![]() |
||||
|
VIXEN VIPER: Telescopio prét a porter
Molti lettori ricorderanno senz'altro la nascita del famoso Questar da 3.5": un pregiatissimo telescopio portatile, strabiliante nelle prestazioni ma anche nel prezzo, prodotto dall’omonimaazienda americana fondata nel 1952 e situata nel New Hope (PA). Giunto alla sua cinquantesima candelina è ancor oggi disponibile in varie configurazione e la bontà della sua ottica e la raffinatezza della meccanica lo rendono una facile preda per gli astrofili più esigenti o come si suole dire convenzionalmente:” per i palati più raffinati”. Nel corso degli anni, tentando di replicare il successo della Questar Corporation ad un costo di produzione nettamente inferiore, alcune grandi case produttrici hanno proposto una serie di telescopi compatti dalle diverse caratteristiche, come ad esempio il C 5 un piccolo Schmidt Cassegrain da 10cm prodotto in serie per svariati anni dalla Celestron, ora sostituito dal Nexstar 5, giusta evoluzione sviluppata per l'astrofilo viaggiatore. Nella seconda metà degli anni novanta, fu la volta dell’ ETX, unMaksutov Cassegrain, prodotto dalla casa americana Meade che tentava di colmare il vuoto costruttivo che sussisteva e che,in verità, sussiste ancora ogginel campo dei telescopi commerciali ultra- trasportabili che concedono buone prestazioni nella osservazione degli oggettidel sistema solare ad un costo decisamente abbordabile. Lo scorso anno, ampliando così la scelta nel panorama internazionale, anche la casa giapponese Vixen, ha presentato il VIPER un piccolo Maksutov Cassegrain da 90 mm e1200 mm di focale, pari a f/13.3, che sarà il protagonista del nostro test.
Prime impressioni.
Il telescopio denota un design moderno e compatto, é scomponibile in pochi istanti nonchè molto pratico, tanto da permettere di essere trasportato nei luoghi meno accessibili come i rifugi d'alta montagna, sfruttando lo spazio di un comune zaino da trekking, nel quale possono anche alloggiare una serie di oculari filtri e diagonali, senza affaticare troppo l’utilizzatore medio. Ogni pregio, si sa, ha anche un risvolto negativo,ed anche in questo caso, in misura maggiore che nella serie ETX della Meade,la montatura risultainstabile e non sufficiente a sfruttare sino in fondo le potenzialità dell'ottica. E’ un vero peccato perché i progettisti al posto del mono-braccio della montatura avrebbero potuto prediligereun più consono sistema a forcella. L'aumento di peso, del resto, sarebbe stato tollerabile ma le prestazioni n’avrebbero giovato parecchio. Dopo questa doverosa premessa, passo ad analizzare nello specifico le altre sue caratteristiche. Come si può evincere dalle foto, questo sistema ottico trasportabile presenta una completa motorizzazione in entrambi gli assi che, tramite il piccolo joystick di controllo della pulsantiera, permette un rapido adattamento dei movimenti dei motori a seconda che si utilizzi il telescopio in visione diretta, invertita, oppure tramite l’utilizzo del diagonale a specchio integrato nel sistema ottico. Per ottenere le varie possibilità è indispensabile premere il joystick verso il centro, in questo modo si accenderà il led verde che attesta l'attivazione delle modalità di funzionamento, a questo punto sarà sufficiente spostare il joystick a destra per usufruire delle tre opzioni: la prima per muovere il telescopio quando si osserva conl'immagine raddrizzata, la seconda quando si osserva con il diagonale a specchio, l'ultima con l'immagine telescopica invertita. Per attivare una delle tre opzionisarà poi sufficiente confermare premendo nuovamente il joystick al centro della pulsantiera di controllo. Il piccolo sistema elettronico alimentato con otto batterie da 1,5 volt é dotato inoltrediben cinque velocità (2X, 8X 64X, 128X 300 e 800X).
Anche il cercatore acromatico 8x21 s’inserisce perfettamente nel contesto miniaturizzato del Vipere seppur lievemente scomodo, svolge con sufficienza il proprio compito. Del resto, data la lunga focale, tipica della configurazione Maksutov, risulta anche ostico il puntamento del telescopio con l'oculare da 25mm in dotazione, ma è un prezzo che è necessario pagare per ottenere discreti ingrandimenti per le osservazioni lunari e planetarie, ricordiamo ai lettori che un rifrattore da 90mm a corta focale coadiuvato da un oculare Ploss da 10mm, genera mediamente una quarantina di ingrandimenti mentre il Vixen Viper ne sviluppa ben centoventi, attraverso i quali si possono già ottenere buone visioni della superficie lunare, mantenendo una estrazione pupillare media.
Per mezzo del diagonale aspecchio ribaltabile inserito nel tubo ottico é inoltre possibile usufruire di una comoda visione a 90 gradi oppure, utilizzando l'apposito adattatore per il raccordo fotografico, una visione diretta.
Il Vixen Viper può essere montato su una montatura vixen GP o simile tramite l'attacco a coda di rondine che funge anche da collegamento perla piccola montatura mono-braccio. La dotazione di serie prevede oltre alla pulsantiera appena citata ed al cercatore, anche un oculare Kellner da 25mm ed un adattatore per oculari per la visione diretta. Il tubo ottico è decisamente compatto, lungo 300mm pesa poco più di un chilogrammo e mezzo. L'ottica è ben curata e priva di striature ma l' ostruzione mié apparsa decisamente elevata per uno strumento che dovrebbe essere specifico per le osservazioni in alta risoluzione. l'interno del tubo, inoltre, pur essendo diaframmato non é stato esente da riflessi, osservando oggetti stellari nei pressi della luna.
La sera del 3 agosto ho diretto il Viper nella zona del cratere lunare Posidonius, l'oculare da 25 mm mostrava un'immagine ben contrastata anche se la presenza di abberazione cromatica che affligge l'oculare in dotazionecreava un deciso alone bluastro attorno al bordo lunare. L' aspetto migliorava notevolmente utilizzando un oculare in configurazione Ploss. Nelle serate successive, un seeing inclemente non ci ha permesso di discernere dettaglial limite della risoluzione strumentale. In questo genere d’osservazioni, anche se la montatura è decisamente sottodimensionata ho apprezzatola ottima trasportabilità dell'intero sistema e la comodità della pulsantiera che concede di navigare fra le strutture della superficie lunare con piacere. Agevolmente individuabili, nelle sere seguenti, i crateri piroclastici all’interno del cratere Alphonsus , il suo picco centrale, la Rupes Recta. il cratere Birt, e l’omonimo micro-cratere, invisibile invece la Rima e i domi lunari solcati da essa. Queste strane strutture sono state ampiamente trattate nel numero di maggio 2003 della rivista, ricordo ai lettori che la loro visione è direttamente correlata alla illuminazione solare, di fatto in condizioni migliori, ossia con le strutture nei pressi del terminatore è stato possibile ammirare una ventina di rilievi cupoliformi alcuni abbastanza ostici, come quelli nei pressi dei crateri Keplero e Posidonius. In questo genere di osservazioni le prestazioni del Viper sono paragonabili a quelle di un buon rifrattore acromatico a lunga focale da 80mm.
Ho poi provato, a circa duecento ingrandimenti a dare un colpetto al mono-braccio per verificarne le vibrazioni: cinque secondi sono decisamente tanti, d’altronde anche la mera operazione di messa a fuoco a medi ed alti ingrandimenti fa vibrare le immagini. Per saggiare le prestazioni effettive dell'ottica, ho montato ll tubo ottico su una montatura equatoriale della Vixen serie GP: decisamente sovradimensionata per un tubo cosi piccolo. In questo caso il Viper, mi ha particolarmente soddisfatto, e non poteva essere altrimenti, la notevole insensibilità alla turbolenza, nonché la buona luminosità della Luna, in una rara serata resa calma da un velo di foschia , ha consentito di utilizzare i 250 ingrandimenti forniti da una lente di Barlow apocromatica insieme con un oculare Ploss da 10mm, un limite ben al di sopra della formula teorica che raccomanda l’utilizzo di un ingrandimento utile pari al doppio del diametro dell'obbiettivo per gli strumenti a riflessione. Peccato che questo piccolo strumento non abbia trovato una fascia di mercato ideale, mentre l'etx, continua sul mercato dell'usato ad essere proposto in versione OTA a viaggiare su cifre prossime ai 500 euro.
Nell'osservazione di Marte, invece, il massimo ingrandimento utilizzato è stato di 200 ingrandimenti,sopra di esso l'immagine era poco nitida e buia. Con la forcella in dotazione questi ingrandimenti sono decisamente poco sfruttabili a causa delle vibrazioni sopraccitate. Questo difetto durante le osservazioni visuali si nota particolarmente durante l’operazione di focheggiatura che non concede di raggiungere la precisione proprio a causa della modesta solidità della montatura. E’chiaro che l’eventuale fotografiaastronomica dovrebbe essere assistita da una montatura più efficace.
Per quanto riguarda l’osservazione degli oggetti del cielo profondo, rare sono le soddisfazioni: Gli ammassi globulari appaiono come chiazze sfuocate, così come le galassie, mentre gli ammassi stellari aperti, risentono della lunga focale che provoca unridotto campo visivo. Per i trasferimenti in montagna è senz’altro preferibile un rifrattore, meglio se apocromatico, oppure, con una spesa inferiore ai mille euro è possibile affiancare il tubo del Vixen Viper a quello di un rifrattore acromatico a corta focale e ad un discreto cavalletto fotografico, coprendo cosi tutte le possibili osservazioni. Anche in questo caso, lo strumento non è stato esonerato dal mio consueto star test. Il Viperha esibito un' immagine di diffrazione ben centrata sia con lo specchio ribaltabile posizionato a 90 gradiche tramite la visione diretta. Oltre alla differenza degli anelli di diffrazione interni causati dall’ostruzione nel piccolo Maksutov era presente una discreta abberazione sferica rilevabile sia in intra-focale che in extra-focale, nonchè la presenza di coma ai bordi del campo. In definitiva, il Vixen Viper, si presenta come uno strumento da viaggio, ottimo per seguire le eclissi totali di sole, la luna ed i pianeti. I pregi sono consistono nella sua estrema compattezza e nelle buone prestazioni ottiche, i difetti nella scarsa robustezza della montatura e nella povera dotazione di accessori .
|