USM 10x50 vs Fujinon 10x50
USM 10x50 vs Fujinon 10x50

Riflessioni sulle comparative fra binocoli

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Compiere una comparazione fra binocoli non e’mai un lavoro sicuro, vi sono quindi dei fattori che vanno considerati, affinche’ si possa far chiarezza. Alcune mie asserzioni potranno sembrare scontate o ridicole ma vi assicuro che, spesso, molte persone non ritengono che possano inficiare la resa di un test attraverso determinati modus operandi o comportamenti abitudinari

Una delle tante comparative compiute dall’autore

 

Iniziamo dalle cose basilari:

“Testiamo” il tester, in primis, si deve verificare che il soggetto che compara il binocolo non sia ipovedente o troppo inesperto, spesso, osservando in gruppo mi e’ capitato di verificare come una determinata persona imputasse l’astigmatismo dei propri occhi al binocolo, oppure evidenziasse una dissimile  resa cromatica da un oculare all’altro a causa d’una differente percezione dei propri occhi. Vi sono anche persone, fortemente miopi o prespiti da non aver  alcun beneficio con la regolazione diottrica del proprio binocolo o che “perdono” spesso la corretta  messa a fuoco della immagine per un difetto visivo, per affaticamento, allergie etc etc. Ad esempio in caso di ipovedenza maggiore in un solo occhio, come ad esempio in caso di astigmatismo, la persona che testa un binocolo con oculari con messa a fuoco singola, dovrà costantemente correggerla in base alla distanza focale dell’ oggetto osservato, correggendo maggiormente in un oculare rispetto all’altro ed imputando il difetto al binocolo.

Ricordo, inoltre,che i portatori di occhiali non dovrebbero provare un binocolo attraverso tali accessori, giacche’ la lavorazione inferiore delle lenti dei propri occhiali inficerebbe quella dei binocoli di ottima qualita’, di fatto e’ possibile che non si noti alcuna differenza osservando con gli occhiali in un binocolo economico da 30 euro, ma si potrebbe notare osservando in un Kowa Prominar a 50X
Ergo..per prima cosa” testate” il tester oppure voi stessi, e se ipovedenti, abbiate coscienza di non considerare le vostre asserzioni come verita’ assoluta..dato che e’ gia molto opinabile quella delle cosidette “viste da falco”

Vi e’ anche chi non e’ in grado di osservare il totale campo reale del binocolo, perche’ non toglie gli occhiali , oppure non usa a dovere la distanza interpupillare del binocolo ed il sistema di regolazione delle conchiglie porta-oculari. Due anni or sono mi e’ anche capitato di assistere alla analisi di due signori che, osservando con un binocolo, attraverso un vetro spesso 10cm e per di piu’ sporco , riuscirono addirittura a dare il loro giudizio severo su tale strumento…insomma, paiono inverosimilita’, ma potrei citarne decine di tali fatti accaduti.


In linea generale, sarebbe preferibile, sempre posizionare il binocolo su un cavalletto, regolare alla perfezione la propria distanza interpupillare nonche’ le, conchiglie proteggi oculari, infine mettere a fuoco con precisione, tenendo a mente, che spesso quando il binocoloi sembra perdere la messa fuoco il problema dipende dall’affaticamento della vista e non dal suo sistema di regolazione.

Sarebbe anche preferibile fare uso di mire ottiche di alta precisione per verificare la risoluzione e la nitidezza di un binocolo rispetto all’altro visto che spesso non è sufficiente asserire: “l’altro giorno in un negozio ho puntato un lampione con quel binocolo ma mi ricordo che lo scorso anno a Genova con un altro binocolo vedevo meglio i camini dei tetti!!”
Se non siete sicuri, confermate solo le vostre impressioni ma non presentatele a chi vi ascolta come giudizio assoluto

Dall’alto: Fujinon 12×36, Canon 10×30 IS, Fujinon 14×40

 Il luogo da dove si osserva. Se non si osserva spesso nelle ore diurne e mai all’ alba ed al crepuscolo quando e’ possiible sfruttare gli alti ingrandimenti a causa della inferiore turbolenza e’ ovvio che non si potra’ mai dare un giudizio sincero sullo strumento testato. Insomma e’ inutile dire che avete osservato con u n25X alle due di pomeriggio in agosto un antenna situata a 200metri di distanza ma essa si vedeva meglio nel vostro fido 10x..minore ingrandimento minor percezione dei difetti e minor sensibilita’ nell’utilizzo..

Per quanto riguarda gli amanti del cielo ho  anche notato che l’ inquinamento luminoso e la foschia, quando elevati, rendono puntiformi le stelle anche in binocoli economici, giacche’ riducendo la luminosita’si ridimensiona anche  drasticamente la percezione di alcune abberrazioni. Varie volte ho avuto modo di testare binocoli di amici e collaboratori che parlavano molto bene di un binocolo poiche’ osservavano spesso dal centro di una grande citta’, sembra strano ma le Pleiadi non sono poi cosi’ dal centro di Milano di Roma o di Napoli, e se provate a fare un test di puntiformita’ magari sulle stelle e con la luna piena dubito che otterrete gli stessi risultati di quando potrete farlo a 2000 metri in luna nuova; inoltre, il binocolo andrebbe provato in varie condizioni di illuminazione, il binocolo che magari mostra un ottimo contenimento del residuo cromatico, potrebbe in alta montagna in condizioni di forti illuminazione, camminando sulla neve, perdere punti all’improvviso, cosi’ come una  messa a fuoco centrale dolce e precisa, testata comodamente sul terrazzo di casa potrebbe  essere pessima a -20 gradi e fare entrare acqua da ogni dove, se mai vi venisse la voglia di  osservare una garzetta sotto un acquazzone, forse a quel punto capireste perche’ esistono i binocoli waterproof e non splashproof o le messe a fuoco singole su ogni oculare se mai dovesse cadervi un binocolo da piu di 50cm.

Personalmente ho distrutto un Canon 10x30Is dopo una caduta da un comodino.

E’ ovvio che anche io ed i miei collaboratori, spesso, non siamo in grado di compiere varie analisi, tuttavia, resta il fatto, che non e’ sensato sottovalutare alcune caratteristiche di un binocolo che magari potrebbero fare la differenza in certe circostanze, vedi ad esempio la messa a fuoco singola di tipo militare oppure l’estrema tropicalizzazione, la stabilizzazione, il contenimento dei riflessi etc etc

A partire da sinistra: USM 10×50, Fujnon 10×50

Giudicare il binocolo per il suo campo di utilizzo. Sono consapevole che possa essere difficile , il sottoscritto, ad esempio, spesso ama comparare un binocolo  con strumenti completamente diversi ma cio’ deve essere recepito non per ottenere la classica pagellina scolastica ma per verificare le eventuali differenze, qualora qualcuno volesse comprendere, se per il suo modus osservandi sia meglio, ad esempio, un binocolo con prismi a tetto od uno stabilizzato con prismi di porro.

Spesso leggo di comparazioni fatte fra binocoli astronomici contro binocoli per il birdwatching, binocoli stabilizzati contro binocoli militari e cosi via e, nella maggior parte dei casi, si danno giudizi affrettati e soprattutto consigli affrettati, reputando migliore un binocolo solo per certe caratteristiche che si ritengono personalmente importanti.
Come ho gia’ detto il binocolo non è un  telescopio ove basta poggiare gli occhi all’oculare ed al massimo cambiare oculare..conta molto la sua conformazione,l’ergonomia, l’estrazione pupillare, la luminosita’, la resa dei colori e mille altri fattori. Ad esempio se per un astrofilo pantofolaio la resa del Canon 15x50IS sulle stelle e’ fenomenale cosi come il suo stabilizzatore, tale asserzione non potrebbe trovare d’accordo un appassionato di nautica poiche’ non  riuscirebbe a sfruttare a dovere un binocolo con un sistema IS un po’ scarso per le sue condizioni tipiche di osservazione, oppure un birdwatcher abitutato a fare il panning per inseguire i nibbi bruni..

Esemplificando ancora potrei confermare che un  binocolo da 100mm non servirebbe ad un accanito trekker che ricerca leggerezza, robustezza e magari un grande campo reale per gustarsi il panorama dalla cima delle vette, esistono anche certi appassionati che preferiscono avere un binocolo che sia un rasoio al centro del campo, come ad esempio il minox BP 10×44  piuttosto che un binocolo piu’ morbido ma con un campo apparente maggiore, come ad esempio il fujinon 10×50..
Gli amanti dei cielo adorano vedere le stelle puntiformi ai bordi del campo di vista, i naturalisti spendono migliaia di euro per trovare il binocolo che fornisca i colori piu vividi per apprezzare il piumaggio degli animali, i cacciatori vogliono binocoli compatti, luminosi, con un ottimo contenimento dei riflessi e ben tropicalizzati, mentre un  marine necessita di un binocolo che fornisca un grande campo reale, una messa a fuoco solidissima e che sia molto molto robusto per resistere alle varie condizioni di utilizzo nelle quali verrà sfruttato e magari dotato anche di  un intensificatore di immagine. (esempio: vedete lei forniture Fujinon militari alla NATO)
Consigliereste voi ad un marine il Miyauchi 20×77 e ad un astrofilo che vuole osservare le galassie, un binocolo con prismi a tetto da 1800 euro e da 42mm di diametro? Penso proprio di no, ma non e’ detto che nel loro campo specifico di utilizzo non siano performanti.

a sinistra: Swarovski EL 8.5×42 e Swarovski Habicth 8x30W

E’utile quindi evitare di dare consigli affrettati dicendo:” Non comprate quel binocolo  militare perche l’ho provato ed ha una messa a fuoco durissima, oppure non comprate un binocolo con una pupilla di 7millimetri perche’ e’ inutilizzabile.”

La cosa migliore e’ ascoltare le esigenze della persona o del lettore e poi cercare di fornirgli le indicazioni che potrebbero orientarlo verso la scelta del binocolo utile per lui e non per noi. Quando invece ci si rivolge ad un pubblico vasto, astrofili, naturalisti, militari etc etc, si deve cercare di dare una molteplicita’ di impressioni ottenuta in vari campi, tentando alla fine di collocare il binocolo in una settore specifico, insomma non e’ poi cosi semplice, giacche’ il miglior esperto di un particolare binocolo e’quello che lo usa nel settore per il quale e’stato progettato, fareste forse la Parigi Dakar con una Lamborghini Diablo o con un Toyota fuori-strada?

Ultimamente mi sono reso conto di come io preferisca per l’uso panoramico i binocoli militari con messa a fuoco singola che mi consentono di ottenere una visione migliore ed una messa a fuoco di precisione, per tale motivo ho comprato un USM 15×85, del quale parlerò in questo uso specifico in un articolo separato, inoltre; essendo progettato per funzionare e resistere anche in condizioni atmosferiche pessime, è ben utile quando voglio osservare qualche dettaglio sotto un bel temporale.
Inoltre, il fattore robustezza non è assolutamente da sottovalutare, giacchè esistono ancora ed oltretutto sono perfettamente funzionanti binocoli utilizzati nel periodo bellico che possiedono ancora ottiche e campi apparenti di grandissimo livello.
Vedi ad esempio il bellissimo SARDS 6×42 con ben 12 gradi di campo

da sinistra: General HI-T 120, USM 20×110, General HI-T 23-41×100

Ovviamente con tale binocolo, che oltretutto possiede  ottiche di 85mm non mi permetterei mai di osservare una cincia a 5 metri di distanza, ma se volessi farlo, sarei io l’incompetente , avendo fatto uso di un binocolo specifico per altri settori, per poi magari criticarlo per colpa della mia dabbenaggine. Quindi e’ utile prima di prendere in mano un binocolo e dire cosa non va, capire per quale settore esso e’ stato progettato, analizzare il suo prezzo di vendita anche il rapporto alle prestazioni, il diametro, la configurazione ottica e poi provare a dare un giudizio. Spesso potranno anche capitarvi sottomano binocoli tuttofare  ossia che vanno bene per vari settori, come ad esempio i canon stabilizzati ma non eccellono in un settore particolare.
Se leggerete, ad esempio la mia recensione del canon 15×50 capirete a cosa mi sto riferendo

Vixen 25-75X-125

Su binomania trovate molte immagini ove sono esposte tavolate colme di binocoli e dove personalmente esprimo le mie impressioni, tuttavia, ho notato e non e’ certo difficile verificarlo, come varie persone diano sempre un giudizio finale  differente dagli altri, per tale motivo quando ci incontriamo fra appassionati per un test analizziamo i vari binocoli per punti.
Ad esempio, in primis, verifichiamo lo schema ottico, per sapere cosa aspettarci,  la tonalità dei colori che restituiscono,  il contenimento delle varie abberrazioni, poi la prova in controluce, il passaggio dalla messa a fuoco minima a quella all’infinito, la luminosita’
Dopo tali analisi verifichiamo i fattori che potrebbero interessare singolarmente ad ognino, come ad esempio, l’ergonomia, la robustezza, la compattezza, la stabilizzazion, etc etc

Ad esempio chi ama osservare gli ungulati al tramonto muovendosi fra una roccia ed un altra trovera’ migliori  i Leica Trinovid  e gli importera’ nulla se il Fujnon 16×70 possiede una migliore resa ai bordi..insomma,  alla fine di tutto, la scelta di un binocolo rimarra’ sempre molto personale e legata spesso ad un bagaglio culturale che continuera’ a variare con il variare degli anni, delle esperienze costruttive ma non da quelle distruttive.

 

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Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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