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Sky-Watcher Acuter 25×100: il gigante buono.

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Da qualche anno, il mercato delle ottiche sportive e astronomiche brulica di binocoli giganti, ce ne sono veramente di tutti i tipi e per tutte le tasche: dai costosi apocromatici alla fluorite,  agli angolati acromatici sino ad arrivare ai classici binocoli “dritti” nel formato 20×80.

Come appassionato astrofilo posso confermarvi che il vero salto di prestazioni lo ottenni, circa diciotto anni fa, passando da un Vixen  BCF 20×80 a un 25×100 FB.

In realtà, ci fu anche un breve intermezzo con uno dei primi 22×100 progettati dai cinesi: era marchiato Oberwerk (utilizzava i prismi e gli oculari del classico 15×70) tuttavia le sue prestazioni globali mi avevano fatto rimpiangere (e non poco) le ottime prestazioni del binocolo giapponese.

Prima dell’avvento dei 25×100 – Made in China- era necessario sborsare un vero e proprio capitale per possedere un binocolo acromatico da 100 mm di diametro. Chi è negli Anta come il sottoscritto ricorderà, senza dubbio, la casata dei Vixen Galaxias, composta da un 14×100, da un 20×100 e da un 25×100. Tutti e tre erano contraddistinti da ottime prestazioni (consentite per l’epoca) ma anche dall’alto prezzo di acquisto. I prezzi, infatti, sfioravano i tre milioni di lire, quanto un buon telescopio dotato di montatura e qualche oculare.

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre

Ingrandimento 25X
Diametro Obiettivo 100mm
Estrazione Pupillare 18mm
Campo Visivo 2.5°
Prismi Porro in vetro Bak-4
Rivestimento Multi-Coated
Waterproof Si
Peso 4.5kg
Prezzo negozio Artesky – Maggio 2018  389 EURO

 

Il sottoscritto osservando in un 14×100 identico alla serie Vixen Galaxias.

 

Del resto, venti anni fa, era un grande privilegio possedere un binocolo da 100 mm (ancor più di uno Schmidt Cassegrain da 20 cm o di un rifrattore acromatico da 100 mm). Per tale motivo, i binocoli giganti erano dei prodotti per veri appassionati dell’osservazione binoculare, magari cercatori di comete che non potevano arrivare a sborsare la cifra astronomica del Fujinon 150.

Circa quindici anni or sono i costruttori cinesi presentarono sul mercato un binocolo dalle prestazioni decisamente interessanti (Ba3 Series): un 100 mm di diametro,  composto da prismi  di porro in vetro Bak-4, con buoni oculari, un discreto campo di vista,  un trattamento multi-strato e un peso inferiore ai cinque chilogrammi.

Io ne comprai uno marchiato TS (Telescope Service) in seguito provai vari esemplari brandizzati sotto il nome: “ Astrotech,” “General Hi-T” e “Rp Optix”.

Questo 25×100 FB era proposto a un prezzo di acquisto molto abbordabile e possedeva un’eccellente capacità di mostrare non solo le stelle, ma anche molti oggetti deboli. Con questo binocolo ho fatto delle stupende osservazioni delle galassie e delle nebulose planetarie, anche sotto cieli più bui di quelli che riesco a sfruttare in questo periodo a causa degli impegni lavorativi e familiari.

Quando ho visto nel sito web di Arte Sky, rivenditore italiano dei prodotti Sky-Watcher, l’ACUTER 25×100 mi è venuta voglia di chiedere un esemplare in prova per verificare, se nel corso degli ultimi anni, i progettisti avessero apportato alcune migliorie.

Grazie alla collaborazione di Luca Seveso ho avuto la possibilità di testare questo binocolo durante Maggio, traendone varie impressioni.

Un bel primo piano sullo Sky-Watcher Acuter 25×100

Meccanica e  sistema di messa a fuoco

Progetto vincente non si cambia! Rispetto agli esemplari esaminati anni or sono, noto, esternamente, una diversa gommatura, prima era liscia ora è zigrinata e consente una migliore presa.

Per il resto tutto è come fu progettato anni fa, anche se ovviamente sarà cambiata la composizione dei vetri, senz’altro migliori rispetto a quelli disponibili anni fa.

Il binocolo è composto da due lunghi tubi ottici che fanno una certa impressione, visto il  notevole diametro..astronomico.

Sono collegati fra loro attraverso un  ampio ponte centrale,  da un  altro piccolo ponte nei pressi delle celle ottiche , il tutto è irrobustito da una barra centrale.

In essa è situato il pomello e il raccordo per il fissaggio dello strumento alle piastre fotografiche. Scordatevi, infatti, di utilizzare questo bestione a mano libera.

Il sistema di aggancio si sposta lungo la barra, è quindi possibile trovare il corretto bilanciamento del binocolo, infatti, gli enormi obiettivi frontali, portano ad un notevole squilibrio.

Per sostenerlo, occorre una testa video discreta, io mi avvalgo di una ottima Manfrotto 502, dotata di un sistema di contro-bilanciamento che ha dimostrato di reggere  questo binocolo molto bene.

La messa a fuoco è singola su ogni oculare, la regolazione del punto di fuoco si è rivelata precisa, mi è parso che la precisione dei componenti sia migliorata rispetto all’esemplare che ho utilizzato per vari anni.

Se si possiede una distanza inter-pupillare piccola, consiglio di costruire un supporto che sollevi di qualche centimetro il binocolo dalla testa video. Io, con 63 mm di distanza inter – pupillare, sono al limite  (come visibile nella foto) e solo per pochi millimetri i tubi ottici non toccano il bordo della piastra. In caso di distanze inferiori non sarebbe possibile chiudere la cerniera giacché i tubi, abbassandosi, rimarrebbero ostacolati dalla base della testa video.

I tubi ottici, quando il binocolo è perfettamente bilanciato, potrebbero toccare la testa fotografica, se il proprietario ha una distanza interpupillare molto piccola. Si risolve con un piccolo spessore, anche auto-costruito.

Chi utilizzasse una forcella, non dovrebbe notare questo piccolo inconveniente.

La distanza minima di messa a fuoco che ho calcolato in questo esemplare (con il mio visus) è pari a 35 metri. Non è quindi un binocolo per birdwatcher, anche se, come vedremo, non disdegna l’osservazione dei rapaci in volo o posati, purché siano situati a distanze superiori a quella citata e magari nel range della completa profondità di campo (ossia quando il binocolo è perfettamente a fuoco sino all’infinito).

Vista frontale dell’Acuter 25×100

Lo Sky-Watcher Acuter 25×100 è impermeabilizzato. L’interno dello scafo ottico è completamente annerito, con un trattamento nero opaco. Il mio vecchio esemplare peccava in questo genere di rifinitura, ricordo, infatti, una luce diffusa un po’ fastidiosa che mi pare sia sparita in questo nuovo modello.

Trattasi sempre d’impressioni scaturite “andando a memoria” o leggendo i miei vecchi appunti, quindi, cari lettori, vi prego di prendere “con le pinze” questa mia asserzione.

La mia bilancia elettronica ha stimato un peso pari a 4.560 g. decisamente allineato con quanto dichiarato.

 

Ottica

Obiettivi

Alcuni rivenditori dichiarano che questo binocolo è composto di vetro ED, tale caratteristica non è citata sul sito del costruttore che si limita a confermare che il 25×100 è composto di prismi di Porro in vetro Ba-k4.

Onestamente visto il rapporto focale molto aperto, pari a circa F/4.5,  ci vorrebbero delle ottiche alla fluorite per correggere totalmente l’aberrazione cromatica che e certamente non costerebbe poco meno di 400 euro.

I giganteschi obiettivi da 100 mm sono l’ideale per osservare il cielo.

Le immagini fornite sono più che buone, soprattutto al centro del campo e in proporzione al prezzo di acquisto, perché con tale cifra, non si compra neppure un 8×25 di alta qualità!

Oculari

Gli oculari forniscono un campo pari a 2.5°, il campo apparente generato è quindi superiore ai sessanta gradi, mentre la pupilla di uscita generata, di  4mm, è decisamente comoda e sfruttabile anche sotto cieli medio inquinati. Quando scrivo “comoda”, intendo che almeno di giorno, la nostra pupilla è ben circondata da quella generata dal binocolo, per tale motivo vi saranno ben poche difficoltà di allineamento.

I paraluce di gomma sono retrattili e questo consente di ottenere una discreta estrazione pupillare anche per i portatori di occhiali. Sono circa 16 mm.

Gli oculari di questo 25×100 sono un ottimo compromesso fra prestazioni, ergonomia e estrazione pupillare

Prismi

Come anticipato l’Acuter 25×100 possiede dei classici prismi di Porro, ho notato una pupilla di uscita piacevolmente sferica, si nota ancora un po’di vignettatura e , fortunatamente, il binocolo è  risultato collimato.
All’epoca ebbi qualche problemino con i primi esemplari. Attualmente il costruttore dichiara che i prismi sono facilmente accessibili. Dovrebbe essere possibile accedere dalla scatola nei pressi degli oculari (vedi foto) per correggere il disallineamento delle immagini.

Trattamenti sulle ottiche

Nei miei vecchi appunti, negli articoli e nelle recensioni di Binomania, ho citato un buon trattamento anti-riflesso. Per vedere se un trattamento è migliore rispetto a un altro, potete compiere un test valido e semplice: specchiatevi oppure specchiate  un foglio di giornale. Il binocolo, che mostrerà meno dettagli del vostro viso e meno caratteri del giornale, possiederà un trattamento anti-riflesso migliore. Questo perché la sua applicazione non consentirà alle lenti di fare le veci di uno specchio.

Ricordo alquanto bene le prestazioni del mio vecchio Fb25x100 e il nuovo trattamento anti-riflesso mi pare più performante. Sarebbe stato bello fare un paragone per evidenziare “sul campo” le reali differenze.

Il binocolo è dichiarato waterproof

Aberrazioni
Aberrazione cromatica in asse
Lo Sky-Watcher Acuter 25×100 è dotato di una coppia di doppietti acromatici di 100mm  di diametri con un rapporto focale pari a F 4/5.  Per tale motivo l’aberrazione cromatica è presente, inutile negarlo. Si nota poco nell’osservazione del fogliame verde e dei tronchi, inizia a comparire lievemente sul fogliame bianco e si nota maggiormente sui soggetti/oggetti in controluce come rami, rapaci, tralicci, etc., etc. Tutto sommato, facendo le debite proporzione ha un contenimento dell’aberrazione cromatica abbastanza simile a un classico binocolo acromatico Made in Japan,  come un Nikon 18×70 e un Fujinon 16×70 che..alla loro maniera, in proporzione al loro formato, cedono nelle medesime circostante di illuminazione. Lo stesso dicasi, osservando, stelle molto luminose, come Sirio, Vega, etc.,etc.

Non dovete aspettarvi di più!  Un Docter Aspectem ED 40×80 costa 5200 euro e un Kowa Higlander 32×82, poco meno. L’Acuter 25×100 costa meno di 400 euro, non mi pare quindi  di fare gli  ultra-esigenti.

Aberrazione cromatica laterale

E’presente e visibile, maggiormente, in controluce, come un lieve alone blu – gialloverde  intorno alle sagome dei soggetti sottoposti a un forte contrasto (  ossia che mostri  luce intensa, un’ombra netta e poche sfumature tonali, come accade, ad esempio al tramonto).

Curvatura di campo

 Qui ho notato un netto miglioramento. Il mio vecchio TS 25×100 non forniva grandi prestazioni oltre il 60% dal centro del campo, anche nell’uso diurno, osservando dei tralicci, delle cornacchie e dei falchi pellegrini posati a circa 400 metri dalla mia postazione, ho notato che la resa diurna è buona quasi sino al bordo. Del resto il degrado che si nota partire da circa l’80% si compensa in parte focheggiando verso il bordo.

Per esemplificare posso confermarvi che osservano i bulloni del traliccio e portando il particolare al bordo del campo, riesco ancora a percepirne i dettagli . Noto più che altro la presenza di cromatismo laterale e di una distorsione angolare da ingrandimento che deforma leggermente l’immagine. Insomma, direi che i 60° di campo apparente, sono piacevolmente sfruttabili.

La manopola che serve a bilanciare il binocolo sfruttando la barra centrale.

 

Resa astronomica.

Qui le sensazioni sono percettibilmente diverse, più che altro perché i soggetti puntiformi sono un test molto difficile e anche perché i miei occhi da quarantene non possiedono senz’altro una buona compensazione, quando hanno le pupille dilatate, rispetto a quanto riescono a compensare durante il giorno.   (Ricordo ai lettori che  – a pupilla dilata –  c’è un aumento fisiologico dell’astigmatismo.)

Utilizzerò, quindi, il mio solito schemino qui di seguito rappresentato per stelle  di media luminosità.
CM: campo di massima nitidezza.
CU: campo ancora utilizzabile
CI: campo inutilizzabile

CM:  80% CU: 10% CI.10%

La situazione peggiora leggermente con stelle molto luminose.

Distorsione angolare
Presente, a cuscinetto.

Altre aberrazioni.

Nell’uso astronomico si percepisce la presenza di astigmatismo che  aumenta gradualmente dall’75-80% del centro sino all’esterno, degradando l’immagini stellari, soprattutto quelle molto luminose.

Il treppiede Berlebach 19 UNI C e la Manfrotto MVH 502 AH, hanno dimostrato di reggere alla perfezione questo strumento, che può essere sostenuto anche treppiedi decisamente meno costosi.

Utilizzo pratico

Uso diurno

Lo Sky-Watcher Acuter 25×100 non è un binocolo maneggevole per essere sfruttato per delle fugaci sessioni del panorama terrestre. Richiede un buon treppiede fotografico e una testa video (o forcella) solida. Si tratta pur sempre di un prodotto da 4.5 kg e che presenta un  discreto “effetto leva”.

Venticinque ingrandimenti vitaminizzati da un diametro delle lenti di 100 mm, mostrano di certo  molti dettagli,  per tale motivo,  tenendo conto delle  premesse riguardanti  le aberrazioni cromatiche e geometriche, posso  confermare che, nell’uso diurno, si notano  gli stessi dettagli visibili nel  costosissimo Kowa Highlander Prominar, nella configurazione 21×82 e  molti di  più al crepuscolo. E’ ovvio che, osservando  gli aerei o i rapaci, ci sarà un velo di aberrazione cromatica ma mi pare abbastanza lecito sopportarlo.

Il Kowa Highlander fornisce un’immagine più nitida, contrastata e neutra, ma penso che ormai il lettore abbia le giuste conoscenze per interpretare le mie impressioni in base al prezzo di acquisto.

Osservazione astronomica

Premetto che un binocolo da 100 mm equipaggiato con ottiche di alta qualità, costa oltre 2500 euro. Per questo motivo la puntiformità’ degli oggetti stellari di I e II magnitudine non è simile  a quella fornita da un rifrattore, (pinpoint dicono gli amici d’oltre-oceano: a capocchia di spillo) tuttavia durante le passeggiate spaziali l’Acuter 25×100 ha dimostrato di possedere un  campo di vista sfruttabile.

Si nota dell’astigmatismo da circa il 75%-80% del campo di vista, osservando stelle molto luminose. Spazzolando il cielo, nella zona del Doppio Ammasso di Perseo, ad esempio, si può avere una resa oltre-modo entusiasmante (sempre  in proporzione al prezzo di acquisto).

 Gli astrofili che possiedono un 10×50 rimarranno stupiti di quanti oggetti celesti sia possibile vedere:  le stelle iniziano a mostrare molto bene i colori  (anche se quelle luminose presenteranno  un contorno violetto dovuto all’aberrazione cromatica) e sotto un cielo discreto  si noteranno decine di galassie.
Ho fatto anche un test molto severo.

Ho osservato la zona dell’”Orsa maggiore e della Lira in presenza di una luna al ventesimo giorno di fase. Or bene, all’interno degli oculari, le galassie M81 e M82 erano visibili, molto difficili da percepire, nel 16×70 che stavo usando come metro di paragone.

Laddove la costellazione della Lira svelava, a occhio nudo, unicamente la stella Vega e le due componenti più brillanti, la nebulosa planetaria M57  era ben evidente, come piccola sferetta sfocata . Nel frattempo la luna continuava a rischiare il cielo e il mio punto osservativo.

 

Per quanto riguarda l’osservazione dei pianeti e della luna, dovrete accontentarvi di un paio di bande su Giove e della danza dei satelliti medicei. La luna, che mostrerà un bordo leggermente avvolto da un filo di cromatismo residuo, esibirà decine di crateri e qualche dettaglio interessante come il micro/cratere all’interno di Ptolemaeus, i vari crateri in Clavius, oltre vari dettagli sulle Alpi Lunari.

Insomma, poca spesa, tanta resa.

 

L’Acuter 25×100 ripreso durante una sessione osservativa di aerei e rapaci.

Pregi

  1. Rapporto prezzo-prestazioni
  2. Ottiche più luminose di un blasonato 20×80
  3. Buon campo apparente
  4. Peso e ingombro gestibili con treppiedi e teste dal prezzo non elevato.
  5. Buona collimazione di serie.

 

 

Difetti

  1. Non è angolato e le osservazioni allo zenith saranno un po’ scomode.
  2. Il supporto per il fissaggio sulle teste fotografiche un po’ basso e che potrebbe non consentire a chi possiede una distanza inter-pupillare piccola di avvicinare alla perfezione i tubi ottici.

 

In sintesi

Lo Sky- Watcher Acuter  25×100 non è lo strumento ottico più performante sulla faccia della terra, tuttavia ritengo sia ancora il miglior binocolo astronomico, per ciò che riguarda il rapporto prezzo/prestazioni.  Al prezzo con cui acquistereste un piccolo 8×25 di discreta (ma non eccelsa) qualità, potreste possedere uno strumento di ampio diametro in grado di avviarvi alle osservazioni impegnative del Cielo.

E ‘una buona evoluzione dei primi esemplari prodotti circa quindici anni or sono. Grazie al suo grande diametro e al prezzo abbordabile potrebbe far felici decine di astrofili che vorrebbero apprezzare e gustare la “navigazione stellare “che solo un binocolo sa dare. Per molti fra loro potrebbe essere addirittura uno strumento per la vita, da portare in alta montagna insieme al fidato telescopio.

 

Ringraziamenti

Ringrazio Luca Seveso di Arte Sky per aver fornito un esemplare di questo binocolo e per non aver influenzato in alcun modo il risultato del mio test.

 

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Disclaimer.
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Maggio dell’anno 2018-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente il rivenditore Arte Sky

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania.

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