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Sky Watcher 127 MC
dicembre 2004

 

 

Premessa

Il piccolo Maksutov cinese mi è piaciuto, tanto da consigliarlo ad una decina di neofiti cittadini e ad un mio caro amico, da poco avvicinatosi al mondo dell'astronomia.


Di seguito troverete le mie impressioni, estrapolate dalla recensione comparsa sulla rivista LE STELLE lo scorso anno ed alcune note in corsivo derivanti da un successivo confronto con uno Sky Watcher 100 Ed, durante una sera particolarmente tranquilla. Il primo modello mi fu inviato da Auriga, il secondo era di proprietà del neo astrofilo Luca Nisti.

 

 

Il piccolo catadriottico cinese ha un diametro di 127mm di diametro e 1500mm di focale, la qualità costruttiva è senz'altro migliorata anche se non paragonabile al Meade Etx 125.

Il tubo ottico è verniciato con cura,la messa fuoco è affidata ad un pomello, del tutto simile a quelli della nuova serie di Schmidt Cassegrain di casa Celestron, il portaoculari può ospitare oculare di 31.8mm, dotato dell'immancabile raccordo da 30 mm T2 per l’astrofotografia.
Una nota positiva deriva dalla slitta che ospita il cercatore 6x30, lunga e ben dimensionata che evita finamente al viso dell'osservatore di picchiare contro il bordo dello scafo durante la fase di puntamento. (in questo caso l'etx è pessimo.) l'allineamento del cercatore avviene con tre comode viti, una dotata di ritorno a molla, che consente di spostare lestamente il cercatore per una celere collimazione.

L'obiettivo
Grazie a tre coppie di viti che concedono lo spostamento dello specchio primario è possibile collimare ameglio lo strumento (operazione che consiglio solo agli astrofili esperti e smanettoni) Il secondario invece non si può regolare perchè è parte integrante del menisco correttore il quale è trattato con un sistema antiriflesso color verde-smeraldo.
L’ostruzione centrale è pari a circa il 29% del diametro dell’obbiettivo, purtroppo amplificato sino a 32% dalle dimensioni del paraluce. L’interno dello scafo, nero anodizzato è liscio, mentre il paraluce interno che riceve la luce proveniente dal secondario gode d’una minuta trama di diaframmi.

L'analisi di alcune stelle luminose ad alto ingrandimento star test ha mostrato una leggera aberrazione sferica in intra-focale, sintomo di una sottocorrezione ed un’accentuata corposità del primo anello dato dall’ostruzione sopraccitata.

Ricordiamo ai lettori che per contenere l’aberrazione sferica in un Maksutov Cassegrain, sarebbe necessario utilizzare un rapporto focale superiore a f/20, oppure migliorare la lavorazione della superficie asferica del correttore e quella dello specchio primario.Nel primo casosi amplierebbe in modo notevole la dimensione dello scafo portando nel contempo ad una riduzione del campo osservabile, mentre il secondo rimedio condurrebbe, necessariamente, all’aumento generale del costo di produzione. Il rapporto focale dello SKy Watcher ci pare quindi un buon compromesso per le l’osservazione di luna e pianeti eper quelle ad usum comunem.

Di contro, non sono apparse tensioni dell’ottica, v’era però una lieve differenza d’intensità nei cerchi dell’immagine generata presumibilmente ad alcuni errori zonali avvenuti in fase di lavorazione ottica.

Attenzione! incredibilmente paragonando lo SW 127 ad un Meade ETX utilizzato come confronto, ho verificato come lo spostamento dello specchio primario durante la fase di fuocheggiatura, fosse migliore rispetto al rivale americano! Questo è sintomo di una migliore progettazione del sistema di traslazione dello specchio. Questo difetto, però, si è prospettato in maniera lieve quando, durante gli star hopping, muovevamoil tubo ottico spostandolo rapidamente verso lo zenith e poi mettendo a fuoco. Con una nuova collimazione del primario la situazione è migliorata ma non si è del tutto risolta.

 

Prova su campo

Come è ovvio, ho puntato immediatamente il piccolo tubo celeste verso una luna risplendente del mese di novembre. Gli oculari in dotazione sono solo discreti e non adatti a sfruttare totalmente le potenzialità dell'ottica.
Con degli ottimi Abbe Zeiss, sono rimasto piacevolmente sorpreso dalle prestazioni visuali fornite in questo genere d’osservazione, meglio di ciò che astrattamente ponderavamo.

Il cinque novembre, complice un buon seeing, ho osservato le montagne centrali, alte 1200 metri, del cratere Gassendi, alcune strutture collinari e due micro-crateri; le rime che intersecano il suo plateau erano però invisibili. Si palesava molto bene, invece, la rima Merseneus. All’interno del cratere Clavius,invece, ho poi osservato oltre ai cinque craterini principali anche altre strutture che non erano percettibili nel rifrattore acromatico di 100 mm. (un vecchio celestron 102 HD) utilizzato come confronto.

I riflessi e le immagini fantasma, erano presenti ma non fastidiosi, la situazione peggiorava con gli oculari in dotazione che hanno mostrato anche una lieve abberazione cromatica laterale ed una distorsione angolare.

Dopo una pausa di un paio di settimane, dovuta alle pessime condizioni meteorologiche, la sera del venti novembre, abbiamo esaminato la luna al suo quarto giorno di fase, notando con piacere, come questo piccolo Maksutov Cassegrain, sia in grado di tollerare i trecento ingrandimenti. In questo modo abbiamo potuto apprezzare la proiezione delle ombre dei domi nei pressi del cratere Gambart e la cinta craterica costellata da micro-strutture all’interno del cratere Posidonius

Cosa si vede su Saturno?

in primi si vede la divisione di Cassini, il minor albedo della atmosfera nei pressi dei poli ed alcuniparticolari nella zona equatoriale. Un Marte sempre più lontano mi ha permesso di vedere solo vaghi dettagli rispetto a ciò che avevo osservato durante l'opposizione estiva.

Turbolenza focale ed ambientamento termico
Un disastro, per un'ottica così piccola.
Il 127 MC, nelle fredde zone prealpine richiede un periodo d’acclimatamento alla temperatura esterna d’almeno un’ora, fattore non direttamente proporzionale all’apertura del suo obiettivo bensì allo scafo ottico che lo ospita.
Invero, in queste condizioni climatiche, provando ad osservare la luna ed i pianeti dopo pochi minuti dalla messa in stazione le immagini sono sempre risultate instabili, similmente a quelle ottenute con telescopi dal diametro ben superiore.

Ho risolto in parte il problema come sono solito fare con il Celestron di otto pollici A posizionando il tubo ottico verso la parte del portaoculari privo di copri-tappo, concedendo così all’aria calda una più lesta fuoriuscita.

Sfida nel 2005
Mc 127vs Vixen Newton 150 vx Sw 100 Ed

Pur apprezzando nello SW 127, la puntiformità nella visione degli ammassi stellari, come ad esempio M 35 nei Gemelli e il doppio ammasso di Perseo, ci è parsa solo discreta la visione delle galassie o degli ammassi stellari aperti dove il Newton della Vixen mi ha sempre fornito delle immagini più luminose e piacevoli. Migliore la situazione nella osservazione delle stelle doppie dove è stato possibile con molta facilità sdoppiare a soli cento ingrandimenti la compagna sbilanciata di Rigel e la famosa doppia Epsylon Lirae.

Con il cugino a rifrazione dotato di ottica Ed, ha perso più che altro dopo i 200 ingrandimenti, dove perdeva in nitidezza. Vi consiglio di leggere la mia recensione dello Sky Watcher 100 Ed che si è rilevato davvero un ottimo telescopio.

A chi lo consiglio questo piccolo Mak?
A neofita cittadini, che con una spesa modica potranno avere buone immagini di luna e di pianeti.
Attualmente è disponibile anche una versione di 150mm, che spero di testare prossimamente per la rivista LE STELLE.

 

TABELLA DATI

MC 127 mm
Schema Maksutov-Grégory
Diametro: 127mm
Focale: 1500 mm (f/12)
Portaoculari 31,8 mm, messa a fuoco a spostamento del primario.
Cercatore Star Pointer 6x30mm.
Oculari Super 10 mm e 25 mm, diagonale a specchio