forse un semplice “acro” non è però nemmeno un APO e il cromatismo si vede, poco ma si vede, naturalmente in misura tanto più contenuta tanto più è elevata la qualità degli oculari che vi si accoppiano (è un po’ il bello di questi strumenti che accettano gli oculari standard da 31,8), qualità che naturalmente cresce con il costo di tali accessori …. Quindi come sempre bisogna ben ponderare che uso preponderante se ne farà di questo binocolo e visto che la tolleranza al cromatismo è sempre cosa molto soggettiva, se possibile provarlo prima di deciderne l’acquisto.

 

Piergiovanni Salimbeni (Team di Binomania). Proprietario di Kowa Highlander Prominar, Vixen BT 126SS-A.

APM 120 SD: Non ho molto altro da aggiungere rispetto a quanto scritto dai ragazzi del Team. Come premesso l’utilizzo degli stampi dell’APM 100 APO  hanno obbligato Ludes e/o il progettista a trovare delle rapide soluzioni per adattare i grandi obiettivi da 120 mm allo scafo del binocolo dal diametro inferiore.

Per tale motivo il binocolo è molto sbilanciato nella parte frontale. La classica prova di sollevamento con una mano, ha mostrato una estrema facilità di sollevamento del BT126 SS-A mentre era praticamente impossibile sollevare l’APM 120 SD senza utilizzare anche l’altra mano. Ininfluente per molti, ma non per tutti, dato che ciò che è difficile da sollevare, causa sbilanciamento è anche difficile da gestire su una montatura.
Il costruttore ha, in parte ovviato, spostando la base di fissaggio verso il reale baricentro. Per quanto riguarda il fissaggio degli oculari anche io avrei preferito delle ghiere di serraggio più spesse.  Tuttavia dobbiamo anche ammettere di aver usato il binocolo con “continui” cambi di oculare, questo ha comportato un continuo utilizzo della ghiera per stringere e bloccare. Un normale appassionato  dovrebbe compiere questa operazione poche volte durante una sessione osservativa. In ogni modo il binocolo è risultato ben collimato sino a 50X. Utilizzando,invece, degli oculari Vixen LVW da 5 mm abbiamo dovuto giocare con l’angolazione del barilotto degli oculari per trovare il giusto compromesso. Non sappiamo se i problemi erano da imputare ai barilotti degli oculari. In questo frangente ho gradito la possibilità di stringere per bene gli oculari con la micro-inclinazione adatta ad ottenere una collimazione soddisfacente. (fattore impossibile da ottenere, invece, nel Vixen BT 126 SS-A a causa del suo sistema di fissaggio senza ghiera.

Il contenimento dell’aberrazione cromatica nell’uso diurno è ottima, come visibile in questa breve comparativa fotografica che ho ottenuto contro il Vixen BT126SS-A.

Crop di una foto ottenuta accostando una Canon G7 MARK II all'oculare dell'APM 120 SD. Da notare l'ottimo contenimento dell'aberrazione cromatica in controluce.

Crop di una foto ottenuta accostando una Canon G7 MARK II all’oculare dell’APM 120 SD. Da notare l’ottimo contenimento dell’aberrazione cromatica in controluce.

Stessa modalità, questa volta sul Vixen BT126 SS-A. Abbiamo lavorato in priorità di tempi.Avremmo potuto fare di meglio,ma non c'era tempo!

Stessa modalità, questa volta sul Vixen BT126 SS-A. Abbiamo lavorato in priorità di tempi.Avremmo potuto fare di meglio, ci siamo anche accorti di non aver accostato perfettamente la fotocamera.ma non c’era tempo! Visibile ovviamente la maggior aberrazione cromatica. Non male, pero’, per essere un doppietto acromatico aperto a F/4.9. Sopra i 50X l’APM 120 SD era irraggiungibile per nitidezza e contenimento dell’aberrazione cromatica. Piu’ comparabile la resa a bassi ingrandimenti nell’uso astronomico. Ovviamente l’APM 120 è risultato vincente.

Nel caso di seeing diurno ottimo, coadiuvato da una ottima trasparenza, e’ possibile compiere osservazioni terrestri a grandissima distanza, contando su un ottimo potere risolutivo e su una buona luminosità.

Durante un raro momento di calma diurna, siamo stati in grado di ammirare uno scalatore, a circa venti chilometri in linea d’aria, mentre tentava di raggiungere la vetta del monte Disgrazia. A centro ingrandimenti, infatti, si notava il colore degli scarponi dissimile rispetto a  quello dell’abbigliamento!

Nel mero uso crepuscolare a venticinque ingrandimenti circa, il Fujinon 25×150 è risultato migliore, non tanto per il contenimento dell’aberrazione cromatica – l’APM 120SD era, infatti, superiore – ma per la tridimensionalità, la luminosità e la comodità dell’ampia pupilla  di uscita generata dal gigantesco binocolo  giapponese con prismi di porro.

Nell’uso astronomico ho percepito delle stelle molto puntiformi e una luminosità quasi comparabile al mio esemplare di Vixen  BT126SS-A. E’ stato abbastanza difficile fare questa prova, perché, giocando con gli oculari e gli ingrandimenti,a volte preferivo un binocolo a volte l’altro. Ovviamente le ottiche ED/SD dell’APM 120 mostrano i colori delle stelle con maggiore precisione senza esibire aberrazione cromatica. Come ribadito da molti dei presenti la percezione delle galassie era, invece, molto simile.

Avrei prediletto un sistema a forcella come quello fornito da Vixen che è molto  comodo ma sono consapevole che questo avrebbe comportato  ulteriore fatica al progettista e forse un prezzo di vendita superiore. Ritengo pero’ che binocoli di tale dimensioni siano piu’ facilmente gestibili e bilanciabili con dei perni laterali.

Come era da immaginarsi l’APM 120 SD è superiore al Vixen BT126 SS-A nella osservazioni ad alti ingrandimenti delle stelle doppie, della luna e pianeti. Non ho potuto ammirare la luna, tuttavia sono riuscito a puntare le doppie nella  costellazione della Lyra:  questi oggetti  celesti hanno mostrato un’ottima correzione cromatica ed una puntiformità quasi comparabile a quella di un buon rifrattore astronomico. Esteticamente avrei preferito un bel colore bianco, decisamente più “professionale” rispetto al grigio scuro. Un altro pregio dell’APM 120 SD è quello di poter “far esplodere” gli ammassi stellari. M13 a 50X era simile in entrambi i binocoli da cinque pollici, tuttavia, bastava aumentare gli ingrandimenti nell’APM per percepire piu’ stelle con una correzione dell’aberrazione cromatica, una puntiformità e una collimazione, migliori di quelli ottenibili con il Vixen BT126 che rimane comparabile solo a medio-bassi ingrandimenti.

Elucubrazioni tecnico-ottiche a parte, consiglio a tutti di mettere gli occhi in un binocolo da cinque pollici, prima o poi. La visione della galassia di Andromeda o della Nebulosa Velo fanno mozzare il fiato senza far rimpiangere telescopi dal diametro ben superiore. Anche il doppio ammasso di Perseo è uno scrigno di stelle colorate e puntiformi: wow!

APM 100 Semi-Apo: In questo caso ho poco da dire: eccellente! Ottime ottiche acromatiche, ben corrette, nell’osservazioni panoramiche a bassi ingrandimenti non fa rimpiangere binocoli apocromatici da costo superiore, ben gestibile e bilanciato, colore molto accattivante. Ovviamente cede nel classico test “delle foglie in controluce” o osservando le stelle più luminose dove è impossibile non notare aberrazione cromatica. Seppur sia un ottimo acromatico non è corretto come un binocolo con ottiche a bassa dispersione. Per il resto non penso si possa fare di meglio! Decisamente superiore al classico 23-41×100 simil Nexus anche se le sue dimensioni obbligando ad investire in un supporto (treppiede e testa) abbastanza costosi. Il modello fornito per il test era corredato da un certificato che ne garantiva la corretta collimazione sino a cinquanta ingrandimenti.

Purtroppo anche io sono rimasto un poco stupito dalla testa centrale, seppur sia una demo: l’ho giudicata sottodimensionata e pericolosa (per la frizione che potrebbe far cadere verso gli obiettivi il binocolo). La userei con meno remore  con binocolo da 70-80mm di diametro.

 

Ed ora la parola ad un paio di lettori.

Dopo aver raccolto le testimonianze dei ragazzi del Team e di un ex-meccanico di professione, ho voluto chiedere la collaborazione di un paio appassionati, perché  ritengo utile avere ulteriori e variegate impressioni.

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da sinistra: Mattia Viappiani, Piergiovanni Salimbeni, Renato Viappiani.

Renato e Mattia Viappiani , proprietari di un binocolo Nikon 18×70 e  in attesa del Vixen BT 126 SS-A.

Innanzitutto grazie della considerazione e per averci coinvolto.

Purtroppo non possiamo scrivere molto ed addentrarci in dettagli tecnici che non sarebbero alla nostra portata essendo “solo degli appassionati”. Oltre a questo  per problemi logistici abbiamo dovuto alloggiare presso un altro albergo e per tale motivo abbiamo potuto osservare il cielo solo la notte di Venerdi, peraltro contraddistinta fa forte umidita’.
Per tale motivo non abbiamo potuto verificare in maniera esaustiva  le potenzialità astronomiche degli strumenti (che era la fase che interessava di più a Mattia essendo appassionato di Astronomia)
Di contro, abbiamo speso ben due giorni ad osservare lo splendido paesaggio valtellinese..

Nell’uso crepuscolare e notturno non abbiamo notato sostanziali differenze di luminositá tra l’APM 120 SD e il Vixen BT 126 SS-A. Entrambi fornivano delle belle visioni di M13 , di M57 e di Volpetta. Le stelle ci sono parse ben puntiformi al centro in entrambi gli oculari. Abbiamo apprezzato molto i nuovissimi oculari Vixen SSW  14mm con 83° di campo: leggeri, compatti e di alta qualità.

Osservando il panorama l’APM 120 SD non mostrava aberrazione cromatica al centro del campo, tuttavia, se paragonato all’APM 100 APO di Corrado, questo binocolo non ci ha entusiasmato del tutto.

Per la praticità d’uso ed anche per la costruzione meccanica abbiamo preferito indiscutibilmente il Vixen BT 126SS-A. Ci é risultato comodo anche da sollevare con una sola mano tramite la maniglia centrale, cosa non fattibile con l’APM 120 SD, visto che per sollevarlo bisognava aiutarsi anche con l’altra mano. La colorazione tra i due poi é a favore senza remore del Vixen BT 126SS-A che risulta nel suo color bianco elegante e slanciato e svettante su tutti i binocoli che erano schierati, il colore grigio dell’APM riporta ad un materiale plasticoso (come ha scritto Elio per altro)

 

Per ciò che concerne il fissaggio sui treppiede, anche in questo caso abbiamo preferito la soluzione giapponese con perni laterali: comodissima e praticissima da girare anche utilizzando un dito, l’APM 120 SDsi deve invece fissare dalla parte inferiore e per noi risultava scomoda allestire il binocolo al buio. Avremmo preferito  che anche l’APM 120 SD  consentisse questa opzione.
Per quanto riguarda l’APM 120 SD (era quello che destava forse maggior curiosità) e l’APM 100 Semi-Apo, ci diventa un pò difficile fare comparazioni e dettare considerazioni in quanto abbiamo giá letto le recensioni e le note dei partecipanti e noi come semplici appassionati non saremmo in grado di rilevare, almeno per ora, tante sfaccettature e diversità sostanziali. La cosa certa è che il binocolo acromatico era decisamente piu’ compatto, ben bilanciato e pur non essendo dotato di ottiche a bassa dispersione, ha fornito delle belle immagini terrestri sino a 40-50X.

 

Alla fin dei conti, da meri astrofili, tenendo conto della meccanica, della gestione al buio, della luminosità e della compattezza, abbiamo preferito nella visione a bassi ingrandimenti il Vixen BT 126SS-A  che utilizzando degli oculari Pentax XW da 20 mm non si discostava molto dal 120 SD;  pur essendo un acromatico aperto a F/4.9! Ovviamente gli ingrandimenti erano leggermente differenti. Non abbiamo potuto osservare ad alti ingrandimenti come ha fatto Piergiovanni la serata successiva ma possiamo immaginare che sopra i 50X superi per nitidezza e prestazioni il binocolo giapponese che è un mero acromatico.
E’ stato veramente bello ed oltremodo istruttivo per noi partecipare al Meeting e conoscere tante persone fantastiche, super erudite in materia e così prodighe di consigli, gentilezza, disponibilità (e pazienza anche…)

Un caro saluto a tutti.

 

In sintesi.
(di Piergiovanni Salimbeni)
Spero che questo breve articolo abbia messo in  luce i vari pregi ma anche qualche difetto del binocolo APM 120 SD. Purtroppo, come avrete letto, non abbiamo avuto a disposizione molto tempo e neppure dei  cieli molto limpidi che forse avrebbero potuto fare la differenza utilizzando oculari da 24 mm e l’ampio diaframma di campo dell’APM 120 SD.
Facendo una sintesi di quando descritto abbiamo rilevato i seguenti pregi e difetti.

APM 120 SD
Pregi: vetri ED, possibilità di usare alti ingrandimenti  (anche a 200X 9per l’osservazione di luna e pianeti, leggerezza, prezzo di acquisto. Versione a 45° e versione a 90°, regolazione della distanza inter-pupillare gestito da una guida interna.

Difetti:  Pochi in verità, avremmo preferito una ghiera di bloccaggio degli oculari piu’ spessa, sbilanciamento  durante la gestione a mano libera, assenza di perni laterali, opzioni di montaggio su montature commerciali costose, colore.

Cosa avremmo preferito?
Un colore differente, dei perni laterali e una forcella dedicata . Ci auguriamo sarà presentata anche una versione acromatica che sarebbe veramente perfetta per un astrofilo amante della osservazioni a bassi-medi ingrandimenti e che non ha un grande budget a disposizione.

Per chi è adatto?
All’astrofilo amante dei binocoli che vuole godere sia delle performance a bassi ingrandimenti tipiche di un binocolo sia delle possibilità di osservare luna e pianeti ad alti ingrandimenti. Riteniamo che un APM 120 SD, ben collimato, possa raggiungere senza problemi i 200 ingrandimenti nelle osservazione dei panorami lunari. La qualità ottica è da rifrattore ED di pari focale.
APM 100 Semi Apo.
Pregi: vetri acromatici di alta qualità, bilanciamento e gestione a mano libera, versione a 45° e 90° ma soprattutto il prezzo di acquisto in proporzione a quanto appena esposto.

Difetti: beh, solo la montatura centrale a corredo, non ce ne voglia il buon Ludes. Non sappiamo se avessero potuto migliorare la compattezza ma siamo anche convinti che sia il field-stop che i prismi in dotazione siano maggiori rispetto a quelli dei gloriosi e fuori produzione, Miyauchi.

Cosa avremmo preferito? Nulla di particolare, forse dei perni laterali opzionali per essere usato su una forcella dedicata. A proposito perché APM non ha pensato a progettarla?

Per chi è adatto? All’astrofilo amante dei binocoli, che possiede un binocolo dritto da 80-100mm e che vuole entrare nel muro degli angolati, decisamente preferibile rispetto al cinese 23-41×100.

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Breve riflessioni sugli oculari.
Baader Hyperion:
discreta qualità, buona adattabilità al viso anche in presenza di una distanza minima della messa a fuoco, meno nitidi dei Pentax XW.
Pentax XW 20mm.
La focale da 20mm era una “trasforma-binocoli”. Bastava montarla su un binocolo (anche acromatico) per vederne aumentate le prestazioni. Tonalità neutra, molto luminosi, campo ampio e corretti. Purtroppo la qualità si paga.
Vixen LVW 22mm. Un po’ pesanti ma con un ottimo rapporto prezzo-prestazioni. Tonalità calda,lavoravano meglio sugli acromatici grazie al “giallino” che pareva ridurre un poco il cromatismo.
Vixen SSW 14. Una vera sopresa. Non raggiungono le prestazioni dei Pentax XW per nitidezza, correzione geometrica ma sono quasi comparabili. Di contro sono piu’ compatti, meno costosi e con un minor effetto parallasse.
Oculari forniti in dotazione da APM. Migliori rispetto a quelli testati all’epoca, non sono in grado, secondo noi, di sfruttare totalmente le caratteristiche dell’APM 120 SD. Non sarebbe male se il venditore concedesse un piccolo sconto per i proprietari di oculari performanti che non necessitano di una coppia di oculari per iniziare.

 

Colgo l’occasione per salutare e ringraziare tutte le persone presenti, Corrado Morelli per la ospitalità e ovviamente il mio TEAM che fornisce sempre validi e utili suggerimenti. Un grande ringraziamento anche a Markus Ludes che ha mantenuto la promessa di spedirci i primi esemplari di questi due nuovi binocoli. Speriamo, inoltre, che non solo le nostre lodi ma anche  le nostre critiche possano essere costruttive per lui ed i progettisti.

Disclaimer
Tutte le impressioni relative agli strumenti citati in questo articolo derivano da opinioni strettamente personali degli autori e nascono dalla analisi dello specifico esemplare testato, che non può rappresentare la totalità dei prodotti presenti sul mercato. Le Aziende collaborano inviando i propri binocoli in prova senza alcuna costrizione nei confronti degli  autori.

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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