Recensione Tecnosky IBIS TOTH HD 8×42 e 8×32.

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Recensione Tecnosky IBIS TOTH HD 8×42 e 8×32.

Premessa.
Chi si accosta in questo periodo alle osservazioni naturalistiche, ha la possibilità di acquistare, a un prezzo inferiore ai trecentocinquanta euro, decine di binocoli che, nell’uso pratico, sono più performanti di molti binocoli – definiti “APO” – che erano commercializzati dieci anni fa,  a prezzi decisamente superiori.

L’azienda italiana Tecnosky ha inserito nella sua serie IBIS, di cui abbiamo già recensito alcuni binocoli, altri due interessanti prodotti “Made in China”: l’IBIS TOTH HD 8×42 e l’IBIS TOTH HD 8×32.

Un bel primo piano sugli Ibis Thot HD 8×42 e 8×32

A quanto pare, la scelta di questi nuovi strumenti, è stata compiuta dal proprietario Giuliano Monti e da Pietro Romagnoni, distributore ufficiale dei prodotti Vortex e proprietario della ditta RPOptix.
Pare che i due commercianti siano buoni amici da anni e grazie a questo motivo, visitino spesso le fiere di settore, proprio per ricercare validi prodotti da rimarchiare e presentare agli appassionati italiani.

Io  sono riuscito a testare entrambi i formati durante le vacanze natalizie e sono, quindi, pronto a citarne le caratteristiche.

Modello 8×42 8×32
Campo visivo 7.5°
Campo a 1000 m 122 m 131 m
Estrazione pupillare  19 mm 17 mm
Prismi a tetto a tetto
Trattamento Lenti Multi-strato Multi-strato
Ottiche ED (bassa dispersione) ED (bassa dispersione)
Peso  715  595
Dimensioni 140x53x127mm 115x49x76 mm
Prezzo (IVA INCLUSA) Gennaio 2018 339  259

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La grande manopola che regola la messa a fuoco.

 

Meccanica e messa a fuoco.
Anche in questo caso, Tecnosky ha scelto una divinità egizia per denominare questi prodotti. Gli affezionati lettori si ricorderanno, infatti, della recensione dell’IBIS Horus 5×25.  In questo caso, invece, è stato utilizzato il nome di Toth, dio del tempo, della magia, della scrittura, della matematica, della sapienza e della luna che era, sovente, rappresentato con la testa di IBIS (sacro), un pelecaniforme della famiglia dei Treschiornitidi, un volatile che popola le rive del fiume Nilo.
Fatta la storica premessa, inizio con l’informare i lettori che entrambi i binocoli sono dotati di uno scafo di alluminio. Il design è semplice ma affidabile: una cerniera singola che fa spostare i due tubi ottici.  Giacché il loro utilizzo specifico è quello outdoor, entrambi i binocoli sono protetti con una gommatura  di colore nero liscia che in alcuni punti è zigrinata, per offrire un maggior grip. Sia gli oculari, sia gli obiettivi sono protetti con dei tappi, quelli nei pressi delle lenti sono agganciati direttamente ai tubi ottici grazie agli anelli elastici di fissaggio. E’ presente anche una filettatura per consentire il montaggio sui comuni treppiedi fotografici.

Ben visibile il piccolo pomello che protegge la filettattura per il fissaggio ai cavalletti fotografici.

 

Fra i due, il binocolo da 32 mm è il più bilanciato, dato che il peso della versione da 42 mm è spostato in maggior misura verso gli obiettivi.
La manopola, che regola la messa a fuoco, è situata in una posizione confortevole per un utilizzo naturale e immediato del dito indice.

 Il ponte centrale è ampio e ospita la manopola zigrinata (in policarbonato) che si è rilevata sufficientemente fluida. In tale frangente, quella dell’8×32 è risultata la migliore, forse perché deve spostare degli elementi ottici e meccanici più piccoli e quindi meno pesanti.

La compensazione delle diottrie dell’oculare destro è affidata a una ghiera di plastica. Non abbiate paura se dovrete forzarla un poco, durante il primo utilizzo. E’ un poco serrata per evitare degli spostamenti accidentali ma badando a utilizzare due dita sarà molto facile tarare il proprio strumento.

L’IBIS Toht 8×42 è in grado di mettere a fuoco a una distanza minima pari a poco più di due metri.  Per passare da questa distanza all’infinito è necessario ruotare la manopola – in senso anti-orario – di ben due giri e mezzo.  Per passare, invece dai classici sei metri, sempre sino all’infinito, si deve correggere la corsa di mezzo giro. Un valore superiore a molti concorrenti.

Il piccolo Ibis Toht HD 8×32 .

Notevolmente migliori le prestazioni ottenibili con l’IBIS THOT 8×32, cui occorre un solo giro di manopola per passare dalla stessa distanza all’infinito e meno di 1/8 di giro per passare dai sei  metri all’infinito.

Entrambi i binocoli sono riempiti in azoto e dotati di O-Ring, è ovvio, quindi, che siano in grado di garantire qualche osservazione sotto la pioggia o in luoghi umidi.

Ho avuto anche il tempo di dar loro la classica pesata con la bilancia elettronica. L’8×42 mm-senza tappi- pesa 694 grammi,  il piccolo 8×32 , raggiunge i 602 grammi.

 

Oculari.
Gli oculari sono composti di uno schema ottico di tre gruppi con quattro elementi (1 +1+ 2+.)
Non forniscono un campo grandangolare, ma le prestazioni sono ben allineate alla concorrenza, 7° per l’ 8×42 e 7,5°  per l’8×32. I para-luce sono rotabili ma non totalmente estraibili. La estrazione pupillare, in entrambi, mi è parsa sufficiente anche per i portatori di occhiali.

Un primo piano sugli oculari di entrambi i formati. L’estrazione pupillare è – ovviamente – maggiore nella versione 8×42.

Trattamenti e prismi. 
I prismi a tetto sono composti di vetro Bak-4. Presentano un trattamento di fase. La pupilla di uscita è risultata, in media, sufficientemente sferica e con un solo accenno di vignettatura osservando il cielo luminoso

Trattamenti sulle lenti.
Il costruttore non cita, con dovizia di particolari, le caratteristiche del trattamento anti-riflesso che è stato utilizzato, ma ci fa sapere di aver applicato un moderno trattamento multi-strato su ogni superficie ottica per migliorare la trasmissione dell’intero schema ottico.

Aberrazioni.

Aberrazione cromatica.
Come mi sta capitando sovente, noto un’ottima correzione negli ultimi binocoli ED di bassa fascia, come ho anticipato nella premessa e anche gli IBIS TOHT HD ne sono dei giusti rappresentanti.
Sia l’8×42, sia l’8×32 non mostrano colori spuri – al centro del campo – durante  le normali condizioni di illuminazione. Si palesano, unicamente, in maniera lieve, durante le giornate molto nuvolose e/o in caso di forte controluce. L’alone violaceo-verde, però, è sempre minimo e mai troppo invasivo.

Cromatismo laterale.
Presente, invece, un po’ di cromatismo laterale, visibile a partire da circa il 75% del campo di vista.

Curvatura di campo.
 Non inquadrano un campo molto ampio, però quello inquadrato è quasi totalmente sfruttabile sino al bordo del campo. Il degrado che si nota ai bordi, dipende principalmente dalla curvatura di campo.

Gli obiettivi , definiti HD, della versione 8×42 hanno dimostrato di possedere un buon contenimento dell’aberrazione cromatica.

Distorsione angolare.
E’ presente (a cuscinetto) in entrambi i prodotti. Si nota maggiormente nell’8×42.

Utilizzo sul campo.
La possibilità di osservare, con entrambi i formati ,mi ha portato a fare alcune considerazioni che ritengo utili per i possibili acquirenti.
Non ho ancora parlato dei prezzi. Bene: l’8×42 costa soltanto 339, mentre l’8×32 costa 259 euro.

Questi sono prezzi sicuramente abbordabili per moltissimi appassionati ed è proprio uno di questi fattori che mi ha portato a presentarli nelle pagine di Binomania, rispetto ad altri concorrenti.

Ovviamente non possono competere con i binocoli da 1500-2500 euro ma, onestamente, hanno tutte le caratteristiche essenziali per essere utilizzati senza remore in mezzo alla Natura.

  • Messa a fuoco interna.
  • Buon contenimento dell’aberrazione cromatica.
  • Protezione di gomma.
  • Trattamento multi-strato su ogni superficie ottica.

Il ponte centrale dell’8×42 HD è decisamente ampio.

Solo un paio di lustri fa, quando mi arrivavano in prova i binocoli da 150- 300 euro, sapevo, a priori, che non avrei potuto compiere un certo tipo di osservazioni, come ad esempio quella dei rapaci in controluce, degli aerei su sfondo nuvoloso o dei rocciatori sulle cime innevate.

 L’aberrazione cromatica,che mostravano i primi binocoli naturalistici Made in China, era notevole, anche la costruzione peccava di superficialità: peli e vernici fra gli obiettivi,  pessimo annerimento interno dello scafo ottico, meccaniche imprecise, graffi, assemblaggi dozzinali e via dicendo. Gli importatori di turno trascorrevano molto tempo a fare la cernita dei prodotti acquistati.

Gli IBIS TOHT HD 8×42 e 8×32, invece, fanno parte di una nuova generazione di binocoli.
 Sono forniti a un prezzo abbordabile e con un’ottima garanzia.

Ovviamente, nulla è regalato e sarebbe alquanto assurdo ritenere che possano fornire le caratteristiche di un binocolo Top di Gamma, ciò nonostante, l’alto scalino che divideva la fascia bassa da quella media si è alquanto ridotto. Osservando il paesaggio e la natura si può notare un buon contrasto e una nitidezza più che soddisfacente, la resa dei colori è lievemente virata verso il rosa ma questa caratteristica è presente nella maggior parte della concorrenza.

Il campo ottico, seppur non molto ampio, è sfruttabile quasi sino ai bordi del campo, mentre la messa a fuoco si è rilevata soddisfacente in ogni escursione.

Il caratteristico logo che rappresenta l’IBIS sacro è ben visibile sullo scafo ottico del tubo destro.

In sintesi.
Ritengo che l’Ibis Toht 8×32 e l’Ibis Toht 8×42 HD siano dei buoni binocoli entry-level, adatti anche a un pubblico abbastanza esigente.   La versione 8×42 è più adatta per un uso universale, potendo osservare con profitto sia all’alba, sia al crepuscolo, l’8×32 (il mio preferito) è più compatto, possiede meno distorsione angolare e una messa a fuoco più fluida e precisa (ovviamente posso solo riferirmi agli esemplari testati).

 

Visibile in questo particolare, le caratteristiche tecniche dell’Ibis Thot HD 8×42, impresse nella parte anteriore della manopola di messa a fuoco.

 

Fra i pregi, cito:

  • La presenza di ottiche ED (a bassa dispersione).
  • L’impermeabilizzazione.
  • Il buon contenimento delle aberrazioni geometriche su tutto il campo.

Fra i difetti, cito:

  • Il campo reale di vista non molto ampio.
  • La messa a fuoco un po’ lunga e poco fluida nell’esemplare  8×42  che ho testato.

Ringraziamenti. 
Ringrazio Giuliano Monti per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test, lasciandomi libero di citare, come sempre, le mie impressioni personali.

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Disclaimer.
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Gennaio dell’anno 2018-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente  Tecnosky 

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania.

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