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Test Celestron 8
10 maggio 1997

Premessa
Anche questo caso, il test non è recente, proviene dal mio vecchio archivio ante-2000, tuttavia, nel mercato dell'usato questo strumento è ancora disponibile.

Le parti in corsivo sono considerazioni aggiuntive al testo originale che derivano dalle varie comparazioni eseguite nel corso degli anni con i modelli successivi, scoprirete che non sempre il nuovo corrisponde al meglio.
Cieli sereni.
Piergiovanni

 

Nel lontano 1954 Alan Hale e Tom Johnson progettarono il primo Schimdt-Cassegrain che venne lanciato sul mercato nel 1966, dopo alcuni perfezionamenti. Si trattava di uno splendido modello da 200mm con una lunghezza focale di 2000mm.
Il suo ultimo successore, il Celestar 8, mantiene tradizionalmente le stesse caratteristiche: il primario è un f/2 il secondario di conseguenza ingrandisce cinque volte. La lunghezza focale permette di ottenere un compromesso con la notevole ostruzione e con il campo utilizzabile. E’oltremodo sconveniente tentare di diminuire l’ostruzione, notevole anche a causa del paraluce interno situato al centro del primario Se si scendesse al di sotto del 25%, i paraluce interni potrebbero creare delle forti vignettature.
Comunque con una otturazione dello 0,34 il nostro C8 se la cava egregiamente se si confronta con altri S-C commerciali. Confermo con il sennò di poi.
Quando decisi di acquistare un nuovo telescopio fui attratto in modo particolare dalla sua grandissima trasportabilità. Pensate che con un peso piuma di soli 17 kg. permette agevolmente di spostarsi da una parte all’altra del luogo di osservazione o di stare comodamente tra le ginocchia(ovviamente solo il tubo con forcella!) mentre un amico guida l’ autovettura. Si può anche utilizzare una delle due custodie di polistirolo che avvolgono il C8, nella sua scatola consegnata dall’Auriga, come economica valigia.

MONTATURA
La forcella totalmente in alluminio, si è dimostrata affidabile nell’uso prettamente visuale, l’unico difetto è da rilevarsi nell’ impossibilità di regolare in altezza le gambe del treppiede, prerogativa del più costoso Ultima 2000. Questo costringe l’osservatore a stare seduto nella maggior parte dei casi.; chi poi ama l’osservazione diretta dovrà con soggetti molto alti sull’orizzonte inginocchiarsi in terra o assumere posa da contorsionista, il discorso cambia, ovviamente se si utilizza un diagonale.
La manopola dell’ascensione retta è molto affidabile, la stessa cosa non si può dire per quella della declinazione,poiché dopo poche ore di utilizzo necessita di una sana regolata con una piccola pinza. " Dopo aver inserito del silicone nel dado il problema non si è più presentato, era sufficiente un controllo annuale.
Lo smontaggio è estremamente rapido: sotto la base equatoriale sono situate tre viti, svitando le due più in basso si può tranquillamente sfilare il telescopio dal treppiede, avendo l’accortezza di allentare leggermente la prima vite. Tutta l’operazione può essere eseguita da una sola persona, poichè il tubo con la forcella pesa soltanto 10 Kg.!
Il motore in ascensione e la pulsantiera sono compresi nel prezzo. La pulsantiera a differenza di quanto ho letto su un’altra rivista del settore, permette non solo la correzione micrometrica per l’ astrofotografia, ma anche di farsi un giretto lungo la via lattea o da un cratere all’altro. Basta avere l’accortezza di tenere premuto il pulsante sinistro e poi agire sul destro, per permettere al motorino di muoversi verso destra velocemente o viceversa per spostarsi a sinistra
Osservando luna e pianeti con 300 e più ingrandimenti non ho mai riscontrato problemi di sorta, a patto di posizionare adeguatamente il telescopio verso il polo celeste. Il motore in declinazione è opzionale.Se non si vuole utilizzare una pila da 9 volts, è possibile collegarlo ad una presa tramite il convertitore di corrente, anch’esso opzionale, che permette di utilizzare una batteria da 12 volts. (Le vibrazioni sono vistose già sopra i 200 ingrandimenti e la messa fuoco deve avvenire "con mani da chirurgo, oltre i 300, od utilizzando pesanti accessori" Montando un fuocheggiatore Crayford ed un diagonale William Optic Dieletric di 2 pollici è necessario bilanciare lo strumento con dei contrappesi posti alla estremità del tubo ottico. |)

COLLIMAZIONE
Ricordo di averla praticata una volta sola, il telescopio si era leggermente scollimato dopo un raid continuo di circa due mesi su di una strada molto dissestata che conduceva ad una delle mie postazione preferite. Astrofili pendolari amanti dei newtoniani pentitevi!

(Nel corso degli anni, ho praticato una ventina di collimazioni, tutto sommato questo Schmidt Cassegrain ha dimostrato di scollimarsi solo dopo aver subito pesanti colpi, ho testato newton che si scollimavano con uno starnuto)

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Dopo aver fatto adeguatamente ambientare il telescopio alla temperatura esterna si osserva l’ immagine fuori fuoco di una stella molto alta sull’orizzonte ad alti ingrandimenti, almeno due volte il diametro dell’obbiettivo espresso in millimetri. Se gli anelli di diffrazione non dovessero risultare concentrici si agirà sulle viti poste sulle specchio secondario. Vi raccomando di operare con delicatezza perché le tre viti sono molto sensibili.
Lo specchio primario ha una predilezione ad appanarsi, soprattutto nelle notti più umide. Consiglio vivemente l’acquisto o la costruzione di un para condensa ...(ed ii bob Knob's, i famosi pomellini che vanno a sostituire le viti di regolazioni.
Dopo varie sperimentazioni ho trovato, nel 2003, il materiale adatto alla costruzione del paraluce, si trova in tutti i negozi di auto-accessori, è un tappetino in gomma opaca, che si utilizza per riporre gli indumenti bagnati nel baule: è resistente, flessibile e facilmente modificabile con un taglierino. Il costo si aggira sui 13-18 euro secondo il modello.)

ACCESSORI
Sono decisamente scarsi, un diagonale di media qualità ed un cercatore 6x30 che rende abbastanza difficoltosa l’osservazione degli oggetti poco luminosi. Vi è anche un Kellner da 25 mm. che, a parte una insufficienza resa a bordi del campo, svolge discretamente il proprio lavoro.

VIBRAZIONI
Osservando Saturno e la Luna con un ploss da 10mm e dando il classico buffetto al telescopio ho calcolato uno smorzamento delle vibrazioni dopo cinque secondi e mezzo.. (Ho migliorato la situazione inserendo della sabbia all'interno dei tubi del treppiede, il problema dipende principalmente dal wedgpod, con la testa equatoriale è tutta un'altra storia. )
 

LUNA E PIANETI
Uno schimdt Cassegrain non può certamente offrire le immagini di un rifrattore apocromatico; si potrebbe sensibilmente aumentare il contrasto costruendolo con una lunghezza focale di 3000mm, ma questo priverebbe il Celestar 8 della sua tradizionale universalità.
Ho comunque imparato molto utillizzando questo strumento: In primis paragonato ad un newtoiano commerciale dello stesso diametro offre un maggior contrasto grazie all’ottica intubata, che permette una totale protezione dell’alluminatura degli specchi ed una sufficiente insensibilità alla turbolenza.
Paragonato ad un rifrattore da 10 cm nella specie un Vixen, nelle serate più ventose, il rifrattore offre dellle immagini più contrastate ma nelle serate medie ed in quelle perfette(molto rare, purtroppo) offre una qualità di dettaglio e contrasto superiore che calcolo circa del 25%, disturbata però da un leggero tremolio.

(Un rifrattore apocromatico di 10cm come ad esempio il takahashi 102 è molto più utilizzabile durante il corso dell'anno, per l'osservatore fugace è meglio uno strumento piccolo che renda al meglio anche in condizioni di seeing mediocre, se invece, avete la fortuna di osservare due ore a notte e sfruttare le micro-fluttuazioni del seeing, compratevi un 40cm!)

Ma vediamo le prestazioni sulla luna:.
 La Rima Alphonsus è ben visibile a 200 ingrandimenti, anche i craterini piroclastici all’interno dell’omonimo cratere sono facilmente osservabili.
La Rupes Recta, la rima Birt,la rima Galilei e la rima Marian sono quasi sempre facilmente visibili,soprattutto attraverso un filtro giallo chiaro, he ne aumenta il contrasto.
Non sono mai riuscito ad osservare la rima Sheepshanks e la rima Suess, mentre la rima all’interno della Vallis Alpes mi ha concesso l’onore di farsi osservare solo 3 volte in 8 mesi. Confermo e nel contempo smentisco la leggenda metropolitana che vede nel 20cm il limite minimo per la visibilità della suddetta rima, il fattore predominante in realtà e la illuminazione che deve essere pari ad....in queste condizioni ho viste più volte la rima della Vallis Alpes con un rifrattore apocromatico di 10cm.

Solo in rare occasioni sono riuscito ad utilizzare con profitto i 400 ingrandimenti, di norma il nostro satellite può venire osservato tra i 250 e i 300 ingrandimenti. La maggior parte delle volte in cui lo si osserva si possono vedere particolari non presenti neppur sull’ottimo atlante della Rukl, come ad esempio i micro crateri all’interno di Theopilus. ( in alcune notti del 1999 e del 2002 ho osservato a 500x grazie ad un ottimo oculare ortoscopico di Abbe della zeiss, è scontato citare quali fossero le condizioni del seeing)

PIANETI
Anche in questo caso il seeing è fondamentale.
La sera del 4 settembre 1997 dalle 21,45 alle 22,00 TU, osservando Giove con un ploss da 10mm., erano visibili con un pò di attenzione i seguenti particolari.:
La macchia rossa che era contraddistinta da una leggera differenza di colore nella parte più a nord,la SPR, la STZ, la SEB,la NEB,la NTB, la NNTB ed infine la NPR.In alcuni istanti si poteva osservare la EB.
(La modifica della diaframmatura avvenuta nel 2002 e descritta alla perfezione dall'amico Rick Deckard sul suo sito, che tentai di convincere per ore a compierla sul suo Meade, ha portato,s econdo la mia opinione, ad un aumento del contrasto pari a circa il 15%. maggiormente visibile su pianeti ostici, quali Giove e Marte.)

Saturno, la sera del 22 ottobre, era molto interessante: ben visibile la divisione di Cassini e le sottili differenze di colore nell’anello B, si vedeva anche la discontinuità nei pressi dell’anello A, invisibile però la divisione di Encke.

 Marte durante l’opposizione della scorsa primavera si è quasi sempre rivelata un soggetto alquanto ostico, a causa di una noiosa turbolenza che rendeva difficili le osservazioni. Comunque, sia le calotte polari che i dettagli principali,come il mar della Sirte,erano a 200 ingrandimenti sempre visibili.
 

STELLE DOPPIE
E’ molto piacevole osservare nelle serate invernali le quattro stelle del trapezio in M42 e la quinta stellina denominata F di magnitudine 11,5, molto bella anche la compagna di Rigel, aiutato però da un leggero filtro verde chiaro per togliere luminosità alla sorella maggiore. D’estate grazie ad un ploss da 40mm ed un cielo terso, si può osservare la colorazione gialla e la colorazione blu della doppia Albireo nella costellazione del Cigno.

Parlando delle" prestazioni"del C8 sono riuscito anch’ io come il sig. P.G. BARBERO (vedi "Il Cielo" n.4 pag.63) a separare gamma Andromeda, una doppia da 0.55"!Questo grazie ad una barlow 2x, ad un ploss da10mm e ad una serata molto favorevole.
 
CIELO PROFONDO
Relazionerò soltanto le osservazioni fatte da un sito con visibilità ad occhio nudo della quinta magnitudine. Ovviamente in cieli molto più bui, gli oggetti visibili saranno molti di più, ma così dicendo potrei deludere l’astrofilo che è solito osservare nel giardino di casa o sul monte a pochi chilometri dalla propria città.
In questo periodo (gennaio) M42 si osserva con molta soddisfazione, utilizzando un filtro all’ossigeno III, la visione è quasi fotografica, invece M1, la nebulosa del Granchio è visibile senza filtro come una fioca nuvoletta tonda. Devo dire che è particolarmente impossibile scorgerla nel cercatore. M57 risulta poco contrastata mentre a 81 ingrandimenti si può osservare la compagna di M31 Ngc 205. Anche M81 ed M82 si osservano facilmente, mentre M51 e M101 sono molto evanescenti, ricordo però che tutto questo è osservabile dal giardino di casa e senza nessun filtro LPR.
Per quanto riguarda gli ammassi stellari molto bello e totalmente risolto appare M13, mentre per la giusta visione del doppio ammasso di Perseo, occorre almeno un oculare da 40mm o ancora meglio un riduttore di focale, che permetterebbe anche di osservare in tutto in campo le Pleaidi. Sotto un cielo inquinato però, utilizzando ingrandimenti nell’ordine della cinquantina di volte, si schiarisce troppo il fondo cielo a discapito dell’osservazione. Questo comunque non disturba la visione delle galassie sotto un cielo di alta montagna, anzi le rende ancor più luminose.


(Il nuovo trattamento starbright mostra una mezza magnitudine in più, chi ha letto la mia prova del CPC di otto pollici su LE STELLE del mese di ottobre 2005, avrà però notato la mia lieve perplessità, potrebbe anche trattarsi di un peggioramento del trattamento antiriflesso del mio vecchio C8 che l'anno prossimo (2006) compirà 10 anni. Mi riservo di aggiungere altre postille, non appena avrò avuto modo di mettere le mani su un vecchio C8, di chi lo ha sempre lasciato nell'armadio ci proverò.)

CONCLUSIONI
Il Celestar 8 in proporzione al prezzo d’acquisto (attualmente di Lire ;3.990.000) offre una ottima trasportabilità ed un ottimo trattamento anti riflessi. Per quanto riguarda l’osservazione lunare e planetaria, le prestazioni dipendono molto dalla turbolenza. E’comunque possibile, nelle sere più ventose, utilizzare con un discreto risultato i 150 ingrandimenti aiutandosi anche con dei filtri, che attenuano leggermente la turbolenza, (ottimo il filtro rosso 23A)
Anche la messa a fuoco non crea particolari problemi di deterioramento dell’ immagine, i perfezionisti potranno comunque applicare con successo una messa a fuoco a cremagliera, dopo aver fissato il primario nella posizione ideale.
Si potrebbero apportare dei miglioramenti: delle gambe allungabili gioverebbero parecchio alla schiena degli astrofili ed un piccolo attacco per sostenere la pulsantiera sarebbe l’ideale.
Questo S-C è in definitiva un buon strumento universale, chi vuole ottenere delle prestazioni specifiche dovrà rivolgersi ad altri strumenti. E’ più comodo da utilizzare di un rifrattore, tutte le manopole per le regolazioni sono facili e immediate da utilizzare ed osservando in una serata favorevole non farà rimpiangere telescopi dal costo superiore.
 

SCHEDA TECNICA
Diametro 200 mm
Lunghezza focale 2000mm
ostruzione c. 0,34
Limite stimato su stelle doppie 0,6 (in sera eccezionale gamma Andromeda sdoppiata osservando l’immagine di diffrazione.
magnitudine limite teorica 13
magnitudine raggiunta 13
fuoco minimo 10 metri con Kellner da 25mm. e diagonale

TEST CONTRASTO E RISOLUZIONE
LUNA: Gassendi: Visibili solo le rime ad est del cratere
 Birt: rima Birt, Birt C, F,E,H
 Alphonsus: la rima visibile solo nelle serate con poca turbolenza,
 visibili i craterini piroclastici.
 Plato: visibili i cinque crateri interni nella fase di luna piena.
 Rima Archytas: visibile
 Rima Vallis Alpes: visibile raramente
 Rima Calippus: visibile
 Rima Sheepshanks: NO ( nel corso degli anni ho avuto la possibilità di osservarla sotto ideali condizioni di illuminazione)
 Rima Hesiodus: visibile
 Rime all’interno di Pitatus solo quelle a 23°W

STAR TEST
ABERRAZIONE
sferica assente
astigmatico assente
coma assente
tensioni assente
collimazione dalla fabbrica abbastanza precisa

DISCO DI AIRY molto brillanti gli anelli di diffrazione

RETICOLO DI RONCHI le frange mostrano una lievissima abberrazione sferica.
Ho imparato a non fidarmi del test di Ronchi, che spesso mostra frange dritte anche in vetri di bottiglia, come ad esempio quando lo utilizzai su un Antares Venere