Recensione del visore notturno Pulsar Challenger GS 4.5×60 Gen Super

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Pulsar è nota per la produzione di visori notturni, dopo le recensioni dei Pulsar Recon 750  e  Digiforce 870 RT ho avuto la possibilità di provare il Pulsar Challenger GS 4.5×60 Gen Super, un prodotto venduto a un prezzo pari a € 456,00 (IVA inclusa).

Questo visore è disponibile in tre formati: il 2.7X50 (codice 74096), il 3.5X50 (codice 74097) e il potente 4.5×60 (codice 74908). La dotazione di serie prevede l’unità Challenger GS, una custodia con tasca porta-oggetti, un manuale d’uso, il panno per la pulizia e ovviamente il certificato di garanzia. Nel mio era presente anche la pila CR123A ma non so se è stata inserita da Adinolfi, il distributore italiano dei prodotto Pulsar o se è fornita di serie.

Il Pulsar Challenger GS 4.5x60 Gen Super su un letto di foglie

Un primo piano sul Pulsar Challenger GS 4.5×60 Gen Super

Dati Tecnici dichiarati dalla Casa Madre 

Formato 4.5×60
Generazione CF-Super Gen I+ 
Risoluzione 42 lpm
Distanza di percezione 200 m
Campo visivo angolare 9 °
Regolazione diottrica + – 4
Estrazione pupillare 15 mm
Autonomia media 72 ore con pila CR123A (fra +20° e -40°)
Temperatura d’esercizio -20° + 70°
Grado di protezione   IP46
Dimensioni 255 mm x 106 mm x 75
Peso 0.7 kg
Prezzo 456 Euro IVA inclusa

Meccanica e sistema di messa a fuoco

Questo visore notturno è composto da  plastica rinforzata con vetro, la cosiddetta “fiber glass” e da parti metalliche, la mia bilancia ha stimato un peso inferiore a quello dichiarato, 597 g, che sono distribuiti su 22 cm x 10 cm (nella zona piu’ larga). E’ impermeabilizzato con un grado di protezione IP46 . Il primo numero “4” significa che è protetto per l’entrata di particelle superiori a 0.1 mm mentre”6″ garantisce che è sigillato per i getti d’acqua ad alta pressione,  provenienti da ogni direzione.

Di serie è prevista un’ampia conchiglia paraluce per l’oculare, una filettatura (passo da 1/4)  per il collegamento con i supporti fotografici e un’altra per l’utilizzo di una torcia IR opzionale  in grado di aumentare la potenza percettiva di questo visore.

Il sistema di messa a fuoco del Challenger GS avviene tramite la rotazione dell’obiettivo e dell’oculare. Per una corretta regolazione è necessario puntare l’apparecchio acceso verso un oggetto posto a una distanza compresa fra 10 e 100 m e ruotare con l’oculare per mettere a fuoco sino a quando sarà visibile una superficie irregolare o dei piccoli puntini neri. A quel punto sarà sufficiente regolare la lente frontale da 60 mm, per migliorare la qualità dell’immagine.

Dopo questa prima regolazione sarà sufficiente ruotare l’obiettivo per mettere a fuoco oggetti e soggetti posti a varie distanze.

L'obiettivo da 60 mm di diametro del Pulsar Challenger GS 4.5x60 Gen Super

L’obiettivo da 60 mm di diametro del Pulsar Challenger GS 4.5×60 Gen Super

Ottica e tubo intensificatore
Il Pulsar Challenger GS è composto da un’ottica R-Contact e il tubo intensificatore CF- Super image Intensifier. I tecnici tengono a precisare che entrambi le parti sono state ottimizzate per funzionare in simbiosi e non lo sarebbero con altri sistemi. Rispetto alle serie precedenti questo visore è stato equipaggiato con un nuovo oculare composto da cinque lenti che contiene meglio le aberrazioni geometriche  e fornisce un campo più’ ampio.

Il Challenger GS 4.5×60 è anche dotato di serie di un illuminatore IR,è necessario quando si osserva in completa oscurità o con la luna nuova. La sua autonomia è dichiarata per 72 ore con un range di temperature comprese fra i +20 e i +40°. Mi pare un ottimo valore che consentirà varie notti osservative senza la necessità di cambiare la batteria. Esistono, ovviamente delle CR123A ricaricabili e il mio consiglio è sempre di tenerne una di scorta, al caldo, soprattutto durante le sessioni invernali.

Il vano porta batteria del visore notturno Pulsar

Il vano portabatteria ospita una pila +123

Come si utilizza?

Gli esperti di visori notturni possono anche saltare questa parte, tuttavia mi pare doveroso dare qualche breve indicazioni ai neofiti. Come prima cosa è necessario evitare di orientare il visore acceso verso una fonte luminosa, come ad esempio i fanali delle autovetture o un incendio. Tale circostanza disattiverebbe l’unita per un periodo di tempo che non è calcolabile o prevedibile dal costruttore oltre a provocare la classica “macchia scura da accecamento” al centro del campo visivo.

Il tappo che copre l'obiettivo del visore Pulsar

Mai attivare il visore di giorno, senza tappo di protezione!

Qualora si volesse provare di giorno, è indispensabile lasciare montato il tappo, in questo modo entrerà un flusso luminoso ridotto dal piccolo foro posto al suo centro.
Il costruttore, infatti, consiglia di non usare per periodi di tempo prolungati il visore anche nelle ore prossime al crepuscolo (il crepuscolo 10X lux e il crepuscolo profondo 1 lux) per tale motivo,per intenderci, se osserverete con mezz’ora prima a circa 13 lux,  sarebbe meglio usarlo per brevi periodi (in tal caso, nulla di meglio di un buon binocolo)

Per attivarlo è sufficiente ruotare la manopola su “ON” mentre per attivare l’illuminatore  incorporato, ruotare sulla posizione “IR”. Ho notato che, talvolta, nei primi secondi di accensione, potrebbe essere visibile il cosiddetto “effetto neve”. Se si osserva in una zona completamente buio, tale effetto sparirà più’ rapidamente. Lo stesso accadrà qualora l’apparecchio sia stato precedentemente attivato senza copri-obiettivo in un ambiente luminoso. Per questo motivo suggerisco, oltre a queste mie brevi delucidazioni, di leggere il manuale fornito in dotazione.

La piccola manopola per l'attivazione del visore notturno e dell'illuminatore integrato

La piccola manopola per l’attivazione del visore notturno e dell’illuminatore integrato

 

 

Utilizzo sul campo

Uso il visore notturno in tre settori fondamentali:

  1. Osservazione di ungulati (cervi, caprioli ma anche cinghiali)
  2.  Osservazione di rapaci notturni
  3.  Controllo notturno dell’area intorno alla mia abitazione privata, in caso di allarmi dei vicini, allerta del mio campo, attivazione dell’allarme perimetrale in giardino.

Di questo visore ho apprezzato varie caratteristiche, in primis l’ergonomia: è decisamente leggero rispetto ai prodotti che prevedono l’acquisizione di filmati e immagini, ce lo si dimentica nello zaino, inoltre, grazie all’ampio diametro dell’obiettivo (pari a 60 mm) e al nuovo intensificatore, fornisce delle ottime prestazioni in proporzione al suo prezzo di acquisto.  L’illuminatore IR integrato svolge bene il suo lavoro, anche se dopo aver provato  la torcia Pulsar IR X850  che è veramente molto prestante ( 350 mW , diodo LED, Lunghezza IR di 850 nm,alimentata con 2 batterie AA) non ne potrete fare a meno.

l'oculare è dotato di un nuovo schema ottico a cinque elementi

l’oculare è dotato di un nuovo schema ottico a cinque elementi

Citerò le mie impressioni in base alla distanza d’utilizzo e alle condizioni d’illuminazione.

E’ovvio che non ci troviamo di fronte a un visore da quattromila euro, tuttavia cercherò di esprimere le mie impressioni in maniera oggettiva, perché come già anticipato ho apprezzato il rapporto prezzo-prestazioni di questo prodotto, scelto fra altre opzioni, ricevute questo mese.

Osservando dalla mia abitazione in località sub urbana, non ho mai avuto l’esigenza di utilizzare la lampada IR integrata. La visione (al centro del campo) è ben definita, dato che riesco a percepire un gatto sotto un cespuglio a circa trenta metri di distanza.

In mezzo alla natura, la percezione dei dettagli  fini appena dopo al crepuscolo è buona sino a circa quaranta metri, in seguito io ho sempre fatto uso della torcia IR intergrata. In questo modo sono riuscito a osservare e classificare una civetta posta su un ramo di betulla a oltre quaranta metri dalla mia postazione (dentro il 4×4).

Ritengo che per un uso”amatoriale evoluto” (sorveglianza e ricerca dei  rapaci notturni) sia perfetto, per l’attività venatoria e professionale esistono ovviamente soluzioni migliori, ma decisamente costose.

Vorrei dare due consigli al futuro proprietario: in primis se si osserverà con il visore montato sopra un monopiede o un treppiede fotografico, consiglio di fissare la piastra nella filettatura da ¼ opposta all’illuminatore.

Quando, ruotando la manopola, passerete rapidamente da “ON” a “IR”, non andrete a ostacolare il fascio luminoso con la mano sinistra.

Se possibile, l’acquisto della torcia IR aggiuntiva (Pulsar ne ha varie in catalogo) potrebbe trasformare il vostro visore notturno in uno strumento dalle prestazioni superiore, risparmiando una discreta cifra, rispetto a una soluzione dedicata, in grado di fornire le medesime prestazioni.

La nitidezza in asse è buona, la visione inizia a degradare a partire da circa il 60% del campo di vista, è impossibile aspettarsi delle prestazioni superiori in prodotti in tale fascia di prezzo. L’estrazione pupillare fornita dal nuovo oculare è ampia e consente di inquadrare i soggetti anche ai portatori di occhiali. 

 

Pregi e Difetti

Pregi

  • Compattezza
  • Ottica da 60 mm
  • Durata delle batterie
  • Buona nitidezza in asse
  • Illuminatore integrato

 

 

Difetti

  • La posizione dell’illuminatore, a volte, può interferire durante la rotazione da “ON” a “IR”
  • La resa ai bordi dell’oculare  forse è ancora migliorabile

 

Conclusioni

Spesso si ritiene che questi strumenti ottici siano utili soltanto per l’attività venatoria, in realtà i  loro campi di utilizzo sono molteplici, cito ad esempio, la ricerca e il soccorso, la navigazione in mare, la riparazione di macchinari o un semplice orientamento notturno durante le escursioni. Tempo fa, un escursionista mi racconto’ di aver avuto una piccola disavventura con il proprio cane, si era dovuto trattenere nel bosco sino ad ora tarda per cercarlo e  purtroppo aveva lasciato a casa la torcia. E’riuscito a trovare il proprio cane (caduto in un piccolo valletta piena di rovi) proprio grazie al visore notturno che aveva nello zaino, dato che la torcia dello smartphone si era rivelata inutile. Sentiva i suoi lamenti ma non era in grado di trovare con precisione la zona in cui era caduto. Ha inviato con la funzione GPS di Google la sua posizione e i suoi amici sono arrivati a dargli man forte. Una brutta avventura finita bene (soprattutto per il cane che si era fratturato una zampa) anche grazie al visore notturno.

Il paraluce dell'oculare del visore Pulsar

La conchiglia a “fetta di salame” protegge dalla forte illuminazione laterale

 

Ringraziamenti.
Colgo ancora una volta l’occasione per ringraziare Michele Adinolfi, proprietario dell’omonima ditta che è distributore ufficiale dei prodotti Pulsar, per aver fornito i prodotti oggetto di questo test,  oltre a lasciarmi sempre libero di citare le mie reali impressioni senza restrizione alcuna.


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Disclaimer. 
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Novembre dell’anno 2018- Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di prendere contatto direttamente  con Adinolfi

Written by

Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania.

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