SkyMaster 14×100 BCF

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Erano anni che volevo  osservare nel   formato 14×100 “Made in Japan”. Compatto, con estetica e profumi d’altri tempi, ricordo di  sospiri ed occhi sgranato,  da studente squattrinato, davanti alle pubblicità sulle riviste astronomiche degli anni 90. Nell’ultimo periodo, più volte, ho congetturato su come potesse comportarsi questo strumento nell’osservazione naturalistica e finalmente l’occasione è arrivata.

 

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre

Diametro (mm) 100
Ingrandimento (x) 14
Campo di vista a 1000 m 58
Peso (senza piastra) gr 3330
Dimensioni (mm) 350x127x260
Prezzo Giugno 2013 (ADF GENOVA) icompleto di valigia e treppiede € 968,00

 

Grazie alla collaborazione di ADF Genova, che ha ancora in catalogo questi strumenti,  ho avuto la possibilità di osservare con questo  binocolo per un mesetto circa.  Forse gli astrofili storceranno il naso, tuttavia  il mio scopo principale era quello di verificarne la resa crepuscolare naturalistica, nell’osservazione di cervi, caprioli e cinghiali. Ovviamente non è mancata la classica prova astronomica effettuata  sotto un bel cielo nitido , frizzantino e cristallino d’alta montagna.

Il  gentile responsabile  di ADF Genova mi ha confermato che sono ancora disponibili i seguenti formati: 11×70, 16×70, 20×100 e 25×100. Pare che l’azienda giapponese li produca ancora su richiesta, ovviamente visto l’addivenire della produzione cinese è indubbio che i prezzi siano leggermente superiori alla media degli attuali binocoli astronomici presenti sul mercato.

Un bel primo piano sullo SkyMaster 14×100

Costruzione meccanica e messa a fuoco.

Lo Sky Master è un classico binocolo con “prismi di Porro. Le sue dimensioni sono molto compatte pur trattandosi di un binocolo dotati di lenti da 100 mm di diametro.

il “Ponte di comando” del binocolo.

Di fatto la mia bilancia elettronica ha rilevato un peso, senza tappi ed oculari, pari a 3315 gr che sono distribuiti su 26 cm x 36.5 cm. V’è da notare che  ad esso si devono aggiungere poco più di 500 gr derivanti  dalla grande piastra in dotazione atta a fissare il binocolo alle teste fotografiche ed a sostenere, nel contempo, i tubi ottici.
La piastra è dotata di ben tre fori filettati con passo da 1/4. La costruzione globale è  molto buona. La protezione a “buccia di arancia, oltre che molto affascinante, è anche in grado di  resistere a piccoli urti e a graffi accidentali.

L’interno dei tubi ottici è costellato da vari diaframmi. All’interno del tubo sinistro è presente il numero di serie del binocolo ove compare anche la lettera “J” Japan.Sopra i coperchi di alloggiamento dei prismi sono visibili le informazioni che contraddistinguono il binocolo: a sinistra è stampato il marchio ” SKYMASTER, Triple Tested Coated Optics, mentre sul coperchio destro è visibile il formato 14×100 ed il campo di vista reale dichiarato di 3.3° Il sistema di messa a fuoco è con focalizzazione esterna ed è affidato ad un classicissimo carrello centrale con un rotore metallico. La regolazione della diottria è sull’oculare destro, è priva di blocchi  e si attua con una semplice rotazione.  Grazie alla composizione metallica del carrello centrale, il carrello flette pochissimo rispetto alle attuali  realizzazioni. Il movimento del rotore non è fluidissimo ma non sono presenti giochi.  In sintesi anche questo strumento palesa la qualità costruttiva dei prodotti giapponesi di recente costruzione. La distanza minima di messa a fuoco che ho misurato è pari a 14 metri.

La dotazione  di serie, prevede, oltre alla piastra anche una ottima valigetta in alluminio.

Obiettivi

Lenti.

In evidenza gli obiettivi acromatici da 100 mm

Il diametro da 100 mm , sino a pochi anni or sono, era un punto d’arrivo per gli astrofili appassionati. Del resto, quando ancora in Italia si poteva osservare  con soddisfazione anche dal centro delle località  sub-urbane, il 14×100 poteva ancora essere giudicato  uno strumento perfetto per le osservazione delle comete e degli oggetti  estesi del cielo profondo
Lo SkyMaster 14×100 è composto da lenti acromatiche, la qualità delle lenti mi è apparsa buona, dato che le immagini al centro del campo sono nitide e contrastate.

Oculari.

Come anticipato, anche a causa  del progetto ottico, che prevede compattezza ma anche l’uso di prismi sottodimensionati il campo di vista di questo binocolo non è grandangolare. Si attesta su un modesto 3.3°. Gli oculari sono dotati di para-luce in gomma ribaltabili, l’estrazione pupillare è pari a.

 

Trattamento anti-riflesso.

Questo binocolo prevede un trattamento ( fully multi-coated) al fluoruro.  Il contrasto al centro del campo, come già anticipato è  buono, in grado di soddisfare anche i “palati più fini”

Un primo piano sugli oculari dello SkyMaster 14×100

Prismi. Il binocolo è composto da prismi di Porro di vetro Bak-4. sussiste un poco di vignettatura al bordo del campo di vista ed un lieve cut off da entrambi i tubi ottici

  Aberrazioni

Aberrazione cromatica

Grazie agli ingrandimenti medi ed all’utilizzo di prismi di vetri di qualità, il contenimento dell’aberrazione cromatica è decisamente soddisfacente. Al centro del campo si palesa soltanto  nelle condizioni di forte controluce od osservando i bordi di oggetti fortemente illuminati dal sole.  Pubblico una fotografia ottenuta collegando uno Smartphone Samsung Galaxy ad uno degli oculari del binocolo.

 

foto_samsung_14x100

ho sovraesposto, in fase di scatto, per evidenziare maggiormente l’aberrazione cromatica. Un buono risultato per un classico binocolo acromatico a fuoco corto, ora non resta che verificare la resa del modello 25X

Ovviamente un sensore elettronico è maggiormente sensibile allo spettro blu-viola, tuttavia ritengo sia un ulteriore prova della qualità di questo binocolo con prismi di Porro di classica concezione.

 

 

un primo piano sul rotore di messa a fuoco e sul carrello centrale

 

Curvatura di campo.

Data la composizione degli oculari ed il ridotto campo di vista, la curvatura di campo è veramente minima, nell’uso diurno è sufficiente rifocalizzare  leggermente ai bordi per consentire all’accomodamento visivo di ottenere un campo di vista quasi totalmente corretto. Parte di tale blurring ai bordi dell’immagine dipende dall’astigmatismo, come evidenziato nella sessione astronomica.

  Distorsione angolare

E’ presente un po’  di distorsione angolare a cuscinetto che si nota, sull’asse orizzonate a partire da circa l’80% del campo di vista, piacevole il panning diurno.

Altre aberrazioni  

Durante le sessioni astronomiche ho appurato che le immagini stellari di III magnitudine iniziano a degradare a partire da circa l’85% del campo di vista. La puntiformità stellare, al centro del campo, è molto buona.

 

Prova pratica

Piergiovanni Salimbeni durante una sessione naturalistica crepuscolare:  il regno di questo binocolo.

Osservazione naturalistica

Ho utilizzato lo SkyMaster 14×100 nel “pratone dei caprioli” per qualche sera. Grazie al peso contenuto è abbastanza facile da  trasportare anche con il cavalletto montato.
Ovviamente si ottiene il massimo della comodità osservando la fauna  dall’interno dell’autovettura, da un capanno o da un’altana.
Se calcolate che il binocolo crepuscolare per eccellenza è un 7×50, qui stiamo sentenziando del quadrato di tale concezione. Un 14×100, cosi compatto e leggero è un eccellenza in tale tipo di visione. V’è poco da dire, anche rispetto al classico telescopio terrestre da 85 mm, fornisce una ottima luminosità tanto che sono stato in grado di osservare, alle 22.30 di sera,  a circa 100 metri dalla mia autovettura, dei cinghiali mentre il mio classico 8.5×42 mostrava..il nulla.

100 mm nell’uso naturalistico potrebbero apparire eccessivi ma al crepuscolo ogni mm in più è sempre d’aiuto.

Come risaputo di notte e al crepuscolo i nostri occhi, mostrano maggiori aberrazioni, principalmente a causa  della dilatazione pupillare. Per tale motivo il beneficio nell’utilizzare due occhi, al posto di uno solo, si nota ancor di più rispetto  quanto si potrebbe evidenziare durante l’osservazione diurna, dove, per certi generi di osservazione, uno spotting scope dotato di oculare zoom, sarebbe, senza dubbio,  preferibile.

Per tale motivo se si ama osservare  principalmente al crepuscolo e se si gode di un buon punto osservativo,  lo SkyMaster 14×100 potrebbe essere una decisa e migliore soluzione rispetto al classico e talvolta, più costoso formato 8×56. V’è solo da prestare un po’ di attenzione dato che questo binocolo non è impermeabilizzato.   L’unico difetto che potrei citare è il modesto campo di vista che non consente una piacevole immersione della scena. Ovviamente se uno strumento di tale formato fosse anche grandangolare sarebbe decisamente più costoso ed ingombrante.

 

Osservazione astronomica.

In America,  questo  formato, era definito “Comet Seeker’ . Ovviamente per beneficiare della sua grande luminosità è necessario spostarsi verso cieli bui, dato che in città la sua resa sarebbe simile a quella di un classico 15×70 o addirittura 15×50.   Per tale motivo scordatevi di godere dei benefici di tale formato sotto cieli cittadini. L’unica piacevolezza , che si osserva anche in luoghi inquinati, è la puntiformità stellare al centro del campo e i  piacevoli colori delle stelle che fanno presagire le possibili prestazioni fornite dallo strumento.

treppiede_SkyMaster

Un primo piano sul treppiede fornito in dotazione da AdfGenova

Box di approfondimento
Pupilla di uscita: Essa è l’apertura della luce in uscita. La luce entra dagli obiettivi ed esce dagli oculari. I piccolo cerchi, in uscita, che potete osservare mirando negli oculari rappresentano la P.U. Essa è data dal rapporto fra il diametro e gli ingrandimenti. Un binocolo 10×50 avrà una pupilla di uscita di 5 mm, un binocolo 9×63 , avrà, di contro, una pupilla di 7mm. Matematicamente parlando è ovvio che un binocolo con una grande pupilla di uscita fornirà una grande luminosità. Tuttavia dobbiamo immagine la P.U. come un vero e proprio flusso luminoso che esce dal binocolo ed entra nelle nostre pupille. Se le notre pupille avranno un diametro inferiore a quella della pupilla del binocolo, parte della luminosità sarà perduta. Esemplificando si può anche dire che in una giornata assolata , quando le nostre pupille hanno diametro di circa 2 mm , sarà inutile avvalersi di un binocolo 8×56 (che possiede una pupilla di uscita di 7 mm). Un rapido calcolo consente, a spanne, di calcolare il reale diametro dell’8×56 in questa particolare situazione. E’sufficiente moltiplicare il diametro della nostra pupilla per l’ingrandimento del binocolo. Ossia 2 (mm) X 8 (ingrandimenti). In sintesi , di giorno, il nostro luminoso 8×56, fornirebbe la medesima luminosità di un binocolo 8x16mm. Di contro, al crepuscolo, quando la nostra pupilla si dilaterà sino a 7 mm,  si potrà godere al massimo della raccolta di luce, fornita dagli obiettivi da 56 mm. Per questo motivo la scelta di un binocolo deve tenere conto anche dell’uso che se ne vorrà fare. Per un trekker che ama osservare le montagne di giorno, sarà preferibile un compatto 8×25, mentre chi ama osservare gli animali al crepuscolo, prediligerà un 8×56. Per un uso misto, il classico 8×42 è sempre la soluzione ideale.

La dilatazione pupillare umana varia, in media, al variare dell’età.  La soggettività genera però eccezioni. Nei bambini , usualmente, può superare anche gli 8 mm di diametro, mentre a 60 anni, di rado si  riescono a  superare i 4 mm di dilatazione pupillare.
Tuttavia un binocolo con un’ampia pupilla di uscita possiede altri lati positivi, oltre alla grande luminosità. Nel caso, ad esempio di uso nautico, seppure la pupilla umana sia inferiore a quella del binocolo vi sarà abbastanza spazio per “muoversi” e per compensare alle oscillazioni della barca. Anche in caso di una rapida osservazioni le pupille riusciranno, immediatamente ad accostarsi ad un binocolo con una pupilla di uscita ampia, risultando, infatti, più comodi da “indossare”

7.1mm di pupilla di uscita si possono sfruttare unicamente al crepuscolo o sotto cieli molto bui

Osservando i campi stellari attraverso lo SkyMaster  14×100 ho calcolato un campo reale simile a quello dichiarato.  Il campo apparente generato è quindi modesto, inferiore a 50°. La versione 25×100, che proverò a breve, dovrebbe  fornire un risultato decisamente più appagante. Tuttavia, a parte  rare eccezioni, è raro che un binocolo crepuscolare fornisca campi apparenti elevati. Si dovrebbe, infatti, utilizzare  dei prismi molto grandi e degli  oculari a grandissimo campo. Questo comporterebbe un costo elevato oltre a dimensioni maggiori.  E’anche per tale motivo che questo  è un progetto  “vintage” che va compreso ed apprezzato nei suoi pregi ma anche nei suoi relativi difetti. Da un mero punto di vista osservativo lo Sky Master 14×100  mostra, al centro del campo, delle stelle piacevolmente puntiformi , non necessita di un pesante cavalletto ed  in certi frangenti sono stato anche in grado di utilizzarlo  a mano libera, coricandomi  su una sedia-sdraio,   scaricando parte del peso, grazie ai gomiti poggiati sui braccioli della sedia.

Un paragone con un ottimo crepuscolare: Lo Zeiss Victory FL 7×42 che, in tale frangente, il binocolo tedesco pareva un compatto da trekking

 

Le osservazioni nella zona del Cigno, che io definisco “mordi e fuggi stellari” sono un vero toccasana per la mente. Trovo, infatti, molto rilassante navigare in silenzio nella maestosità del centro della nostra galassia, in maniera rapida, semplice e veloce e senza troppe cerimonie di montaggio- collimazione-ambientamento termico, etc.etc E’ un incontro nudo e crudo con mamma Universo, una gioia rapida e piacevole che solo un binocolo può dare.

 

Sotto il cielo discretamente buio e per me facilmente raggiungibile, del Passo del Lucomagno  (locus magnus-  luogo spazioso) a 1930m s.l.m  ho potuto ammirare  vari oggetti del cielo estivo. La maggior parte degli ammassi stellari e nebulari si apprezzano, non tanto per i dettagli osservabili che sono pochi, a causa del basso ingrandimento, ma per la luminosità percepita.

Un altro oggetto celeste molto affascinante si è rilevata M 27, conosciuta come Nebulosa Manubrio, una nebulosa planetaria che domina la costellazione della Volpetta.  Con lo SkyMaste 14×100 si notava una bolla molto luminosa che a tratti mostrava qualche differenza di luminosità atta a svelarne la reale natura.

Molto, molto piacevole la visione della Nebulosa Nord America e della Nebulosa Velo che pare siano state create specificamente per tale strumento. La doppia Albireo, invece, esibiva  dei colori molto vividi, è inutile ribadire di come fosse affascinante il panning lungo la Via Lattea o la ricerca delle principali  galassie dell’Orsa Maggiore.

Provo un po di sana invidia per chi, all’epoca della Hale Bopp ha potuto osservare sotto un cielo terso cielo di montagna attraverso questo binocolo. Questo formato, pare anche perfetto per le osservazioni delle stelle variabili. Rammento ai lettori che , proprio con un binocolo 14×100,  il 14 Novembre del 2007 l ‘astrofilo portoghese Pereira scopri V597 Puppis (Nova Puppis 2007).

  Pregi e difetti

I pregi sono vari: la buona qualità ottica e meccanica, la leggerezza e il sano sapore vintage,  i difetti principali,come anticipato, sono intrinseci al progetto ottico, ossia, un campo di vista molto ridotto. La produzione giapponese e la scarsa concorrenza in tale settore sono, inoltre, forieri di un prezzo di acquisto superiore alle più economiche produzioni cinesi.

In Sintesi

Lo SkyMaster è un prodotto giapponese di buona fattura meccanica ed ottica, che strizza l’occhio al passato e che potrebbe interessare non solo agli appassionati dei binocoli “vintage” ma anche, come ho evidenziato nel test sul campo, agli appassionati delle osservazioni crepuscolari che godono di una postazione fissa o non amano le osservazioni itineranti. Rispetto ad altre soluzioni pare interessante anche l’offerta di ADF che propone, nel prezzo di vendita, anche un interessante e robusto treppiede+testa fotografica

 

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata il  12 Giugno del 2013.  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente ADF Genova.

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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2 Responses

  1. paolo Gattillo ha detto:

    Quanti ricordi!
    Nel 98 acquistai uno strumento identico ma con 25 X, marchiato “Antares Top Quality”; lo vendetti nel 2004 perché sognavo la comodità di un Miya e finalmente potevo permettermelo (salvo poi “ripiegare” su un dobson da 50 cm) ma in quegli anni mi ha donato visioni stupende di centinaia di oggetti del profondo cielo e negli ultimi tempi lo utilizzavo pure per il birdwatching. Tante volte lasciai per lui il 20 cm SC e non me ne pentii mai. Che emozioni nel vedere, ad esempio, M97 ed M108 fluttuare nello stesso campo; non dimenticherò mai lo spettacolo di M24 o M42.
    I limiti? Aberrazione cromatica fastidiosa sugli oggetti luminosi, una discreta dose di curvatura di campo, l’ovvia scomodità puntando oltre i 40 gradi (proprio dove il cielo é migliore) e la ridicola estrazione pupillare che mi costringeva a togliere gli occhiali e che faceva appannare in continuazione le lenti degli oculari tanto che nelle sere più fredde ero costretto a trattenere il respiro!
    In definitiva l’ho rimpiango ancora. O forse rimpiango anche quell’epoca che non tornerà mai più.
    Grazie di aver regalato questo tuffo nel passato .