Spotting Scopes Vixen Geoma II ED 82: poco prezzo, alte prestazioni

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L’azienda giapponese Vixen, fondata nel 1949,  è nota soprattutto per la costruzione di montature e telescopi astronomici e per essere stata la prima azienda al mondo a produrre, per il  settore astronomico amatoriale, una montatura GOTO.  Non tutti sanno però  che il suo nome deriva da una delle renne di Babbo Natale citata nel racconto ideato nel 1822 da  Clement  Clark Moore. Il fondatore  lo scelse  perchè voleva  donare emozione e felicità a tutti i clienti che avrebbero prediletto la sua azienda.
Negli ultimi anni, anche grazie alla forte richiesta di strumenti per l’uso naturalistico  l’azienda ha deciso di affiancare, ad una notevole gamma di binocoli, anche alcuni spotting scopes.

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Un primo piano sul Vixen Geoma II 82 ED

Oggetto di questa recensione è il prodotto di fascia più alta proposto dalla casa Giapponese, il Vixen Geoma  II 82 ED.

Ho ricevuto questo esemplare nel mese di Settembre ed ho avuto la possibilità di vagliare le sue prestazioni, insieme al mio collaboratore Paolo Monti, sia nell’uso prettamente visuale che nel Digiscoping.

Espongo qui di seguito   le mie impressioni.

 Caratteristiche Tecniche dichiarate dalla Casa Madre

Diametro obbiettivo (mm) 82
Lunghezza focale (mm) 514
Ottiche ED
Trattamento FMC
Impermeabile si, con azoto
Dimensioni (cm) 11.8×36.3×9.7
Peso (kg) 1.35
Prezzo Iva Inclusa(Sky Point Settembre 2013) 743,00
Oculare zoom GLH 48 T zoom  198,00

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Costruzione e meccanica

Il Vixen Geoma II ED 82 è composto da un leggero scafo di fibra sintetica ,per tale motivo, risulta molto leggero rispetto ad altre soluzione della concorrenza. il peso dichiarato è pari a 1350 gr,    che sono distribuiti su 12 cm x 36cm. Leggero quanto basta per essere trasportato in un classico zaino fotografico o da trekking.

La messa  a fuoco interna è affidata ad un rotore demoltiplicato che si è rilevato, in proporzione al prezzo, molto performante. Non ho notato blocchi, giochi o tensioni in entrambi in sensi. Il paraluce è retrattile, il collare è ruotabile di 360°, mentre la filettatura sulla base  accetta sia viti da 1/8 che viti da 3/4.

Lo scafo del Vixen Geoma è  verde  con richiami neri, spicca, ben evidente il logo di colore giallo. La linea è pulita e le rifiniture di buon livello. Se penso che a tal cifra spesso si acquista spesso  un oculare zoom di alta gamma, le mie prime impressioni non posso essere che positive.

Come ogni telescopio terrestre che si rispetti è costellato da vari O-Ring che evitano all’acqua e alla polvere di insinuarsi ed è, nel contempo, riempito in azoto.

 

Ottica

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Il rotore di messa a fuoco con la demoltiplica

Il Vixen Geoma II ED 82 utilizza un elemento in  vetro ED (Extra-dispersion) Come vedremo nel settore specifico, questo  spotting scope, nell’uso visuale, è  in grado di contenere molto bene l’aberrazione cromatica, soprattutto al centro del campo. La nitidezza è alta e la tonalità dei colori è un po’ calda, fattore che aiuta le osservazioni in presenza di foschia .

Oculari e accessori.

Vixen non è mai stata carente di oculari ed accessori nel settore astronomico e non viene meno al suo modus operandi neppure nel settore naturalistico. Sono infatti disponibili vari oculari per la serie Geoma, alcuni prettamente visuali altri  più adatti all’uso fotografico. I prezzi sono incredibilmente bassi, dai 50 euro sino a poco meno di 200 euro per l’oculare zoom che abbiamo ricevuto in prova. Mi è parso molto interessante, almeno sulla carta, il GL80 che è in grado di fornire ben 105 ingrandimenti, un ingrandimento  che potrebbe essere utile anche nell’osservazione astronomica. Per la tecnica del digiscoping, essendo amante degli oculari fissi, mi sentirei di consigliare  qualche oculare fisso della serie GLH come il  GLH20 o il GLH 30X, che sul Geoma II ED 82 si trasforma in un  27X  (62°)e in un 39X, (66.3°)  entrambi a grande campo.

Sono disponibili, inoltre, vari raccordi per la fotografia, dal classico estensore di focale per l’uso a fuoco diretto con le Reflex sino al supporto per la tecnica del digiscoping.

Per quanto riguarda l’oculare zoom che abbiamo ricevuto in prova il GHL48 Zoom, durante il corso della prova abbiamo appurato che:

1)Come dichiarato dall’azienda non si presta  alla fotografia, permane sempre un filo di vignettatura anche con alcune ottiche zoom.  Gli ingrandimenti sono compresii fra i 21X e i 63X,  Il campo reale non eccelle per estensione è compreso fra  1.8° e 0.8°,  (37.8° e 50.4° ) è trattato Multi Coated e pesa poco più di 200gr.

Nell’osservazione pratica fornisce una buona resa al centro del campo, con immagine contrasta, la tonalità dei colori è calda.

 

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Il leggero oculare zoom a corredo dello spotting scope testato da Binomania

 Aberrazioni

Aberrazione cromatica

Come anticipato, nell’uso prettamente visuale, il contenimento dell’aberrazione cromatica, con l’oculare testato è decisamente buono, si palesa raramente, sempre in condizioni di illuminazione critica un lieve alone verde sulle sagome in controluce. Nella maggior parte delle condizioni osservative non si percepisce alcunchè.. Nell’uso fotografico, invece, la situazione cambia. In caso di soggetti vicini, non in controluce con illuminazione non intensa (prima mattinata, seconda parte del pomeriggio) con il setup da me utilizzato (Canon Power Shot S95 e Canon EOS mm con ottica pancake 22mm F/2, il residuo cromatico è minimo, percepibile, più che altro come lieve viraggio dei colori. Nel controluce, invece, soprattutto sovra-esponendo per rendere visibile il corpo del soggetto, si nota un alone violaceo-verdastro sul contorno dei soggetti. Mi pare, di fatto, definibile ED, giacchè non sussistono le condizioni tipiche ottenibili facendo uso di un’ottica apocromatica. Tuttavia visto il prezzo di acquisto è risultato anche migliori di strumenti dal prezzo simile.

 

Aberrazione geometriche

Curvatura di campo
Difficile stabilire mediamente la correzione delle aberrazioni geometriche dato che varia al variare degli oculari utilizzati. Attraverso l’oculare zoom  GLH48T, Le immagini ai bordi non degradano, questo dipende anche dallo schema ottico di tale accessorio e al suo piccolo campo di vista.

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Il Vixen al riparo sotto la custodia. Foto di Giorgio Aliprandi

 

Distorsione angolare
Si nota della distorsione angolare a cuscinetto, sempre osservando con il GLH48T, tale aberrazione è maggiormente  visibile al massimo ingrandimento possibile, ove si evince a partire da circa l’80% del campo con circa 5-6% di distorsione.

 

Coma e astigmatismo
Non percepita

 

Uso visuale

Il Vixen Geoma II 82 ED si è rilevato un valido peformer nel visuale, leggero e robusto quanto basta, con una buona nitidezza al centro e un contenimento dell’aberrazione cromatica apprezzabile. La sua resa globale dovrebbe migliorare facendo uso dei vari oculari fissi a grande campo proposti da Vixen.   Potrebbe essere una valida scelta per l’astrofilo, amante del marchio giapponese che vuole avviarsi nella più redditizia osservazione naturalistica o per l’appassionato medio che necessita di una strumentazione leggera con un prezzo d’acquisto inferiore ai 1000 euro.

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Nello scafo ottico è integrato un piccolo mirino che, dopo qualche periodo di “rodaggio” si inizia ad apprezzare soprattutto nel digiscoping

 

Digiscoping

Pur non avendo molto tempo a disposizione ho testato il Vixen Geoma II 82  ED, presso l’Oasi Lipu Brabbia di Varese.  Ho utilizzato due fotocamere: la compatta e performante Canon PowerShot S95 e  la Eos M, la mirrorless di Casa Canon  con sensore Aps-C

 

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Ho allineato  le varie fotocamere con una piastra di bilanciamento Kowa che è stata poi installata su un treppiede Benro GH2 e su una forcella Berlebach Report Camo.

Pubblico qui di seguito uno fra i migliori scatti (originali) ottenuto nell’arco di una sessione di fotografia pomeridiana
Purtroppo le condizioni meteorologiche non ci sono state molto favorevoli, tuttavia è stato possibile evidenziare quanto segue:

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Nella fotografia a breve-media distanza lo spotting scope ha dimostrato di fornire una buona nitidezza ed una resa di colore abbastanza neutra, se si eccettua una lieve tonalità violacea, visibile nell’immagine, eliminabile in post-produzione.

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Provando a fotografare in una zona in controluce, con un soggetto molto scuro, in fase di sovra-esposizione, si nota, come anticipato del residuo cromatico.

 

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Condizione di luce critica. Vixen Geoma II 82 ED con Canon EOS mm e Pancake EF-M 22mm. 1/125 sec; f/4.5; ISO 800

 

I risultati ottenibili in condizioni cosi disagevoli sono quelli che mostrano spesso le differenze fra uno strumento dotato di ottiche a bassa dispersione e una costosa ottica apocromatica.

 

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Vixen Geoma II 82 ED con Canon EOS e EM-F 22 1/64 sec; f/2,5; ISO 100. Crop

La mia esperienza mi porta a confermare che, i risultati migliori sono stati ottenuti facendo uso della compatta Canon Power Shot  S95, anche perchè, zoomando era possibile sopperire alla notevole vignettatura. Se poi consideriamo il fatto che Vixen dichiara che tale oculare zoom non è adatto alle sessioni fotografiche è ovvio presagire che i risultati fotografici siano senz’altro migliori di quelli da me ottenute.

In sintesi

Il Vixen Geoma 82 ED II ci è parso un valido prodotto, dal costo pari a circa 1/3 dei blasonati TOP di Gamma consente di ottenere delle valide prestazioni, con una buona resa ottica. Se ci si accontenta di un campo di vista non da riferimento e di una lieve aberrazione cromatica in grado di ripresa, potrebbe essere uno strumento ideale per i neofiti che provengono dalla fotografia o per gli amatori evoluti che necessitano di un valido strumento senza dover sborsare cifre da capogiro
Ringraziamenti

Si ringrazia SkyPoint , distributore ufficiale dei prodotti Vixen per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test

 

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Settembre dell’anno 2013  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente il distributore ufficiale

 

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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