Swarovski Swarovision 10x50 e 12x50
Swarovski Swarovision 10x50 e 12x50

Swarovski Swarovision 10×50 e 12×50

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Dopo la serie Swarovision, dotata di obiettivi da 42 mm di diametro, Swarovski  presenta due nuovi binocoli da 50mm di diametro: il classico formato 10×50 ed un più “esuberante” 12 ingrandimenti.

Nel periodo compreso fra Marzo e Maggio 2011 ho avuto l’opportunirà di testare entrambi i modelli. Passo ora a descrivere le mie impressioni.

Un bel primo piano sullo Swarovski Swarovision 12×50

Costruzione e Meccanica

La serie Swarovision da 50mm è composta da uno chassis in magnesio dotato di finestra centrale, che ricordo è stata concepita, per la prima volta, proprio dalla casa austriaca. Questo tipo di chassis consente, oltre ad una ottima distribuzione dei pesi, anche una perfetta ergonomia, ancor più necessaria, quando gli ingrandimenti si fanno elevati.

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre

ingrandimento: 10X 12x
diametro lenti: 50mm 50X
estrazione pupillare: 20mm 19mm
campo visivo m/1000: 115/100 100/1000
campo visivo in gradi: dichiarato per i portatori di occhiali 6.6° 5.7
distanza minima di messa a fuoco 2.8 metri 2.8 metri
compensazione diottrica: +-5 diottrie +-5 diottire
distanza interpupillare 56mm-74mm 56mm-74mm
valore crepuscolare: 22.4 24.5
impermeabilizzazione: si, riempito in azoto.waterproof sino a 4metri si, riempito in azoto.waterproof sino a 4metri
temperatura d’utilizzo fra i -25 ed i +55 fra i -25 ed i +55
dimensioni 174mmx134mmx67mm 174mmx134mmx67mm
peso 998gr 998gr

In effetti, anche in questo caso i progettisti austriaci sono stati in grado di  creare un perfetto trait d’union fra la luminosità delle lenti e la loro usabilità a mano libera, soprattutto nel formato 10×50. Il peso di entrambi i binocoli non supera il chilogrammo (998gr dichiarati) circa duecento grammi in più del formato 8.5×42.
Anche in questo caso i binocoli sono impermeabilizzati, in grado di resistere ad una caduta accidentali nell’acqua sino a 4 metr di profondità. La sua temperatura di esercizio è pari a -25° e +55°, mentre quella di stoccaccio si attesta sui -30°+70°.

Gli utilizzatori non dovranno avere quindi alcuna remora nell’utilizzarlo in condizioni estreme.

Il sistema di messa a fuoco con regolazione della diottria integrato

 

Sistema di messa a fuoco.


Gli Swarovision 10×50 e 12×50 fanno uso di sistema di messa a fuoco centrale con la regolazione diottrica integrata. Per una maggiore fluidità utilizza componenti dure e morbide che garantiscono il funzionamento della messa a fuoco anche con forti escursioni termiche. Ovviamente anche il meccanismo di messa a fuoco è impermeabilizzato.

Per chi ha problemi di vista, è possibile avvalersi di una regolazione di +-5 diottrie, mentre è possibile compensare le differenze visive da un occhio ad un altro sino a quattro diottrie estraendo la rotella di focalizzazione. In questo caso le persone miopi o presbiti e che non  presentato gravi  problemi di astigmatismo,  potranno osservare in tutta comodità senza interporre i propri occhiali da vista, soprattutto mantenendo un ampio campo di vista.

Pregevole la distanza minima di messa a fuoco consentita, che è pari a 2.8 metri, si può passare da essa all’infinito con soli due giri di manopola. Pregevole, per questo formato l’ estrazione pupillare (20mm per il 10X50 e 19mm per il 12×50) che consente ai portatori di occhiali di inquadrare un grande campo di vista (6.6° per la version 10×50 e 5.7° per la versione 12×50)

OTTICA

Lenti  e trattamento

Questi binocoli fanno uso di ottiche dotate di fluorite sintetica (denominate HD) abbinate ad un altro vetro “speciale”e cui si aggiunge un altro elemento che fornisce un campo piatto (Field Flattener ). La serie Swarovision da 50mm, in in proporzione al suo schema ottico (prismi a tetto) ad all’alto ingrandimento fornisce una correzione  dell’aberrazione  cromatica eccellente.  Come ormai tutti i lettori di Binomania sapranno, questo tipo di aberrazione ottica si evidenzia come    un lieve alone spurio (blu-viola-verde)  intorno agli oggetti più luminosi ed è, insieme all’aberrazione sferica, responsabile della diminuzione  del contrasto. I binocoli che ne sono affetti presentano maggiore difficoltà nella identificazione precisa di un soggetto molto lontano a causa dei colori irreali e dei contorni più sfuocati. Gli Swarovision, invece, , forniscono delle immagini nitide e contrastate.

Massimiliano durante una fase del test

 La resa dei colori del binocolo di casa Swarovski è neutra quindi priva di dominanti di colore. Ilfattore crepuscolare di questi binocoli è superiore a quello del 8.5×42: 18,9 contro 22,4 e ben 24.5.

Cosi come il formato più piccolo, la nuova serie da 50mm, si avvale di tre tipi di trattamento  sulle lenti ed i prismi: SWARODUR, SWAROTOP, SWAROBRIGHT. Ovviamente i progettisti non vogliono rivelare ulteriori dettagli.

Ho avuto modo di testare entrambi i binocoli con alcuni 10×50 dal basso costo (250-400 euro). Da questo confronto, si è evinta una maggiore luminosità degli Swarovision. Tale fatto è sicuramente imputabile alla alta trasmissione delle lenti, dichiarata per il  92% e dalla altissima qualità dei molteplici trattamenti  sulle superfici ottiche. Calcolando che il sistema ottico che compone lo Swarovision  si avvale di molti elementi è facile comprendere come la trasmissione di ogni singolo elemento ottico sia prossima al 99.5%: un valore veramente eccezionale.

Il binocolo montato sulla comoda ed universale testa Berlebach

Il terzo trattamento organico, denominato SWAROCLEAN, invece, presente sulla superficie esterna delle lenti, fornisce un effetto anti-aderente  e di micro-scomposizione delle gocce d’acqua che permette una facile rimozione delle impurità quali macchie d’acqua, insetticidi e resina.

Questa particolare innovazione fu scoperta nel 2002 da un botanico tedesco, Wilhelm Barthlott della Università di Bonn, mentre studiava la particolare composizione delle foglie di loto. Successivamente varie aziende utilizzarono tecnologie affini ( ad esempio Leica con AcquDura, Zeiss con Lutotech, etc., etc.), Anche in questo caso, grazie al trattamento SWAROCLEAN, osservando sotto la pioggia od in presenza di umidità, le gocce d’acqua non riescono ad agglomerarsi sulle lenti ed anche la condensa svanisce più rapidamente.

Un primo piano sugli oculari dello Swarovision 10×50

 Oculari

Gli oculari forniscono un ampio campo grandangolare Pari a 6.6° per la versione 10×50 e 5.7 per la version 12X. Questo genere un campo apparente di 66° nel primo caso e di ben 68.4° (2)nel secondo caso: una vera immersione nella scena.
L’estrazione della conchiglia paraluce avviene in rotazione con tre posizioni di stop.
Per consentire una efficace pulizia della lente superficiale e per rimuovere residui di sabbia, foglie ed altro, i paraluce in gomma sono facilmente smontabili.

a partire da sinistra: Swarovski SLC HD 8×42, Swarovision 8.5×42 (con tappi e paraluce opzionali), Swarovision 10×50.

Prismi

Nell’uso naturalistico Swarovski ha optato per la costruzione di un binocolo con prismi a tetto, poichè, rispetto al classico formato con prismi a porro, ciò consente una maggiore compattezza e leggerezza. Tuttavia tali caratteristiche presentato delle difficoltà costruttive superiori dato che l’angolo di 90°che compone il tetto deve essere costruito con tolleranze incredibilimente strette (due secondi d’arco, ossia 1/1800 di grado)

Se tale modus operandi non viene posto in essere si determinerà un lieve sdoppiamento delle immagini fornite ed una inferiore nitidezza delle immagini. Per rimediare a questo è indispensabile applicare la cosiddetta correzione di fase, ossia un trattamento con deposito di vari strati dielettrici in grado di compensare lo sfasamento fra le onde luminose che provengono dalle due riflessioni incrociate delle superfici appena citate. Questa tecnologia è molto costosa ma consente , ad esempio, ai binocoli della serie SWAROVISION di ottenere delle immagini eccezionalmente nitide ed incise e di contenere anche al meglio la luce riflessa che è un altro dei maggiori difetti dei binocoli con prismi a tetto di media qualità e che deriva dalle linee di spigolo dei prismi che generano effetti diffrazione luminosa (2)

Curvatura di campo

Spesso per fornire i binocoli di un ampio campo visivo i progettisti non sono in grado di correggere totalmente la curvatura di campo. Per tale motivo le immagini ai bordi, appariranno più sfuocate rispetto al centro del campo. la serie Swarovision di 50mm, invece, possiede un elemento interno (doppietto) che fornisce un campo spianato. Nell’uso pratico, infatti, le immagini sono perfettamente nitide sino al bordo estremo della immagine.

Una fase del test nella Palude di Ganna (VA)

Altre aberrazioni

Nell’uso astronomico, che è un test molto critico per tutti gli strumenti, agli estremi bordi, si nota un poco di coma nell’esemplare 12×50 da me testato, Il coma, invece , è assente nell’esemplare 10X50 che fornisce delle immagini delle costellazioni e degli amassi stellari, veramente incredibile, nel limite, ovviamente delle sue lenti da 50mm.Ritengo che il 10×50 sia un validissimo strumento tutto-fare per uso naturalistico- astronomico a grande campo

Distorsione angolare

Rispettando la loro idea, di ottenere un binocolo con immagine “statica” perfetta, i progettisti hanno eliminato totalmente la distorsione angolare anche nella versione di 50mm.Questo genera , seppur in maniera soggettiva, ciò che si definisce “effetto palla rotolante” (1)Ho avuto la possibilità di interrogare direttamentegli ingegneri ottici austriaci, in merito a questa caratteristica , pubblico qui di seguito la loro risposta.

In both the EL Swarovision and SLC HD, we use a low dispersion glass type (Flourid containing) in combination with a second special glass. These two glass types fit very well together and when combined in a suitable optical design result in high-quality true HD optics.

Differences between the EL Swarovision and the SLC HD:

The EL Swarovision has been designed to create a flat image, windows are rectangular, image is sharp right up to the edges, PERFECT static image, extremely long eye relief for eyeglass wearers, unique in the world

The SLC HD has, by comparison, got a somewhat more “hollow” (curved, not flat) image, windows are more cushion-formed, not sharp at the edges, eye relief is good. 

In this comparison, the SLC HD appears to have been described as “bad”, but this is only because the EL Swarovision is just so good (in a league of its own!). The optical engineers specifically asked me to emphasise that the SLC HD, while not having the optical performance of the EL Swarovision, is still notably better than the EL mark I – the market leading binocular up until the end of 2009!

In sintesi,per chi non fosse avezzo a leggere in inglese, posso sintetizzare che gli ingegneri confermano la loro volontà di aver voluto ottenere un binocolo, che nelle immagini statiche, fosse in grado di fornire una resa perfetta e tengono a precisare che la serie SLC HD è migliore rispetto alla serie Swarovski EL , precedente alla Swarovision.

Corrado Morelli “in action”

Vignettatura dei prismi

Non si nota nessuna vignettatura, grazie all’utilizzo di vetro BAK4, molto pregiato, che compone i prismi..La pupilla è perfettamente sferica ed illuminata.

Il binocolo durante una prova sul campo

 

Aberrazione cromatica

Una breve comparazione con un vecchio modello SLC da 50mm ha evidenziato un netto miglioramento della serie Swarovision. che seppur faccia uso di prismi a tetto, consente, come anticipato, un ottimo contenimento dell’aberrazione cromatica anche nelle forti condizioni di illuminazione.

Uso pratico

Personalmente ritengo che questi due binocoli possano fare la gioia dei birdwatchers. I 10x ed ancor più i 12X consento di osservare dettagli impossibili da notare con un comune 8X. Nel corso dei tre mesi, ho sempre affiancato ad essi il mio esemplare Swarovision 8.5X42. Più volte, soprattutto nell’analisi dei rapaci e dei soggetti a media-lunga distanza, ho apprezzato il maggior potere risolutivo concesso dai binocoli di 50mm.

Più volte sono riuscito ad osservare, a decine di metri di distanza, le differenze fra una cincia allegra ed una cinciarella o la conformazione specifica di un rapace che non ero in grado di osservare alla perfezione con l’ 8.5X

Lo Swarovision 12×50, in mezzo ad altri due “mostri sacri”: Lo zeiss FL 85 sulla sinistra ed il Docter Aspectem Ed 40X sulla destra

Ovviamente come contro sussiste un aumento di peso, pari a circa 200 grammi, rispetto alla versione da 42mm di diametro ed un periodo che definisco “di tirocinio” per imparare ad utilizzare un 12 ingrandimenti a mano libera. E’ ovvio che provando a sfruttare tutta la risoluzione fornita dal 12×50 vi siano alcune vibrazioni, tuttavia, ho notato che nell’uso naturalistico esiste quasi sempre la possibilità di appoggiarsi a sostegni naturali, come tronchi, rami , etc etc. Oltre a ciò spesso si osservano gli animali in panning e altro ancora.

Per tale motivo, un loro eventuale utilizzo pare sia dettato più che altro da scelte personali, dal tipo di osservazioni che si compiono e non da dubbi in merito alle loro prestazioni ottiche, che ripeto, essere simili, per ciò che concerne il contrasto, la nitidezza, alla versione 8.5×42 utilizzata come confronto. Nel mio caso, ad esempio, osservando spesso dall’auto i caprioli ed i cinghiali, alla distanza di fuga che questi animali concedono nelle mie zone, pare il binocolo perfetto. Lo stesso non potrebbe dirsi, ad esempio, per un birdwatcher che osserva nel fitto del bosco e che necessita di pochi ingrandimenti, grande campo e moltissima profondità di campo.

L’autore presso il Pralugano – Valganna- VA

Per gli amanti delle comparative posso dire che ho avuto la possibilità di osservare il volo dei nibbi bruni per un intero pomeriggio anche attraverso un binocolo a porro 15×50 con sistema di stabilizzazione. I 3 ingrandimenti in più non davano alcun apporto aggiuntivo, dato che l’immagine risultava decisamente più corretta, nitida e contrastata nello Swarovision 12×50.

Oltre a ciò, posso confermare che le possibli migliorie, nell’uso a mano libera, di un binocolo stabilizzato, svaniscono durante le osservazioni con il panning (a meno che il binocolo stabilizzato sia dotato di un pulsante specifico che disattiva la compensazione in orizzontale) E’ovvio che quando lo si utilizza su un supporto (cavalletto fotografico o bean bag, ) sarà possibile sfruttare maggiormente la risoluzione concessa dagli obiettivi da 50mm di diametro.

Il peso degli Swarovision è ben gestibile con la bretella da spalla dedicata che mi consente di portarlo senza problemi durante le mie sessioni di caccia fotografica

In ogni caso, seppur, all’inizio presupponesi una certa difficoltà a maneggiare un 12×50 sul campo, devo ammettere che la conformazione a finestre centrale e la perfetta ergonomia, non recano particolari difficoltà osservative. Posso asserire che il limite d’uso a mano libera siano proprio i 12 ingrandimenti.

In questa foto è possibile verificare le dimensioni dello Swarovski Swarovisio 10×50 (sulla sinistra), comparato ad altri binocoli

Lo Swarovision 12×50 e l’osservazione astronomica

Durante i mesi di Maggio e di Giugno, ho avuto modo di utilizzare lo Swarovision 12×50 nell’uso astronomico. La maggior parte delle osservazioni le ho compiute, comodamente poggiato su una sedia a sdraio, dal giardino di casa mia che è situato sulle Prealpi Lombarde a circa 600 metri s.l.m. Grazie al diametro di 50mm ed al favorevole ingrandimento, è possibile osservare, senza nessuna difficoltà, una serie di galassie nell’Orsa Maggiore: M51, M101, M81 ed M82. L’estrema puntiformità del binocolo,inoltre, osservando nei pressi di M57, permette di notare la differenza di struttura della Nebulosa Planetaria che pare come una piccolissimo e soffuso dischetto, in mezzo ad un mare di stelle puntiformi.

Osservo da oltre 20 anni il cielo, e l’ho ammirato con vari telescopi, tuttavia, la visione della Via Lattea, attraverso lo Swarovision 12×50 non si dimentica facilmente: stelle puntiformi sino al bordo (si nota un leggero coma all’estremo bordo solo con le stelle di Magn 1. Magn 2), un mare di stelle colorate, gialle, verdi, blu e varie nebulose stellari e piccoli asterismi. Il grande campo apparente, fornisce una visione veramente spettacolare e molto,molto naturale, ed il tutto avviene standosene comodamente sdraiati. Questo è uno dei veri pregi dei binocoli utilizzabili a mano libera.

Pregi e difetti

Fra i vari pregi cito senza dubbio, l’eccellente luminosità, la messa a fuoco minima, il contrasto, la resa dei colori e la nitidezza.

Pregevole, soprattutto per un binocolo dotato di prismi a tetto la sua capacità di contenere le luci riflesse ed i classici controluce che si incontrano durante le osservazioni in luce crepuscolare.

Fra i difetti, cito, l’assenza di una filettatura per utilizzare i supporti da cavalletto standard ed una messa a fuoco non particolarmente fluida, seppur migliore del mio esemplare 8.5×42 e che reputo intrinseca al sistema diottrico integrato, composto da innumerevoli componenti.

Accessori

il raccordo per collegare le compatte fotografiche digitali all’oculare. Personalmente mi avvalgo di una Canon S95

.

In dotazione è fornito un raccordo Snapshot che consente di collegare le fotocamere digitali all’oculare per ottenere delle immagini dell’avi-fauna.Ovviamente non si può pretendere una resa simile a quella ottenuta con i cannocchiali della stessa casa o con la tecnica del digiscoping, ritengo tuttavia una opzione molto interessante, anche a scopo di un’eventuale conferma, selezione e riconoscimento della specie osservata.

Oltre ad essi, Swarovski, nel mese di Maggio ha presentato dei nuovi accessori, decisamente utili, delle conchiglie “a fetta di salame” per contenere i riflessi durante le osservazione con luce intensa, una nuova bretella da spalle, maggiorata e dotata di un nuovo e migliore sistema di sgancio rapido ed un sistema di copertura degli oculari “rainguard” che , come visibile in questo filmato, consente un rapido approccio alla osservazione.

In sintesi.

Reputo la serie Swarovision da 50mm una valida opportunità per tutti gli amanti della natura che apprezzerebbero osservare l’avi-fauna e gli ungulati con maggiore profitto e che non hanno la possibilità o la necessità di affiancare al classico 8- 8.5 ingrandimenti un cannocchiale terrestre. Attualmente non esiste la possibilità di fare uso del duplicatore di casa Swarovski che funziona unicamente con la vecchia serie EL e SLC, Spero vivamente che gli ingegneri austriaci, prima o poi, ci concedano di usare i binocoli della serie Swarovision con un nuovo e magari ancor più performante sistema di duplicazione

Ringraziamenti

Ringrazio Francesco Corrà di Swarovski Optik italia e Swarovski Austria per la collaborazione, le informazioni tecniche e per avermi concesso di usare in anteprima questi binocoli.

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata il 24 di Giugno del 2011.Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Swarovski Optik cliccando sull’immagine qui di seguito.

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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