Swarovski Optik Absam
Swarovski Optik Absam

Visita della Swarovski Optik di Absam (AUSTRIA)

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Eccezionale opportunità per gli intrepidi ambasciatori del forum di BINOMANIA .

Sulla via del rimpatrio dalla spedizione in Repubblica Ceca e Germania, transitando per il verdissimo Tirolo, ci siamo fermati ad Absam, patria della Swarovski.  In via del tutto eccezionale, in riconoscimento delle nostre credenziali diplomatiche, abbiamo potuto visitare l’intero stabilimento dove nascono i meravigliosi strumenti ottici che ben conosciamo ed apprezziamo.

E’ stata un’opportunita’ davvero unica!
La gentilissima Sig.ra SARA ROGEN, giovane e molto competente, grazie alla sua ottima conoscenza della lingua italiana ci ha guidato nel tour ed aiutato a comprendere le dettagliate spiegazioni del  Sig. RENE’ KLAPEER, responsabile del controllo di qualità, che con grandi pazienza e disponibilità ha risposto dettagliatamente all’infinita’ di domande che gli abbiamo rivolto. Al termine della visita abbiamo potuto incontrare anche il gentilissimo Sig.ANDREAS HAIDER, responsabile del customer care, che ci ha illustrato le motivazioni alla base della ben nota attenzione di Swarovski verso il consumatore. Non abbiamo potuto realizzare un reportage fotografico per comprensibili ragioni di riservatezza. Vogliamo condividere con tutti gli appassionati una sintesi di questa bellissima esperienza.

 

Swarovski Optik Absam

Foto: cortesia Swarovski Optik Absam

Incontro.
Entrando in Swarovski si respira immediatamente un’atmosfera di serena e rilassata professionalità. Il receptionist che ci ha ricevuto ed i managers che ci hanno accompagnato non sorridevano per dovere d’ufficio ma con evidente spontaneità. E’ significativo che un PR impegnato a presentare un’azienda leader grande e competitiva, con oltre 700 dipendenti, illustri per primi l’asilo nido per i dipendenti e la scuola professionale interna, citati come risorse e non come benefits. A conferma che mercato e civiltà non sono affatto incompatibili, basta volerlo. In tutta l’azienda si notano estrema pulizia ed un ordine piacevoli e per niente “teutonici” , nel senso pedante comunemente dato al termine.  La climatizzazione è molto controllata, anche nei reparti meno critici, e tutta l’azienda è silenziosissima, anche nelle lavorazioni dei metalli. I reparti di produzione attingono dal magazzino mediante un sistema computerizzato di alimentazione diretta, basato su tapis roulant verticali con inseriti grandi vassoi identificati da chip.

 

Ricerca e sviluppo.
Mr.Klapeer spiega che tutta la ricerca e sviluppo, i progetti, i prototipi ed anche alcuni software sono interamente realizzati in azienda. Niente viene affidato ad aziende esterne di engineering. In giro abbiamo visto molti pezzi definiti come “prototipo” o “non di serie”.

 

Meccanica.
Nel reparto meccanica regnano i metalli : acciaio inox, alluminio e magnesio. Sia in pressofusione che stampati. Abbiamo chiesto le specifiche dei materiali, Mr. Klapeer ha risposto con “le migliori” ed un sorriso ! Anche i semilavorati denotano altissima cura, bave quasi assenti e non ho visto matarozze, nemmeno per la minuteria. La finitura dei semilavorati potrebbe serenamente essere quella del pezzo finito di tante altre produzioni. La tolleranza di 0,001 mm è comune nell’industria di precisione, diventa straordinaria quando è imposta su TUTTE le lavorazioni, anche le meno critiche! Mr. Klapeer dice che la massima ricerca della precisione è necessaria in particolare per le gabbie dei prismi. Ovunque torni e frese CNC, sviluppati dai costruttori su specifiche Swarovski, Mr. Klapeer indica che l’utensile lavora in umido a basso impatto ambientale e viene sostituito al compimento di una frazione della vita utile indicata dal costruttore. Un costo notevole. Significativo il fatto che il ciclo sia completamente automatico ma che l’operatore possa intervenire su alcuni settaggi senza chiedere particolari autorizzazioni, Japan style, ad indicare una moderna ricerca della qualità anche dal basso ed un elevato livello di integrazione interno. Non ho visto alcun contenitore alla rinfusa e tanto meno ammassi. Ogni pezzo, anche il più minuto, è lavorato, trattato e trasportato singolarmente su giostre o vassoi.

 

Swarovski Optik Absam

Foto: cortesia Swarovski Optik Absam

Anodizzazione.
Il reparto anodizzazione è costituito da una linea a bassissimo impatto ambientale ed esposizione degli operatori praticamente nulla. Ammirevole e costoso. Linea interamente sviluppata e costruita da Swarovski, niente proviene dalla produzione di serie delle ditte specializzate. Questo e la necessità di moltissima manutenzione comportano alti costi. Il risultato è superbo : tutti i pezzi che ho potuto accarezzare esibivano un trattamento durissimo, estremamente liscio e regolare, senza traccia di magrezze o arricchimenti nemmeno sui componenti più estesi, come nelle ottiche da tiro o spotting scopes. Nessuna traccia di accumulo, nemmeno negli anfratti più minuti. La durata di esecuzione dei diversi trattamenti varia moltissimo, sulla natura dei bagni e del materiale trasferito abbiamo ricevuto solo un altro sorriso compiaciuto!

 

Ottica.  
La tolleranza di riferimento per le lavorazioni meccaniche qui guadagna due zeri, scendendo a 0,00001 mm. Anche in questo reparto tutte macchine CNC, con anche robotica e sofisticati sistemi di supporto e movimentazione delle lenti. La finitura superficiale è tanto precisa che i prismi aderiscono stabilmente senza alcun adesivo, e per staccarli abbiamo dovuto usare un martelletto ! I vetri provengono dalla migliore produzione tedesca e forse anche giapponese, ma questa è solo una nostra supposizione. Fantastico vedere le frese verticali CNC lavorare piastre coperte di prismi , con i grandi piattelli di fresatura che ruotano e scorrono sulle facce dei prismi accostati, descrivendo figure particolari e con velocità diverse. Ancora di più vedere il braccio del robot prendere una lente e posizionarla all’interno della camera chiusa dove viene lavorata. Poi la rimuove, la espone ai sistemi di controllo e la rimette nella linea.

 

Trattamenti superficiali.
Il reparto che appare più avveniristico. In totale isolamento ed atmosfera estremamente controllata pochi tecnici gestiscono 6 grandi macchine che vaporizzano gli strati su lenti e prismi. Annegate nella parete, vengono caricate aprendo un portello da Star Trek, con sistemi di movimentazione dei vassoi conici coperti di lenti altamente automatizzati. I materiali utilizzati sono top secret ed il numero degli strati ci è stato indicato in “decine”. Per la lente frontale e gli oculari si ricerca la massima durezza, per evitare danni con l’uso. Inutile fare altre domande.

 

Assemblaggio.
Dalle finestre della zona protetta abbiamo potuto vedere come nascono i nostri amati giocattoli. A parte pochi montaggi iniziali automatizzati, come forature o inserimenti forzati, è tutto manuale. Quasi tutte mani femminili. Gesti calmi, misurati e precisi. Dopo ogni singola operazione il pezzo viene girato fra le mani, guardato e controllato. Pochi avvitatori elettrici, tanti utensili manuali. Gli stessi operatori ricevono i pezzi dal controllo finale e li imballano. Ci ha colpito riconoscere gli stessi gesti con cui gli appassionati ripongono le proprie ottiche !

Nella fase di assemblaggio è compresa l’immissione di azoto. Sulla cui reale efficacia e durata nel tempo ci sono pareri molto discordi. Mr. Klapeer definisce il trattamento “molto utile” e che la sua durata nel tempo è “ adeguata “ ma non precisamente preventivabile. Ad ogni intervento di manutenzione il riempimento di gas inerte viene ricostituito. A domanda risponde di avere in uso molti differenti tipi di lubrificanti, chiediamo quanti tipi sono presenti nello stesso apparecchio, risponde “diversi”.

 

Swarovski Optik Absam

Foto: cortesia Swarovski Optik Absam

Controllo qualità.
I nostri accompagnatori spiegano che in Swarovski la qualità ed il suo mantenimento sono considerati dal management come base stessa della filosofia aziendale e motivo principale del successo del brand. Quindi l’inevitabile percentuale di scarti che deriva da un controllo qualità rigoroso non è intesa come un costo ma come una necessità di mercato. Un’argomentazione davvero molto pesante, che dovrebbe far riflettere qualcuno. Gli standard di qualità sono ricercati durante tutto il processo produttivo, perché ogni intervento ha una fase di verifica. Ogni singolo pezzo prima di entrare in assemblaggio deve passare un controllo finale. Abbiamo visitato diversi ambienti colmi di macchine ottiche di misura, interferometri , laser e quant’altro. L’ottica finita subisce un controllo finale e di collimazione, poi torna a chi l’ha montata che la imballa. A chiusura di un cerchio virtuoso. Anche un esperto di collimazione come Carlo Rossi è rimasto colpito dai collimatori verticali e dai binocoli collimatori in uso, per un intervento finale in sostanza molto manuale.

 

Cortesia Swarovski Optik Absam

Foto: cortesia Swarovski Optik Absam

Assistenza.
Parlando con Mr. Haider ,manager del customer care, ci siamo complimentati per l’arcinota qualità e disponibilità dell’assistenza Swarovski. Che  costituisce importante fattore di scelta per gli appassionati. Risponde che l’assistenza è parte integrante della loro filosofia della qualità,  finalizzata al mantenimento della stessa. Swarovski interviene su tutto l’oggetto inviato in manutenzione, indipendentemente dal problema segnalato, perché si vuole che le ottiche con il loro marchio restino sempre nelle migliori condizioni. Non lo considerano un costo ma parte importante dell’immagine aziendale e del successo di Swarovski. Per questo fanno il possibile per garantire la disponibilità di ricambi anche per le ottiche meno recenti, alle quali è destinato un settore specifico del reparto assistenza.

 

 Considerazioni finali.
 Civiltà. Modernità. Precisione. Orgoglio. Disponibilità.

In ordine casuale, sono le impressioni lasciate da questa visita. E’ logico pensare che anche altre aziende potrebbero impressionare altrettanto, ma di certo siamo felici che esista una realtà aziendale come Swarovski, con questa filosofia di attenzione alle sue persone ed al suo territorio. Con l’ orgoglio della qualità e l’attenzione al consumatore poste alla base del grande successo che tutti conoscono. Siamo felici anche di questo oltre che della disponibilità dei meravigliosi giocattoli che ben conosciamo.

 

Uno speciale saluto e ringraziamento al Dottor Franco Cernigliaro, AD di Swarovski Italia, per l’interessamento e per le immagini a corredo di questo articolo ed ai nostri ospiti di Absam Signora Sara Rogen, Signor Andreas Haider e Signor Renè Klapeer per la grande cortesia e disponibilità.

 

Per  il Forum di BINOMANIA (in rigoroso ordine alfabetico!)

Maner Agnoloni (Diogene)

Carlo Rossi (Prupezio)

Claudio Todesco (Born to Zeiss)

da sinistra: Carlo Rossi, Claudio Todesco, Maner Agnoloni

Da sinistra: Carlo Rossi, Claudio Todesco, Maner Agnoloni

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Agnoloni Maner: Milanese evaso, da circa 10 anni vive nell’hinterland con Grabilla e tre gatti. Fotografo industriale, da più di trent’anni occasionalmente sul palcoscenico della Scala in ruoli da figurante, cui tiene tantissimo per motivi mai completamente chiariti. Incompiuta carriera universitaria, prima a fisica e poi a scienze politiche, della quale è curiosamente molto soddisfatto. Le passioni per storia, epistemologia, teatro, musica, enologia, cucina, lingua meneghina, costruzione bici corsa/mtb e chissà che altro si devono accontentare del poco tempo libero lasciato dal suo volontariato di soccorritore 118. Curioso per natura, gli piace ascoltare, conoscere ed ha la presunzione di provare a capire. Scettico ma passionale, se annusa competenza e soprattutto passione lo si potrebbe far interessare a qualsiasi cosa. Di natura riservata, diventa estroverso con gli amici, cui è legatissimo. L’incontro con il sito/forum lo ha coinvolto in relazioni pericolose, ha ravvivato antiche braci e l’incendio è ormai fuori controllo.

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