Vixen BT 125 A
Vixen BT 125 A

Vixen BT 125 A.

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Due anni fa, pubblicai sulle pagine di Binomania, una indiscrezione, riguardante, la possibilità di rivedere, sul mercato mondiale il Vixen BT 125 con il raccordo per fare uso di oculari di 31.8.mm. Dopo pochi mesi, un appassionato americano, scrisse sul forum di Cloudynights.com di aver acquistato, presso Vixen America, un esemplare di Vixen BT 125 con questa innovazione. Esso pareva un mero esperimento di Vixen America per vendere gli ultimi esemplari in magazzino e per  contrastare, in parte, il mercato cinese, che aveva presentato un 120mm dotato di oculari astronomici da due pollici.

la nuova sigla del binocolo Vixen di 125mm

Finalmente, questo autunno, al Photokina è stato presentato il nuovo VIXEN BT 125 A. ,

Grazie alla collaborazione di Auriga SPA nella figura di Daniela Brambati e di Vincenzo Rizza ho avuto la possibilità di testare il primo esemplare disponibile sul mercato italiano che l’azienda italiana ha ritirato direttamente dai giapponesi al Photokina. Ringrazio, inoltre, la General HI-T nella figura di Luca Mazzoleni per avermi gentilmente prestato una montatura a forcella specifica, giacché non era ancora disponibile in Auriga.
Passo ora a descrivere le mie impressioni.

primo piano sugli enormi obiettivi di 125mm di diametro

Impressioni generali

Il binocolo è identico ai modelli precedenti, i noti 25×125-30×125 e 25-75×125, ergo,  posso confermare che l’unica innovazione è  la  opportunità di utilizzare gli oculari astronomici da 31.8mm di diametro.

Costruzione e Meccanica:

Il binocolo si sposta facilmente , grazie al peso ridotto

Per essere un binocolo gigante, dotato di ottiche da 125mm, il  Vixen BT 125 A è  molto leggero: il tubo ottico pesa  solo 11kg. Le sue dimensioni sono pari a  66cmX35cmx21.5cm
Il montaggio è molto rapido, grazie alla comoda maniglia è possibile installarlo sulla forcella con una sola mano ed è fattibile trasportarlo, con tutta la montatura, con estrema facilità. Il peso stimato con la montatura non dovrebbe superare i 13-14 Kg.

Personalmente ho utilizzato a corredo di una GPD X, un  treppiede Vixen che è decisamente  più robusto e pesante di quello in dotazione alla forcella. (ricordo che tali accessori sono opzionali). Ciò comporta una maggiore riduzione delle vibrazioni, ma anche un peso leggermente superiore, tuttavia lo ritengo un binocolo gigante davvero  molto leggero, calcolando che il 120mm cinese che testai lo scorso anno pesava 22kg.

Particolare sul blocco monolitico del Vixen Bt 125 A

Il sistema di fissaggio degli oculari e di tipo ” a collare” e mi pare identico a quello del modello Vixen  BT 80 dotato di ottiche da 80mm.
Non amo particolarmente il sistema di traslazione dei  blocchi nei quali hanno sede i prismi di PORRO II giacché durante la regolazione della distanza interpupillare, se non si presta molta attenzione a muovere all’unisono entrambi i componenti, si perde spesso la collimazione. Per tale motivo, personalmente, avrei preferito che i giapponesi avessero utilizzato un sistema simile a quello presente in alcuni binocoli angolati di produzione cinese, come ad esempio il BA6( vedi foto) che consente, con un unico spostamento, di regolare la distanza interpupillare.

Qui sopra si può notare  il sistema di regolazione della distanza interpupillare del Vixen BT 125 A che è privo di guida, questo può generare la scollimazione se non si presta molta attenzione a compiere un movimento univoco e preciso. Qui sotto il miglior sistema di regolazione, presente sul binocolo cinese BA6.

La messa a fuoco avviene tramite una ghiera di regolazione che possiede una piccola zona dotata di sistema antiscivolamento, la sua scorrevolezza e la sua  precisione sono  direttamente proporzionali al peso degli oculari che deve supportare; di fatto, provando ad usare dei Televue  Ethos  di 8mm per un paio di ore, ho dovuto provvedere a stringere il sistema tramite le viti di regolazione, causa allentamento.

La verniciatura è perfetta, nessuna bolla o striatura, i giapponesi sono noti per la cura dei minimi dettagli, così come i tappi ad estrazione, che sono talmente precisi da dover compiere un leggero sforzo per estrarli. Nessuna paura quindi di perderli durante il trasporto o che cadano al suolo danneggiandosi. Due parole sulla montatura: il VIXEN BT 125 A presenta un raccordo filettato per montarlo sulle grosse teste usate con le videocamere professionali, reputo però essenziale acquistare la montatura a forcella dedicata. Come anticipato ho fatto uso di una montatura di proprietà della General hi-t che è identica a quella marchiata Vixen, chi possedesse già un treppiede per uso astronomico potrebbe acquistare  la mera forcella che mi pare sia acquistabile on-line in Europa presso varie aziende.

particolare sulla montatura a forcella: da notare il sistema rapido di fissaggio che funge anche da frizione per il movimento.

In ogni caso pare che Auriga fornirà la montatura ed il treppiede come Kit opzionale, oltre agli oculari suggeriti da Vixen per l’uso con tale binocolo.
Questa montatura a forcella frizionata è più solida di quanto forma e dimensioni farebbero presagire, del resto è molto utilizzata in Giappone per il montaggio dei famosi binoscopi di Tatsuro Matsumoto.

Ha dimostrato di sostenere correttamente il binocolo sino a circa 70 ingrandimenti, fattore oltre il quale si amplificano  le micro-vibrazioni che possono essere maggiori o minori anche in proporzione al treppiede utilizzato e al terreno sul quale viene installato lo strumento.
Mi è parso molto comodo e veloce il sistema di modificazione della angolazione, che il costruttore consiglia di non spostare oltre i 45°, esso è facilmente regolabile tramite una semplice chiave a brugola, anche con il binocolo montato. Ovviamente si dovrà sostenere il binocolo con le mani durante tale operazione, per non vedere precipitare 4000 euro sul terreno.

La vite a brugola per la regolazione della montatura a forcella: un sistema davvero rapido.

Questa montatura mi pare perfetta anche per i possessori dei vari binocoli da 100mm angolati e  per chi fa uso di rifrattori di medio diametro di corta focale per le osservazioni a largo campo del cielo e della terra.

Ottica:
Lenti: 
Nessuna novità come ho anticipato, questo binocolo fa uso di due obiettivi acromatici spaziati in aria, tempo fa si vociferava di nuove lenti ED ma in realtà nulla è cambiato. In ogni modo, nel mero uso astronomico le immagini sono decisamente luminose, pari a circa il 300% di raccolta di luce rispetto all’occhio umano, questo consente di iniziare ad ammirare anche la struttura di certe galassie sotto cieli abbastanza scuri.

Trattamento antiriflesso

Il trattamento anti-riflesso è molto buono, nella media delle produzione Vixen.

Oculari

Le prestazioni di questo binocolo sono direttamente proporzionali agli oculari utilizzati. Parlerò principalmente della sua resa nell’uso astronomico, ma non mancherò di citare le mie impressioni nell’uso terrestre. Con gli oculari Vixen 17mm LvW ,che ho ricevuto da Auriga e che il costruttore consiglia vivamente per l’uso, la resa ottica è buona, forse un poco morbida, tuttavia il contenimento delle aberrazioni geometriche è molto contenuto, curvatura di campo in primis, giacché le immagini stellari  (di stelle di media luminosità) sono puntiformi sino al bordo del campo.  La puntiformità stellare non è eccelsa ma più che buona ed ovviamente migliora con stelle di seconda e terza magnitudine, a volte con stelle di prima magnitudine o con la luna ed i pianeti più luminosi possono comparire dei riflessi all’interno del campo di vista degli oculari. Con gli oculari da 17mm LvW, che possiedono un campo apparente di 65°, il binocolo è in grado di fornire 45X. Non esiste alcun effetto parallasse ed in linea di massima ritengo siano perfetti per questo strumento,  ovviamente sempre per il mero uso astronomico.
Pubblico qui di seguito la tabella con le prestazioni fornite dalla serie LvW su questo binocolo.

oculare
campo reale
ingrandimento
LVW22mm
1.8
35
LVW17mm
1.4
45
LVW13mm
1.1
58
NLV25mm
1.6
30
NLV20mm
1.3
38
NLV15mm
.98
51

I Vixen LVW da 17mm, gentilmente forniti da Auriga SPA

Il residuo cromatico è visibile sulle stelle molto luminose e sulla Luna ed i pianeti ove si può osservare un alone viola e verde intorno ai bordi . E’ quindi palese che non stiamo parlando di un binocolo alla fluorite sintetica, ma di un semplice binocolo composto da doppietto acromatico con un rapporto focale pari a F/6.1
Purtroppo e ribadisco purtroppo c’è un problema che spero vivamente i progettisti Vixen risolvano.

Questo è un binocolo prettamente astronomico e come tale dovrebbe funzionare con i filtri per astronomia, siano essi UHC, OIII o semplici filtri gialli per ridurre il cromatismo su Luna e Pianeti, or bene, con tutti gli oculari che possiedo e che ho avuto modo di provare, questo binocolo non consente di raggiungere la messa a fuoco all’infinito facendo uso di vari filtri astronomici!

Il problema è imputabile al bordo ribattuto presente nella sede di alloggiamento degli oculari che non consente una esatta regolazione.

Con gli oculari Vixen appena citati, facendo uso di un UHC , di un OIII, di un Contrast Booster e di vari filtri colorati le stelle rimangono dei cerchietti sfuocati, con altri  oculari (Celestron X- CEL,et similia, William Optics SWAN e Tecnosky Oculari Extra Flat Field  si è prossimi al raggiungimento della messa a fuoco e si nota che manca davvero poco, (meno di un 1/10 di giro per riuscire ad ottenere la puntiformità. L’unico escamotage che ho potuto attuare è  di smontare il barilotto  degli oculari Extra Flat Field    di Tecnosky e di montatore i filtri al posto dei barilotti”. In questo modo è possibile raggiungere la messa a fuoco all’infinito.

Particolare sul bordo ribattuto che non consente di pescare il fuoco facendo uso dei filtri.

.
Tramite questo espediente, però non funziona il sistema ” a collare” per tenere fissati gli oculari i quali potrebbero cadere rovinosamente durante l’utilizzo.
Penso che il costruttore abbia distrattamente dimenticato una cosa essenziale per ogni astrofilo, ossia l’uso dei filtri . Spero che saranno apportate delle modifiche sui nuovi esemplari, giacché non dovrebbe essere un grave problema correggere questo difetto.

Curvatura di campo


Il Vixen Bt 125 A non possiede uno spianatore di campo all’interno dello schema ottico, per tale motivo la curvatura di campo può essere corretta (in maniera differente) dagli oculari utilizzati che possono avere uno o più elementi asferici al loro interno, ergo, le prestazioni saranno differenti in base agli accessori utilizzati.

Con i Vixen LvW, (opzionali), la correzione della curvatura è molto buona, con questo setup potrei definire il  BT 125 A un  sistema ottico binoculare a campo piatto.  Giacché l’asferizzazione degli oculari dovrebbe essere  calcolata basandosi sulla curvatura di campo degli obiettivi, sarebbe consigliabile, provare la resa di questo binocolo con gli oculari asferici di altre marche che sono già  in possesso dei futuri acquirenti di questo binocolo cosi come quella degli oculari che  si vorrebbero acquistare.

L’oculare Tecnosky con un filtro Contrast Booster. Purtoppo, adottando questa soluzione, il sistema di fissaggio a collare del Vixen BT 125 A, è poco preciso

 

Distorsione angolare


Anche in questo caso, si potranno avere delle differenze in base agli oculari utilizzati, con gli oculari Vixen LvW la distorsione “ a cuscinetto” è davvero minima.

Pupilla di uscita e cut-off dei prismi
Con gli oculari Vixen LvW la pupilla di uscita è risultata perfettamente circolare e con una luminosità uniforme.

Aberrazione cromatica

Rammento che si tratta di un  binocolo acromatico con ottiche da 125m e 760mm di lunghezza focale. Rapporto focale pari a f/6.1

Dire che potrei suddividere le mie impressioni in tre settori
1) Osservazione di oggetti celesti e stellari a grande campo e basso ingrandimento. Che è poi la vera vocazione di tale binocolo, in questo frangente il residuo cromatico non è fastidioso ed è possibile osservare alla perfezione decine di stelle di III- IV magnitudine senza problemi.
2) Osservazione di luna e pianeti a medio alto-ingrandimento. Se si potessero utilizzare i filtri  planetari o minus violet sarebbe una ottima cosa, purtroppo, come premesso, questo stratagemma non è possibile, ciò comporta la visione di un lieve alone blu sul bordo lunare, sui crateri più luminosi e sui pianeti a medio-alti ingrandimenti.
Anche in questo caso, l’aberrazione cromatica è più o meno evidente in base agli oculari utilizzati,  Il Vixen BT 125 A, ad esempio, mi è parso più corretto, quando utilizzato con gli oculari Televue Panoptic o Ethos, rispetto ai Vixen LvW

C’è anche un modo economico per ovviare a tale problema. Ho verificato sul campo che costruendo dei diaframmi artigianali per portare il diametro dello strumento ad 80mm , si nota una diminuzione dell’aberrazione cromatica ed anche una diminuzione del bagliore diffuso (di colore spurio intorno ai pianeti.

3) Uso Terrestre

Un binocolo da 125 mm di diametro con una lunghezza focale di 760mm e rapporto focale pari a f/6.1 , dotato di ottiche acromatiche esibisce sempre un residuo di aberrazione cromatica..non v’e’ nessun inganno  e men che meno alcuna soluzione. In realta’, per soddisfare un utente esigentissimo in fatto di panorami terrestri  e grandi binocoli una soluzione vi sarebbe, ma si chiama Kowa Prominar High-Lander, è alla fluorite e costa come una autovettura utilitaria.

Per tale motivo è utile parlare con serenità dei vari compromessi che un 125m di tale caratteristiche esibisce nell’uso terrestre.E’ sempre visibile un residuo cromatico (viola e verde) sui soggetti più luminosi, come le cime delle montagne , i rami in controluce, etc etc. L’assenza di impermebilizzazione, inoltre, non ne consiglia un uso estremo in punti panoramici o rifugi di montagna, tranne che nelle giornate serene.Inoltre l’ampio diametro lo rende maggiormente sensibile alla turbolenza, rispetto ad un ottimo 80-100mm.

Le immagini fornite dal Vixen BT 125 A in questo specifico settore osservativo, dipendono quasi totalmente dalla qualità degli oculari utilizzati. I Vixen LVW , ad esempio, esibiscono una morbidezza di immagine superiore ed un residuo cromatico superiore rispetto, ad esempio, a quello visibile facendo uso dei Televue serie Panooptic. In realta’ ho anche provato, un po’ temerariamente ad’utilizzare una coppia di Televue Ethos da 13mm, i quali però, non erano in grado di pescare il fuoco per una inezia, forse sarebbe possibile una modifica, ma non penso che gli eventuali proprietari di questo binocolo, la metterebbero in atto, con gli Ethos da 8mm (95X) la resa era decisamente soddisfacente, con una maggiore resa ai bordi ed una diminuzione della aberrazione cromatica. In definitiva, per chi non volesse spendere varia migliaia di euro per un performante binocolo terrestre alla fluorite e che ambisse a compiere osservazioni binoculari terrestri e crepuscolari* ad alti ingrandimenti, esiste una unica possibilità: un rifrattore con ottiche a bassa dispersione da almeno 127mm di diametro, dotato di un ottimo visore binoculare e di un prisma raddrizzatore.

* SCRIVO CREPUSCOLARI, PERCHÈ RARAMENTE NELLE ORE CENTRALI DEL GIORNO IL SEEING CONSENTE L’USO DI MEDIO-ALTI INGRANDIMENTI

Uso pratico

Osservazione del cielo stellato

Grazie all’uso di oculari astronomici è possibile ovviare a due problemi della vecchie serie BT:
La scarsa resa degli oculari in dotazione, soprattutto dello zoom (vedete la mia recensione sul modello precedente e la inammissibilità nelle versioni ad ingrandimento fisso, di “giocare con gli ingrandimenti”   per ottenere il miglior rapporto fra “luminosità, potere risolutivo e pupilla di uscita”

Oltretutto, se si fa uso di oculari a grande campo, dotati di elementi asferici, si può davvero osservare in un ottimo campo apparente, quasi sempre maggiore di 60 gradi e privo di curvatura di campo.

Ho fatto uso di questo binocolo sia sotto un cielo mediamente inquinato che sotto un cielo di alta montagna. Come è ovvio le prestazioni sotto cieli non inquinati sono davvero soddisfacenti.

Da 2000  metri di altitudine ho potuto osservare la struttura a bracci della galassia M51 ed il trittico di M81-M82 2 NGC 4388. Facendo uso di circa 60 ingrandimenti ho notato dei chiaro-scuri in M82 ed il nucleo di M81 che, esemplificando, pareva luminoso come la famosa galassia di Andromeda M31 in un binocolo da 50mm.

Particolare sul doppietto acromatico da 125mm

La Nebulosa Velo, anche se ad ottobre e novembre non è in posizione molto favorevole si mostrava con estrema semplicità, una prova “precaria” con gli oculari di Tecnosky ed i filtri  OIII; ha mostrato anche alcune pieghe di maggiore luminosità all’interno del noto arco della nebulosa.  Lo stesso dicasi per M57, che mostrava perfettamente anche a soli 40X la classica forma a ciambella.

La galassia M51 attraverso un binocolo da 125mm di diametro mostra, a questa altitudine, i due nuclei luminosi ma anche il ponte di materiale che li unisce.

Il doppio ammasso di Perseo, oltre a presentare decine e decine di stelle puntiformi e colorate, svela anche qualche zona scura al suo interno. Tutti gli ammassi in Auriga  sono meravigliosi,  mentre M45 ha mostrato anche la nebulosità che circonda le stelle più luminose.

Confrontato  a tale altitudine, con il General HI-T 23-41×100 ( un binocolo angolato da 100mm di diametro) la differenza è ben visibile. Essa, invece si ridimensiona, quando sotto cieli medio-inquinati, si usa il binocolo per navigare a ingrandimenti medio-bassi tra le costellazioni.

Per molte sere, dal giardino di casa, ho osservato a 20X con il General HI-T 23-41×100 ed a 20x con il Vixen Bt 125 A. Il Vixen forniva una pupilla di uscita pari a 6.25, mentre il 100mm forniva una pupilla di uscita pari a  5mm, lo spreco di luce del 125mm, che non poteva essere percepito dalle mie pupille poco dilatate in tale frangente (centro suburbano di un paese con 4000 abitanti) non mi ha fatto preferire il grosso binocolo al piccolo 100mm, cosi come è inutile usare un 10×70, sotto un cielo simile, al posto di  un piccolo e maneggevole 10×50.

L’autore durante una sessione osservativa

La situazione, si ridimensionava, spingendo con gli ingrandimenti, già a 50X, infatti, aumentava il potere risolutivo, si scuriva il cielo e la luminosità del Vixen 125mm rispetto al 100mm forniva maggiori dettagli sulle galassie e le nebulose planetarie.
Tale situazione era solo evidente nell’uso astronomico, nell’uso terrestre diurno, il 23-41×100 fornisce una resa ottica e  cromatica più performante con meno residuo cromatico e maggior contrasto.

In sintesi per spaziare a bassi ingrandimenti la differenza è visibile solo sotto cieli molto bui, per il resto..parafrasando Jodie Foster “sarebbe solo “uno spreco di spazio”.Tale asserzione è riferita  all’ingombro di un binocolo da 125mm  rispetto ad un 100mm,

Ovviamente, per chi volesse osservare principalmente galassie e  nebulose planetarie e, in certi casi, la struttura di alcuni ammassi stellari giovani, che riescono ad esplodere in un mare di stelle solo con un 125mm a medio-alti ingrandimenti è preferibile investire i soldi in un binocolo dal diametro superiore.

PRO E CONTRO
Cosa ho apprezzato?
La sua leggerezza, la luminosità e la resa ottica nell’uso astronomico con gli oculari Vixen LW V da 17mm

Cosa non  mi è piaciuto?: 

L’impossibilità di mettere a fuoco con i filtri astronomici, il sistema di regolazione della distanza interpupillare e la limitazione, non avendo riprogettato il binocolo, di utilizzare unicamente oculari da 31.8mm quando la concorrenza cinese ha già optato per il due pollici.

Consigli al costruttore; togliere il bordo ribattuto o ribassarlo per consentire l’uso dei filtri astronomici.

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Novembre 2008. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici.
Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, sui punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere , si prega di contattare direttamente Auriga Srl, cliccando sul banner qui di seguito.

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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