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Il kit delle meraviglie- Swarovski Optik BTX con testa PTH e moltiplicatore ME 1.7x

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Mesi fa, ebbi la fortuna e il piacere di testare il nuovissimo modulo binoculare Swarovski Optik BTX.  L’interesse nei confronti di questo prodotto fu così ampio che organizzai un pranzo con gli stretti collaboratori del gruppo e qualche appassionato. La giornata si rivelò molto piacevole e, grazie alla presenza del Kowa Highlander e del Docter Aspectem, potemmo vagliare –  con  molta attenzione – le reali prestazioni del prodotto austriaco.

Chi non avesse avuto la possibilità di partecipare potrà leggere la recensione su Binomania o visitare il Forum.

Questo prodotto ci parve il non plus ultra per osservare la natura agli alti ingrandimenti, poiché è in grado di mantenere una rapida focalizzazione dei soggetti come un comune spotting scope.

Ricordo, infatti, ai lettori, che i più pregiati binocoli per le osservazioni a lunga distanza sono dotati di oculari con una messa a fuoco indipendente su ogni oculare. Per tale motivo, seppur siano perfetti per la percezione dei dettagli panoramici, sono sempre un po’ macchinosi da gestire qualora si debbano inseguire dei soggetti in rapido movimento visibili a una distanza media.

Pare ovvio, quindi, che l’interesse dello Swarovski Optik BTX sia così alto fra gli appassionati esigenti. Sussistono, infatti, tutte le potenzialità della visione binoculare: comodità, maggiore acutezza visiva, maggiore effetto tridimensionale, etc.,etc., il tutto  incorporato  in un sistema compatto e  dotato di una rapida messa a fuoco centrale.

Tuttavia, mancavano all’appello due accessori fondamentali atti a completare un kit eccellente quanto costoso: il moltiplicatore ME 1.7X e la testa mono – braccio PTH.

Lo Swarovski Optik BTX che ho utilizzato è stato collegato a un modulo ATX 95 (95 mm di diametro). In questa configurazione gli ingrandimenti generati sono pari a 30X, che diventano ben 60X quando si fa uso del moltiplicatore ME 1.7X

Tale accessorio ottico è stato presentato mesi or sono, ancor prima dell’uscita del BTX. Di fatto è utilizzabile  anche con la serie ATX dove, grazie all’ampio range di escursione dello zoom dedicato,  consente di raggiungere ingrandimenti elevati, sino a 120X .

E’ comprensibile che il kit da me utilizzato (moltiplicatore+ BTX+ ATX 95) seppur compatto, non sia di certo leggero come un piccolo telescopio terrestre da 50-60mm di diametro; inoltre i sessanta ingrandimenti forniti  amplificano maggiormente le vibrazioni.

Già all’epoca del primo test feci varie prove con le mie teste fotografiche e notai che la percezione dei dettagli migliorava con supporti di alta qualità,come il treppiede Sirui R4303 L  , la testa fluida Manfrotto  MVH502AH oppure la testa Gimball Benro GH2

Mia figlia Ersilia: nuovo tester ..in erba di Binomania

Ha fatto quindi molto bene la casa austriaca a creare un supporto specifico per questo kit: la nuova testa PTH.

Swarovski Optik non descrive molto bene le caratteristiche di questo supporto. Posso dirvi che mi pare sia composto in policarbonato, è robusto e nel contempo leggero, il sistema di cuscinetti a sfera interni si è rilevato molto preciso e fluido.

Rispetto a una normale testa fotografica come la mia Gimball Benro GH2- ho notato una maggior cura dei particolari, che consente, inoltre, di compiere delle eccellenti osservazioni terrestri.

E’ presente, infatti, una “Pan bar” simile a quella delle migliori teste video, la fluidità è ottima  anche se non è presente un sistema di contro-bilanciamento sul movimento TILT come le teste video. E’ possibile spostare tutto il sistema con un dito, facendo attenzione a bilanciare bene il telescopio terrestre.

Per tale motivo ritengo che la giusta integrazione per questo supporto sia la slitta BR di bilanciamento  che dovrebbe consentire di gestire con precisione il peso e l’effetto leva non solo del BTX ma anche del sistema ATX durante il digiscoping.
Swarovski Optik non me l’ha spedito, tuttavia, dato che il PTH possiede una piastra tipo ARCA SWISS, mi sono avvalso di una piastra omonima lunga ventidue centimetri che mi ha consentito di trovare un perfetto bilanciamento dello strumento.

Il montaggio avviene in pochi secondi, giusto il tempo di avvitare la testa sul treppiede e di stringere le tre viti di fissaggio a 120° dello stesso.

La pan bar in dotazione si è rilevata molto utile per gestire il BTX

Sono presenti varie leve e manopole. Le principali servono per gestire la fluidità dei cuscinetti a sfera e per bloccare i movimenti.

V’è poi la leva per il fissaggio della pan bar e la leva per  la regolazione dell’altezza della base.

A livello estetico è molto bella e affascinante, come consuetudine in casa Swarovski Optik, mi è parsa anche molto precisa, funzionale e in grado di assorbire molto bene le vibrazioni.

In astronomia si è soliti dare un colpetto alla base del treppiede per analizzare lo smorzamento delle vibrazioni. Questo è utile perché gli ingrandimenti utilizzati, spesso, sono nell’ordine delle centinaia. Tuttavia anche nel settore naturalistico questo test ha la sua utilità. Per tale motivo posso garantire che su tappeto erboso a trenta ingrandimenti si ha uno smorzamento delle vibrazioni in poco meno di due secondi. Che diventano tre secondi quando si fa uso del moltiplicatore 1.7X

La resa è leggermente differente su asfalto o terreni duri, dove le vibrazioni tendono a scemare dopo pochi istanti in più. Eccellente, invece, la resa con l’ATX anche a settanta ingrandimenti. In tal caso questo risultato è dipeso dalla maggior leggerezza del telescopio- senza modulo binoculare.

I due Swarovski in compagnia dello Zeiss Gavia.

V’è da dire che tali prestazioni dipendono anche dal treppiede utilizzato, ho provato, quindi ad avvalermi di supporti in alluminio meno pregiati del mio treppiede Sirui R4303 L e posso confermare un aumento dei secondi di assestamento. Sono consapevole che la scelta sia costosa ma se si vuole un perfetto mix fra leggerezza e prestazioni  sono convinto che sia necessario acquistare un buon treppiede in carbonio.

Anche il legno ha ottime capacità di “assorbimento” tuttavia è meno costoso  ma molto più pesante.

Nell’utilizzo ad altissimi ingrandimenti (120X) la testa PHT, durante l’osservazione lunare, mi ha consentito di osservare in tutta comodità con un assestamento sul prato di circa tre secondi (treppiede Benro+ testa PHT+ Atx95 con modulo zoom angolato e moltiplicatore).

Un bel primo piano sul prestigioso kit austriaco

Ho avuto anche la possibilità di confrontarlo (a parità di treppiede) con  la testa Gimball Benro GH2, già citata, che utilizzo per la caccia fotografica e posso confermare che le prestazioni del prodotto Swarovski Optik sono superiori soprattutto per ciò che concerne la comodità nell’uso visuale.

Del resto la Benro, com’è ovvio, non presenta la pan bar, quindi risulta alquanto scomodo spostare a mano il BTX impugnandolo nella zona presso gli oculari, anzi, si ha anche un ulteriore aumento delle vibrazioni.

 

In definitiva:
Pregi:

  • Progetto specificatamente progettato per serie ATX e BTX, quindi non vi sono compromessi.
  • Ottima costruzione.
  • Ottimo design, il che non guasta.
  • Mix perfetto fra una Gimball e una testa video grazie alla Pan Bar e agli ottimi cuscinetti a sfera integrati.

Sulla forcella monocentrica Swarovski è possibile utilizzare piastre con passo “Arca Swiss”

Difetti:

  • Non è alla portata di tutti. (609 EURO)
  • Avrei previsto una protezione in neoprene da mettere all’uopo o una gommatura nei punti cruciali, giacché si potrà graffiare con l’uso protratto in natura.

 

 

Prova su campo del moltiplicatore

Il moltiplicatore Swarovski montato sul modulo oculare

Beh, che dire? Avendo anche un altro ATX 95 in casa (fortunello.. direte voi) ho avuto la possibilità di sfruttare a dovere il moltiplicatore e devo ammettere.. di averne viste delle belle!
 Durante le giornate con poca turbolenza sono rimasto stupefatto dai centoventi ingrandimenti forniti. Rispetto a un classico spotting scope equipaggiato con un oculare zoom da sessanta ingrandimenti, è incredibile la resa dei dettagli che si percepiscono.

Seppur il potere risolutivo di un’ottica si avverta già, a un ingrandimento pari a 2/3 del suo diametro (in tal caso a circa 65X) è palese che con una potenza superiore a centro ingrandimenti, dettagli che parevano ostici diventino facilmente distinguibili.

Ho ancora in mente un falco pellegrino posato a circa un chilometro dalla mia postazione che nel binocolo era visibile come semplice macchietta grigio-scuro.

Con lo Swarovski Optik BTX arriviamo, invece, a superare di poco gli ingrandimenti  (60X) forniti da due migliori binocoli naturalistici in questo periodo presenti sul mercato: Il Kowa Highlander che, grazie ad oculari specifici, è in grado di arrivare sino a  50X e il Docter Aspectemen che ottiene lo stesso risultato attraverso i suoi oculari zoom- 20x- 50X.
Ho volutamente non citato altre soluzioni più economiche Made in China perché non sono impermeabilizzate e per me, un prodotto da usare in Natura “deve” essere impermeabilizzato.

fa decisamente un certo effetto leggere “120 ingrandimenti” su un telescopio terrestre.

Nitidezza

Con  Swarovski Optik ATX 95 e modulo oculare 30-75X.
La nitidezza è alta, ovviamente si nota una lieve caduta nella resa dei dettagli che spesso dipende anche dalle condizioni meteo.

Con Swarovski Optik BTX.
 L’ho trovato ottimo per le osservazioni a media distanza nelle prime ore del giorno o un po’ prima del crepuscolo. Ovviamente la caduta di luce al crepuscolo è palese.

Se dovessi scegliere di osservare con il  moltiplicatore, preponderei per l’utilizzo con il modulo binoculare BTX; la resa con due occhi a   60X è molto bella, piacevole e appagante. La luminosità, tuttavia, è inferiore rispetto a quella fornita da un pregiato binocolo da 80mm. Direi che “rende” come un buon binoscopio da 67mm -70mm di diametro.

Un particolare sul modulo binoculare BTX

Aberrazione cromatica:
Con  Swarovski Optik ATX 95 e modulo oculare 30-75X.
 Ai massimi ingrandimenti si nota un po’ di aberrazione cromatica, maggiore rispetto a quella visibile a 75X. Sul bordo lunare ad esempio s’inizia a percepire un lieve alone giallo intorno al bordo del nostro satellite.

Con modulo binoculare BTX: mi aspettavo una prestazione peggiore di quella appurata nell’uso sul campo.  Grazie alla compensazione automatica data dal sistema occhio cervello e quasi raramente visibile.

Contrasto.

Con  Swarovski Optik ATX 95 e modulo oculare 30-75X.
 Buon contrasto ma inferiore rispetto a quanto visibile a 75X.
Con visore BTX.
Ripeto quanto scritto riguardo alla nitidezza: la visione con due occhi fornisce una marcia in più e il calo di contrasto è inferiore, in proporzione a quello che si evidenzia inserendolo fra ATX e  il modulo oculare zoom, anche se gli ingrandimenti massimi sono pari al doppio.

In ogni modo noto maggiore contrasto nel BTX a 60X che non nel sistema “mono-oculare” ai medesimi ingrandimenti, dove si percepisce, invece, una maggiore luminosità.

Grazie al diametro di 95 mm la luminosità del modulo oculare BTX è paragonabile a quella di un eccellente binocolo da almeno 70 mm di diametro. Per raggiungere la luminosità di un 82 mm come il Kowa Highlander sarebbe necessario progettare un modulo ATX da 110 mm vs 11 5mm.

Curvatura di campo.

Assente. Swarovision!!!

 

Messa a fuoco minima
Questo setup consente di compiere delle eccellenti osservazioni di insetti e fiori a soli 3-4 metri di distanza!  Questo è un lato positivo rispetto ai classici binocoli giganti, che a causa dei due obiettivi non consentono di fondere le immagini a breve distanza, essendo ottimizzati per avere un allineamento prossimo all’infinito.

 

Lo Swarovski BTX è decisamente piu’ compatto di un eccellente binocolo naturalistico da 80 mm. Si trasporta comodamente nello zaino, grazie alla modularità del sistema Swarovski.

In sintesi.

Il moltiplicatore Swarovski Optik ha dimostrato di essere un valido complemento alla serie ATX; ritengo sia pienamente sfruttabile anche per la tecnica del digiscoping, soprattutto con i due obiettivi di maggior diametro da 95 e 85. Presumo, poiché non l’ho provato, che si percepisca un netto calo di luce con il piccolo modulo da 65 mm.

Nell’uso terrestre vi sono degli orari in cui è ampiamente sfruttabile e mi pare ottimo soprattutto per  gli osservatori di rapaci che vanno spesso alla ricerca dei nidi da sorvegliare da lunga distanza o per gli appassionati di tiro a lunga distanza che osservano per molte ore i bersagli da colpire.

Nell’uso astronomico occasionale .tutto sommato, la resa è paragonabile a quella di un buon rifrattore  specifico dotato di ottiche a bassa dispersione, che però grazie al suo schema semplice con poche lenti  è in grado di fornire maggior contrasto e nitidezza ad un prezzo decisamente inferiore.

 

In sintesi

Pregi :

 

  • Compattezza
  • Costruzione
  • Totale impermeabilizzazione  
  • Minima perdita di nitidezza contrasto

Difetti:

  • Forse un modulo da 110 mm, 115 mm colmerebbe il gap con i migliori binocoli terrestri da  80 mm, vincendo ancora in compattezza.
  • Ringraziamenti.
    Colgo ancora una volta l’occasione per ringraziare Francesco Cernigliaro per aver fornito i prodotti oggetto di questo test,  oltre a lasciarmi sempre libero di citare le mie reali impressioni senza restrizione alcuna.

 

 

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    Disclaimer. 
    Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Settembre dell’anno 2017-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Swarovski Optik Italia.

     

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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