Vixen A62SS: il sessantino astronomico sfida le ottiche sportive.

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Spesso e volentieri, parlando di telescopi terrestri compatti, si pensa a ottiche blasonate da mille, milleduecento euro. Esiste, tuttavia, un mercato di prodotti “pseudo” ED che sono forniti a cifre prossime ai 400 euro, ma, a questo punto, perché non utilizzare un piccolo rifrattore astronomico? Questo test, infatti, è nato grazie alle domande poste, negli ultimi mesi, da vari astrofili che, possedendo un discreto parco-oculari, erano intenzionati a sapere se vi fosse qualche strumento universale compatto e adatto anche all’osservazione naturalistica.

Il mio occhio da astrofilo si è quindi posato sul nuovissimo Vixen A62 SS, un piccolo telescopio ottico acromatico dotato di campo piano, fornito dalla nota casa giapponese e già disponibile nei magazzini del distributore ufficiale italiano Skypoint. Il primo fattore che ha destato il mio interesse è stato lo schema “simil petzval” foriero di un buon contenimento delle aberrazioni geometriche ai bordi del campo.

Ho quindi richiesto a Mauro Narduzzi un esemplare che è arrivato nel giro di un paio di giorni.

Con il paraluce retratto questo telescopio è compattissimo.

 Vediamo insieme di capire com’è andata.

Caratteristiche tecniche.

Il Vixen A622 SS è un telescopio astronomico acromatico, dotato di un’ottica a quattro elementi con un diametro di 62 mm. La sua lunghezza focale è di 520 mm e genera, quindi, un rapporto focale pari a F/8.4.
E’ molto leggero e compatto: lungo circa 370 mm che diventano solo 305 mm grazie alla presenza di un bel paraluce di alluminio retrattile.
  La cura dei particolari è molto alta: il tubo ottico è ottimizzato con una vernice “a buccia di arancia” in grado di resistere meglio ai graffi rispetto alle classiche soluzioni con verniciatura lucida.
E’ dotato di un sistema interno di diaframmi per prevenire la diffusione delle luci parassite, coadiuvato da una vernice nera opaca.

E’ fornita, inoltre, di serie di una piccola slitta integrata “dal passo Vixen” che, per com’è fatta, pare un peccato doverla rovinare. Ovviamente, sotto la slitta, date le dimensioni compatte di questo strumento, sono presenti due filettature (da ¾, 1/8) per consentire il collegamento alle piastre fotografiche. Una finezza: il tappo nero in materiale metallico è ottimizzato con un anello di feltro bianco che evita di graffiare il paraluce. Essendo l’osservazione del cielo, la sua vocazione primaria, il Vixen A622 SS è stato dotato di una slitta per la staffa di un cercatore o di un red dot.

Il fuocheggiatore Crayford, senza demoltiplica, si è dimostrato semplice ma estremamente funzionale oltre che facilmente regolabile.

Sistema di messa a fuoco.
Il sistema di messa a fuoco è dissimile da quelli interni e impermeabili di un classico spotting scope. Si avvale, infatti, di un focheggiatore con sistema Crayford, dotato di scala graduata per la regolazione millimetrica (utile in fotografia) che ha mostrato una buona precisione e fluidità.

E’ possibile, in base al peso degli accessori utilizzati, regolarne il frizionamento o il blocco, attraverso la manopola installata sotto lo scafo ottico e alle viti di regolazione, azionabili con una piccola chiave a brugola.

La dotazione prevede un’ottima borsa in cordura ben imbottita che consente il trasporto del telescopio ma anche di vari accessori.
Personalmente sono riuscito ad alloggiare al suo interno un  kit per l’osservazione diurna- astronomica, che prevedeva un prisma raddrizzatore, un prisma astronomico, uno zoom e una barlow compatta.

Si potrebbe anche sostituire questi due ultimi accessori con tre, quattro oculari a ingrandimento fisso. E’ ovviamente possibile utilizzare degli oculari con passo da 31,8 mm, mentre è previsto l’aggancio delle reflex  e di vari accessori (come il sistema Baader-T) grazie alla specifica filettatura.

Obiettivo.
Come anticipato quello che compone il Vixen A622 SS è un obiettivo con schema ottico simile al n Petzval, (doppietto frontale + doppietto spianatore) le sue quattro lenti consentono un efficace, soprattutto nell’uso diurno, contenimento delle aberrazioni geometriche, meno di quella cromatica.
La curvatura di campo, infatti, è molto ben corretta anche facendo uso di comuni Plossl.
Le lenti sono state divise in due gruppi. Quelle che formano l’obiettivo e l’altro paio molto vicine al focheggiatore, che fungono da “moltiplicatore”, come se fossero una lente di barlow, infatti, divergono la luce proveniente dal doppietto. Perché questo? E’ servito a fornire un’ottica corretta aperta a F/8 in un tubo molto ridotto, un modus operandi che, seppur diverso come schema ottico, avevo già ritrovato nella serie di binocoli BT80 degli anni 80-90: compatti ma con una focale medio – lunga.

Un primo piano sull’obiettivo del “sessantino”.

 

Aberrazione cromatica.
Come anticipato l’aberrazione cromatica non è del tutto soppressa.
Non è molto invasiva durante le giornate limpide, ma si nota, soprattutto durante la visione di soggetti in forte-controluce. Ho scattato un paio d’immagini con il metodo del phonescoping per mostrarla. Il lettore dovrà però considerare che il sensore digitale è più sensibile a essa, quindi in visuale la percezione sarà inferiore.

Curvatura di campo.
Assente! Grazie allo schema utilizzato le immagini sono perfettamente piane.. Con i vari oculari utilizzati non ho trovato traccia di curvatura di campo.

 

Un soggetto molto contrastato su sfondo molto luminoso (cielo grigio alle ore 16). Si nota un alone violetto che è meno visibile ad occhio nudo.

 

 

Coma e astigmatismo:
Dipende dagli oculari utilizzati. Impercettibile, ad esempio con i Vixen SSW, lievemente percebibile il coma, con lo Zoom Baader MARK IV ai bordi del campo, osservando stelle di I e II magnitudine a cinquanta ingrandimenti.

Ripresa “al limite” Abbiamo tutti i vari problemi riscontrabili nel digiscoping: soggetto lontanissimo, cielo luminoso, foschia. L’immagine del falco pellegrino non è stata ritoccata. In questo caso si nota decisamente l’aberrazione cromatica.

Il piccolo Vixen con il paraluce totalmente estratto.

Star test?
Beh, è un telescopio Vixen per uso astronomico, quando perché non fare un classico star test? Ho utilizzato un tubo di prolunga, fornito in dotazione, è un oculare ortoscopico.
Ho notato uno star test molto buono senza segni di aberrazioni evidenti e con assenza di astigmatismo. Le stelle più luminose mostrano unicamente un lieve residuo di aberrazione cromatica verde- porpora, poco invasivo, meno, per intendere, rispetto a quello visibile nei classici rifrattori Vixen da 80 mm F /9.

Utilizzo sul campo.
Osservazione naturalistica.
Il bello di questi “telescopietti universali” è che si possiedono vari accessori astronomici è un piacere divertirsi a testarli. Nel corso delle settimane ho utilizzato questo strumento con decine di oculari, dai Vixen ultra-grandangolari della serie SSW, allo zoom Baader Hyperion, agli ortoscopici Baader e Takahashi, sino ai complessi oculari multi-lente come i Takahashi HI-LE.

Nell’uso diurno le immagini sono nitide e contrastate ma la resa non è da ottica apocromatica.
Sussiste un po’ di aberrazione cromatica a medio-alti ingrandimenti che oltre a creare aloni spuri intorno ai soggetti più luminosi, provoca la percezione dei neri a dei viola scuri.
Non è il massimo, quindi, per i birdwatchers più esigenti che amano la fedeltà dei colori del piumaggio ma grazie alla sua universalità è possibile raggiungere alti ingrandimenti per ad esempio il riconoscimento di rapaci molto distanti.

Nell’osservazione del paesaggio ho apprezzato la resa con i Vixen SSW: campo bello piatto, contrasto alto e una tonalità calda che stona mai, soprattutto nelle giornate fosche.

Luna?
Non stiamo parlando di un Vixen ED 81, ma se la cava abbastanza bene. Con il piccolo sessantino sono riuscito a percepire la Rupes Recta, i domi di Hortensius e anche una decina di rime lunari. Con un filtro semi-apo ho raggiunto senza grossa difficoltà i 100-120X ,lo stesso dicasi per Saturno.

 

Molto utile la borsa in dotazione

Cielo profondo.
Penso sia il suo miglior campo di utilizzo. Genera stelline come capocchiette di spillo in un campo totalmente piatto.

Con un Vixen SSW 14, si generano circa 37X con un campo apparente di 83° ed è un piacere osservare certi oggetti celesti come le Iadi, le Pleiadi,  il doppio ammasso di Perseo e così via.  

Le mie impressioni? Potrebbe senza dubbio essere definito “HD” poiché, ultimamente, in commercio si trovano decine di prodotti cosi citati che hanno il medesimo (e talvolta peggior) contenimento dell’aberrazione cromatica, ma Vixen è un’azienda seria e giustamente  pubblicizza  un “semplice telescopio acromatico”. Che dire? E’ una configurazione un po’ atipica, ottima per certi tipi di riprese astronomiche, dove non è necessaria usufruire di una buona correzione cromatica, mi è parso eccellente per le osservazioni a grande campo di ammassi stellari e per discrete puntate su luna e pianeti.  Insomma è un bel telescopietto tutto-fare.

 

da notare i vari scompartimenti che consentono di trasportare vari accessori, come oculari, prismi, filtri e raccordi fotografici

La domanda sporge spontanea.
Potrebbe sostituire il telescopio terrestre Vixen Geoma II ED67-S che costa circa 200 euro in più?
Direi di no. Il Vixen Geoma ha una resa visuale apocromatica, è impermeabilizzato, robusto, leggero e adatto al vero uso naturalistico.
Di contro il Vixen AS 62SS è più universale, adatto a vari generi di osservazione e di fotografia e potrebbe essere utilizzato anche dall’astrofilo che possiede già una discreta serie di accessori Vixen.
 
A chi mi sento di consigliare questo prodotto? Beh, senza dubbio a chi possiede già una discreta attrezzatura di accessori astronomici che potrebbero essere utilizzati anche con questo piccolo telescopio e che ama sia il cielo sia la natura.
Il “cliente tipo” potrebbe essere un appassionato che possiede la casa in montagna o che va spesso con la famiglia sotto cieli scuri. Potrebbe usarlo per osservare la natura e il paesaggio di giorno e poi fare delle belle osservazioni notturne a grande campo di notte.

 

In sintesi.
Il telescopio Vixen AS62SS non è la migliore soluzione al classico spotting scope, se fosse dotato di un elemento a bassa dispersione, sarebbe una eccellente opzione, tuttavia ha varie frecce al suo arco: l’ottima universalità, la  nitidezza piu’ che buona e  lo schema ottico che consente di ottenere delle immagini nitide ai bordi del campo,  una caratteristica spesso disponibile nel settore “spotting scopes” a cifre esorbitanti. 

Pregi : 

  • Compattezza
  • Costruzione 
  • Campo piatto disponibile a poco prezzo e con oculari economici
  • Universalità

Difetti:

  • Aberrazione cromatica evidente in ripresa fotografica e ad alti ingrandimenti durante le osservazioni in controluce.
  • Assenza di impermeabilizzazione ( come tutti i telescopi astronomici)

 

  • Ringraziamenti.
    Colgo ancora una volta l’occasione per ringraziare Mauro Narduzzi di Skypoint per aver fornito i prodotti oggetto di questo test,  oltre a lasciarmi sempre libero di citare le mie reali impressioni senza restrizione alcuna.

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    Disclaimer. 
    Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Ottobre dell’anno 2017-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente SkyPoint, il distributore ufficiale in Italia dei prodotti Vixen.

     

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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