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Recensione dello spotting scope Kowa TSN-553 Prominar

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Negli ultimi anni i telescopi terrestri di piccolo diametro stanno conseguendo un grandissimo  successo. Binomania se n’è occupata varie volte, testando sia prodotti di costo medio-basso, sia prodotti di alta qualità.

Questa volta ho avuto il piacere di provare in anteprima uno dei nuovissimi spotting scopes Kowa della serie TSN-550.

Ho ricevuto l’esemplare oggetto del test durante Giugno, con l’invito di Kowa a pubblicare le mie impressioni soltanto il 18 di Agosto. Questo iter di tempo si è rivelato molto utile , perché mi ha concesso la possibilità di riscontrare i suoi pregi e i suoi difetti. Premetto che il telescopio provato era una demo e che – come confermato dal manager europeo di Kowa – gli esemplari inviati a tester, opinon leader, blogger e giornalisti-  potrebbero presentare dei piccoli difetti che saranno ottimizzati nella versione definitiva messa in produzione.

Se siete amanti dei “cinquantini” allora.. avete trovate pane per i vostri denti.

Un bel primo piano sul nuovissimo 55 mm in fluorite della nota casa giapponese KOWA

 

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre.

Diametro delle lenti 55 mm
Materiale che compone le lenti Fluorite Crystal
Trattamento Multi strato su ogni superficie
Ingrandimenti dell’oculare zoom 15-45x
Distanza minima di messa a fuoco 3 m
Campo di vista in ° 2.5-1.3°
Campo di vista a 1000m 44 m-23 m
Lunghezza in mm dello scafo 553: 271 mm | 554: 288 mm
Peso 553: 810g | 554: 800g
Colore 880 green
Oculare Zoom di serie, fissato allo scafo
Paraluce degli oculari Presenti con sistema di rotazione
Paraluce dell’obiettivo Si, estraibile
Filettatura per filtri 58 mm
Water Proof IPX7 (Dry Nitrogen Gas)
Prezzo Agosto 2018  1.799,00

 

Meccanica e sistema di messa a fuoco.

Questo piccolo gioiello è disponibile in due versioni: l’angolata, definita TSN-553 e la versione dritta, la TSN-554.
Io ho preferito testare la versione angolata, per meri gusti personali.

Come prima cosa scordatevi  delle innovazioni nel design: Kowa ha deciso di ripetere il successo già conseguito con la serie TSN 880 e TSN 770. Il Kowa TSN-553, oggetto del test, è la miniatura del mio esemplare di Kowa TSN-883 a parte qualche piccola differenza.  All’atto pratico potrei anche terminare qui la disamina, giacché, cari lettori, conoscete alla perfezione le prestazioni di questi spotting scopes alla fluorite.

Ci sono, tuttavia, dei punti di forza che solo un telescopio di piccolo diametro può offrire. Per tale motivo cercherò di descrivere minuziosamente le mie impressioni.

Il telescopio è veramente compatto, la lunghezza non raggiunge i 270 mm.

La mia bilancia elettronica ha stimato un peso, senza tappi ma con l’oculare zoom (che è fisso) pari a 708 grammi. Lo scafo è robusto e leggero, riempito in azoto e dotato di O – Ring per consentirne una perfetta impermeabilizzazione. Presenta la medesima verniciatura – colore compreso – delle serie di maggior diametro, che il costruttore definisce “ 880 green”.

Stesso ponte di comando della serie TSN-880 e TSN-770.

La cura data in fase progettuale e costruttiva è evidente sin dal primo incontro con questo nuovo prodotto. Il paraluce è estraibile, non è presente il collare che consente di ruotare l’ottica 360 gradi ma è dotato di una base per l’aggancio alle comuni piastre fotografiche. La cella che contiene l’obiettivo è di materiale metallico , l’interno del tubo ottico (policarbonato) è dotato di vari diaframmi ed è stato ottimizzato con vernice scura opaca. Nella ghiera di fissaggio dell’oculare zoom compare la scritta “Made in Japan”.

Il ponte di comando è identico a quello del Kowa TSN-883: anche il sistema di messa a fuoco è affidato alla stessa manopola di messa a fuoco ottimizzata con il demoltiplicatore che consente una messa a fuoco di precisione.

Ho avuto il tempo di analizzarne le prestazioni e posso confermare che funziona egregiamente: pressoché priva di giochi, veloce e robusta nello stesso tempo, forse la migliore fra i piccoli cinquantini che ho provato.

Anche al “tatto” la resa è simile a quella di un telescopio di maggior diametro.

Il paraluce di questo oculare zoom è estraibile come nei migliori prodotti. Ben visibile la filettatura che potrebbe servire per la tecnica del digiscoping .

 

La messa a  fuoco minima, che ho calcolato, è di poco inferiore a tre metri.  Da questa distanza, per arrivare all’infinito, è necessario ruotare – in senso orario – la manopola poco meno di un giro e mezzo di manopola. Da circa sette metri, invece, con meno di mezzo giro si raggiunge l’infinito: questa è un’ottima prestazione.  Non esistono differenze di focheggiatura fra i 15X e i 45X.

Leggendo qualche opinione su internet ( di chi neppure lo aveva toccato) si vociferava che l’oculare fosse “plasticoso”   e troppo economico. In realtà il barilotto è in metallo, il sistema di rotazione è molto preciso, il paraluce di gomma (simile a quello degli oculari del Kowa Highlander) è dotato di ben quattro stop prefissati e l’estrazione pupillare mi è parsa sufficiente anche per i portatori di occhiali.

L’unico difetto, che mi pare più una mera scelta aziendale che un’esigenza, è l’impossibilità – almeno per ora- di utilizzare altri oculari.

L’oculare zoom, infatti, è fissato allo scafo ottico con tre piccole viti esalobate poste  a 120° di distanza l’una dall’altra.

Il diametro della conchiglia in gomma, inoltre, consente l’utilizzo con gli adattatori per smartphone venduti dalla casa ma, grazie alla già citata confortevole estrazione pupillare (per essere un cinquantino)  è possibile fare qualche scatto a mano appoggiando semplicemente il telefono.

Un primo piano sull’oculare zoom 15-45X

Lenti. 
Stiamo parlando di un telescopio della serie Prominar, per tale motivo  l’obiettivo di questo telescopio è composto da cristallo di fluorite. Ho già avuto modo di parlare dei pregi  della fluorite rispetto ai più comuni e meno performanti vetri a bassa dispersione. 

Fluorite minerale

Il minerale di fluorite è un alogenuro  del gruppo monometrico  ha una durezza pari a  4 , un peso specifico: 3,1-3,2  e un indice di rifrazione: n=1,433, emette luce quando viene riscaldata o esposta a radiazioni ultraviolette. Pare che il nome fluorite derivi dal termine latino “fluere”=fondere (giacché era usato come fondente in metallurgia) tuttavia è anche interessante sapere che nel Medio Evo i minatori inglesi lo chiamavano “flower”,”fiore” a causa della sua bellezza. La fluorite naturale comprende delle tracce di elementi di terre rare che concedono alla pietra una colorazione violaceo o verdastra e provocano, come anticipato, una fluorescenza se sottoposta a calore o a raggi ultravioletti.

Fluorite sintetica by KOWA

La fluorite  (fluorite crystal), utilizzata per i vetri Kowa, serie High Lander BL8J3 Large (Kowa Highlander Prominar) e sui cannocchiali TSN-880 – TSN-770 e TSN-550, invece, è  un mono-cristallo artificiale, quindi, non contiene impurità e  non emette fluorescenza quando scaldato o esposto a raggi ultravioletti, inoltre, la fluorite artificiale è chimicamente stabile, di contro è più fragile di quella minerale e tende facilmente a rigarsi. Per tale motivo, è più difficile la sua lavorazione durante la fase di molatura e di lucidatura, è però possibile creare lenti di grande diametro.

LENTI XD by KOWA

I prodotti Kowa dotati dei vetri XD, invece, fanno uso di ottiche che i giapponesi definiscono “a extra bassa dispersione” Le lenti ED, nel campo dell’ottica binoculare, sono siglate dalle aziende con vari acronimi, come DE, HD, SD, UD o LD. Non sono quindi performanti come i prodotti in fluorite.

 

Il piccolo spotting scope durante una sessione crepuscolare. Come se la sarà cavata?

 

Come visibile nella tabella, la fluorite è utilizzata sui modelli di punta della gamma Sport Optics, mi auguro che, prima o poi , potremmo ammirare anche un  binocolo naturalistico con questo pregiato cristallo.

All’atto pratico, cosa significa osservare in un piccolo telescopio alla fluorite? In primis, godere di un alto contrasto e di una elevata nitidezza. Al centro del campo, questo piccolo 55 mm si è dimostrato uno fra i migliori telescopi compatti che io abbia mai provato.

La visione a 20-25X è stupefacente per nitidezza, contrasto e luminosità ed è in grado di reggere  bene, (seppur vi sia un ovvio calo di luce e una lieve percezione di inferiore nitidezza) anche i 45X, pari, quasi allo stesso diametro espresso in millimetri.

I colori mi sono parsi reali e neutri, seppur a volte, mi sia parso di notare una tonalità lievemente calda.

Il contenimento dell’aberrazione cromatica in asse è eccezionale. Non ho mai notato aloni spuri intorno alle sagome dei soggetti osservati, neppure in controluce.

In verità vi sono prodotti dal prezzo simile e anche con qualche millimetro nell’obiettivo in meno,  tuttavia,  se analizziamo le tre caratteristiche : Nitidezza, Contrasto e Correzione dell’aberrazione cromatica, il Kowa è  TSN-550, secondo me è l’attuale massima espressione di quanto di meglio si possa a fare nel settore ottico sportivo soprattutto considerando l’escursione del suo zoom.

Anche a  45X-  nell’uso diurno – si rimane stupiti, non tanto dal potere risolutivo esibito, ma dalla piacevole visione fornita.

Grazie alle lenti alla fluorite, infatti, è possibile compiere delle eccellenti osservazioni naturalistiche.

Un bel primo piano sul performante obiettivo da 55 mm di diametro

Un bel primo piano sul performante obiettivo da 55 mm di diametro.

 

 Oculare zoom.

Come ho già avuto modo di anticipare, l’oculare zoom in dotazione fornisce un range d’ingrandimenti compreso fra i 15X e i 45X. La resa ai bordi è perfetta grazie, senz’altro, alla presenza – nello schema ottico – di qualche elemento asferico. E’ possibile rimuovere il paraluce non solo per pulire con facilità la lente ma anche per sfruttare la filettatura presente che potrebbe/dovrebbe consentire l’utilizzo di accessori per la ripresa video-fotografica, attraverso la tecnica del digiscoping.

La giusta tensione durante la fase di rotazione non consente di “perdere” l’ingrandimento ideale durante il trasporto, mentre la zona con zigrinatura antiscivolo, posta nella parte centrale del barilotto, consente una buona presa sull’oculare anche alla presenza di guanti o di sudore.

Il campo di vista fornito è soddisfacente ma non eccezionale: 44 metri su 1000 a 15X e 23 metri su 1000 metri,  a 45X. Detto in gradi, questo telescopio fornisce  2.52° gradi a 15X  e 1 .3° a 45X. Nel primo caso il campo apparente generato è piuttosto esiguo, mentre ai massimi ingrandimenti arriva a sfiorare i sessanta gradi.

Tuttavia va considerato, quanto segue: La concorrenza – eccetto alcuni prodotti che beneficiano di oculari a ingrandimento fisso e quindi con meno lenti e meno passaggi aria-vetro-.equipaggiano i propri telescopi compatti , con oculari zoom che raramente superano i 30-36X. Soltanto i telescopi leggermente piu’ grandi (60-65 mm) sono forniti, di sovente, con uno zoom in grado di raggiungere quasi i cinquanta ingrandimenti.

Chi è anche appassionato di fotografia conosce molto bene le difficoltà dei progettisti per fornire ai clienti esigenti degli obiettivi zoom di alta qualità che possiedano un’ottima nitidezza e una valida luminosità alla massima lunghezza focale concessa.

Sommando le mie esperienze con i vari prodotti della concorrenza, non posso che essere contento di questo “atto di forza” compiuto da Kowa.

Del resto da qualche anno, decine di appassionati si erano accorte che la serie TSN-883 era in grado di gestire alla perfezione ingrandimenti maggiori rispetto ai classici 60X forniti dagli oculari zoom. L’arrivo del duplicatore (98x) l’ha dimostrato sul campo.

Tecnica del digiscoping appoggiando semplicemente lo smartphone

Perché acquistare un cinquanta millimetri di alta qualità?

La risposta è semplice: perché no?
C’è chi ama la Fiat 500 Abarth o la Mini Cabrio e chi adora il Range Rover.

Citerò le motivazioni, che mi hanno spinto a dare questa rapida e concisa risposta e che mi sono venute in mente durante l’utilizzo del Kowa TSN-553 Prominar.

In primis per una questione di abitudine: un super-appassionato /professionista che possiede già un buon telescopio da 80-90 mm, di diametro, sentirà spesso l’esigenza di viaggiare “leggero”.  Per tale motivo se è abituare a osservare con “vetri di qualità”,  l’acquisto di un piccolo ma performante telescopio sarà un passo necessario.

Vi sono poi molti appassionati che amano viaggiare per il mondo alla ricerca di animali rari ed esotici e un  cinquanta millimetri di diametro  che ingombra meno di un classico teleobiettivo da 300 mm- 400 mm  potrebbe rivelarsi un eccellente compagno di viaggio.

Non è detto, inoltre, che si debba viaggiare intorno al mondo per acquistare un piccolo telescopio. Conosco decine di appassionati che macinano decine di chilometri in montagna alla ricerca del lupo, dell’aquila reale e di altri stupendi animali. In questo caso un treppiede in carbonio e il Kowa TNS-553 potrebbero essere dei validi strumenti.

C’è anche un fattore prettamente astronomico da considerare e  in questo caso gli amici astrofili, forse, mi daranno ragione.

Usualmente è più facile lavorare con ottima precisione  un’ottica di piccolo diametro. Nel mercato dell’astronomia amatoriale è spesso più difficile trovare  differenze di resa ottica fra prodotti dal medio grande diametro che nel settore dei telescopi compatti.

Come non ricordare, infatti,  il successo riscontrati da piccoli telescopi come i Pentax 75 SDHF, i Vixen 70 FL o i Takahashi  FL 78?

Or bene, anche in questo caso il mix-piccolo diametro- ottime ottiche alla fluorite ha generato un “piccolo mostro”. Il Kowa TSN-553 non è un piccolo telescopio, è un grande spotting scope miniaturizzato.

 

Impressioni sul campo.

Chi mi conosce sa che amo, apprezzo e utilizzo spotting scopes di alta qualità da molti anni.

In questo periodo sono solito osservare con un Kowa TSN-883 e uno Swarovski ATX-95, quindi il massimo disponibile nel settore ottico-sportivo. Mettiamoci poi il binocolo Kowa Highlander Prominar 32×82 alla fluorite e il Docter Aspectem ED 80-500 40X UWA.

Insomma, tutto si può dire di questi strumenti tranne che forniscano delle immagini di pessima qualità.

Sarei un bugiardo se dicessi che il piccolo Kowa TSN-553 fornisce la stessa luminosità, lo stesso dettaglio dei prodotti appena citati. E’impossibile confrontare un telescopio da 55 mm con un telescopio da 88mm o da 95mm, non parliamo poi dei binocoli giganti da quattro pollici.

Tuttavia, il feeling è identico: Il Kowa TSN-553 ha tutte le carte valide per impressionare un appassionato esigente: meccanica sopraffina, ottiche alla fluorite, zoom tuttofare, impermeabilizzazione e un mix fra leggerezza e robustezza.

L’ho portato con me durante le vacanze e fa capolino nello zainetto “da gita” che uso con la famiglia insieme con un binocolo compatto e  un sistema fotografico microquattroterzi.

Ritengo sia un ideale compagno di avventura per chi è abituato a possedere ottiche di pregio.

Anche nell’uso crepuscolare mi ha stupito giacché è risultato luminoso come alcuni telescopietti economici da 67 mm che ho avuto modo di utilizzare in contemporanea.

 

Pregi e difetti.

Pregi: Come penso si sia compreso: ottica di pregio, qualità meccanica.

Difetti:  Il prezzo non è a buon mercato ma il valore negli anni sarà alto, dato che Kowa non è solita uscire con un prodotto ogni due anni. Vedesi, ad esempio il caso del Kowa TSN-883 che fu presentato quasi tre lustri or sono.  Ovviamente esistono degli ottimi prodotti dal prezzo decisamente inferiore, come ad esempio l’Opticron MM4 o il Minox  MD  62 ED W   che potrebbero ingolosire l’appassionato che è alla ricerca di un telescopio terrestre compatto.
Presumibilmente il prezzo “importante” potrebbe far riflettere vari acquirenti prima dell’acquisto.

Nota: Un paio di persone di mia conoscenza che hanno  provato un altro esemplare demo hanno evidenziato un evidente calo di nitidezza e contrasto ad alti ingrandimenti. Ho contattato immediatamente Kowa che mi ha confermato di essere a conoscenza di tale “problema”. La creazione del nuovo TSN 553 ha comportato la creazione di una linea di produzione. I prodotti demo sono anche serviti in questi mesi per correggere eventuali problematiche. A quanto pare il prodotto finale consentirà di avere la medesima nitidezza e lo stesso contrasto per tutta l’escursione dello zoom.

 

Consigli al costruttore.

Forse uno. Da amante dei sistemi fotografici compatti e di alta qualità adoro usare lenti fisse. Anche in questo caso mi sarebbe piaciuto poter avere per questo gioiellino un bel 25X wide angle o anche un 32X. Sono ovviamente consapevole che Kowa abbia puntato su un prodotto compatto anche nella fase di trasporto e ulteriori oculari avrebbero forse stravolto tale esigenza.

 

Ringraziamenti. 
Ringrazio, come sempre, Guenter Reisner   di Kowa Optimed Deutschland GmbH   per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test.

 

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Disclaimer. 
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Agosto dell’anno 2017-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Kowa Europe. 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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