Sfida visori binoculari: Celestron vs Denkmeier vs William Optics
Di Piergiovanni Salimbeni
Premessa.
Chi ha avuto la fortuna di osservare in un binocolo di qualità, avrà senz'altro appurato come la visione appaia tridimensionale, più dettagliata, nonchè più rilassante rispetto a quella fornita da un comune telescopio.
Attualmente sono disponibili sul mercato una serie di visori binoculari che si differenziano per prezzo e per prestazioni e che consentono ai possessori di telescopi, di percepire le sensazioni appena citate, potendo godere, nel contempo, d’ottime visioni ad alti ingrandimenti.
Lo scopo di questo test è quello di analizzare tre sdoppiatori noti che si pongono su piani differenti sia per il prezzo di acquisto che per le prestazioni.
Il primo è prodotto dall’azienda americana Denkmeier, Gianluca Carinci della Aleph-Lab mi ha inviato il kit Big Easy comprendente uno sdoppiatore binoculare Denk Std e vari accessori, il secondo è il Celestron serie Ultima, inviato da Auriga Spa di Milano, mentre il terzo, nato in casa William Optics e di mia proprietà ed è venduto dalla Astrotech Srl con tre validi accessori.
Per onore di cronaca è stata pubblicata una recensione più approfondità, mesi or sono, sulla rivista LE STELLE, qui troverete le mie impressioni in sintesi.
L’osservazione binoculare in genere
Premetto brevemente le mie impressioni rilevate nel corso degli ultimi anni, osservando con vari visori binoculari rispondendo a delle comuni domande che spesso mi pongono i lettori
Ma è vero che i visori dimezzano la luce raccolta dal telescopio? Falso, è una invenzione di una parte della dottrina che forse si è limitata a citare la teoria senza verificare le prestazione di un visore in pratica :-)
In realtà, grazie all’integrazione delle immagini operata dal nostro cervello la diminuzione della luminosità è del 30-35%.
E'utile per le osservazioni degli oggetti del sistema solare?
Senz'altro, anzi a causa della media dimensioni dei prismi, i visori più economici daranno maggior soddisfazione proprio in questo genere di osservazioni, per osservare con piacere le galassie oltre ad un telescopio di almeno 20cm (miei gusti personali) si dovrebbe fare uso come minimo di un visore con prismi di almeno 23mm, anche se 26mm sono preferibili.
Esemplificando posso dire che le strutture della superficie lunare appaiono molto tridimensionali ed è possibile percepire con maggior facilità, i dettagli al limite della risoluzione e le differenti variazioni di albedo della superficie selenica
Giove, Marte, Venere e Saturno , invece, mostrano sempre più particolari rispetto a quelli mostrati da un singolo oculare, seppur ottimo. Ricordo, ad esempio, di aver osservato, senza impegno,alcuni WOS e festoni giovani, distinguibili, senza visore, solo in condizioni atmosferiche molto favorevoli. Gli oggetti celesti, paiono inoltre più grandi rispetto all’ingrandimento fornito, circa il 20% in più.
Direi che spesso è meglio comprare un visore binoculare economico e due oculari economici che un oculare pregiato ma costosissimo.
E'vero che la visione binoculare "calma " la turbolenza? E'vero. Nelle serate contraddistinte da una fastidiosa turbolenza sono maggiormente visibili i dettagli planetari, si nota, inoltre, un minor affaticamento della vista: questo concede, sessioni osservative più prolungate.
E' vero che la visione binoculare diminuisce il cromatismo dei rifrattori acromatici?
La risposta più confacente è che il residuo cromatico è meno percettibile rispetto alla visione ottenuta con un solo occhio, ma ritengo che questa caratteristica possa dipendere, oltre che dalla diminuzione della luminosità e dall’ulteriore rifrazione dei prismi, anche dalla capacità di due occhi di escludere al meglio i dettagli più spuri.
E'vero che diminuisce il fenomeno delle cosidette "mosche volanti"?
Personalmente no, ritengo che in questo caso le reazioni del sistema occhio-cervello, varino da persona a persona. il mio cervello non è in grado di escludere le miodesopsie (mosche volanti) presenti in un occhio rispetto ad un altro..ma molti astrofli confermano positivamente questo fenomeno come se il loro cervello, eliminasse i dettagli dissimili fra un occhio e l’altro.
I visori binoculari sono utilizzabili con profitto da tutti? Direi di no, la morfologia del viso è importante, ad esempio, chi possiede una distanza interpupillare “corta” ed un naso “importante”, toccherà con i lati della cara appendice contro lo scafo di molti modelli d’ oculare, provocando fastidiose vibrazioni che inficeranno la qualità della immagine, soprattutto ad alti ingrandimenti. Per questo motivo riteniamo che la scelta dello sdoppiatore e degli oculari non possa basarsi unicamente sul prezzo di acquisto.
Gli unici fattori negativi oltre alla richiesta “di fuoco” sopraccitata, consiste, in certi casi, nell’utilizzo del diagonale che spesso provoca uno sbilanciamento del telescopio e genera vibrazioni a causa del peso quando utilizzato con una montatura appena sufficiente a sostenere il tubo ottico.
La sfida
Denk STD : il più performante
Che dire? Il Denk STD mi è proprio piaciuto, dato che si è rilevato un ottimo compromesso fra il prezzo e le ottime prestazioni.
Pregevole la costruzione ottica e meccanica : i prismi a facce piane di vetro BK7, presentano una finestra ottica di ben 26mm effettivi, il trattamento anti-riflesso è al Fluoruro di Magnesio (MGF2), mentre il sistema di fissaggio degli oculari avviene attraverso due comodi anelli auto-centranti.La verniciatura èd’ottima fattura e sono facilmente percettibili i grani per la collimazione dei prismi. Il peso è di circa 600 grammi, mentre è possibile variare la distanza interpupillare dai 50mm ai 75mm. La messa a fuoco è molto dolce e precisa.
Avendo testato il kit Big Easy, nel pacchetto era compreso anche una serie di adattatori ed un raccordo OCS di 31.8mm. V’è da dire che il pregio della Denkmeier è quello di fornire all’utente i raccordi specifici richiesti esulando dai due kit disponibili. Oltre a quest’allestimento, infatti è disponibile il Power Cross Switch dotato di un OCS inseribile tramite slitta a scorrimento montata sul nasello.
Cambiando raccordo è, inoltre, possibile collegarlo ai sistemi a due pollici. Queste caratteristiche concedono una perfetta universalità con varie configurazione ottiche: di fatto, l'ho testato con profitto, su vari strumenti quali Maksutov Cassegrain, Schmidt Cassegrain, Newton e rifrattori apocromatici, senza avere alcun problema di messa a fuoco. Il sistema, utilizzato, prevedeva la possibilità di amplificare, sino ad un valore pari a 2.5X e di demoltiplicare sino ad un fattore di 0.66X. Grazie al sistema di cilindri smontabili è possibile trovare facilmente una perfetta messa a fuoco con la configurazione ottica posseduta. Ricordo ai lettori di Binomania, che per utilizzare tutti i visori binoculari sono richiesti, in media, 10cm di fuoco per questo motivo, salvo quando utilizzati con gli schmidt Cassegrain ed alcuni Maksutov Cassegrain è indispensabile, avvalersi, dei kit forniti dalle aziende produttrici o delle comunissime lenti di barlow 1.5X-2.5X.
Osservando con il Denk Std posso confermare di aver percepito tutte le qualità della visione sopra-esposte, coadiuvate anche da un’ottima collimazione. Il visore, è molto luminoso, grazie ai prismi di qualità ed alla loro ampia finestra di 26mm è stato un vero piacere osservare gli oggetti deep sky. I prismi così grandi sono la reale differenza con i visori più economici: attraverso un Vixen R200SS la Nebulosa di Orione ha svelato oltre alle quattro componenti del Trapezio anche le due stelle E ed F. La tridimensionalità delle immagini è ottima anche ammirando le galassie più luminose e gli ammassi stellari. Ho apprezzato gli oculari dedicati di 21mm, con trattamento Fully Multi Coated. Questi accessori, concedono un campo apparente pari a 65 gradi e forniscono immagini luminose e contrastate. Confrontati, singolarmente con un oculare Celestron Axiomed un oculare Ed di 21mm Made in China, hanno mostrato una minore distorsione ai bordi ed un fondo cielo più scuro.
Il Denk Std mi ha piacevolmente stupito anche nell’osservazione lunare e planetaria, fornendo delle immagini definite della luna, del sole e dei pianeti: stupefacente la visione della Rupes Recta, della Rima Birt e l’alba sugli Appenini lunari. Ho percepito spesso un vero e proprio senso di vertigine, osservando la superficie lunare, come se mi trovassi sul bordo di un precipizio ed i crateri fossero situati 300 metri più in basso.
In sintesi questo Denkmeier Denk Std mi è parso uno sdoppiatore binoculare di buona qualità, luminoso e valido sia per le osservazioni deep sky che per quelle lunari e planetarie, lo potrei consigliare a chi ha un discreto budget a disposizione e vuole fare già delle discrete osservazioni del cielo profondo.
Celestron Ultima: medie prestazioni, prezzo un po'alto.
Lo sdoppiatore mi è stato consegnato con due due coppie di oculari: due Vixen Lantanio e due Celestron X-Cel, ovviamente non sono comprese nella dotazione di serie, ma ideali per consentirci di verificare al meglio le sue prestazioni.
La vernisce sullo scafo è risultata molto delicata, mentre i lati sono rivestiti con una copertura di plastica anti-scivolo. I prismi, composti di vetro Bak4, dotati di trattamento FMC (Fully Multi Coated)presentano un diametro di poco inferiore ai 20mm, mentre il fissaggio degli oculari è affidato a delle viti che possiedono una testa zigrinata ma poco spessa, che non consente di fissare agevolmente, gli oculari con uno scafo esterno sovradimensionato e di operare con sicurezza, quando si indossano i guanti invernali. La regolazione della distanza interpupillare è compresa fra i 55 mm ed i 75 mm, mentre è possibile regolare la scala diottrica di 5 punti, attraverso una comoda scala graduata.
Proprio a causa del diametro dei prismi, la resa nella osservazione del cielo profondo è appena sufficiente anche con strumenti di 20-25cm: ho osservato pochi oggetti celesti, traendo soddisfazione solamente dalla notissima M42 e da un paio di ammassi stellari molto luminos. Direi che in questo caso stravince il Denkmeier, le prestazioni si ridimensionano solo nella osservazione della luna e dei pianeti più luminosi, ove il Celestron Ultima ha fornito delle piacevoli immagini, anche se a parità di oculari il contrasto, la luce raccolta e la resa dei colori è lievemente inferiore. Queste differenze sono però maggiormente percepibili osservando Giove, mentre mi sono parse quasi ininfluenti nell’ osservazione della superficie lunare.
La tridimensionalità delle immagini e la facilità con la quale è possibile compiere delle osservazioni prolungate percependo, nel contempo, maggiori dettagli lunari e planetari mi hanno fatto, anche in questo caso, dimenticare la visione monoculare, buona la resa degli oculari di casa Vixen, seppure la loro lunga focale mi abbia concesso di sfruttarli unicamente nelle serate prive di turbolenza, forse ci è sembrato un poco morbido il contrasto a causa della loro configurazione ottica multi-lenti; ideale la serie di oculari X-Celper il prezzo di acquisto e le buone prestazioni anche se è preferibile l’acquisto di un paio di oculari che forniscano un maggiore contrasto, tipo i classici ortoscopici.
In sintesi: il Celestron Ultima è un valido visore entry-level ma lo utilizzerei solo per le osservazioni di luna e pianeti
William Optics : buone prestazioni su luna e pianeti ed ottimo prezzo di acquisto.
A suo tempo decisi di acquistare questo visore, per il prezzo allettante e perchè l'avrei unicamente utilizzato per l'osservazione della luna e dei pianeti.
L’esterno del visore è bianco, con una verniciatura multi-strato a buccia di arancia che si è rilevata molto resistente ai piccoli graffi, decisamente più robusta di quella utilizzata dai Celestron.
I prismi sono composti in vetroBak4ed ottimizzaticon il trattamento FMC (Fully Multi Coated), il loro diametro è pari 20.2 mm, mentre la regolazione diottrica è compresa fra i 54mm ed i 75mm. Il sistema di fissaggio degli oculari è affidato a due viti con un comodo pomello circolare zigrinato, molto affidabile, l’anello interno che evita i decentramenti degli oculari per errato fissaggio.I due oculari di 20mm, presentano un campo apparente di 66 gradi e forniscono delle discrete prestazioni ed un buon contenimento delle luci parassite, solo sufficiente la resa della barlow 1.6 X. Su ogni tappo è presente l’etichetta che evidenzia il passaggio del controllo di qualità di ogni accessorio. Dei tre sdoppiatori questo è quello dal rapporto “prezzo- prestazioni e dotazione”, migliore, seppur, ovviamente non sia in grado di raggiungere l'eccellente luminosità del visore Denkmeier nelle osservazioni deep sky. Il diametro dei suoi prismi è però adeguato per concedere l’utilizzo degli oculari di 20mm, che permettono di fornire, quando usati con un telescopio di almeno 20cm, una sufficiente visione della Nebulosa di Orione e delle galassie più luminose, come ad esempio M31.
Nella visione lunare è planetaria direi di non aver notato differenze con lo sdoppiatore di casa Celestron. Utilizzando il mio C8 durante l’osservazione del pianeta Saturno ho apprezzato, la divisione di Cassini e della GRM di Giove, anche in presenza di un seeing mediocre; è fattibile, inoltre, ammirare le rime lunari e le differenze di albedo dei mari che richiedono una certa attenzione e fatica se analizzate con un solo occhio. Il contrasto è migliorabile facendo uso di un kit d’oculari più performanti, rispetto a quelli forniti di serie, come ad esempio, gli ortoscopici della Baader od i nuovi oculari planetari della Burgess; anche l'utilizzo del moltiplicatore 1.6x non permette di raggiungere le prestazioni ottenibili con una lente di barlow apocromatica.
Ciononostante, ritengo pregevole l'intenzione della William Optics di fornire un sistema completo e dalla discrete prestazioni ad un prezzo davvero abbordabile: se il diametro dei prismi fosse di almeno 23mm, questa potrebbe essere una scelta davvero ineguagliabile anche per gli amanti del Deep Sky che vogliono entrare nel mondo dei visori binoculari.
In sintesi: si tratta di un buon visore binoculare, leggero di soli 500gr, sufficiente per alcune osservazioni deep sky e buono per quelle degli oggetti del sistema solare.
in una ipotetica gara ecco il risultato :
I Denkmeier
II William Optics
III Celestron
Avvertenza: Tutte le informazioni riportate nelle recensioni riflettono unicamente le mie impressioni personali e si basano unicamente sull'analisi degli esemplari dei quali sono venuto in possesso, per questo motivo non posso garantire che i miei dati possano rappresentare con certezza lo standard di qualità fornito dai produttori.