Recensione Canon 70D

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Qualche mese fa Canon ha lanciato sul mercato una nuova reflex con sensore APS-C, la Eos 70D. Mentre tutti gli appassionati di fotografia si aspettavano la sostituta della 7D, questa reflex segue teoricamente la 60D e si pone in una fascia intermedia fra il segmento entry level e quello pro. In realtà la nuova nata della casa giapponese ha delle specifiche molto interessanti e per molti aspetti è anche superiore alla 7D che ho avuto e che ho scelto di sostituire.

Il corpo è molto simile a quello della 7D, leggermente più piccolo ma con ergonomia praticamente identica. La prima differenza rispetto alla sorella “maggiore” è lo schermo snodato touchscreen che permette inquadrature che sarebbero impossibili o comunque molto difficili da ottenere con uno schermo fisso. Il fatto che sia anche touch può essere utile soprattutto in live view in quanto, toccando il punto in cui si desidera il fuoco, la macchina regola l’AF e scatta la foto in automatico. Ovviamente questa funzionalità touch può essere utilizzata anche per navigare i menù o per scorrere ed ingrandire le foto, ma per abitudine utilizzo sempre i tasti della reflex per eseguire queste operazioni.

Nella parte alta del corpo è presente il blocco della ghiera della modalità. Anche questo accessorio è molto utile per chi, come me, scatta prevalentemente in una modalità e vuole avere sempre la macchina pronta. Capita spesso infatti che, nel riporre la reflex nello zaino, la ghiera si sposti accidentalmente, cosa che adesso non è più possibile.

La 70D utilizza schede SD e ciò purtroppo mi ha costretto a cambiare tutte le mie CF. Questa tuttavia può essere una cosa positiva per chi non ha memorie da riutilizzare in quanto, a parità di velocità, le SD costano molto meno delle CF corrispondenti. La raffica è di 7 scatti al secondo contro gli 8 della 7D, una differenza a mio avviso poco rilevante. La vera differenza sta nel buffer della macchina che è di “soli” 16 RAW contro i 25 della 7D. Uno scarto considerevole che può fare la differenza in caso di lunghe raffiche che si utilizzano spesso in ambito naturalistico. Per questa recensione ho utilizzato delle SD molto veloci che sono state gentilmente fornite da Lexar (www.lexar.com) e che consentono di svuotare rapidamente il buffer ed avere nuovamente la macchina pronta allo scatto. Confido che Canon possa in futuro, ampliare il buffer della macchina, così come ha fatto in precedenza proprio con la 7D, in modo da arrivare almeno ai 20 RAW senza pause.

Ma la vera novità di questa reflex risiede nel sensore APS-C da 20 megapixel, denominato Dual CMOS AF, che consente di avere un singolo pixel “sdoppiato” che permette di mettere a fuoco e registrare lo scatto contemporaneamente. In modalità live view la 70D ha un AF nettamente superiore a tutte le altre reflex presenti sul mercato. In modalità video inoltre il fuoco è continuo e questa macchina rappresenta dunque la scelta ideale per chi vuole cimentarsi anche in questo campo. Utilizzando inoltre le nuove ottiche con tecnologia STM (Stepper Motor Technology), la regolazione dell’AF è precisa e silenziosa grazie all’utilizzo del sistema a rilevazione di fase anzichè il solito sistema a contrasto.

Per quanto riguarda la qualità di immagine ad alti ISO, ho percepito un miglioramento consistente. Non solo il rumore è sopportabile fino ai 2000 iso ma adesso la grana è più fine e pertanto l’immagine più lavorabile. Per la 7D invece trovo che il limite fossero i 1600 iso, quindi non di molto inferiore, ma a quella sensibilità la grana era molto più grossolana e l’immagine più impastata. Naturalmente sono valutazioni di tipo personale in quanto ognuno ha una diversa “tolleranza” al rumore digitale in uno scatto. Ho utilizzato la 70D durante il mio ultimo viaggio in Polonia dove ho scattato con sensibilità comprese sempre fra i 1000 ed i 2000 iso e sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla pulizia dei file che hanno richiesto pochi minuti di post produzione.

Concludendo direi che sono più che soddisfatto del cambi. La 70D è un passo in avanti sotto molti aspetti rispetto alla 7D ed il costo è all’incirca lo stesso, quindi fra le due non avrei dubbi sulla reflex da scegliere. Se invece non vi interessa nessuna delle nuove caratteristiche presentate, continuate a scattare con la vostra 7D o 60D, magari in attesa che Canon riveli un’altra sostituta nel segmento professionale per il 2014.

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Written by

Muratore Guido: Nasce a Palermo nel 1988 e lì consegue la laurea in Ingegneria Aerospaziale. In quell’occasione riceve in regalo la sua prima reflex Canon con la quale si avvicina al mondo della fotografia. Passione che si incrementa con il trasferimento a Torino dove frequenta il corso di laurea specialistica in Aerodinamica. Grazie ad alcuni amici si avvicina alla fotografia naturalistica e oggi le sue foto sono pubblicate da diversi siti di natura come vedete sul suo sito

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