Nell'autunno del 2003, ricevetti una telefonata da parte di un astrofilo di Gallarate, Emilio Dossi che mi chiedeva informazioni in merito ad uno strumento. Nella lunga disquisizione telefonica appresi che era un felice possessore di un C 9 1/4. Non avendolo mai testato , organizzammo una serata osservativa.
Attualmente osserviamo spesso insieme
Descrizione tecnica
Se ne parla da anni, su forum, newsgroup, riviste, soprattutto grazie alla sua configurazione ottica, dissimile dai modelli della stessa casa. La curvatura dello specchio primario è pari ad F 2/4, questo ha concesso agli ottici americani di lavorare l'ottica con maggiore precisione e facilità. Oltretutto lo specchio secondario, pari a 5x, non amplifica gli errori sul fronte d'onda generati dallo specchio primario. Teoricamente parlando è uno strumento performante, come ho avuto modo di appurare nel corso dei mesi.
Ho ancora impressa un immagine gioviana spettacolare, ottenuta in visione diretta, con un ottimo oculare ortoscopico di 10mm marchiato Zeiss: contrasto e colore allo stesso tempo e decine di strutture all'interno della NEB, della SSTB e della Grande Macchia Rossa, che ho osservato raramente ed in condizioni atmosferiche migliori rispetto a quelle che si presentarono durante quella sera ed in strumenti otticamente superiori al mio Celestron di otto pollici. Più che i tre centimetri in più, pare sia proprio la configurazione ottica diversa che fornisce queste notevoli prestazioni in campo planetario.
Dopo aver testato per due mesi il mitico Maksutov Cassegrain di 178mm della Meade, ritengo che il C9 1/4, in condizioni di seeing favorevoli, fornisca delle prestazioni superiori, seppur lo star test del Meade abbia fornito uno dei migliori esiti che abbia avuto modo di compiere nel corso degli anni. L'osservazione lunare, con uno sdoppiatore binoculare Celestron Ultima toglie praticamente il fiato: sembra di sorvolare il nostro satellite con una sonda, tanti sono i dettagli visibili
Il movimento dello specchio primario in fase di fuocheggiatura è più contenuto nel mio vecchio C8, mentre la turbolenza focale è elevata.
Di fatto, lo strumento sarebbe ideale se non dovesse ambientarsi termicamente in molto tempo. Per chi ha poco tempo da dedicare all'osservazione è preferibile un rifrattore apo di 10cm come il Takahashi 102 o il Vixen Fluorite. Considerate sempre le condizioni medie annuali del vostro sito osservativo, solo pochi astrofili in Italia possono usufruire di un seeing medio ottimale.
Qui da me, ad esempio, le serate eccellenti si sono contate sulle punte di una mano, durante il 2002.