Recensione Avalon SharpStar

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Luciano Dal Sasso, proprietario dell’azienda AVALON, ha inviato a Binomania il prototipo di un binoscopio, che ripropone, in parte, le sue antecedenti realizzazioni, commercializzate negli anni 90, attraverso l’azienda Astromeccanica di Paolo Lazzarotti.


un primo piano sul binoscopio Avalon SharpStar 107

La storia: da Astromeccanica ad Avalon

I primi passi

Luciano dal Sasso è un imprenditore dell’Italia centrale, ma prima di tutto è un astrofilo appassionato di visioni binoculari. Per tale motivo, sfruttando i macchinari presenti nella sua azienda, iniziò a costruire i suoi binoscopi nel lontano 1998. I primi progetti riscossero un buon successo, grazie anche al sistema di specchi a tre riflessioni. Tale sistema consente, infatti, un veloce allineamento delle immagini rese dai due tubi ottici, mantenendo, nel contempo, una più che sufficiente luminosità.
Le sue realizzazioni erano composte con schemi ottici vari: le versioni base, prevedevano l’utilizzo di semplici rifrattori acromatici da 80mm, le versioni più pregiate erano composte, su richiesta dei clienti, dai performanti rifrattori apocromatici, come i Tec 140.

Per gli amanti dell’osservazione lunare, Dal Sasso, aveva anche realizzato un binoscopio composto dai noti Maksutov Cassegrain 150/1800 della Intes.


Una delle prime realizzazioni di Luciano Dal Sasso negli anni 90

Il successo riscosso fu buono, la produzione si attestò in qualche decina di esemplari, sino al 2005, anno in cui, la ditta di Paolo Lazzarotti, l’ Astromeccanica chiuse i battenti. Tuttavia Luciano non smise di lavorare al suo progetto e nel corso degli anni, continuò a migliorarlo, apportandovi continuamente delle modifiche.


Il diametro di 107mm si è dimostrato un valido compromesso fra la compattezza e le prestazioni

La nascita di Avalon

Avalon ha fatto la sua comparsa sul mercato nell’anno 2011, con la presentazione ufficiale delle montature Avalon Linear ed Avalon-M.
Dal Sasso, per questo progetto, qualche mese prima, decise di creare un piccolo reparto, composto da 6 persone, all’interno della sua azienda.
Lo stesso team ha quindi lavorato alla costruzione del prototipo di binoscopio Sharpstar provato da Binomania,

La data di commercializzazione è quindi ancora piuttosto lontana, soprattutto perchè in Avalon, amano fare le cose con precisione: dal progetto alla commercializzazione, vi sono varie fase intermedie, in primis la costruzione del prototipo, seguita da una lunga prova pratica e dalla creazione di una pre-serie limitata. Solo successivamente, dopo le ultime modifiche, si passerà alla produzione di serie vera e propria.

Lo SharpStar 107 HP

La decisione.

Per il contenimento dei costi di produzione Avalon ha deciso di affidarsi ai telescopi commercializzati da UnitronItalia. Luciano Dal Sasso desiderava costruire un binoscopio che fosse un mix fra la compattezza e le prestazioni.
Per tale motivo, insieme a Giovanni Quarra di Unitronitalia, ha optato per la serie di rifrattori Sharpstar.

I tubi ottici.


Un primo piano sui due rifrattori serie SharpStar Al-106-II

Questo prototipo fa uso dei rifrattori della serie SharpStar AL-106-II . Trattasi di uno strumento a rifrazione composto da un tripletto definito apocromatico, spaziato in aria che fa uso di vetri Made in Japan Ohara. L’elemento centrale, inoltre, è composto da vetro S-FLP-53, uno dei più utilizzati nelle ultime realizzazioni e che presenta un indice di rifrazione quasi simile a quello della nota fluorite di calcio. Le immagini rese, nell’uso visuale, come vedremo nel corso dell’articolo, sono praticamente prive di aberrazione cromatica.

Le superfici ottiche, inoltre, sono lucidate con molta accuratezza e, grazie al profondo trattamento anti-riflesso multistrato, il contrasto delle immagini è molto alto.

La cella degli obiettivi è in alluminio ed è collimabile, l’opacizzazione dell’interno del tubo ottico è affidato ad un rivestimento opaco. Al suo interno sono anche presenti vari diaframmi , in grado di intercettare i raggi luminosi laterali colpevoli della cosiddetta luce diffusa e che sono i principali responsabili di un abbassamento generale del contrasto.
Molto utile, anche la presenza dei para-luce scorrevoli e bloccabili che consentono di limitare l’ingombro del binoscopio.

Il sistema di specchi Avalon


lo scafo che contiene il sistema di specchi (tre riflessioni)

A differenza di altri progetti il sistema a specchi di Avalon non prevede il taglio dei tubi ottici per il raggiungimento del fuoco ottimale. Ai rifrattori vengono semplicementte tolti i fuocheggiatori, poi si prevede al montaggio.

Luciano Dal Sasso mi ha anticipato che la versione finale potrebbe possedere anche un sistema di anelli spaziatori, personalizzabile, per consentire il il corretto raggiungimento della messa a fuoco con gli oculari che si predilige utilizzare.

Abbiamo provato il binoscopio con vari oculari: Televue Nagler, Panoptic e Televue zoom , Planetary HR, i William Optics Planetary. Purtroppo, non va a fuoco,, con i normali ploss e gli ortoscopici delle marche più note: Baader, Celestron, Meade, Zeiss Abbe. etc etc. Per raggiungere il fuoco , con questi oculari, è necessario fare uso di una barlow compatta, da avvitare nella parte terminale del barilotto. Il sottoscritto ha utilizzato, ad esempio, la Barlow Hyperion Zoom 2.25X. E’ anche possibile svitare, ad esempio, il barilotto delle comuni Celestron Ultima, che andranno poi avvitate al barilotto degli oculari.

Il fissaggio dei tubi ottici, avviene in tre punti, il materiale utilizzato è l’alluminio e l’acciaio Inox.


Nella immagine è visibile il sistema di collimazione e di regolazione della distanza inter-pupillare

In ogni modo seppur sia un prototipo esso è assemblato in maniera sopraffina:vi sono vari punti di fissaggio e non ho notato alcun gioco o flessione, il tutto, inoltre, risulta ben compatto e trasportabile e montabile con facilità anche da una persona.

Il sistema che fonde le immagini provenienti dai tubi ottici è dotato di 6 specchi (tre per ogni strumento) Questi specchi sono di alta qualità, la media si attesa su 1/10 di lamda, garantito dal costruttore. Rispetto ai vecchi specchi, in dotazione ai primi binoscopi Astromeccanica, è cambiata non solo la qualità dei componenti utilizzati ma anche la loro maggiore dimensione e riflettività. Non ho avuto la possibilità di fare una comparativa con il vecchio sistema Astromeccanica, tuttavia Luciano Dal Sasso mi ha confermato che è migliorata anche la luminosità.

Ovviamente questo sistema non raddrizza le immagini che, nell’uso diurno, risultano ribaltate destra-sinistra. Questo potrebbe fuorviare più l’appassionato di binocoli che l’astrofilo vero e proprio. Avalon, potrebbe prevedere una versione a visione raddrizzata unicamente se vi sarà un numero di richieste tale da giustificarne la costruzione in serie. La collimazione del binoscopio è molto rapida. Essa si deve attuare ogni qualvolta si cambia una coppia di oculari o si regola la distanza interpupillare (facendo uso del pomello centrale), in neppure due secondi si riesce avere una corretta collimazione anche a 200-300X.


Un altro particolare del raccordo con i tubi ottici

Messa a fuoco

Il sistema di messa a fuoco dello Sharpstar è affidato a due elicoidali privi di fermo di blocco. Molto probabilmente la versione finale sarà equipaggiata con un sistema più affidabile e performante. Mi è parso invece, perfetto il Red Dot della Baader che consente un rapido puntamento degli oggetti. Del resto grazie allo focale ridotta di questo binoscopio (695mm) è possibile anche spostarsi da oggetto in oggetto attraverso la tecnica dello star hopping.


Il sistema di messa a fuoco attualmente disponibile sul prototipo


Il grande Red Dot Baader in dotazione

Forcella e motorizzazione.

Se il sistema ottico è in parte affidato ad un costruttore esterno, la forcella e la motorizzazione sono stati progettati e poi costruiti direttamente in Avalon.

Lo SharpStar 107, si avvale di una splendida forcella in acciaio di colore rosso, che già esteticamente lascia presagire la sua qualità.
Dotata di motori passo-passo e di un sistema di inseguimento che auto-apprende le correzioni da fare, dopo una breve fase di istruzione operata da parte dell’utente.


Un particolare sulla piastra che collega la forcella al treppiede Baader AHT

La procedura è molto semplice. Si inquadra l’oggetto e per qualche minuto si fa uso della pulsantiera per correggere i movimenti terrestri. In base alla pressione delle dita sul pulsante aumenta la velocità di spostamento. Dopo qualche istante, il sistema comprende come inseguire l’oggetto.

Personalmente sono riuscito a mantenere il pianeta Marte per oltre 25 minuti al centro del campo. Dovevo soprassedere solo quando finiva l’escursione della vite senza fine che regola i movimenti altazimutali della forcella. Nella versione finale, sarà anche possibile, tramite delle manopole di frizionamento, utilizzare lo strumento a mano libera, per navigare in tutta libertà nel cielo stellato.

L’assestamento delle vibrazioni è buono sino a circa 100X, ad ingrandimenti molto elevati, durante le osservazioni planetarie, talvolta si sente la necessità di fare uso di una forcella più robusta.

uno dei motori passo-passo in dotazione


Il collegamento con la pulsantiera.

Treppiede


Il treppiede in dotazione al prototipo è un Baader AHT che sarà sostituito con un Geoptik Made in Italy

Il treppiede in dotazione é il noto Baader AHT, tuttavia pare che la versione finale sarà dotata del treppiede Made in Italy della Geoptik, che mostra un design più moderno, una maggiore portata, due altezze ed un colore delle rifiniture che riprende il rosso Ferrari utilizzato per la forcella del binoscopio Avalon.

Uso pratico.

Un binoscopio, a dispetto di un binocolo ad ingrandimento fisso, esibisce delle prestazioni proporzionali alla qualità degli oculari utilizzati.
Nella maggior parte dei casi ho utilizzato vari oculari della Televue: una coppia di Panoptic da 24mm che forniscono circa 28X , una coppia di Nagler da 13mm che forniscono 53X, dei 9mm che raggiungono i 76X. Per le osservazioni in alta risoluzione è stato molto utile la coppia di Nagler da 4mm che consentiva di osservare la luna ed i pianeti a 172X e per finire dei validi oculari zoom 6-3mm per spingermi dai 115X sino ai 230X.


Luca Mazzoleni durante una fase del test

Pregi e difetti

I pregi dell’uso di un binoscopio sono molteplici. Si utilizzano due occhi, quindi la percezione del contrasto e migliore, cosi come la naturalezza dell’immagine. A differenza dell’utilizzo di un rifrattore di maggior diametro dotato di visore binoculare, questo strumento risente meno della turbolenza focale, grazie ai tubi di circa 100mm di diametro. Per tale motivo è valido anche per le osservazioni diurne o per oggetti un po’ostici quali il Sole ed il pianeta Venere.

Osservazione terrestre

Per la prova terrestre ho chiesto l’aiuto a parte del team di Binomania, per tale motivo ci siamo ritrovati in Piemonte, per comparare il binoscopio Avalon contro vari strumenti, dallo schema ottico differente.

Dopo un breve periodo di adattamento alla visione ribaltata destra-sinistra , anche il più accanito osservatore terrestre potrà godere della resa ottica di questo binoscopio. L’osservazione del paesaggio è stupefacente: immagini contrastate, con una resa dei colori molto reale. Seppur con la limitazione data dalla messa a fuoco singola su ogni oculare è possibile osservare dettagli all’infinito, come navi, aerei e rapaci. Non è ovviamente un classico binocolo a visione raddrizzata come, ad esempio i più leggeri Kowa HighLander Prominar o Docter Aspectem, per tale motivo chi dovesse spostarsi frequentemente con il proprio strumento, per valli e boschi, questo grande binoscopio non sarebbe certamente la soluzione ideale.

In ogni modo  il potere risolutivo del binoscopio consente di discernere dettagli impossibili da raggiungere anche attraverso i migliori binocoli terrestri da 80mm di diametro. Aerei che si mostrano in un comune 8×42 come piccoli ovali grigiastri, mostrano dettagli spettacoli, come i rotori, i finestrini e le sigle sulla carlinga. Stupefacente poi , osservare ad occhio nudo per un istante, appurando, la invisibilità dell’oggetto!
Ovviamente tale fattore si ridimensiona durante le ore centrali del giorno, dove è quasi sempre impossibile sfruttare ingrandimenti superiori ai 50-60X.


Il team di binomania(( Luca Mazzoleni, Paolo Monti, Piero Pignatta ,Vincenzo Rizza, Carlo Rossi ,Ivan Tardio)
e qualche amico appassionato durante il test diurno:
anche l’enorme Fujinon 25×150, di giorno, ha dovuto soccombere alla migliore resa ottica del binoscopio

Purtroppo il treppiede Baader AHT risulta un po’ alto per consentire ad una persona di media altezza di spazzolare l’orizzonte alla ricerca di dettagli del paesaggio senza far uso di un rialzo. Questo ritengo sia un problema che dovrebbe essere risolto. Speriamo quindi che Avalon deciderà di fornire, a scelta degli acquirenti, entrambi i modelli del treppiede Geoptik che è disponibile in due altezze.


Nell’uso terrestre abbiamo comparato il binoscopio a diversi strumenti: dagli spottingscopes, ai binocoli terrestri. Nella foto Piero Pignatta

Osservazione astronomica


Il binoscopio durante una sessione di osservazione astronomica

LUNA: Durante le serate contraddistinte da un ottimo seeing ho avuto delle splendide visioni della superficie lunare. In questo periodo osservo la Luna con un rifrattore da 120 ED ed attraverso uno Schmidt Cassegrain commerciale da 235mm. Sono anche appassionato di osservazioni lunari, da ormai 4 lustri. Per tale motivo, conosco molto bene alcune zone della superficie lunare che amo utilizzare come punto di riferimento.

I domi bisecati dalla Rima Birt, sono visibili con maggior facilità rispetto al classico rifrattore da 100mm. Anche i micro-crateri piroclastici presenti all’interno del cratere Alphonsus, cosi come la rima omonima, sono molto contrastati e facilmente percepibili.
L’effetto tridimensionale, mero inganno psicologico, a distanze astronomiche, è eccezionale. Osservando la luna a medi ingrandimenti pare essere in sorvolo sopra essa. L’osservazione binoculare è anche molto rilassante: è praticamente impossibile stancarsi dopo una sessione osservativa passata al binoscopio e questo risulta utile anche agli appassionati di disegno lunare che potranno trascorrere molto tempo all’oculare senza affaticarsi. In sintesi le prestazioni fornite erano comparabili a quelle di strumenti dal diametro superiore, Direi, un ottimo rifrattore apocromatico da 120mm- 130mm.

GIOVE. Nel mese di Febbraio- Marzo il gigante gassoso ha mostrato vari dettagli. La SEB, la STB la SST, la EZ, la SPR, la NPR ed una NEB molto assottigliata. Talvolta erano visibili dei WOS e qualche festone. A fine Marzo ho ammirato con stupore le due nuove macchie scure comparse al bordo della NEB. In questo genere di osservazioni ho apprezzato, il forte contrasto dei rifrattori, unito alla possibilità di osservare con due occhi e di beneficiare di una modesta turbolenza focale.

MARTE. E’stato un vero peccato non poter usufruire di ingrandimenti superiori ai 230X, dato che in un paio di serate, durante il mese di Marzo, l’immagine era cosi contrastata ed i bordi del pianeta cosi nitidi e staccati dal fondo dei cielo che mi sarebbe piaciuto osservare a maggiori ingrandimenti. In ogni modo, seppur ,quest’anno il pianeta, non si presenti nella sua massima visibilità, ha mostrato dettagli interessanti, come la disomogeneità della calotta polare, il Mare Acidalium, e la presenza di mutevoli nebbie che circondavano a tratti la zona del terminatore marziano. Un disegnatore di pianeti direbbe che seppur l’immagine fosse molto piccola i dettagli percepibili erano, talvolta, tracciabili solo da una mano esperta.

SATURNO

Avendo la pazienza di alzarmi un paio d’ore prima dell’alba ho potuto ammirare, con la coppia di zoom Nagler, settati a 3mm, la divisione di Cassini, l’ombra del pianeta sugli anelli, qualche dettaglio nella zona equatoriale e l’ombreggiatura dei poli.

BOX DI RAFFAELLO BRAGA

La mia seconda migliore osservazione del pianeta VENERE.


RAFFAELLO BRAGA OSSERVA IL PIANETA VENERE

Ho avuto la possibilità di usare estesamente il binoscopio Avalon in un pomeriggio di marzo, ospite di Piergiovanni, e mi è piaciuto subito, sia per la compattezza dell’insieme che per la facilità di impiego sul campo. Ho trovato molto ben fatto il sistema di collimazione, che mi aspettavo invece essere il tallone d’Achille, mentre ho meno gradito la gestione dell’inseguimento manuale, ma ciò non è colpa di questa realizzazione specifica ma della mia personale avversione per le montature altazimultali in genere.

Da appassionato venusiano ho puntato subito il bel pianeta, alto nel cielo pomeridiano e fortunatamente poco disturbato dal seeing diurno. Guardandolo nel binoscopio attraverso un paio di Panoptic ho immediatamente apprezzato la grande nitidezza dell’immagine, percettibilmente superiore a quella che si ottiene usando un visore binoculare e merito della notevole correzione ottica degli obiettivi e dell’assenza di grossi spessori di vetro da attraversare come quelli che caratterizzano i prismi delle torrette.

Il pianeta appariva bianchissimo, privo di qualsiasi alone colorato, e perfettamente definito come poche volte ho visto anche in altri rifrattori apocromatici. I dettagli di Venere, di solito così evanescenti, nel binoscopio erano invece immediatamente riconoscibili (calotte brillanti, collari, indentazioni al terminatore, lembo illuminato) complice naturalmente la visione binoculare. Bellissimo anche Marte, che pur non mostrando moltissimi dettagli a causa del seeing che è andato deteriorandosi dopo il tramonto, mostrava però un dischetto con colori e sfumature che di solito si associano a strumenti di diametro nettamente superiore.


un’altra inquadratura..

CIELO PROFONDO

La sua lunghezza focale, pari a 695mm è perfetta per le osservazioni degli oggetti dei cielo profondo a medi ingrandimenti, è in questo frangente, infatti che si ammirano i pregi di un binoscopio.
La Nebulosa M42 con gli oculari Nagler da 13mm è stupenda, le stelle del trapezio sono molto puntiformi ed il contrasto dei rifrattori Sharpstar consente di percepire con molta facilità le strutture intricate che compongono la nebulosa

Il 20 di Marzo ho osservato la cometa Garrad che si trovava a circa 6 gradi dalle galassie M81 ed M81; i tre oggetti formavano un insieme molto suggestivo. la cometa appariva come un ammasso globulare non risolto, con una piccola condensazione centrale ed un lieve allungamento nella zona della coda.


I due tubi ottici SharpStar insieme si sono dimostrati in grado di rivaleggiare con telescopi dal diametro superiore

La mia esperienza con un esemplare di binocolo Vixen BT125A mi porta ad ammettere che le prestazioni ottiche di questo binoscopio forniscono un quid in più che gli consente di primeggiare su un binocolo dal diametro superiore.

L’ottimo contrasto, inoltre, è l’utilizzo di oculari molto buoni, come i televue Panoptic ha consentito di mostrare delle immagini mozzafiato degli ammassi stellari più noti. Il doppio ammasso di Perseo, infatti, è uno degli oggetti più gradevoli se guardato con questo strumento, lo stesso dicasi per le Pleaidi o per le Iadi.

Grazie anche al discreto diametro degli obiettivi è possibile percepire, sotto un cielo di periferia, le galassie M65 ed M66 nel Leone, oppure M101 ed M51 nell’Orsa Maggiore. Ovviamente sotto cieli bui le prestazioni sono più gratificanti.

Consigli al costruttore

Come anticipato all’interno della recensione, gradirei un miglior sistema di messa a fuoco, molto utile sarebbe anche dotare la flangia che collega il treppiede alla forcella, di due o tre inviti, che consentirebbero di collegare rapidamente la forcella, anche al buio.
Molto probabilmente il treppiede Geoptik potrebbe migliorare lo smorzamento delle vibrazioni, tuttavia, dato che questo strumento è in grado di arrivare, spesso e volentieri a 300X, non sarebbe male, anche a costo di un ulteriore esborso di godere di una forcella più robusta dato che abbiamo notato spesso fastidiose vibrazioni ad alti ingrandimenti. Purtroppo il sistema Avalon non consente una visione completamente raddrizzata e forse, questo, è il difetto più importante, per chi lo volesse usare principalmente per le visioni diurne.

In sintesi

Difficile comparare la resa di un binoscopio rispetto ad altre configurazioni ottiche: infatti, non è ovviamente luminoso come un grande Dobson, non è maneggevole come un classico binocolo 25×100, fornisce semplicemente un approccio differente all’osservazione astronomica. Chi vi guardasse dentro, potrebbe anche non farne più a meno.

Prezzi

Siamo ancora in attesa del prezzo ufficiale.

Ringraziamenti.

Ringrazio Luciano Dal Sasso di Avalon per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test, Raffaello Braga e gli altri amici del Team che lo hanno testato con fare critico e scevro da ogni influenza.

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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