SVS Zoom: il phonescoping facile, preciso, universale.

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La grande diffusione di smartphone dotati di sensori fotografici di buona qualità sta spingendo sempre più appassionati di digiscoping a provare a sostituire con questi ultimi le fotocamere compatte, per fare foto e video naturalistici con gli spoting scope.

I risultati, se le condizioni di ripresa e il soggetto lo permettono, lasciano talvolta senza parole tanta può essere la qualità raggiunta dalle immagini ottenibili con questo sistema, che ha dalla sua sicuramente il vantaggio di essere estremamente portatile e di non richiedere altre costose attrezzature che non siano il cannocchiale che già usiamo per osservare e il nostro solito cellulare.

Uno degli ostacoli che per primi si incontrano adottando questa tecnica di ripresa è quello di accoppiare in modo appropriato il piccolo obbiettivo del telefono con l’oculare dello spotting. Generalmente le grandi case ottiche vengono ormai incontro alle esigenze degli appassionati fornendo accessori dedicati, con collari di attacco del diametro appropriato per gli oculari dei loro strumenti, rivolti però solitamente ai possessori dei più diffusi modelli di samartphone dei due pricinpali produttori leader di questo settore.

Se il vostro spotting o il vostro telefono sono al di fuori di queste categorie trovare una soluzione per questo problema diventa più complesso: o ci si rivolge a soluzioni artigianali autocostruite (e spesso basta veramente poco) o a pochi altri adattatori definibili come “universali”.  Il torto che spesso queste soluzioni multi marca hanno è che possono difettare di precisione nel fornire un raccordo stabile e accurato, che sia settabile in poco tempo e di essere trasportabili anche solo in una tasca dei nostri indumenti.

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In questo campo in evoluzione l’americana “S4 Gear” ha da poco sfornato un nuovo raccordo chiamato SVS Zoom, di cui Piergiovanni Salimbeni ha già dato notizia su queste pagine qualche giorno fa, idoneo all’uso “naturalistico” ma adatto anche alla microscopia e all’astronomia amatoriale. Quando Piergiovanni mi ha parlato di questo strumento, che si monta principalmente mediante una semplice striscia in velcro, devo dire che la mia prima reazione è stata di un certo scetticismo. Come vedremo sono stato prontamente rasserenato dalle prove pratiche fatte.

 

I vari campi di utilizzo dell'SVS Zomm

Grazie alla sempre cortese disponibilità dell’importatore italiano, Bignami di Ora (BZ), i collaboratori di Binomania hanno potuto prontamente testare sul campo questo prodotto made in USA, durante le prove ce lo siamo quasi litigato per averne, anche solo per pochi momenti, a disposizione i servigi.

Scendiamo adesso un po’ più nei dettagli di questo “adapter”. L’ SVS è costruito in solido materiale plastico, fanno eccezione le molle e le guide che assicurano il movimento scorrevole della ganascia che cingerà il vostro smartphone e le viti e le manopole dei movimenti micrometrici, fatti invece in metallo . La parte atta a stringere il telefono è gommata, questo impedisce di danneggiarlo e assicura una presa ferma e sicura. Io ho potuto montare senza difficoltà il mio Samsung Galaxy S2 Plus “nudo” (cm 6,6 di larghezza), quando invece ho provato a montarlo munito di una custodia protettiva in plastica e silicone (cm 7,2) c’è stata qualche difficoltà maggiore, ma sono riuscito comunque nell’impresa.

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La parte che invece andrà a contatto con lo spotting scope  è composta da una ampia gola in grado di fornire un appoggio molto stabile, la presa viene poi assicurata da una fettuccia in velcro in grado di stringere l’oculare senza creare danni. La corretta tensione del velcro è assicurata da una semplice fibbia passante da un lato e da un tensionatore in plastica all’altra estremità, tirando e allentando questa levetta assicurerete una tensione ottimale ed avrete anche un pratico sistema di sgancio rapido. Questa parte dell’adattatore è in grado anche di coprire interamente la lente dell’oculare, facendo anche da pratico paraluce intorno all’obiettivo del telefono. Inoltre è snodata in modo da facilitare un corretto posizionamento con quei telefoni che hanno la fotocamera decentrata rispetto al loro asse verticale.

La caratteristica più interessante di questo SVS Zoom è però il sistema micrometrico a vite atto ad assicurare un posizionamento veloce e preciso dello smartphone sul cannocchiale; mediante due manopoline è facile regolare accuratamente la posizione tra le due lenti da accoppiare.

Nell’utilizzo pratico sul campo questo accessorio ha dimostrato di saper veramente fare bene quello che promette, il raccordo mediante velcro oltre ad essere più efficiente e solido di quello che mi aspettassi ha dato addirittura l’impressione di saper smorzare le vibrazioni persino meglio dei raccordi dedicati, ma questa è una cosa che vorrei verificare maggiormente con l’uso.

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La procedura di montaggio si è rivelata semplice ed intuitiva e ha richiesto pochi semplici passaggi: dopo aver posizionato nell’adattatore il telefono, facendo coincidere l’obbiettivo della fotocamere con l’apposita finestrella sull’SVS (vi sono anche alcune tacche guida che vi pre indirizzano in rapporto al diametro dell’oculare che usate abitualmente), montate il tutto sull’oculare del cannocchiale tendendo la striscia in velcro che andrete poi a fermare nel classico modo; fatto ciò si chiude la levetta del tensionatore (che fino ad allora va lasciata allentata), in questo modo la presa diventa salda e sicura in qualsiasi posizione vengano orientati gli strumenti. Per finire si rifinisce la centratura dell’obbiettivo con le regolazioni micrometriche,  rivelatesi davvero pratiche e funzionali. Il tutto è risultato molto più facile e veloce da fare che da descrivere. 

raccordo

Ricordate poi che per avere una “vignettatura” ridotta ( in parole povere il cerchio nero che compare intorno all’immagine da riprendere ) è bene regolare il paraluce dell’oculare in modo che l’obiettivo della fotocamera sia ad una distanza corrispondente all’estrazione pupillare dello strumento in uso in quel momento ( con gli oculari zoom varia sempre un po’ a seconda dell’ingrandimento usato ). Da questo punto di vista avrete i risultati migliori solitamente con oculari fissi a grande campo. Alla fine si può decidere se eliminare i bordi neri arrotondati aumentando lo zoom digitale del telefono o eliminarli dopo in post produzione, o ancora scegliere di tenerli come particolare cornice dell’immagine, in questo caso l’ottima centratura che fornita dall’SVS Zoom con le sue regolazioni micrometriche è di grande aiuto.

 

Esempio di uso sul campo dell'SVS Zoom

 

Come già anticipato all’inizio la leggerezza e le dimensioni contenute mi hanno permesso di portare in giro tranquillamente e senza fastidi l’SVS in un tascotto del gilet mimetico che uso di solito, il peso contenuto permette in oltre di non far gravare sull’oculare dello spotting carichi eccessivi. 

In conclusione mi sento davvero di promuovere a pieni voti questo accessorio, usandolo con il vostro abituale cellulare avrete un corredo foto video per il digiscoping più leggero e portatile ed in grado comunque di fornire buone immagine anche a livello qualitativo, ottime per dei semplici “riconoscimenti” della fauna, ma da non disdegnare anche per ottenere occasionali scatti di buon valore estetico (naturalmente a patto di usare del materiale, dal punto di vista ottico e fotografico, di adeguata qualità).

Tutto questo per di più a prescindere dal tipo e dalla marca dei vostri strumenti e con un costo supplementare di €67 ( che si aggiunge a quello di smartphone e cannocchiale che già avete ) abbastanza contenuto.

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel luglio 2014. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici e relativi accessori. La recensione è basata su un singolo strumento campione concesso dall’importatore in conto visione.

 

Written by

Monti Paolo: quarantenne, un po’ astrofilo, un po’ birdwatcher, un po’ digiscoper; colleziona binocoli da qualche anno, ne possiede di vari.E’ un membro del gruppo Astor (Associazione per l’osservazione e lo studio dei Rapaci) insieme a Piergiovanni Salimbeni e Abramo Giusto.

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