Rispulciando fra i miei diari, ho notato come la maggior parte dei miei amici abbia cambiato molti più telescopi di me, pur dedicando meno tempo all'osservazione astronomica. Le considerazioni da ponderare sono due: o sono estremamente avaro, oppure profondamente nostalgico, tanto da non riuscire a liberarmi del mio vecchio C8, classe 96 e di altri vecchi accessori.
Non amo rivendere per comprare, l'ho fatto solo una volta, con la montatura a forcella del Celestar 8, il risultato? Avere un armadio ed ogni angolo libero della mia casa, colmo di valigette porta accessori, binocoli, treppiedi cavalletti e tubi ottici.
Ma andiamo per gradi.
Sabato 31 gennaio 2004, andai a ritirare dall'amico Federico Caro, già possessore dello Zeiss 130 APQ (che ora è stato sostituito da un pianoforte a coda, con "mio" rammarico) e del Pentax 75 EDHF, II, la montatura Vixen GPDX, dotata di treppiede AHT della Baader Planetarium e un tubo ottico modello INTES MK61, che strizzai a dovere per un paio di mesi, confrontandolo oltretutto con vari telescopi, compreso l'ottimo newton Geoptik di 150mm
Vi scrivo qui di seguito le mie prime impressioni estrapolate dal diario del 2004. (molte frasi del mio diario sono presenti nel settore "diario" , Vi consiglio di leggerlo giacchè ci sono molte informazioni interessanti per gli appassionati visualisti.)
"Ore 20.33 locali, seeing III, ortoscopico 9mm, marca Polar, + filtro Contrast Booster + diagonale Baader di due pollici . Il seeing è pari al secondo grado di Antoniadi, mi concede a volte di osservare dei rilievi cupoliformi che mi riservo di verificare quando si presenteranno le medesime condizioni di illuminazione (era un falso allarme, i rilievi erano già noti nel catalogo de domi lunari)
Non riesco ad osservare i quattro crateri interni a Plato, visibili nel Geopitk di 150mm
Zero mirros Shift, zero Focus Shift, Snap test, perfetto, lo strumento è scollimato, ho risolto in 5 minuti utilizzando la stella Aldebaran nella costellazione del Toro,, tutto sommato mi pare un buono strumento, ma rimpiango la luminosità del Celestar 8 (ormai montato su Eq6)
Con un ortoscopico di Abbe della Zeiss di 10mm, l'intes mostrava una immagine dettagliata, ma meno incisa di quella del Geopitk, ottima e precisa la fuocheggiatura del sistema Crayford.
Nel Geopitk, l'immagine era ben definita e luminosa, visibile sempre la divisione di Cassini, molto più contrastato del Mak della Intes.
Nel piccolo Pentax 75 dotato di oculare Zeiss di 6mm + apo 2x Zeiss, era visibile un'immagine decisamente più tranquilla anche se la luminosità è inferiore. Spettacolare la divisione di Cassini.(vi consiglio di leggere la prova di questo piccolo Pentax, perchè più volte mi ha stupito, nell'osservazione planetaria.
Sintetizzando potrei dire che questo strumento ha mostrato un fondo cielo più scuro del Celestron di 8 pollici, un contrasto pressochè simile, mentre la insensibilità alla turbolenza è di poco inferiore.
Nelle serate fosche però le immagini lunari erano molto buie, in quel caso ho sempre preferito utilizzare lo specchio di 20cm. Anche in questo caso la scelta del telescopio ideale, dipende, oltre che dai gusti personali anche dalle condizione climatiche del luogo osservativo.
Pregi: contrasto e lavorazione ottica.
Difetti: è pur sempre un 150cm, molto ostruito, meglio il Geoptik di 150mm per l'osservazione planetaria.