Le ottiche a bassa dispersione del Vixen Geoma

Vixen Geoma II ED 52: piccolo grande cuore “ED”

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Premessa.

Il binocolo nel formato 8×42 è considerato da tutti gli appassionati di ottiche sportive uno strumento universale: ancora abbastanza compatto, soddisfacente anche al crepuscolo, con un buon campo apparente e un ingrandimento gestibile a mano libera. Tuttavia, in alcune occasioni è ingombrante, per tale motivo chi lo possiede acquista, in seguito, anche un binocolo compatto.

Spesso, nel settore dei telescopi terrestri (o spotting scopes) si attua la medesima scelta.

Il cacciatore predilige un buon telescopio da 80-85 mm per osservare sia all’alba sia al crepuscolo, il digiscoper, invece, cercherà di acquistare il prodotto dal maggior diametro che il suo budget gli consentirà, per avere luminosità e tempi di scatto rapidi.

L’osservatore itinerante o il birdwatcher “diurno” si accontenterà di uno spotting scope da 65 mm.

Del resto, se un’azienda come Swarovski ha deciso di fornire il suo sistema modulare ATX in tre diametri (95 mm, 85 mm e 67 mm) un motivo, di certo, ci sarà e le mie potrebbero quindi non apparire come mere elucubrazioni personali .

L’incredibile compattezza del Vixen Geoma 52

Esiste, però un mondo di appassionati che richiede un prodotto compatto come un binocolo, ma che abbia una maggior capacità d’ingrandimento, per tale motivo i piccoli telescopi terrestri da 50 mm di diametro hanno ben tre frecce per il loro arco:

  • Sono strumenti “pret a porter” facili da trasportare, sia in aereo, sia durante escursioni che richiedono compattezza e leggerezza.
  • Ingrandiscono maggiormente, a parità d’ingombro, rispetto a un binocolo.
  • Consentono anche riprese con la tecnica del digiscoping, del phonescoping e collegando la  reflex.

 

Mi sono accostato qualche anno fa a questi prodotti – un po’ tiepidamente  – quando l’amico Alessandro Micheli,  esperto ornitologo e divulgatore, conosciuto sul forum di Binomania con lo pseudonimo  “CORAX” me ne tessé  le lodi: piccoli, gestibili, anche a mano libera con oculari di medio ingrandimento, utilizzabili con il classico monopiede o finnstick. Parevano  una panacea per molti osservatori.

Per questo motivo, due anni or sono,  organizzai una breve comparativa fra telescopi terrestri compatti; nelle mie conclusioni scrissi che il Vixen Geoma II 52 ED, evoluzione naturale della prima serie, era il telescopio terrestre contraddistinto dal miglior rapporto prezzo/prestazioni.

E’, di fatto, uno strumento molto compatto come vedete in queste immagini e che pesa come un binocolo 8×32 ma che consente di raggiungere, con oculari specifici, sino a 58X.

Le ottiche a bassa dispersione del Vixen Geoma

Grazie alla collaborazione di SkyPoint, distributore ufficiale dei prodotti Vixen, ho avuto la possibilità di testarlo durante la scorsa primavera e le impressioni che ne ho tratto confermano quanto ebbi avuto modo di vedere, rapidamente, nello scarso tempo avuto per la comparativa.

Questo prodotto è disponibile, a un prezzo inferiore, anche in versione acromatica, semplicemente definita “GEOMA 52”. In entrambi i casi è presente una versione angolata (angled)  e una dritta (stright).

Rivediamo insieme i dati tecnici forniti da Vixen per la serie ED

 

Dati tecnici dichiarati dalla Casa Madre.

Diametro 52 mm
Composizione vetro  ED
Lunghezza focale 278 mm
Dimensioni 10.2 cm x 21.7 cm (17.7 cm da chiuso) x7.2 cm
Peso 486 g
Prezzo (Dicembre 2017) 277,00

 

Mi pare sia utile anche fare due conti, perché in questo periodo è fornito ad un prezzo decisamente interessante.

Su internet il prezzo medio del Nikon ED 50 è di 320 euro, il nuovissimo Opticron MM4 G ED è venduto a 329 sterline mentre il prezzo del Minox 50 (acromatico) è ancor più alto, circa 380 euro. Prezzo folle, poi per il Vortex Razor HD 11-33×50 che si attesta oltre i 1000 euro.

Insomma, se già dovessi decidere in base al prezzo cosa acquistare non potrei escludere il Vixen Geoma II ED 52 dalla lista.

Se poi  io considero la grande scelta di oculari disponibili, i dubbi si fanno ancor più lontani. In catalogo vi sono, infatti, dieci oculari disponibili, dallo zoom 15-40X, al GLH15 che fornisce 10.5X,  sino al GL 80 che raggiunge, come anticipato,  quasi i 60 ingrandimenti.

Molto interessante, mi è anche parso il bel 43X wide angle con 65° di campo apparente , dal peso di soli 88 grammi (oculare da taschino!).

Il telescopio quando è completamente estratto.

Ovviamente non stiamo parlando di un prodotto composto di magnesio, carbonio o con altri prodotti pregiati.

Lo scafo ottico, in policarbonato, è protetto con un rivestimento verde scuro molto simile al velluto che, ammetto possieda un buon grip ma che penso sia meno efficace di una classica gommatura.  

Per utilizzarlo è necessario “allungarlo”. Si deve estrarre la parte dove ha sede l’obiettivo per far raggiungere il fuoco agli oculari. Per estrarre il paraluce- in semplice gomma- invece, si dovrà prestare attenzione: meglio stringerlo dalla base che estrarlo nei pressi dell’obiettivo, perché in questo caso si rischierà di ungere la lente con i polpastrelli.

Premessi i miei capricci da appassionato un po’ esigente, ho avuto di fronte a me  un piccolissimo telescopio terrestre molto adatto all’osservazione naturalistica. 

La messa a fuoco è affidata a un piccolo rotore, privo di demoltiplica, che è risultato abbastanza scorrevole. Sulla base è presente la filettatura per il collegamento ai comuni treppiedi fotografici anche se, come vedremo, ho trovato utilissima la custodia dedicata che consente di “impugnare” comodamente il piccolo telescopio in versione “straight” (dritta).

Ottica.
Fra astrofili si dice sempre che è più facile trovare una grande ottica in un piccolo telescopio che viceversa.
 Or bene, anche nelle ottiche sportive vi sono ben poche eccezioni.

Il piccolo Geoma 50 ED II, infatti, possiede un gran bell’obiettivo da cinquanta millimetri,  dotato di un elemento a bassa dispersione ED.
Nell’uso visuale ha fornito delle ottime immagini: tonalità lievemente calda, aberrazione cromatica molto corretta, alto contrasto, ottima nitidezza.

Rispetto a un’ottica apocromatica le minori prestazioni si evidenziano unicamente nella mera resa fotografica, qualora si colleghi una reflex con l’adattatore apposito, tuttavia, pur non essendoci l’oculare ci sarà sempre il prisma ad inficiarne le prestazioni, per tale motivo è alquanto improbabile poter fare un paragone con i piccoli rifrattori astronomici .

Nel mero uso visuale le immagini sono ben nitide e contrastate, anche grazie all’uso di oculari a ingrandimento fisso che sono più performanti  e luminosi rispetto ad uno zoom  con uno schema ottico molto complesso.

Come ho appena anticipato, nella maggior parte delle condizioni d’illuminazione, questo piccolo telescopio fornisce delle immagini molto corrette per l’aberrazione cromatica, talvolta si nota un piccolo alone spurio intorno ai soggetti in controluce, ma ho visto telescopi dal costo superiore presentare un’aberrazione cromatica ben più evidente.

In questa immagine di repertorio sono ben visibili le differenze di compattezza fra i vari antagonisti e il Vixen Geoma, in questo caso in versione “straight”.

Ovviamente nell’uso crepuscolare non sarà in grado di fornire le prestazioni di un prodotto da 80 mm di diametro, posso solo avvertire i lettori che, qualora si voglia sfruttare totalmente la luminosità della piccola ottica da 50 mm, sarebbe preferibile avvalersi di oculari a ingrandimento fisso che, presentano uno schema ottico con meno lenti e una maggiore trasmissione luminosa.

Questa volta, il distributore SkyPoint  mi ha fornito l’oculare zoom dedicato, piccolo e leggerissimo (come un oculare plossl da 12 mm) è un 15-40X che mi pareva perfetto per ciò che mi prefiggevo: ossia l’osservazione dei passeriformi nei boschi locali e lo studio dei rapaci della mia valle. 

Se dotato di custodia e quando utilizzato a bassi ingrandimenti, è possibile impugnarlo comodamente inseguendo rapidamente i rapaci.

Personalmente l’ho sfruttato durante la migrazione dell’aquila biancone.

La custodia consente di utilizzare a mano libera questo piccolo telescopio terrestre. L’acquisto è consigliato.

Data la sua leggerezza un piccolo mono-piede mi ha accompagnato durante alcune escursioni ma, abbastanza esigente, per ciò che riguarda l’assestamento delle vibrazioni e la piacevolezza della visione, ho prediletto questo setup sino ad un massimo di 20-25X: Sopra ho sempre trovato piacevole e essenziale l’utilizzo di un piccolo treppiede in carbonio con testa video Manfrotto. In alcune occasioni ho sfruttato i miei supporti fotografici, brandendo un gorilla pad che potevo agganciare o fissare nei posti più’ impervi, godendo anche di un’ottima trasportabilità.

Abramo Giusto , in primo piano con un Nikon 50 ED, e Andrea Bertoncello con il Vixen Geoma 52 ED, durante una escursione con il gruppo Astor (Associazione per lo studio e l’osservazione dei rapaci).

Utilizzo sul campo.

E’ un perfetto compagno di viaggio: “richiudibile” leggero, consente  delle ottime visioni, nell’uso diurno, anche oltre i 40X , esprime il massimo quando è utilizzato con degli oculari a focale fissa. Si sposa bene con un leggerissimo cavalletto in carbonio.  Ho notato le medesime prestazioni della serie Geoma da 80 mm, anche se in tal caso mi e’ parso che il piccoletto, riesca a  contenere meglio l’aberrazione cromatica.

Il fratello maggiore da 82mm è preferibile per chi avesse bisogno di osservare al crepuscolo.

 

Pro: Prezzo, compattezza e  leggerezza, possibilità di usare moltissimi oculari

Contro: Non è contrastato come alcune soluzioni piu’ costose,avrei preferito una copertura in gomma.

 

Ringraziamenti.

Ringrazio, come sempre, Mauro Narduzzi di SkyPoint, per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test, concedendomi di esprimere le mie impressioni senza restrizione alcuna.

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Disclaimer. 
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Dicembre dell’anno 2017-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Skypoint,  importatore ufficiale dei prodotti Vixen  per l’Italia.

 

 

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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