APM 100 ED APO
Corrado Morelli, in attesa della collimazione, dopo l'estrazione degli eccentrici.

Una settimana in compagnia dell’APM 100 ED APO e di Luca Mazzoleni.

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L’arrivo al Rifugio di Luca, “Debby” e Lea, la loro simpatica ed irrequieta quattro zampe, è sempre un momento particolarmente emozionante.

Luca Mazzoleni è da molti anni un amico fraterno: si è creato, da subito, un grande feeling, sarà perché, un po’ come il sottoscritto, è un tipo diretto che bada di più alla sostanza che all’apparenza.
Luca, infatti, non ama tanto le riverenze ma va subito “al sodo” ed è quello che si suole definire: “Un uomo tutto d’un pezzo”.

Certo, la passione comune per le ottiche, la sua grande competenza e praticità nell’intervenire e risolvere i problemi che, soprattutto le ottiche datate possono presentare, hanno aumentato la mia stima nei suoi confronti, di anno, in anno.

Apm 100 ED APO

Le foto sono state scattate da Luca Mazzoleni con un smartphone. Ci scusiamo per la compressione delle immagini.

 

Il sottoscritto, che in passato ha fatto parecchi disastri ogni qualvolta cercava di riparare binocoli o cannocchiali, sa quanto sia difficile il lavoro/passione di Luca e sono davvero pochi i tecnici, qui in Italia, in grado di operare sulle ottiche in modo così efficace e preciso.

Luca nel corso dell’intera settimana non ha avuto tregua alcuna: sempre pronto a operare con il suo fidato collimatore per controllare l’allineamento dei miei binocoli, in primis del Fujinon 25×150 che era notevolmente scollimato.

Anche il nuovissimo APM 100 ED APO ha avuto bisogno di un piccolo intervento, cosi come altri binocoli a bassi ingrandimenti che al mio occhio erano disallineati. Il suo responso ha confermato la mia attitudine, ormai diventata una vera e propria mania, di verificare durante l’osservazione pratica  i minimi disallineamenti dei mie strumenti.

APM 100 ED APO

Il binocolo APM 100 ED APO: costruzione cinese, alta qualità.

 

Un’altra caratteristica che ci accomuna è l’obiettività; quando proviamo e testiamo gli strumenti, cerchiamo di non farci condizionare dall’alone di notorietà tipico dei marchi più blasonati. Ci sforziamo, ogni volta, di giudicare quello che secondo il nostro parere è il miglior prodotto.

Com’era ovvio abbiamo dato la maggior parte delle nostre attenzioni al nuovissimo binocolo APM 100 ED APO, inviato dal distributore tedesco (da cui prende l’acronimo) per la presentazione ufficiale in Italia, effettuata nei giorni 5/6/7 settembre al Rifugio della Corte, grazie naturalmente a Piergiovanni.
La comparativa più interessante l’abbiamo ottenuta grazie al binoscopio da 90 mm di diametro di proprietà dell’astrofilo Enrico Rossi. Questo interessante e costoso strumento è composto di due tubi ottici Takahashi Sky-90  (doppietto alla fluorite con una lunghezza focale di 500 mm) coadiuvato dal valido sistema Matsumoto. In realtà, durante l’evento avevamo già parzialmente eseguito una comparativa, tuttavia, con la calma concessaci dalla nostra personale “sei giorni”, abbiamo potuto verificare con maggiore attenzione le differenti prestazioni fra i due strumenti ottici.

Takahashi SKY 90 binoscopio

A sinstra: il proprietario del binoscopio, Enrico Rossi, di fianco all’autore dell’articolo, Corredo Morelli.

 

La presunta supremazia del binoscopio Takahashi non ha avuto conferma, dimostrando, invece, anche ad alti ingrandimenti, (140/150x) lo straordinario lavoro compiuto dai costruttori cinesi che hanno realizzato l’APM 100 ED APO.
Molti avranno notato come i progettisti di questo binocolo siano stati influenzati dal mitico  Kowa Highlander Prominar,  punto di riferimento e desiderio d’acquisto per ogni grande appassionato. Ciononostante, anche in questo caso, l’APM 100 ED APO ha vinto la sfida.

Sia durante le osservazioni diurne che in quelle crepuscolari ha fornito una maggior luminosità, confermando, nel frattempo, la sua miglior propensione a sopportare gli alti ingrandimenti. A onor del vero c’è da specificare che abbiamo potuto utilizzare il Kowa Highlander Prominar, oltre i cinquanta ingrandimenti, soltanto con  degli oculari modificati, non con gli accessori originali. Questa  obbligatorietà deriva dal fatto che, purtroppo, non è possibile utilizzare gli  oculari astronomici standard di 31,8 mm di diametro.
APM 100 ED APO

Il controllo della collimazione con lo Zeiss 4X

 

L’APM 100 ED APO, invece, è stato impiegato con gli oculari Pentax XW che hanno mostrato di funzionare molto bene con il binocolo “tedesco”. Abbiamo utilizzato una coppia di 20mm, una di 14 mm, una di 7 mm, una 5 mm e per finire l’interessante coppia da 3,5 mm. Gli ingrandimenti erano compresi fra i 27.5X sino a ben 157X.
Anche utilizzando degli ingrandimenti maggiori, questo binocolo ha rivelato un’eccellente definizione e un’ottima correzione delle aberrazioni cromatiche. Una prestazione che non avevamo mai visto in un binocolo di corta focale (550 mm).

L’APM 100 ED APO è stato anche utilizzato con altri tipi di oculari, ma quelli che hanno mostrato i migliori risultati sono stati proprio i Pentax serie XW. Piergiovanni Salimbeni e Raffaello Braga stanno comunque verificando quali oculari potrebbero funzionare  meglio con questo schema ottico. Per tale motivo confidiamo di poter fare  ulteriori prove con questo nuovo gioiello.

APM 100 ED APO

Gli oculari Pentax da 3.5 mm: veramente ben sopportati dall’APM 100 ED APO.

Un’altra coppia di oculari che ha mostrato di adattarsi a meraviglia all’APM è quella composta dai Kowa TE9-WH (61X), ma anche in questo caso la qualità si pagherebbe  a caro prezzo.
Durante la fase di collimazione Luca ha individuato immediatamente ciò che potrebbe creare qualche problema qualora gli oculari non fossero inseriti accuratamente: tutti gli oculari, concepiti per uso astronomico, possiedono il barilotto con una scanalatura di sicurezza.  Tale caratteristica non si adatta in modo ottimale alla chiusura a collare del porta-oculari dell’APM.

E’ quindi essenziale, per evitare disassamenti o false scollimazioni, inserirli in modo preciso avendo l’accortezza, mentre si chiude la ghiera di bloccaggio, di  premerli  sul fondo del porta-oculare del binocolo.

APM 100 ED APO

Il proprietario del Kowa Highlander Prominar, Fabio Zugnoni, testa l’APM 100 ED APO con degli oculari Vixen Lvw da 5 mm.

 

Sarebbe interessante individuare degli oculari di qualità da 31,8 mm con il barilotto liscio, che consentirebbero di eliminare l’inconveniente appena evidenziato.

Comunque sia sul nuovo APM è stato fatto un gran lavoro. Sia io, sia Luca lo riteniamo  il migliore binocolo in circolazione nel suo genere, senza nulla togliere a Kowa e Docter Aspectem che sono sicuramente più compatti e trasportabili e comunque sempre delle “ottiche al top”.

Per noi appassionati di osservazioni terrestri la maggior qualità dell’APM 100 ED APO è evidente, soprattutto in termini di luminosità, giacché per guardare la fauna ad alti ingrandimenti e al crepuscolo, sia il Kowa sia il Docter  sono penalizzati dal minor diametro.
Per ciò che concerne le osservazioni astronomiche, toccherà agli astrofili che parteciperanno al nostro evento del 24-25-26 fare il quadro  della situazione, dato che sia a me che a Luca , come diciamo spesso: “Guardare tutti  quei  puntini luminosi non ci procura nessuna emozione.

E’ abbastanza lapalissiano confermare che quando un’ottica è buona è buona e ci pare, oltretutto, alquanto assurdo asserire che ottiche pessime nelle osservazioni diurne, diventino, per magia, ottime sotto un cielo stellato.

L’APM 100 ED APO, forse, ha sfatato anche un altro tabù, ossia che il diametro di 80 mm per le osservazioni diurne è  il più ottimale. In realtà, il binocolo di APM- Telescopes a mostrato, in più occasioni, la sua superiorità, anche in pieno giorno, rispetto ai rivali d’indubbia qualità ma di diametro inferiore.

APM 100 ED APO

Corrado Morelli, in attesa della collimazione, dopo l’estrazione delle ghiere di serraggio.

Ovviamente ognuno è libero di pensare ciò che vuole, visto che la scelta di un’ottica è  molto soggettiva, anche se sinceramente sia io che Luca Mazzoleni mal sopportiamo chi spesso è legato ad un  unico marchio , negando l’evidenza e continuando imperterrito a sostenerne la superiorità solo per un sentimento di affezione molto soggettivo.

Colgo l’occasione per ringraziare la dolce Debby che mi ha sostituito nella gestione del Rifugio durante la loro permanenza, consentendomi una vera e propria “ full immersion binocolara” con Luca. La mia gratitudine va anche a Luca che, ancora una volta, ha collimato alla perfezione tutti i miei binocoli da poco acquistati.
Sono grato anche Piergiovanni grazie al quale ho avuto la possibilità di provare e poi acquistare l’APM 100 ED APO.

E’ evidente che senza il suo grande impegno sarebbe molto difficile testare  le varie novità nel settore ottico sportivo senza doverle prima acquistare. Il suo lavoro è davvero importante perché è innegabile che in questi ultimi anni abbia dato a tanti appassionati la possibilità di provare, testare e confrontare un’infinità di ottiche, spesso in anteprima mondiale.

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Morelli Corrado: ha preferito alla professione di radiologo, per amore della montagna, la gestione di un rifugio in Valtellina . Uno fra i più grandi “collezionisti-lampo” (compra , testa e rivende perchè è sempre alla ricerca del binocolo per tutta la vita o di qualcosa che ancora non esiste). Schietto, pratico e genuino ama osservare cervi e caprioli da lunghissima distanza utilizzando ogni anno, decine di strumenti differenti

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