SPOTTING SCOPE NIKON ENTRY LEVEL
SPOTTING SCOPE NIKON ENTRY LEVEL

Spotting Scopes Nikon Entry Level: rapida carrellata e qualche nota personale

Share Button

Quando si parla di entry level salta subito alla mente “quello che costa meno”. Nel mondo dell’ottica tuttavia il mercato cinese ha introdotto prodotti ben al disotto del minimo accettabile per il cosiddetto entry level, occorre quindi distinguere tra quello che è paccottiglia e quello che è un entry level di qualità.

Pertanto quando si parla di marche blasonate che garantiscono sempre alti livelli il cosiddetto entry level sarà uno strumento di prezzo accessibile ma con standard di qualità ancora elevati.

Non tutti possono permettersi o vogliono spendere un patrimonio per uno spotting scope di alto livello, ecco quindi che vale la pena soffermarsi su alcuni prodotti “minori” che ho avuto modo di provare.

Nell’ambito Nikon un primo accesso, acquistabile con cifre che oscillano intorno ai 700 euro, sono costituiti da alcuni modelli, taluni usciti o che stanno per uscire di produzione, che segnalo volentieri in quanto ancora reperibili anche sull’usato. Per questi cannocchiali Nikon ha utilizzato la denominazione di Spotting Scope per distinguerli dalle serie di maggior qualità con vetri ED rappresentati dalla Fieldscopee dai top di gamma della serie EDG ( di cui esiste persino un’incredibile versione stabilizzata per il digiscoping).

Nikon Spotting Scope RA-III

Prodotto sia versione diritta che angolata, nero o foresta, nei diametri 65 mm e 82 mm.

Si tratta dell’entry level Nikon per antonomasia, impermeabile, dotato di un puntatore staccabile, offre buonissime prestazioni. Ha una messa a fuoco precisa e morbidissima, manovrabile con una sola mano senza problemi, può montare tutta una serie di oculari anche zoom negli ingrandimenti tipici 16-48x conil 62 mm e 20-60x con l’82 mm. Scarsissima l’aberrazione acromatica con nitidezza e incisività e resa cromatiche molto più che buone.

E’ andato fuori produzione ma sarà ancora reperibile nel nuovo per qualche tempo essendone ancora fornito l’importare. D’ora in poi sarà sostituito dal

Nikon Prostaff  5 

Anch’esso stagno, con diametri da 60 mm e 82 mm,diritto o angolato e con lestesse variabili di ingrandimento. Con l’impiego di materiale plastico sintetico antiurto si é ridotto sensibilmente il peso di circa il 20% rispetto all’RA-III;offre prestazioni ottiche migliori del suo predecessore RA-III, essenzialmente per l’impiego di nuovi oculari DS (DigiScoping) che offrono un campo maggiore e un più facile utilizzo neldigiscoping. Ha un design moderno, innovativo e molto attraente che sembra rifarsi in modo stilizzato al collo dei pennuti. Tuttavia se avessero pensato un po’ meno al design e un po’più alla pratica sul campo sarebbe stato meglio……La messa a fuoco è, poco manovrabile con una mano, specie se piccola, a malapena si arriva con un dito al pomello di messa fuoco che risulta francamente più duro del RA-III; in generale è più scomodo da impugnare e più facile a impigliarsi, con quella sorta di forma “a gancio” che riesce a trovare tutte le fibbie e cinghie di zaini, giacconi, tracolle che indossiamo.

Insomma otticamente migliore del RA III ma, a mio personalissimo parere, meccanicamente e strutturalmente inferiore: è senz’altro un progetto che, si spera, dovrà definirsi e modificarsi nel tempo date le buone prestazioni ottiche.

Finchè ce ne sono in giro preferirei portarmi a casa un RA-III (ahiaaa!!!! ho sentito la bacchettata di casa Nikon…..)

 

 

NIKON SPOTTER XL II 

Vecchio modello uscito fuori produzione già da un po’ e molto difficile da reperire, è uno dei primi progetti Nikon.

E’ il classico cannocchiale diritto, puro e semplice, pensato per il cacciatore di selezione e il tiro a poligono per i quali è espressamente dedicato. E’ un oggetto gradevolissimo, anche da maneggiare: interamente gommato e resistente all’immersione, con un diametro di 60 mm monta un oculare fisso 16-48x; le ghiere di messa a fuoco e ingrandimenti sono vicine ma non ci si sbaglia; molto compatto e leggero (meno di 900 grammi) si impugna al volo dalla sacca laterale dello zaino per essere rapidamente appoggiato.

Quando lo si brandisce sembra di tenere in mano una torcia tanto è compatto ,leggero e maneggiabile!

Per contro è quello che offre le peggiori prestazioni ottiche rispetto ai due precedenti, sia per la vetustà del progetto sia perché non è stato sviluppato nel tempo per vari motivi: nitidezza e incisività sono molto buone ma soffre di una discreta aberrazione cromatica, un campo minore dei suoi successori, una minor luminosità e una messa fuoco un po’ critica ai massimi ingrandimenti per cui una minima rotazione di un paio di mm e siete fuori fuoco.

Un strumento da amatori,gradevole più per l’oggetto in sé che non per la prestazione ottica, ma per chi ha esigenze di compattezza e leggerezza, da portare al poligono o in uno zaino in montagna per sporadiche necessità può tornare ancora utile a patto che riusciate a scovarlo. Lo uso ancora nella pratica del tiro a segno e quando accompagno amici cacciatori per le mie montagne, ma io sono un nostalgico….

Si ringrazia la Nital nella persona di Maurizio Bachis, Nikon Sport Optics Manager, per il Prostaff 5 60 mm e l’RA-III 65 mm in prova.

 

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata  il 19 Ottobre 2012. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Nital SPA  cliccando sull’immagine qui di seguito.

Written by

Pignatta Piero: visualista puro del cielo profondo, con qualche divagazione di panorami montani e avi-fauna. Osserva solo con il binocolo, strumento che per lui è stata una vera rivelazione; è un fissato dei binocoli Miyauchi sui quali è meglio transigere e non contraddirlo, pena gravi scompensi del suo equilibrio cosmico-esistenziale. Il suo mito è l’ormai introvabile, esaurito, costosissimo 25×141 per il quale potrebbe copiosamente commuoversi al solo sentirlo nominare. Non escludo ne conservi una foto nel portafoglio.

You may also like...