OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Swarovski Habicht 8x30W: un classico intramontabile!

Share Button

Ho avuto il piacere di utilizzare vari esemplari di questo binocolo: sia per mero piacere, sia per strette comparative durante gli eventi di Binomania. Malgrado ciò non avevo ancora dedicato una recensione a questo piccolo binocolo con prismi di Porro che ha decretato – insieme allo Swarovski Habicht 7×42 – il successo della casa austriaca, che si è consolidato nel corso degli anni con la progettazione di nuovi schemi ottici e di formati.

In effetti, rispetto ai primi esemplari, prodotti nel 1939 (si trattava di un 6×30 per uso militare) poco pare essere cambiato. Se si eccettua il sistema di messa fuoco con carrello centrale, prima sostituito da una messa a fuoco singola per ogni oculare, la ricetta che l’ha portato a essere un progetto vincente, é la stessa da decine di anni: schema con prismi di porro, formato 8×30, (il 6×30 è fuori produzione da anni) ottima nitidezza e contrasto, zero fronzoli. Insomma: un progetto sobrio e maturo sino dall’inizio.

 

Un bel primo piano sullo Swarovski Habicht 8x30W

Dati tecnici Dichiarati dalla Casa Madre

Formato 8×30
Pupilla di uscita 3,8mm
Estrazione pupillare 12 mm
Campo visivo (m) a 1000 m 136
Campo visivo 7,8°
Campo visivo per i portatori di occhiali 6,6°
Campo apparente 60°
Minima distanza di messa a fuoco  3 m
Compensazione diottrica ± 5
Prezzo (Maggio 2018) Swarovski Optik Italia IVA INCLUSA 920 EURO

Il carrello che muove gli oculari è impermeabilizzato.

 

 

Meccanica e sistema di messa a fuoco.

Siamo di fronte- com’è ben evidente- a un classico binocolo con prismi di Porro. Lo Swarovski Habicht 8×30 W, emana classicità e fascino da tutti i piccoli pori della sua generosa gommatura nera anti-scivolo. E’ robusto, totalmente impermeabile, seppur presenti un sistema di traslazione degli oculari affidato a un robusto carrello centrale. La mia bilancia elettronica ha misurato un peso pari a 534 g. che è perfettamente distribuito su 17 cm x 12 cm.

Il binocolo possiede un’eccellente ergonomia, questa origina proprio dai prismi di Porro che obbligano a costruire uno scafo ottico più largo rispetto a quello ottenibile avvalendosi dei prismi a tetto.

L’utilizzo dei prismi progettati da Ignazio Porro nel 1850, genera una maggior ergonomia, una miglior presa e anche un minor affaticamento, poiché i muscoli delle spalle, lavorano in una posizione più confacente (braccia più aperte, maggiori muscoli coinvolti con minor sforzo).

E’ inutile scrivere quanto sia esemplare la cura attuata nell’assemblaggio e nella scelta delle componenti: nessun graffio, segno, imperfezione o presenza di micro-graffi, unto, pezzi di vernice o residui. Tutto perfetto.

La serie Habicht, ovviamente, non vuole sorprendere proponendo linee squadrate, colorazioni aggressive o accessori spesso inutili nell’utilizzo sul campo. E’ verniciato con un sobrio e elegante nero, accostato esclusivamente dal logo dell’astore e dalle scritte “Habicht”, Swarovski” e  “8x30W”.

Nei pressi della manopola di messa a fuoco e della regolazione della compensazione diottrica sull’oculare destro, sono presenti dei riferimenti per non perdere la regolazione soggettiva ideale.

Il sistema di messa a fuoco, come anticipato, si avvale di una classica manopola centrale che porta alla focalizzazione dell’immagine attraverso lo spostamento del carrello che sostiene gli oculari.

Per coprire l’intero range di fuoco (da circa due metri sino all’infinito) la manopola ruota di circa 320°. La profondità di campo di un 8X è elevata e questo binocolo ne è un ottimo esempio, di fatto il passaggio da sei metri all’infinito avviene in maniera rapidissima, giacché sono sufficienti solo pochissimi millimetri di corsa.

Vista la presenza (presumo) di o-ring, interni necessari per garantire una perfetta impermeabilizzazione, la rotazione della manopola di messa a fuoco non è molto fluida. Non vi sono impuntamenti, ma avrei preferito una maggior dimensione del rotore unito a un “pelo di fluidità” in più.

Lo Swarovski Habicht 8×30 è, forse, il binocolo da 30 mm piu’ luminoso che io abbia provato.

Ottica.

Obiettivi.

Lo Swarovski Habicht 8×30 W non è dotato di ottiche a bassa dispersione, ma vi assicuro che non se ne percepisce la mancanza. Ha una qualità molto simile- se non superiore- a quella di molti binocoli con prismi a tetto e vetri ED, SD, XD, UD, da 800- 1000 euro.

La tonalità dei colori è neutra:  i colori sono molto brillanti ed è anche molto luminoso, penso che sia  l’8×30 più luminoso che io abbia provato, anche rispetto ai pregiati EL 8×32. Questo dipende dalla semplicità dello schema ottico che possiede (sia per lo schema degli oculari meno complesso, sia grazie ai prismi di Porro) Ergo: meno passaggi aria-vetro. Swarovski cita una trasmissione luminosa pari al 96% e sono pronto a crederci. Non riesce però a raggiungere le prestazioni del fratello 7×42 che, oltre ad avere un diametro maggiore, è composto di solo quattordici elementi, contro i venti del binocolo oggetto di quest’articolo.

 

Oculari.

Semplici, discretamente comodi da utilizzare, sono solo inficiati da un’estrazione pupillare non molto favorevole per chi utilizza gli occhiali da vista. Possiede un campo pari a 136 m a 1000 metri, 7.8° di campo.  Un campo decisamente grandangolare, anche se non fra i migliori, in tale frangente. Le immagini sono molto nitide, paragonabili a quelle di un TOP DI GAMMA, il contrasto è alto e dona una piacevolissima percezione dei dettagli fini, soprattutto guardando tronchi e fogliame.
La pupilla di uscita si è dimostrata perfettamente regolare, la vignettatura quasi ininfluente.

 

Gli oculari si sono rivelati abbastanza comodi e possiedono una discreta estrazione pupillare.

Prismi.

Come ben evidenziato, trattasi di prismi di Porro, uno schema classico, molto performante, che regala una percezione di tridimensionalità maggiore rispetto a un binocolo con prismi a tetto. Grazie al minor numero di passaggi aria vetro, rispetto ai prismi a tetto, è foriero anche di una migliore trasmissione luminosa e di un alto contrasto.

 

Aberrazioni.

Aberrazione cromatica.
Minima al centro del campo durante le condizioni d’illuminazione critica tende a svanire completamente nelle normali condizioni d’illuminazione.

Cromatismo laterale.
Anche il cromatismo laterale- durante le comuni giornate assolate e limpide – è ben contenuto. Con cielo grigio o su soggetti in controluce (fogliame, rapaci,aerei) si inizia a notare, in maniera lieve già a partire dal 65%-70% del campo di vista.

Curvatura di campo.

Presente, ma non è un difetto. L’assenza di (ulteriori) elementi asferici avrebbe reso il campo piatto, ma senza-dubbio un’immagine meno nitida.

Le immagini sono ottime per circa il 60% del campo di vista, poi tendono a degradare, in maniera dolcissima. Lo sweet spot, in ogni modo è godibile. Tanto è vero che occhi sani e allenati sono in grado di compensare in parte quest’aberrazione. Forse il difetto maggiore che inficia la resa ai bordi è un po’ di luce diffusa, visibile non sempre, ma alla presenza di forte luce laterale, lampioni, luna piena.

 

L’ergonomia è eccezionale, come tutti i prismi di Porro.

Altre aberrazioni.

Non è un binocolo per uso astronomico, tuttavia ho avuto il piacere di osservare il cielo primaverile e grazie all’ampio campo di vista e all’ottima nitidezza le immagini stellari al centro del campo sono delle vere e proprie capocchie di spillo.

Secondo il mio schema
CM: 65%,  CU:25%,  CI 10%.

Ai bordi è presente un poco di coma e astigmatismo- difficile decretare quale sia presente in misura maggiore che peggiora la puntiformità stellare.

 

Prova sul campo.

Un porro è per sempre. Chi passa da un binocolo con prismi a tetto a un binocolo con prismi di Porro, ne apprezza principalmente due cose: la tridimensionalità e l’ergonomia. Lo Swarovski Habicht, in questo, è un punto di riferimento. Le immagini sono molto tridimensionali, è un piacere osservare i profili di vari scollinamenti o gli “uccelletti” volare di albero in albero.

La profondità di campo è pregevole, seppur sia – a livello teorico – il quadrato dell’ingrandimento, grazie all’accomodamento visivo è possibile percepire una totale profondità di campo già venticinque –trenta metri (almeno nel mio caso).

Le immagini sono molto luminose, tanto da competere con qualche 8×42 a tetto di basso e medio costo.

Per ciò che concerne il suo campo di utilizzo, lo giudico un ottimo strumento per osservare il paesaggio a grande campo e un buon binocolo per la caccia diurna. Per il birdwatching avrei prediletto una messa a fuoco leggermente più fluida, anche se tale fattore non è certo in grado di soffocare gli altri grandissimi pregi.

I colori sono oltre-modo brillanti e molto neutri. Del resto Swarovski migliora i propri trattamenti anti-riflesso e, spesso, la composizione dei vetri utilizzati quasi annualmente.

E’ uno dei miei binocoli preferiti per le gite fuori porta, quando, dopo un buon pranzo o una piacevole passeggiata posso godermi le visioni di un bellissimo panorama e magari i voli acrobatici di qualche rapace di passaggio.

Lo Swarovski Habicht 8x30W durante una prova sul campo.

Pregi e Difetti

Pregi

 

  1. Luminosità
  2. Colori Brillanti
  3. Nitidezza
  4. Ergonomia
  5. Campo apparente
  6. Rapporto prezzo-prestazioni
  7. Alto valore nell’usato
  8. Ottima assistenza post-vendita

 

Difetti

  1. Presenta alcune parti in policarbonato a dispetto dei modelli passati.
  2. La manopola di messa a fuoco non molto fluida (però è impermeabilizzata.)
  3. Mostra, talvolta, della luce diffusa in alcune situazione d’illuminazione critica.
  4. Aberrazioni geometriche non molto contenute ai bordi del campo.

 

In sintesi.

Lo Swarovski Habicth 8×30 WA – dopo la dipartita del Nikon SE 8×32 – è l’ultimo punto di riferimento di alta qualità fra i binocoli 8×30 con prismi di Porro. E’forte di una ottima nitidezza e di colori stupendi, e’ compatto, seducente e beneficia, inoltre, di  un supporto post-vendita che poche aziende sono in grado di fornire.

Potrebbe essere lo strumento ideale e definitivo per l’appassionato di binocoli che non richiede un ultra – raffinato binocolo con prismi a tetto e che non deve, per necessità, percepire dettagli flebili al tramonto.

Dato che ho avuto modo di osservare in Habicht più vecchi del sottoscritto, penso proprio che se lo acquisterete ne potranno godere non solo i vostri figli ma anche i nipoti.

Ringraziamenti.

Ringrazio come sempre Franco Cernigliaro, Manager di Swarovski Optik Italia per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test e per avermi lasciato – come sempre- libero di citare le mie impressioni.

 

Ti è piaciuto quest’articolo? 

Binomania consente a tutti gli appassionati di leggere gratuitamente decine e decine di recensioni di prodotti  ottico-sportivi, per questo motivo, se apprezzi il nostro lavoro, potresti  sostenere Binomania offrendoci un cappuccino attraverso paypal. Ti ringraziamo anticipatamente!

Offrici un cappuccino! 

 

Disclaimer.
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Maggio dell’anno 2018-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Swarovski Optik Italia

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

You may also like...