Recensione Spottingscope Yukon 6-100×100

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Gli strumenti adatti all’osservazione terrestre a lunga distanza sono molteplici:  dagli economici binocoli 100X che promettono prestazioni impossibili per il loro prezzo di acquisto,  ai performanti spottingscopes di alta gamma , sino ad arrivare ai telescopi astronomici  adattati per tale uso.

La “YUKON ADVANCED OPTICS WORLDWIDE” nata nel 1994 e che vede il suo quartier generale in quel della Lituania propone strumenti dal costo interessante anche per l’appassionato alle prime armi. L’azienda propone tre brand specifici: Yukon dedicata al mercato consumer, sia per il settore venatorio che per le osservazioni naturalistiche, la serie Pulsar rivolta maggiormente al settore professionale  (forze dell’ordine, tattico, ricerca e soccorso) e la serie Newton che comprende vari visori notturni per il “mass market”. Collabora anche con Bushnell, Bresser, Night Owl, Nikon ed altre aziende in qualità di leader mondiale nella produzione OEM di sistemi NV (visione notturna)

 Per questi innumerevoli motivi, viste anche le varie  richieste dei lettori di presentare e proporre prodotti convenienti, ho contattato il Dott.Adinolfi della omonima azienda che è distributore italiano dei prodotti Yukon , già noto come distributore ufficiale Docter.

Adinolfi mi ha gentilmente spedito in visione un esemplare 6-100×100, un telescopio che consente di spaziare, come la sigla fra presagire, dai 6 ingrandimenti sino ai 100 rendendosi, quindi, interessante anche per un primo utilizzo astronomico.

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Un bel primo piano sul telescopio terrestre Yukon 6-100×100

 

Dati Tecnici dichiarati dalla Casa Madre

Dimensioni (mm) 425x119x165
Estrazione pupillare (mm) 12-16
Minima distanza di messa a fuoco (m) C.a 10m con ottica da 25 mmC.a 50m con ottica da 100mm
Peso (kg) 1.5
Connessione al treppiede 1/4 e 3/8
Prezzo  Euro Iva Inclusa (Maggio 2014) 449
Garanzi (anni) 2

 

Caratteristiche tecniche e meccaniche.
La caratteristica principale di questo telescopio terrestre è la doppi modalità  di osservazione. Di fatto sullo scafo ottico la sigla citata è la seguente Yukon 6-25×25 e 25-100×100.
Nel primo range, come visibile in questa foto, l’immagine visualizzata è affidata all’ottica da 25 mm situtaa sopra la lente principale.  Attraverso una manopola è poi possibile far convergere la luce dell’ottica da 100 mm nell’oculare quando si osserva fra i 25X e i 100X.  E’ molto facile spaziare da un’ottica all’altra e la ghiera dello zoom fornirà un ingrandimento proporzionale alla lente utilizzata. Qualora stessimo osservando a 100x, girando la ghiera, ci troveremo ad utilizzare i massimi ingrandimenti concessi dall’ottica da 25 mm, ossia 25X. Per tale motivo sarà molto semplice, puntare rapidamente il soggetto a 6X, per poi girare la ghiera e ritrovarci immediatamente ad osservare a 25 ingrandimenti.
Come è facile prevedere è  quindi possibile utilizzare lo strumento come rapido cercatore ed in seguito sfruttare la buona luminosità della lente da 4″ , nonchè il suo potere risolutivo per le osservazioni terrestri a grande distanza.

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Attraverso una manopola è possibile utilizzare l’ottica da 25 mm e quella da 100 mm velocemente

Rispetto ad un classico spottingscope che fornisce in media 60X, lo spottingscope  Yukon offre una quarantina di ingrandimenti in più che potrebbero rivelarsi indispensabile per certi tipi di osservazione e/o riconoscimenti.

La messa a fuoco è affidata alla semplice ghiera presente sull’oculare, mentre il sistema di zoom si avvale di una manopola, decisamente più grande, ben visibile in questa immagine. E’ anche possibile ruotare l’oculare per trovare il confort ideale . Lo scafo ottico è leggerissimo: pesa soltanto 1.6Kg compresa la piastra Manfrotto: un valore eccellente per un’ottica da 100mm.

La dotazione di serie comprende un table top tripod, anche conosciuto come treppiede da campo, una custodia di protezione e il paraluce avvitabile che , quando è chiuso, si incastra direttamente sopra lo scafo ottico. Ad una cifra spesso inferiore all’acquisto di un oculare zoom per uso naturalistico è possibile acquistare un completo kit da osservazione.

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La grossa ghiera che regola lo zoom presenta anche un comodo indicatore.

A differenza dei modelli più piccoli, non ho trovato alcuna traccia della dicitura waterproof nè sul sito ufficiale, nè su quello del distributore e men che meno nel manuale a corredo. Per tale motivo, lo spotting dovrebbe intedersi non adatto all’uso sotto la pioggia, seppur, la custodia sia chiaramente impermeabile.

 

Ottica.
Come anticipato lo spottingscope della Yukon utilizza due obiettivi acromatici: un 25 mm ed un grande 100 mm. Visto il prezzo concorrenziale a cui viene venduto era facile aspettarsi l’assenza di vetri a bassa dispersione. La resa dei colori è leggermente calda, il contrasto buono a bassi  e medi ingrandimenti, cosi come la nitidezza. Ovviamente al massimo ingrandimento concesso l’immagine risulta poco definita e si nota, come vedremo, l’aberrazione cromatica.

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Il grande obiettivo da 100mm di diametro.

 Oculare zoom.
Dotato di estrazione pupillare media, compresa fra i 12 mm ed i 15 mm, consente la rimozione del paraluce sia per consentire la tecnica del digiscoping, sia per permettere ai portatori di occhiali di accostarsi maggiormente alla prima lente. Questo spottingscope, come era facile aspettarsi, non fornisce una visione a grande campo, soprattutto a bassi ingrandimenti. Non è quindi uno strumento “wide-angle”.

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Come visibile è possibile ruotare l’oculare con molta facilità. Da notare, la piccola ghiera dell’oculare che consente di focalizzare le immagini.

Trattamento.
Non mi è dato di sapere la composizione dei trattamenti utilizzati e se siano applicati su tutte le superfici o solo su qualche elemento.

 

Aberrazioni.
Aberrazione cromatica.
In un sistema cosi complesso questa aberrazione è direttamente proporzionale all’ingrandimento utilizzato, oltre che all’ottica. Modesto sotto i 30 ingrandimenti, è maggiormente visibile, con l’ottica da 100 mm. L’ho comparato a 50X con un classico spottingscope acromatico da birdwatching e il contenimento dell’alone spuro è abbastanza simile. Sopra i 50X si nota facilmente anche al centro del campo e questa percezione aumenta ai massimi ingrandimenti concessi,  100x, soprattutto, nelle forti condizioni di illuminazione diurna, dove, oltretutto, è sconsigliabile utilizzare ingrandimenti cosi alti.

Curvatura di campo e distorsione e altre aberrazioni.
Giacchè non può fornire un grande campo apparente, quello visibile, risulta abbastanza corretto, almeno nell’uso diurno, dove le immagini sono ancora leggibili sino al bordo del campo, sia a bassi che alti ingrandimenti. Nell’uso astronomico, invece, si nota, osservando le stelle più luminose dell’astigmatismo, già a partire dal 70% del campo di vista, una valore medio, in base a quanto ho evidenziato analizzando l’intera escursione dello zoom.

Utilizzo fotografico.
Sono disponibili come prodotti opzionali, due raccordi fotografici   (#29024) e  (#29021) che consentono di collegare le compatte digitali per consentire all’utente la tecnica del digiscoping. Avvalendomi di un raccordo universale, ho scattato un’immagine a 30X per mostrare al lettore la resa ottica. L’immagine non è stata ovviamente elaborata.

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Utilizzo sul campo.

Ho utilizzato lo Yukon 6-25×25, 25-100×100, durante alcune escursioni nel mese di Aprile e di Maggio, l’ho spesso comparato a spottingscopes acromatici e ad un blasonato cannocchiale terrestre alla fluorite dal costo ben superiore (circa 6 volte). Di questo strumento ho apprezzato l’estrema leggerezza, di poco superiore a quella di un binocolo da 56 mm. Interessante anche il sistema di puntamento che consente, con un solo giro di manopola di passare dall’ottica da 25mm a quella da 100mm.

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Il birdwatcher Abramo Giusto cerca i rapaci nel cielo delle Prealpi Varesine con lo Yukon 6-100×100

Devo ammettere che a bassi, medi ingrandimenti, ossia fra 6X sino a circa 40-50X le prestazioni sono soddisfacenti, anche per chi è abituato ad utilizzare ottiche pregiate, ovviamente, tenendo sempre conto del sistema zoom e del minimo campo di vista. In questo “range di escursioni” il cromatismo non è ancora evidentissimo, la nitidezza al centro del campo buona e la comodità di visione angolata insostituibile.  Osservando fra i 60 ed i 100X si dovranno tenere in considerazioni vari fattori. Spesso, nell’uso diurno, la turbolenza è cosi forte da inficiare le osservazioni sopra i 50X anche avvalendosi di strumenti molto costosi. Di fatto, i migliori binocoli per le osservazioni terrestri, raramente superano questo ingrandimenti. Sarà utile quindi ricordarsi che, qualora si volesse esagerare, puntando rapaci, aerei, o dettagli terrestri , nel primo pomeriggio, non solo vi sarà un aumento dell’aberrazione cromatica ed una diminuzione della nitidezza, ma anche un degrado delle immagini che sembreranno” ribollire” all’interno dell’oculare.

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Un bel particolare sulla custodia impermeabile che è fornita in dotazione.

 

In una serata dal buon seeing mi sono divertito, ad osservare la Luna, Giove, Marte e Saturno. La media qualità ottica dello Yukon non mi ha consentito di osservare dettagli differenti dalla classica Neb , Seb su Giove, mentre ho percepito qualche dettaglio su Marte ed ovviamente osservato l’anello di Saturno. Giove è contornato da un piccolo alone violaceo, dovuto all’aberrazione cromatica, cosi come la luna, che, grazie alla modesta distanza dalla terra, mostra all’utilizzatore dell Yukon decine e decine di dettagli, come crateri, rime, etc.etc

Nell’uso terrestre ho appurato che questo telescopio non è in grado di focalizzare a breve distanza e questo potrebbe essere un grande difetto per un birdwatcher.
Nel range compreso fra 8-25X la messa a fuoco minima è pari a circa 10m che diventano ben 50, qualora si voglia provare ad utilizzare gli alti ingrandimenti concessi dall’ottica acromatica da 100mm.

Pregi e difetti.
Fra i pregi cito: la leggerezza, il buon rapporto prezzo-prestazioni, e l’atipico sistema della doppia ottica che personalmente ho apprezzato.
Fra i difetti cito: un minimo campo di vista, una scarsa messa a fuoco alla minima distanza ed un calo di nitidezza sopra i 50-60X.

In Sintesi.

Lo Yukon 6-25×25- 25-100×100 non è il miglior cannocchiale presente sul mercato attuale, è più adatto all’osservatore terrestre di panorami o che si diletta in vari settori che non necessitano un’alta qualità ottica e una minima distanza di messa a fuoco (Tiro con l’arco, aria compressa, attività venatoria dilettantistica, panorami terrestri, primi passi nell’astronomia).
In ogni modo ad un prezzo di poco superiore ai 400 euro (e spesso di molto inferiore, sfruttando le varie occasioni sul Web) è possibile acquistare un interessante strumento ottico che potrebbe avviare all’osservazione e alla ripresa fotografica gli appassionati alle prime armi o chi non può o non vuole investire un somma di denaro impegnativa.

Ringraziamenti.

Ringrazio il distributore italiano dei prodotto Yukon, Adinolfi, per aver fornito un esemplare oggetto di questo test senza vincoli e costrizioni nella stesura di questo articolo.

 

 

 

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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