Spotting scope Sky-Watcher Acuter ST80A e treppiede Celestron TrailSeeker: un’ ottima alternative alla classica console!

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Premessa.

La ditta cinese Sky-Watcher ha conquistato una buona parte del mercato nel settore dell’astronomia amatoriale, fornendo agli astrofili di tutto il mondo decine di telescopi di vario formato e schema ottico.

Acuter ST 80 A

Lo spotting scope economico di casa Sky-Watcher

Di contro è ancora poco conosciuta nel settore ottico – sportivo, per tale motivo, come “primo assaggio” il sottoscritto ha chiesto in visione uno dei loro spotting scope “entry-level”,l’Acuter ST80A, che è attualmente proposto ad prezzo allettante:  269 euro IVA INCLUSA a dispetto dei 314 euro che avremmo dovuto sborsare lo scorso anno. Dato che Auriga, il distributore italiano Sky-Watcher è anche distributore  ufficiale dei prodotti Celestron,  ho accolto ben volentieri la proposta di testare il nuovo  treppiede Celestron  Trailseeker  dotato di testa fluida che costa meno di 130 euro.

La serie “Acuter”, ossia “più tagliente” è disponibile in tre diametri: 65 mm, 80 mm e 100mm, le ottiche sono acromatiche, tuttavia è stata prodotta anche una serie ED dal prezzo e dalle prestazioni più elevate.

L’importatore Auriga non mi ha ancora confermato se gli altri due formati, non citati in  questo test, saranno ancora disponibili, visto che nel loro catalogo 2016 – da aggiornare –  sono ancora pubblicizzati con la dicitura: “fino a esaurimento”-

Bando alle ciance: vediamo  subito come va!

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre

Ingrandimento: 20-60X
Diametro delle lenti:  80 mm
Sistema Angolato
Lunghezza focale 480mm
Campo di vista a 1000m  37-19 m
Oculare zoom 8x-24mm
Estrazione pupillare 18-15mm
Trattamento Multi-strato
Peso dichiarato 1405 g
Prezzo Auriga (Maggio 2016) Iva inclusa 269 euro

 

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Di serie è presente anche una comoda custodia “da campo”.

Meccanica e messa a fuoco.

Questo telescopio terrestre non è compatto, tuttavia si è rilevato abbastanza leggero. La sua lunghezza focale è di 480 mm, genera quindi un rapporto focale pari a F/6.

La bilancia elettronica, che uso spesso e volentieri, ha stimato un peso pari a 1470 grammi incluso l’oculare zoom 20x – 60x. L’Acuter ST80A misura 41 cm (solo tubo ottico) che si trasformano in quasi 46 cm quando si estrae il paraluce. A oculare inserito e a paraluce esteso la lunghezza è di circa 50 cm.

La colorazione è sobria ed essenziale: un verde scuro opaco staccato da un nero opaco. Il logo, nella zona prismi è bianco e nero.

Il sistema di messa a fuoco è privo di demoltiplica, il suo funzionamento è più che sufficiente ma non eccelle, ovviamente, in fluidità La distanza minima non è dichiarata, tuttavia con il mio visus sono stato in grado di inquadrare a 20x dei soggetti situati a circa cinque metri di distanza.
Il pomello di regolazione possiede una discreta zigrinatura, tuttavia non è molto grande e quindi mi è sembrato più impreciso rispetto a un rotore dal maggiore diametro.

Rispetto a prodotti più costosi non è previsto il collare ruotabile a 360°, il fissaggio della piastra fotografica, infatti, è fisso e posto nella parte inferiore dello scafo ottico.

Il foro prevede solo il passo da ¼ di pollice.

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Un primo piano sul “Ponte di comando”, pomello di messa a fuoco ed oculare ad ingrandimento variabile.

Lo spotting scope è gommato, anche se lo spessore non è molto alto, è fortunatamente riempito in azoto e costellato da vari O – ring.

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L’ottica dello Sky-Watcher ST80A è dotato di un trattamento multi-strato.

Ottica.

Prima di descrivere le prestazioni di un prodotto Entry-Level cerco sempre di ricordare ai lettori che non stiamo esaminando un telescopio terrestre Top di Gamma e che quindi è lecito, anzi normale, non riscontrare delle prestazioni eccelse. Scritto questo, posso confermare che l’Acuter ST80A presenta un’aberrazione acromatica che si è rilevata, almeno per il sottoscritto, invasiva soltanto sopra i 50X.  Nelle giornate terse e luminose la resa  a medio – bassi ingrandimenti è piacevole e potrebbe far appassionare decine di “giovani leve”. Già da quaranta ingrandimenti s’inizia a notare un calo di nitidezza e luminosità e i bordi dei soggetti in controluce iniziano a contornarsi di viola.
Pubblico queste due immagini ottenute con la tecnica del phonescoping, anche se i sensori degli smartphone evidenziano ancor di più tale aberrazione.

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Galaxy S4 appoggiato ” a mano” sull’oculare, impostato a venti ingrandimenti.L’immagine è originale, senza alcuna elaborazione.

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Particolare della cappa del camino, fotografata a 60 ingrandimenti. Non male per un acromatico da 200 euro aperto a F/6!

Oculare.

L’oculare in dotazione è un classico variabile  20x-60x senza stop prefissati. E’ anche disponibile nel settore astronomico sotto vari brand.
Non è un prodotto in grado di fornire né un’eccellente nitidezza né un ampio campo di vista, tuttavia è in grado di sottostare alle molteplici variabili osservative dell’osservazione naturalistica.
A causa del piccolo campo inquadrato le immagini sono leggibili sino al bordo del campo,
mentre la ridotta estrazione pupillare potrebbe creare dei problemi ai portatori di occhiali, soprattutto a sessanta ingrandimenti. Per tale motivo consiglio di abbassare il paraluce di gomma, forzandolo con due dita, giacché non è presente un sistema a rotazione.

Per gli amanti della fotografia è presente anche un raccordo specifico (T2) che consente di collegare la propria Reflex a fuoco diretto. Non è esclusa la possibilità di utilizzare il proprio smartphone o macchina fotografica compatta grazie ai classici raccordi universali. Il campo reale di vista è compreso fra i 2° e 1°. Il miglior campo apparente si potrà godere solo ai massimi ingrandimenti. Del resto, data l’economicità del prodotto, era alquanto impossibile pretendere di osservare in un oculare zoom a grande campo.

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L’Acuter ST 80 A durante una prova sul campo

Prestazioni sul campo.

 Ultimamente osservo la Natura con un Kowa TSN 883 e uno Swarovski ATX95 è quindi ovvio che io non possa fare paragoni di sorta vista l’eccellenza di questi due progetti che si nota, purtroppo, anche nell’altissimo prezzo di acquisto.

Ho usato varie volte l’Acuter ST80A sia in compagnia di mia figlia,  sia con qualche giovane birdwatcher in erba. Se considero il prezzo di acquisto, pari a quello di un tablet o alla classica console della Nintendo, devo ammettere che questo  potrebbe essere un regalo di promozione decisamente più salutare. Le immagini a basso ingrandimento sono sicuramente buone, quelle ad alto ingrandimento risultano più che discrete e per tale motivo potrebbero  allietare il neo appassionato non solo per compiere i primi passi nel mondo delle osservazioni naturalistiche ma anche per iniziare ad apprezzare le meraviglie del Cielo.

In un’ipotetica escursione di Boyscout o durante un campo-scuola estivo, l’utilizzo dell’Acuter ST80A potrebbe fornire ottimi spunti anche agli insegnanti.

 

Treppiede e testa Celestron TrailSeeker

Ancora più positivo è stato il mio giudizio, dopo aver maneggiato per qualche ora il treppiede Celestron TrailSeeker (cercatore di trail/sentieri), anche perché ho ancora memoria del mio primo supporto: notevolmente più costoso, ingombrante e meno fluido.

 

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Un primo piano sulla testa fluida che compone il kit “TrailSeeker” di casa Celestron

 

Composto di alluminio è regolabile non solo in lunghezza ma anche per ciò che concerne l’angolazione delle gambe. Sono presenti, inoltre, la classica livella a  bolla ed anche una piccola bussola che si è  rivelata utile non solo nell’osservazione astronomica ma anche nel uso naturalistico.  Si estende da circa 60 cm a 180 cm, pesa 1.8kg e può sostenere sino a4gk.
La testa fotografica fluida a due movimenti che riprendere in parte lo schema delle costose Gitzo – senza ovviamente riprodurne le prestazioni- denota una rapidità d’utilizzo notevole.

Oltretutto questa testa è già compresa nel  prezzo del treppiede! Anch’essa è dotata di una piccola  livella a bolla e di un sistema “sgancio rapido” –  della piastra  che è “ingentilita” da una superficie protettiva di sughero. L’unica pecca è data dalla assenza di puntali per l’uso su terreni soffici che potrebbero aver aiutato l’appassionato per osservazioni più sicure su terreni scivolosi o sul ghiaccio.

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Il treppiede ha dimostrato di reggere con profitto questo telescopio terrestre da 80 millimetri di diametro. Scordatevi ovviamente le prestazioni di un treppiede un carbonio: in quel caso dovrete sborsare molto più’ che 130 euro.

In sintesi.

Siete genitori e volete fare un regalo di promozione intelligente e alternativo ai vostri figli rispetto alla massa? Siete la moglie di un neo pensionato  desideroso di iniziare a camminare in mezzo alla Natura? Siete un fotografo e volete affiancare alla vostra costosa attrezzatura un primo spotting scope e magari mandare agli amici qualche foto direttamente con il vostro smartphone? Adorate il vostro binocolo Top di Gamma lo state pagando a rate e non volete svenarvi per un telescopio Alpha?

Lo Sky-Watcher Acuter ST80A potrebbe essere una valida scelta,soprattutto se affiancato al treppiede CelestronTrailseeker: acquistando entrambi non supererete i 400 euro.

Ringrazio, come al solito Auriga nella persona del dott.Valerio Zuffi per aver fornito a Binomania i  prodotti oggetto di questo test, lasciandomi libero di esprimere le mie opinioni.

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi