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Vixen Artes J  HR 8×42 WP :Figlio di un Alpha.

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Premessa.
La progettazione di un binocolo Top di Gamma, impegna intensamente un’azienda, sia dal punto di vista progettuale, sia per quanto riguarda il dispendio economico . Purtroppo non tutti gli appassionati possono acquistare tali prodotti,  fortunatamente spesso le caratteristiche tecniche e/o le innovazioni dei modelli di punta  sono proposte, dopo qualche anno, anche nei binocoli dal prezzo inferiore.

  Zeiss, ad esempio, ha ideato la serie “Conquest HD”, Nikon la rediviva “Monarch HG”, Kowa la “XD Prominar”, Minox la “BL HD” e così via.

Il Vixen Artes J contro due “giganti”. Lo Zeiss Victory HT 8×42 e lo Swarovski EL 8.5×42 

Anche il costruttore giapponese “Vixen” ha presentato, qualche mese or sono, la nuovissima serie ARTES J HR WP, un prodotto che è stato concepito per soddisfare gli appassionati esigenti che non posso acquistare la serie ARTES. Presumibilmente “J” sta per Junior ma potrebbe avere anche altri significati.

Ho chiesto a Mauro Narduzzi,  di Skypoint.it , un esemplare in prova e..detto-fatto, sono qui a scrivere le mie impressioni.

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre.

Ingrandimento 8 x
Diametro effettivo delle lenti 42 mm
Materiale dei prismi BaK 4, a tetto
Campo di vista reale 7.0°
Campo apparente 52.1
Campo a 1000 m 122 m
Diametro pupilla 5.3 mm
Indice di luminosità 28.1
Estrazione pupillare 19.0 mm
Minima distanza di messa a fuoco Circa 3.0 m
Distanza inter-pupillare Da 56 a 75 mm circa
Waterproof Si
Adattabile al treppiede Si, usando Bino Holder type M
Accessori inclusi Custodia e tracolla
Dimensioni (height × width × thickness) 14.6 × 13.0 × 5.3 cm
Peso 700 g / 1.5 lbs
Prezzo: Marzo 2017 (SkyPoint) Iva Inclusa 511 euro

 

Meccanica e messa a fuoco.
Il binocolo è dotato di uno scafo  a “finestra centrale” o “ponte aperto”, una soluzione che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede. I suoi pregi sono vari: in primis la notevole ergonomia.

 Di contro, qualora i ponti non siano molto  robusti, potrebbero verificarsi delle torsioni maggiori rispetto al classico ma ampio, ponte centrale.

La soluzione giapponese ha dimostrato di possedere una buona resistenza alla torsione. Spesso è sufficiente prendere fra le mani i tubi ottici del binocolo e fare un poco di pressione. Nel corso degli anni ho evidenziato delle flessioni cosi preoccupanti da provocare una momentanea scollimazione del binocolo. Per fortuna questa evenienza non è stata evidenziata nel Vixen Artes J.

Lo spazio fra i due ponti è stato progettato con criterio per ottenere un compromesso fra  ciò che ritengo prometta  “un’ottima presa” ma anche una buona compattezza.  Personalmente non sono stato in grado di impugnare un tubo ottico con tutte e tre le  dita all’interno della “finestra”. Il dito indice, invece, che è sempre preposto alla focalizzazione, è quasi allineato con la manopola centrale di messa a fuoco.

 

un primo piano sulla manopola di messa a fuoco che consente anche la regolazione della diottria sull’oculare destro.

Questo componente è ben costruito,  nell’uso pratico mostra un nette similarità con il Vixen Artes: raggiunge una messa a fuoco minima di circa tre metri e da questa distanza occorre ruotare la manopola di un intero giro, più un altro quarto.  Ho giudicato, invece, molto rapida e ben allineata alla concorrenza la prestazione concernente  la focalizzazione dei soggetti in movimento da dieci metri di distanza sino all’infinito. In questo caso la rotazione avviene in senso anti-orario. Non ho notato giochi, impuntamenti o altro.
Nella stessa manopola è presente un sistema di regolazione diottrica (oculare destro)
 che si è dimostrato in grado di non inficiare la precisione di quello centrale e di svolgere alla perfezione il suo compito. Non male, giacché ho osservato in binocoli con un prezzo di vendita certamente superiore che erano ben lungi da fornire tali prestazioni.

Come sempre, quindi, faccio pubblicamente un plauso ai giapponesi per la realizzazione di questo sistema di messa a fuoco.

Il binocolo è più leggero del Vixen Artes: la mia bilancia ha evidenziato 704 grammi, senza tappi e copri – obiettivi. Molto probabilmente l’assenza di prismi K15 ha consentito questo netto alleggerimento.

Il binocolo è gommato con un colore un po’ anonimo e con la classica gomma antiscivolo che però, se si eccettua la zona laterale, non è dotata di parti “grippabili” per migliorare la presa. Sarei  curioso di poterlo ammirare  con una bella gommatura verde tipo la serie Vixen Foresta con prismi di Porro.

I paraluce sono estraibili e dotati di sistema click-stop. Non si possono smontare del tutto per facilitare la pulizia della lente degli oculari: peccato!

Gli oculari del Vixen Artes J si sono dimostrati comodi: ben visibile la scritta “Made in Japan” sulla parte frontale del rotore.

Obiettivi.
Gli obiettivi ED che corredano il Vixen Artes J si sono rivelati possedere una buona qualità:
 la resa dei bianchi è diventata anche più neutra rispetto all’Artes. Anche la scia e la carlinga degli aerei si sono svelate, ai miei occhi, come “più bianchi”. I colori sono belli, brillanti e saturi, il contrasto non è altissimo come nella serie Artes ma quasi simile, così come la nitidezza.  Se mi è concesso essere sintetico potrei scrivere che la sua resa ottica globale mi è parsa molto buona in relazione al prezzo di vendita. Mi rammenta un po’ la differenza che intercorre fra la serie Nikon EDG e la nuova Monarch HG: minima da un punto di vista pratico, notevole se si analizzasse il mero prezzo di acquisto.

 Aberrazioni

Aberrazione cromatica.
Durante le normali condizioni di illuminazione l’aberrazione cromatica al centro del campo è pressoché assente. I tecnici hanno fatto un ottimo lavoro, soprattutto con  un rapporto focale cosi aperto, come è quello di un binocolo compatto 8×42.

 Anche osservando  l’avi-fauna in controluce non ho notato molta aberrazione cromatica al centro del campo e questo è un test sempre molto difficile che mette in crisi decine e decine di binocoli, anche più costosi. L’aberrazione cromatica laterale è presente: minima nelle normali condizioni e più evidente nei controluce a partire da circa il 70% del campo di vista, ove si nota  un lievissimo alone “verde- viola” intorno alle sagome di rami.

Curvatura di Campo.
Non è un binocolo a campo piatto!
Del resto i giapponesi tendono a privilegiare la nitidezza in asse, costruendo binocoli con schemi ottici meno complessi (leggasi- minor numero di elementi).

A parte i Nikon EDG o la serie Canon IS  ho sempre notato questa caratteristica in molti prodotti del Sol Levante. Le immagini sono perfettamente a fuoco sino a circa il 75% del campo di vista, dopo avviene un degrado lievissimo e proporzionale ma che ancora consente di percepire dettagli.

Esemplificando posso scrivere che se inquadro una poiana a quattrocento metri di distanza e mi sposto per averla al bordo  del campo, sono ancora in grado di riconoscere la sagoma del rapace.

Parte del degrado dipende dalla curvatura di campo, parte dall’astigmatismo che si evidenzia ai bordi, da circa l’80% del campo di vista.

Pregevole il trattamento anti-riflesso di questo binocolo, molto simile ad alcuni telescopi di alta qualità della stessa azienda.

Distorsione angolare.
Questa distorsione è evidente già verso il 75% e l’ho calcolata di circa il 5%: anche questa mi pare una soluzione molto giapponese, di fatto l’effetto palla rotolante – rolling ball effect-  (per chi lo percepisce) è decisamente limitato.
In sintesi potrei confermare che trattasi di un buon binocolo con cui fare panning.

Uso sul campo.
Ho utilizzato questo binocolo durante la migrazioni dei rapaci nel mese di Marzo. Per me è molto utile verificare se le impressioni avute a caldo trovino riscontro nell’utilizzo sul campo. Il contenimento dell’aberrazione cromatica ha sempre fornito delle visioni piacevoli, anche la messa a fuoco ha svolto con dovizia il suo compito e la finestra centrale mi ha fatto sentire a casa dato che  è un design quasi simile a quello dei  miei  due binocoli prediletti: lo Zeiss Victory SF 8×42 e lo Swarovski Swarovision 12×50.

Qui visibile con il mitico Vixen Geoma 52 ED, a breve, protagonista di una recensione dedicata.

Non posso negare che avrei  preferito senz’altro di usufruire di un maggior campo di vista ma, come risaputo, spesso il grande divario di prezzo  dipende proprio da questa caratteristica. Per ottenere un binocolo ben corretto e che possieda un grande campo e’ necessario avere dei prismi molto grandi, degli oculari (costosi) con uno schema ottico  complesso. Tutto ciò non è mai regalato e quando qualcuno prova a presentare un prodotto simile nella fascia media ottiene spesso  dei risultati scarsi.

Pro.
Prezzo, peso, ottiche ED, meccanica, brand Vixen.


Contro:
.
Campo non molto elevato, solo 7°, messa a fuoco un po’ lunga.

In sintesi.
Dovendo ipoteticamente consigliare di acquistare il  Vixen Artes J  o il Vixen Artes 8×42, sceglierei senz’altro la versione “Junior”
: le differenze sono visibili da occhi esperto, ma non comparabili con il divario di prezzo. I progettisti giapponesi hanno fatto un ottimo lavoro con questo nuovo binocolo naturalistico.

Ricordo anche ai lettori, non astrofili, che Vixen  è un marchio famoso e presente sul mercato dal 1949, per tale motivo lo prediligo  a vari marchi precari che spesso compaiono rapidamente sul web, per poi svanire dopo qualche anno.

A meno di trovare altri gioiellini fra le varie demo che mi arrivano quasi settimanalmente a casa, mi sento attualmente di scrivere che il Vixen Artes J è uno fra i migliori binocoli a tetto dotato di ottiche ED per uso naturalistico, nella fascia di prezzo  prossima ai cinquecento euro, che ho avuto il piacere di provare.

Ad esempio; ha più campo di un Vortex HD 8×42, costa meno di uno Zeiss Conquest HD e pesa meno di un Minox BL HD 8×44.

Era proprio il pezzo che pareva mancare in casa Vixen: bravi, ragazzi, bravi!

Un libro immancabile nella libreria degli appassionati.

 Ringraziamenti

Ringrazio Mauro Narduzzi di SkyPoint, distributore italiano dei prodotti Vixen, per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test lasciandomi, come sempre, libero di citare le mie più genuine impressioni.

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Disclaimer. 
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Marzo dell’anno 2017-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Skypoint,  importatore ufficiale dei prodotti Vixen  per l’Italia.

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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