Recensione Swarovski SLC 15×56 WB – I parte: impressioni nell’uso astronomico.

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Nel corso degli ultimi mesi, sono giunte alla casella postale di Binomania molte lettere, provenienti soprattutto dall’estero, firmate da appassionati del cielo stellato. La domanda principale è sempre la stessa: – Come performa lo Swarovski SLC 15×56 WB nell’uso astronomico?

Per tale motivo ho deciso di pubblicare questo articolo, che anticipa la recensione nell’uso naturalistico, descrivendo le mie impressioni in questo specifico settore osservativo.

E’ ovvio che con il prezzo proferito per venirne in possesso sia possibile acquistare   un telescopio a riflessione da 300-400mm, decisamente più luminoso delle due lenti  da 56mm che compongono questo binocolo. Pare però alquanto inutile fare tali comparazioni  dati che si tratta di prodotti  completamente diversi, progettati per compiti differenti.

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Lo Swarovski SLC 15×56 insieme all’ormai consunto “Exploring the Night Sky with Binoculars” di Sir Patrick Moore

 

Credo, quindi, sia meglio  concentrarci su ciò che questo formato può offrire.

Perché è ambito dagli astrofili?

Per quattro motivi principali

1) E’ molto luminoso, un 56 mm di qualità risulta luminoso come un economico cinese da 70 mm,

2) Possiede un ingrandimento medio  che unito ad un campo apparente decisamente ampio fornisce delle percezioni del cielo  impareggiabili e non raggiungibili da un comune telescopio.

3) Grazie alla presenza di elementi asferici negli oculari, le stelle sono  perfettamente puntiformi quasi sino al bordo del campo

4) E’ impermeabilizzato e riempito in azoto e questo dona maggiore sicurezza in caso di forte umidità, forti escursioni termiche, etc., etc.

 

Si può usare a mano libera?

Certamente! Le sue dimensioni compatte, l’ottima ergonomia e l’appoggio per i pollici consentono di navigare, a mano libera,  nella Via Lattea, senza particolari problemi. Di contro dovendo poi concentrarsi sui dettagli come le stelle doppie,  la struttura degli ammassi stellari o i crateri lunari sarà indispensabile fissarlo su un supporto stabile.

Mi sono avvalso sia di una leggera testa video Manfrotto 701 che di una sovra-dimensionata Manfrotto Bogen 501 HDV. Personalmente avrei preferito fare uso di un supporto a parallelogramma, che ritengo ideale per uno strumento cosi maneggevole, ma non è stato possibile verificarne l’efficacia.

Prediligendo le osservazioni in piedi ho utilizzato un treppiede General Hi-T che consente di alzare lo strumento sino a 2 metri di altezza.

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Lo Swarovski SLC HD 15×56 fissato su una robustissima Manfrotto 501 HDV. Come visibile, per osservare perfettamente allo zenit,ho montato al contrario lo strumento e girato la manopola.

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La sede filettata nascosta dall’Astore austriaco.

Dietro  al logo frontale  si cela una comunissima filettatura che consente non solo l’utilizzo del supporto specifico, ma anche di supporti universali, purché possiedano uno spessore minimo, utile a chi possiede una distanza inter-pupillare piccola.

Il cielo di Dicembre.

Questo è un mese molto interessante per tutti gli appassionati di astronomia. Alle 18.00 è ancora visibile la Costellazione del Cigno, La Lira ed Ercole, Cassiopea e Perseo si palesano ad una interessante altezza, cosi come le Pleaidi e il Toro  mentre in prima nottata è possibile ammirare la Costellazione di Orione sorgere ad Est e successivamente il suggestivo Cane Maggiore.

Gli oggetti osservati sono stati innumerevoli. Ho sfruttato delle limpide serate ventose che si sono presentate in Valganna (VA) durante la fine del Mese di Novembre. Prevalentemente ho osservato dal  giardino di casa, a soli 600m di altezza sul livello del mare, ho anche compiuto una rapida uscita a 1200 metri per carpirne le reali potenzialità sotto un cielo discretamente buio.

 

 Costellazione della Lira.
Molto bella e perfettamente sdoppiata appare Epsilon Lyrae. Seppur in dottrina molti testi citino che non è possibile distinguere la forma di M57, posso confermare, senza dubbio che nello Swarovski SLC 15×56 WB si nota la sua caratteristica forma ovale, perfettamente distinguibile rispetto alle puntiformi stelle nei pressi. Scendendo verso B Lyra è anche visibile M56.

Costellazione di Andromeda.
La Galassia di Andromeda è il gioiello di questa Costellazione. E’ forse il miglior oggetto visibile in questo binocolo, una parte cosmica da mostrare ai possessori di telescopi che disdegnano e sottovalutano l’osservazione del cielo con strumento di medio ingrandimento. Sotto un cielo con trasparenza discreta  è visibile anche  NGC 205.   Ho tentato anche di osservare NGC 752,  che è risultata solo  percepibile. Occorrono, infatti, almeno 25 ingrandimenti per apprezzarla al meglio.

Costellazione del Toro.
Se dovessi stillare una classifica fra gli oggetti più belli visibili nello Swarovski 15×56, piazzerei al terzo posto assoluto le Iadi, piccole stelle puntiformi, poste dal fato con geometrica  maestria compresi in un campo puntiforme e corretto che si estende ben oltre la stella  Aldebaran. Visibile senza troppi problemi anche M1, la nebulosa del Granchio. La vista d’insieme è molto rilassante; un mare di stelle, ove si nota un piccolo batuffolo di luce tenue. E’ un piacere navigare per tutta la costellazione alla ricerca di astri colorati e piccoli asterismi.

Immagine salvata con i settaggi inclusi.

Le Pleiadi o Sette Sorelle foto di Marco Meniero- www.meniero.it

Pleaidi. Questo asterismo, batte per bellezza estetica e complessità geometrica le Iadi: un oggetto stellare veramente affascinante. Merita il primo posto. A 15X le stelle sono completamente mostrate al centro del campo, con un alta puntiformità ed una tonalità blu che fa presagire la loro età. Dopo la visione ottenuta con il Docter Aspectem 40X con 84°  di campo. questa è la percezione migliore delle Sette Sorelle che io ho ottenuto attraverso un binocolo.

Costellazione di Orione.

Immagine salvata con i settaggi inclusi.

Nebulosa di Orione (M42) foto di Marco Meniero. www.meniero.it


Come ovvio M42 regna incontrastata nel cielo di tardo autunno. Sotto un cielo trasparente la visione è da mozzare il fiato, pare una fotografia: le stelle sono capocchie di spillo, il ventaglio si estende similmente a quanto visibile in un buon rifrattore da 80 mm. Il campo di vista è cosi ampio che manca veramente poco per osservarla insieme alle tre stelle della Cintura. Prestazione ottenibile con l’8×56. Senza nessuna fatica è identificabile anche M76,  ossia una piccola nuvoletta immersa in un mare di stelle puntiformi e colorate. Rigel, invece, è uno splendido faro che avvisa il navigatore della presenza di questa stupenda costellazione.

Orione e Sirio

Orione e Sirio. Foto di Marco Meniero. www.meniero.it

Costellazione dei Gemelli.
Solitamente gli ammassi stellari necessitano di alti ingrandimenti per vederli esplodere in un mare di stelle, non è il caso dell’ammasso aperto M35 che è meraviglioso quando osservato nel grande campo di vista dello Swarovski SLC 15×56 WB. Oltretutto la zona che lo circonda è colma di stelle e di piccoli asterismi ed è un vero piacere per gli occhi concedersi una navigazione tranquilla sino ad Auriga.

Costellazione di Auriga.

In questa costellazione si possono ammirare tre ammassi, uno accanto all’altro, facilmente inquadrabili e distinguibile, vista la loro differente forma: M36, M37 ed M38.  La meno luminosa  ma più estesa è M38, M 36  la meno risolvibile. Sarebbero utili poteri sopra i 25X. Nei pressi di Capella è visibile un asterismo perfetto per i binocoli: “The Kids” trattasi di tre stelle che formano un triangolo molto suggestivo. Ne consiglio vivamente la visione.

Costellazione di Cassiopea.
Cassiopea pullula di decine di stelle (al binocolo) e di almeno 6 ammassi stellari. Alcuni di essi, indistinguibili in un comune 7×50 iniziano a mostrare la loro forma a 15X. Ad esempio l’ammasso aperto M52 situato ai bordi estremi della Costellazione, oppure Ngc 663. Il più difficile da identificare è NGC 559, situato nei pressi di Delta e Epsilon Cassiopeae, al limite della percezione nello Swarovski  SLC 15×56  WB richiederebbe almeno 20-25 ingrandimenti per essere osservato al meglio. In ogni caso dopo una giornata stressante non c’è niente di meglio che trovare un angolo riparato da fonti luminosi e navigare silenziosamente fra Cassiopea e Perseo.

Cassiopea

Costellazione di Cassiopea. Foto Marco Meniero www.meniero.it

Costellazione di Perseo.
Se le Pleadi sono l’asterismo migliore per un binocolo, il Doppio Ammasso di Perseo  (NGC 869/864) è senza dubbio uno degli oggetti più apprezzati dai binofili di tutto il mondo. La sua duplice forma,  abbellita da stelle di vario colore (sotto cieli bui) è fonte di intrattenimento puro.  Nei pressi di Algol è anche visible l’ammasso aperto M34 che inizia a risolversi in stelle. Un po’ difficile da percepire, invece, Ngc 1528 che necessita di strumenti dal diametro ed ingrandimento maggiore.

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Cassiopea e Perseo, il regno dei binofili. Foto di Marco Meniero www.meniero.it

Costellazione dell’Orsa Maggiore.
A tarda notte riesco a percepire dalla mia postazione l’Orsa Maggiore. Oltre ad un rapido puntamento su Mizar ed Alcor la mia attenzione cade sempre sulle galassie M81 ed M82, la prima spirale e la seconda irregolare che appaiono come un suggestivo richiamo a possibili civiltà, distanti milioni di anni luce e incastonate  in una zona stellare colma di stelle puntiformi. Utile confermare che anche loSwarovski SLC 15×56 WB sotto cieli bui riesce a mostrare le altre due galassie più note: M51 ed M101 similmente a quando fatto da un performante Fujinon 16×70.

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La Costellazione dell’Orsa Maggiore. Foto di Marco Meniero. www.meniero.it

Ovviamente vi sono molti più oggetti da osservare con un binocolo 15×56: asterismi, altri ammassi stellari, globulari, stelle doppie e variabili. Ho espressamente citato i miei soggetti preferiti. Questo piccolo tour osservativo può essere effettuato anche a mano libera , in pochissimi minuti, (conoscendo bene il cielo) ed è in grado di sortire un grande effetto rilassante. Senza montature, valigie di oculari, cavi, cavetti e montature, solo un ottimo binocolo ed un cielo, purtroppo per noi sempre più inquinato dalle luci artificiali.

In sintesi.
Lo Swarovski SLC  15×56 WB  non è la sola soluzione, in quella fascia di prezzo, per l’appassionato di cielo e di Natura, come anticipato è ovvio che con quella cifra si possa ambire a strumenti dal diametro superiore, tuttavia per chi avesse già la fortuna di utilizzarlo in natura, vi sarebbe anche una valida alternativa, da sfruttare, nelle lunghe notte invernali, nei week-end in montagna, in vacanza e cosi via.

Insomma un binocolo eccellente, costoso, forse non per tutti, ma che grazie alle sue caratteristiche tecniche risulta anche ben sfruttabile nell’uso astronomico.

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Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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