Rifrattore TAL APOLAR 125 APO

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Sino al 2010 la nota azienda russa Novosibirsk Instrument proponeva in listino due sistemi a rifrazione acromatici: il Tal 100RS ed il Tal 125 R. Successivamente fu presentato il TAL APOLAR 125 APO che sin dall’inizio pareva presentare delle caratteristiche tecniche molto interessanti. Personalmente, avendo posseduto tre esemplari di rifrattori russi nel corso degli anni ero molto, molto curioso di vagliarne le reali potenzialità.

Caratteristiche tecniche dichiarati dalla Casa Madre

Diametro della lente 125mm
Lunghezza focale 940mm
Rapporto focale 7.5
Potere risolutivo 1″
Magnitudine stellare 12
Focheggiatore Crayford (2″ e 31.8)
Lunghezza del tubo 1150mm
Peso OTA Kg.8
Costruttore Novosibirsk Instrument -www.npzoptics.ru
Prezzo (Ottobre 2012) 1790 euro- Promozione Tecnosky 1650 euro

Il Tal APOLar 125 APO

 

TUBO OTTICO

visibile il sistema di sgancio rapido degli anelli: spartano ma efficace.

Ecco l’ ottimo cercatore 6×30, nell’esemplare oggetto del test non era presente il piccolo paraluce nero estraibile.

I progettisti russi hanno badato molto alla sostanza e poco ai vezzi estetici. il tubo del TAL APOLAR 125 APO è in comunissimo ferro come ho potuto appurare utilizzando una semplice calamita. Il peso dell’ottica intubata è pari a circa 8kg. Il paraluce, anch’esso dotato di micro-diaframmi, è composto di materiale metallico. E’ estraibile con facilità grazie a delle piccole viti che ne agevolano il fissaggio.

Il rifrattore è lungo alla minima estensione 115mm, per semplificarne il trasporto gli anelli che sostengono il tubo alla montatura hanno integrata una comoda maniglia per il trasporto e per tutte le operazioni di installazione.

Non è presente, di serie, una slitta per l’aggancio alle teste astronomiche, personalmente ho utilizzato una comune slitta Geoptik con passo Vixen.. Il sistema di aggangio e sgancio, in stile vintage è molto valido: due manopole con integrata una vite per un fissaggio ancora più efficace.

Il cercatore 6×30 possiede una buona qualità ottica. L’interno del tubo è composto da vari diaframmi ed è, oltretutto, perfettamente opacizzato. Quella del TAL APOLAR 120 APO e’ una delle migliori opacizzazioni che io abbia visto in un telescopio in tale fascia di prezzo.

All’interno della robusta cassa di legno del telescopio oggetto del test non ho trovato altri accessori, non so quindi se anche per il TAL APOLAR 125 APOl’azienda russa abbia previsto un paio di oculari ed un diagonale a specchio da 31.8mm similmente al TAL 100RS e al TAL 125R.

un particolare sul focheggiatore del Tal 125 Apolar

Il focheggiatore Crayford è privo di demoltiplicazione, lo definirei un sistema di focalizzazione senza infamia ne lode. Svolge il suo compito nelle mere osservazioni visuali (diagonale da 31.8mm + oculare ortoscopico) mostra, talvolta, i suoi limiti nella ripresa fotografica o quando si fa uso di accessori molto pesanti. Esistono ovviamente dei grani di regolazioni e due viti per il fissaggio del punto di messa a fuoco. In parte è possibile raggiungere una buona taratura, tuttavia o si sente spesso l’esigenza di equipaggiarlo con un focheggiatore di più alto pregio.

Il diagonale a specchio e l’oculare 25mm TAL

SCHEMA OTTICO

Un primo piano sulla lente frontale del TAL 125 APOLAR

Lo schema ottico del TAL APOLAR 125 APO è molto interessante. E’stato registrato nel Giugno del 2006 con il seguente numero (nr PCT/RU2007/000305) ed il suo brevetto è visibile su Patentscope. I suoi inventori sono Lev Valterovich, Anatoliy Stepanovich, Sergey Urevich. Viene espressamente definito come ” APOCHROMATIC OBJECTIVE LENS”

L’idea di creare un telescopio apocromatico facendo uso di comuni vetri acromatici non è nuova. Se ne discuteva già negli anni 50, tuttavia, negli Anni 70 McCarthy and Wynne, crearono uno schema simile, anche se, ad onor del vero, non era totalmente scevro da tracce di aberrazione cromatica.

Disponibile in rete è anche presente un interessante lavoro firmato da Roman Duplov che descrive un sistema apocromatico molto simile a quello che compone il TAL APOLAR 125 APO: I più curiosi fra i lettori potranno leggere maggiori informazioni qui 

Lo schema ottico è composto, come visibile nel disegno qui sopra, da 6 elementi, tutti acromatici. Non è utilizzato infatti, nessu elemento “a bassa dispersione” Questi sono i fattori di dispersione degli elementi citati nel brevetto registrato. 1.45 1<1.55, 1.65 2<1.75, 50< F(1)<60, 30<F(2)<40 .
Presumo sia stato utilizzato del semplice e comune vetro crown BK7 e flint F2.

Il TAL APOLAR 125 APO è composto, frontalmente, da una lente singola bincovessa, a circa metà del percorso ottico è presente un tripletto (lente biconvessa+ lente concava+ menisco positivo) dalle dimensioni contenute, infine, nei pressi del focheggiatore, è stato inserito un doppietto (lente concava e convessa)che dovrebbe fungere da spianatore di campo.

Nei pressi della lente frontale sono presenti delle viti di regolazione con sistema push and pull.

La sua apertura è pari a 125mm, la lunghezza focale è di 940mm. Possiede quindi un rapporto focale pari a F 7.5.

Personalmente vista la solidità del tubo ottico è la relativa semplicità e compattezza degli elementi interni coinvolti, dovrebbe essere alquanto improbabile scollimare le componenti più piccole.

I tecnici della Novosibirsk hanno deciso di creare uno schema molto interessato, molto più economico da realizzare che è in grado di consentire sia la ripresa fotografica che l’osservazione visuale.

Il logo TAL è stato creato facendo uso di un semplice adesivo, posto prima dello strato di vernice neutra.

Utilizzo fotografico

Una prova un po’ estrema: sole laterale e forte riflesso sull’antenna televisiva. Questo è un test molto selettivo anche per le ottiche più pregiate. Lo scatto e’ stato effettuato con una Canon 5 D MARK II. Essendo un sensore da 35mm si nota un poco di vignettatura ai bordi del fotogramma. L’immagine e’originale ed e’stata solo ridimensionata a 1000 px.

Un fattore di scelta verso tale strumento potrebbe essere la sua vocazione fotografica. Di fatto, grazie al suo schema ottico il TAL 125 APOLAR APO entra di diritto nel settore dei rifrattor a campo spianato. Pur consapevole che la sua resa sia migliore con un classico formato APS-C o APS-N. ho voluto testare la sua resa ottica con la mia reflex digitale 35mm Canon 5D MARK II. Le immagini non hanno alcuna velleità estetica. Sono dei semplici fotogrammi singoli, scattati con il mero scopo di mostrare la resa di questo telescopio

un ritaglio del formato originale del fotogramma ottenuto con la canon 5d Mark Ii. Si nota, in questa situazione “al limite” un poco di aberrazione cromatica. Il frame e’originale, senza elaborazione .

In tale frangente ho anche appurato una minima vignettatura con il sensore Full Frame che è oltretutto facilmente correggibile in post-produzione cosi come un quel poco di aberrazione cromatica che talvolta si evidenzia nelle situazione più estreme.

Un’altra ripresa in condizioni di illuminazione più favorevoli. Si nota al centro del fotogramma, una buona correzione cromatica.

Ritaglio del fotogramma originale. In questo caso l’aberrazione cromatica e ‘quasi impercettibile.

scatto singolo. Canon 5 D MARK II 1/200 400 ISO _ fotogramma originale senza elaborazione

Scatto singolo, Canon 5 D MARK II a 6400 ISO 4 secondi di posa -Fotogramma originale senza elaborazione

fotogramma originale. E’ stato solo ridimensionato a 1000 px.

SCARICA IL FILE ORIGINALE DELLE PLEAIDI FORMATO RAW

Nota bene. Per visualizzare il file in formato RAW è necessario possedere Canon Digital Photo Professional, oppure la versione di Camera Raw per Photoshop CS che è compatibile con i files generati dalla Canon 5 D MARK II.

OSSERVAZIONE ASTRONOMICA

Ho utilizzato il TAL APOLAR 125 su due supporti differenti: una Vixen Great Polaris con treppiede in legno, ove le vibrazioni, a 200X, si assestano in meno di tre secondi, una Synta NEQ6 con treppiede Berlebach ove le vibrazioni sono praticamente irrisorie.

Durante il test ho fatto uso di oculari ortoscopi Baader Genuine Ortho, degli Zeiss Abbe prima serie e di qualche oculare moncentrico TMB. Mi sono principalmente occupato delle osservazioni lunari e planetarie. Spesso ho utilizzato un visore binoculare Baader.

Le immagini stellari a fuoco, a oltre 200X, sono perfette, con un bellissimo disco di Airy, anche le immagini intra ed extra focale lasciano trasparire la buona qualità di questo schema ottico. Il telescopio è risultato perfettamente centrato, grazie anche all’intervento del proprietario di Tecnosky che ha provveduto a controllarlo al banco ottico prima della spedizione.

una semplice Vixen Great Polaris e’ in grado di svolgere il proprio compito alla perfezione

Venere: Durante il mese di Ottobre, all’alba, ho avuto modo di osservare il pianeta Venere. Utilizzando gli oculari monocentrici TMB il TAL APOLAR 125APOha mostrato una perfetta apocromaticità visuale. Attraverso un oculare multi-lente cinese definito “Planetary” si potevano notare un po’ di colore spuro. Ciò era imputabile agli oculari di fattura economica che spesso possono falsare le reali prestazioni di uno strumento.

Giove: Il pianeta gassoso durante una favorevole settima durante il mese di Ottobre ha mostrato decine di dettagli. SEB, STB, NEB, NTB, NNTB, la Grande Macchia Rossa, vari festoni, barges e la proiezione delle ombre dei satelli medicei sull’atmosfera. La resa era tutto sommato paragonabile a quella dello Sky Watcher 120ED che uso come riferimento, lieve luminosità a parte.
Ritenevo che uno schema ottico con tutti questi elementi mostrasse un evidente calo di nitidezza, rispetto ad un semplice doppietto. in realtà, il pregio del campo piatto è superiore alla minima differenza di luminosità e contrasto che si nota paragonandolo con il classico doppietto ED Cinese che non è cosi performante nella ripresa fotografica.

Luna: ho avuto modo, nell’arco dei vari mesi di osservare spesso la luna attraverso il TAL APOLAR 125 APO. Posso confermare che, nei limiti del suo potere risolutivo, fornisce delle immagini lunari molto contrastate con una buona resa cromatica della superficie selenica. Sempre visibili le rime di Alphonsus, o la rima Birt con i suoi tre domi bisecati. Ho osservato spesso e con piacere anche l’hummocky material all’interno del cratere Ptolemaus e dei micro-crateri che costellavano il plateau di Fracastorius, 4-5 crateri all’interno di Plato, la sommita craterica dei vari domi di Hortensius e cosi via.

Cielo profondo. 

Il campo spianato è utile non solo nella ripresa fotografica, ma anche nell ‘osservazioni del cielo profondo dove fornisce delle immagini degli ammassi stellari molto puntiformi con un campo corretto sino al bordo. Molto bello il Doppio Ammasso di Perseo, cosi come i molteplici ammassi stellari presenti in Cassiopea ed Auriga.

 

SUGGERIMENTI E CRITICHE

Un telescopio con velleità principalmente da astrografo dovrebbe badare maggiormente al sistema di focalizzazione. Mi auguro che i russi, provvederanno a tale problema. In ogni modo, visto il modico prezzo per uno schema similel non penso sia una particolare esborso per un eventuale acquirente l’acquisto di un focheggiatore più performante. Non sarebbe male se, i russi badassero maggiormente alla qualità delle rifiniture, la concorrenza è molto agguerrita e molti appassionati scelgono, spesso e volentieri, lo strumento anche per il fascino estetico che esso emana. C’è da dire, in ogni modo che la linea del TAL , cosi pura e spartana potrebbe accendere i cuori di molti appassionati.

IN SINTESI 

Ad una cifra simile a quella proferita per acquistare un semplice rifrattore da 120mm con doppietto ED e campo curvo, si è in grado di acquistare un buon astrografo, che consente, grazie alla buona qualità ottica di sfoderare delle ottime immagini anche nella osservazioni di luna, pianeti e del cielo profondo.

Il telescopio ha dimostrato una perfetta apocromaticità nell’osservazione visuale, si nota, in fase di ripresa fotografica, una lieve aberrazione cromatica, tale da non farmi giudicare perfettamente apocromatico questo schema atipico composto da sei lenti acromatiche.

Ricordo, in ogni modo, che un pregiato un astrografo da 120mm è solitamente compreso in una fascia di prezzo che parte dai 2500-3000 sino a raggiungere, spesso cifre proibitive. Un plauso quindi all’azienda russa che ha commercializzato questo rifrattore.

 

NOTE

Si ringrazia Tecnosky srl (Felizzano – AL) per aver messo a disposizione l’esemplare testato.

Per un approfondimento consiglio di leggere i seguenti testi

C. G. Wynne, “Secondary spectrum correction with normal glasses,” Opt. Commun.
21, 419–424 (1977).
3. C. G. Wynne, “A comprehensive first-order theory of chromatic aberration Secondary
spectrum correction without special glasses,” Opt. Acta 25, 627–636 (1978)

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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