immagine: cortesia http://www.pulsar-nv.com/

Visore Termico PULSAR QUANTUM XD19S: Incredibile!

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La Yukon-Pulsar è una grande azienda nata all’inizio degli anni 90 in cui lavorano quasi mille dipendenti. È presente in oltre quaranta paesi ed è Leader nella produzione di prodotti ottici per la visione termica e notturna: insomma, non è proprio l’ultima arrivata!

Oggetto di quest’articolo sarà il visore termico PULSAR QUANTUM XD19S, un prodotto di alta qualità, dalle prestazioni elevate e dal prezzo considerevole (€ 2300 iva inclusa) . o)

Per apprezzare al meglio le caratteristiche di questo prodotto mi sono avvalso della consulenza di  Pier Paolo Bacherotti, noto cacciatore di selezione della mia zona, oltre che istruttore subacqueo.

Paolo nel corso di varie notti, ha praticato la sua attività di monitoraggio della fauna avvalendosi di entrambi gli strumenti, carpendone,come vedremo pregi e difetti.

Pulsar_Visore_Termico_1

Prima di svelarne le caratteristiche, mi pare sia utile illustrare brevemente il funzionamento di un visore termico.
Le sue prestazioni si basano totalmente sulla rilevazione di calore (raggi infrarossi) che sono emessi  da un corpo o da un oggetto. Questi raggi, com’è risaputo, sono invisibili all’occhio umano.
Vi sono due tipi principali di visore: quelli in cui l’immagine visualizzata mostra “l’aura di calore” emanata dal corpo e quelli più raffinati e costosi, definiti “a scansione” che contengo un rilevatore di raggi infrarossi le cui informazioni sono raccolte da un sistema di specchi che scansionano tutta la scena inquadrata, mostrando una immagine dettaglia e di grande precisione. Il segnale termico è poi convertito in segnale elettrico  e inviato , grazie al processore,  allo schermo digitale che lo decodifica in una immagine.

La differenza principale fra un visore termico è un visore  notturno è che il primo è in  grado di percepire gli infrarossi emessi da un soggetto /oggetto con temperatura superiore agli zero gradi, un semplice visore notturno, invece, sfrutta la luce infrarossa (residua) che viene riflessa e che è invisibile all’occhio umano, ma che ad esempio è percepita da molti animali notturni, come ad esempio i gufi o le civette.

In estrema sintesi:  ” Le termocamere sfruttano la luce infrarossa emessa dagli oggetti tramite il calore,  i visori notturni sfruttano invece la luce infrarossa riflessa dagli oggetti “.

E’ ovvio quindi che i visori termici siano decisamente più performanti.

 

 

Il visore termico PULSAR QUANTUM XD19S, seppur sia un prodotto di alta qualità e’ solo il modello base della gamma di visore termici Quantum, come è visibile nella seguente tabella.

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre.
scheda_tecnica_visore_termico

immagine: cortesia http://www.pulsar-nv.com/

Pulsar_Visore_Termico_3

 

La differenza più importante fra i tre modelli è la possibilità di percepire soggetti a “soli” 680 metri di distanza, il modello di medio costo si spinge sino a 1350 metri mentre il Top di Gamma, che è anche un 4x-16X, consente di percepire soggetti al buio a ben 1600 metri, una distanza in sostanza impossibile per qualsiasi semplice visore termico nella stessa fascia di prezzo.

Il prodotto è molto robusto, impermeabile, possiede un elevato range di utilizzo anche a basse temperature. E’ inoltre abbastanza compatto e leggero, grazie allo scafo di magnesio, si alimenta con una batteria esterna o con otto pile da 1,5 V, il funzionamento è certamente rapido e immediato. Dopo solo cinque minuti dalla prima accensione ero già in grado di osservare e navigare con facilità nel menu.

Primo funzionamento.

Per prima cosa è fondamentale inserire le batterie, dopo aver girato di 90° la leva del coperchio impermeabilizzato, si potrà estrarre il carrello che le contiene.
Nella confezione inviata da Adinolfi,  erano già presenti quattro ottime batterie  di Tipo AA ( consigliate quelle di almeno 2500 mA).  Dopo aver richiuso il carrello  si potrà premere il pulsante di accensione per accedere alle tre modalità d’utilizzo: Città, bosco e identificazione.
E’ possibile scegliere anche fra tre modi di calibratura: manuale, (M) semiautomatica (H) e totalmente automatico (A).

E’ inoltre possibile attivare lo spegnimento automatico, invertire il colore dell’immagine, regolare lo zoom e altro ancora. Grazie all’apposito cavo in dotazione, l’apparecchio  potrà essere alimentato con una sorgente elettrica esterna DC (spina 2,1 mm), con voltaggio stabilizzato tra 8,4V e 16V o 12V da autoveicolo. L’azienda consiglia di utilizzare fonti di alimentazione esterna  “ EPS3 o EPS5” che sono in grado di fornire fra le dieci e le venti ore di autonomia.

Prima di accendere il Quantum XQ19 è necessario  non puntarlo su delle fonti di luce molto intensa come il sole o dei laser. In questo caso le componenti elettroniche interne potrebbero irreparabilmente rovinarsi e  si perderebbe anche la a garanzia a causa dell’uso improprio.

Telemetro.

Un’altra funzione interessante è la telemetria

I visori termici Pulsar Quantum, infatti, dispongono di un telemetro “stadiametric” che consente di calcolare la distanza approssimativa di un oggetto/soggetto di dimensioni conosciute.

Per attivare il telemetro è necessario premere il pulsante “RF, Sul display comparirà il valore della distanza e l’icona di riferimento del soggetto scelto.

I soggetti predefiniti sono tre: Lepre, altezza 0.3m, cinghiale, altezza 0.7 m e Cervo altezza 1.7.m

E’ necessario posizionare il  cursore inferiore fisso sotto l’oggetto osservato e, durante la rotazione del regolatore spostare la parte superiore orizzontale del cursore rispetto al cursore fisso inferiore sino a quando l’oggetto osservato andrà ad inserirsi pienamente tra i due cursori. La distanza dell’oggetto osservato è calcolato automaticamente quando si sposta la linea superiore. Se la misurazione non avverrà entro due o dieci secondi, tutte le informazioni spariranno dal display. Prima di essere visualizzato sul display, il valore di distanza viene arrotondato a 5 m per valori grandi, ad 1 m per valori bassi. Per disattivare il telemetro premere sarà sufficiente premere il  il tasto “RF”

Pulsar_Visore_Termico_2

Queste che ho descritto rapidamente  sono le funzioni essenziali, vi sono tuttavia  una serie di opzioni per personalizzare il proprio strumento, che espongo qui di seguito.

Le funzioni M1  sono per la regolazione del  colore, il funzionamento “mode”, la modalità di calibratura, la regolazione della luminosità’, il colore del menu e lo spegnimento automatico.

Le funzioni  M2, comprendono la regolazione dell’ora, la riparazione dei pixel del display, la selezione della unità di misura, l’attivazione del comando remoto e la scelta del segnale video di uscita.

Fra esse, mi hanno colpito la possibilità di modificare il colore del display in base alle proprie esigenze: Black Hot, Red hot, Red Monochrome, Rainbow, Ultramarine, Violet, Sepia.

Sono poi disponibili tre modalità di funzionamento automatico: la “City” per ottenere un miglior contrasto, la “Forest” per un basso contrasto e la” Identification” che fornisce la miglior resa dei dettagli.. Ognuna poi si potrà ottimizzare per contrasto, luminosità , guadagno, personalizzandola ancor di più.

L’ultima funzione che è indispensabile conoscere per le migliorare la produttività delle nostre uscite in mezzo alla natura è l’attivazione dello zoom digitale.  Per accedervi a questa opzione, sarà sufficiente premere il tasto Mode per modificare lo zoom digitale. Ricordo ai lettori che senza usufruire dello zoom digitale, questo visore termico è dotato di un rapporto d’ingrandimento 1:1

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La prova sul campo.
Come avrete letto e soprattutto dopo aver visionato il filmato della Ultimate Night Vision  non stiamo parlando di certo di un giocattolo: questo è un prodotto professionale, con decine di funzionalità che, rapida occhiata a parte, potrà essere tarato con sapienza, in base alle vostre esigenze dopo un po’ di esperienza sul campo.

Proprio per tale motivo mi sono avvalso della collaborazione di un professionista del settore venatorio che trascorre ore ed ore al crepuscolo e al buio per monitorare la fauna.

altana

La prova si è svolta a cavallo dei mesi di Maggio e di Giugno su varie altane della provincia di Varese e i soggetti prediletti sono stati cinghiali, cervi, caprioli e lepri, è stata fatta anche una prova in mezzo al Lago, in notturna su una imbarcazione per verificarne le potenzialità.

 

Pier Paolo Bacherotti ha portato con sé, sia il visore termico che il visore notturno gentilmente forniti da Adinolfi. Lascio la “tastiera” in mano a  Pier Paolo che descriverà le sue impressioni.

 

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Pier Paolo Bacherotti: istruttore SUB e esperto cacciatore di selezione. Sarà uno dei nuovi protagonisti del team di binomania per il settore ottico-nautico e venatorio. Foto ©Silvano Barboni Photographer

 

Ho utilizzato questo visore termico per la mia attività di monitoraggio della fauna locale. La mia esperienza ventennale è circoscritta al settore ottico ( binocoli, cannocchiali da fucile e spotting scopes). Utilizzo talvolta i visori notturni, tuttavia ero decisamente curioso di verificare se, per il mio genere di osservazioni, un visore termico potesse fare realmente la differenza.

Ringrazio quindi l’importatore dei prodotti Yukon-Pulsar per aver messo a disposizione un visore notturno, pur rammentando che la fascia di prezzo-qualità fosse a favore del prodotto termico.

Durante i miei vari appostamenti ho apprezzato sin da subito le potenzialità del termovisore Quantum, che espongo rapidamente per punti: :

  1. Rispetto al visore notturno, questo visore termico consente di osservare gli animali anche in presenza di rami, rovi, fogliame ed altro ancora. Sono rimasto letteralmente stupito, almeno un paio di volte, quando. sorvegliando un’ampia zona da un’altana con il mio  binocolo 7×42 e poi con il  visore notturno, ho potuto contare ben 5 cinghiali dietro a dei roveti situati a circa 40 metri dalla mia postazione
  2. Per ciò che riguarda l’attività venatoria di selezione, è “essenziale” non solo per una norma comportamentale ma anche per la sicurezza, essere in grado di riconoscere il soggetto e poterne desumere specie e dimensioni approssimative. Con il visore notturno questo, spesso non è possibile. Il termico invece, anche a distanze decisamente elevate, è sempre stato in grado di mostrarmi delle sagome molto precise, tanto che, anche grazie ad una discreta stima fornita dal telemetro, ero in grado di calcolarne con maggiore rapidità le dimensioni  e il possibile peso
  3. Questo visore termico, oltretutto, ha moltissime funzioni ed ho potuto prediligere la nitidezza dalla luminosità, in base alle condizioni che mi si presentavano nel corso delle serata.(dal crepuscolo a notte fonda)
  4. Un’altra caratteristica che mi ha stupito è stata la percezione di tridimensionalità che ho notato, mai avuta prima con un notturno. Era molto facile, notare le differenze di dimensioni dei capi, in presenza, ad esempio di un branco di cinghiali o di un gruppo di giovani caprioli.
  5. E’ molto robusto, compatto e il suo funzionamento è pressoché immediato. Inoltre “la profondità di riconoscimento” e’ decisamente più elevato rispetto ai vari visori notturni che ho avuto la possibilità di testare, anche coadiuvati da buone torce IR 
  6. Consiglio il Visore PULSAR QUANTUM XD19S ha gli appassionati della natura piu’ esigenti, sia naturalisti, sia cacciatori. Si adatta alla perfezione anche ad attività semi e professionali per la sorveglianza e il monitoraggio in condizioni proibitive, ad esempio nell’utilizzo nautico di polizia 

 Concludiamo questo articolo proponendo un breve filmato dove si evidenziano le grandi differenze fra un visore notturno ed uno termico. Nel nostro caso, date anche le differenze di prezzo fra un prodotto e l’altro le prestazioni erano ancora piu’ marcate

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Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi