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Impressioni di uso di un Vortex Vulture
di Alessandro Garrisi



Dopo l'acquisto avvenuto ormai vent'anni fa del mio primo binocolo "buono" , un Pentax 7x50, ho deciso di aggiungere alla mia dotazione di binocoli più o meno "onesti" un altro pezzo pregiato (per i miei standard  ovviamente) invogliato anche dalla recente disponibilità di ottimi strumenti a prezzi pari o inferiori a quelli di un oculare per telescopio; ovviamente stiamo parlando di fasce di prezzo che, nel range dei binocoli buoni è da considerarsi “entry-level” ovvero i 200€

Credo che il criterio principale nella scelta di un binocolo "buono" sia la gestibilità a mano libera; un binocolo gestibile a mano libera è sempre pronto all'uso, sia in astronomia che nelle osservazioni naturalistiche o sportive.

Proprio in questi giorni ho provato con maggiore attenzione del solito i vari binocoli che possiedo e anche altri gentilmente messimi a disposizione da amici, ebbene mentre per l'uso con il cavalletto vale per i binocoli più o meno lo stesso principio dei telescopi, cioè meglio scegliere l'apertura più grande e l'ingrandimento più alto (nei limiti dei binocoli ovviamente) e quindi un 20x80 o meglio ancora un 20x90 sarebbe il top (tra l'altro adesso hanno anche costi molto accessibili), nell'uso a mano libera invece entra in gioco una altro fattore più importante di tutti: la stabilità.  

Il motivo principale per cui ritengo che la scelta di un binocolo sia una cosa molto personale e che poter provare un binocolo prima di acquistarlo sarebbe sempre la cosa migliore, è che non tutti abbiamo le stesse caratteristiche, ad esempio tanti dicono che si trovano benissimo con il 10x mentre io a quell'ingrandimento riesco a vedere l'immagine vibrare a ritmo con il battito del mio cuore e muoversi con il mio respiro, altro fattore che influenza la stabilità dell'immagine è il peso dello strumento, infatti è più facile tenere fermo per lungo tempo , con le braccia sospese all'altezza degli occhi, un binocolo di 600 grammi piuttosto che uno di 1 kg.

A queste conclusioni sono giunto mettendo su un tavolo accanto alla finestra vari binocoli (alcuni di alta qualità e altri da bancarella) da 6x32 , 8x32 , 8x40 , 7x50 , 8x50 , 10x42 , 10x50 , 12x60 e , stando comodamente seduto, facendo varie prove comparative; alla fine mi sono reso conto che il 6x32 e il 7x50 erano quelli che fornivano le immagini più nitide, appena di più dell'8x40 che però aveva un campo maggiore e un ingrandimento più alto, mentre il 10x50 (e ancor peggio il 12x60) pur ingrandendo di più non mi permetteva di cogliere dettagli più fini dell'8x, la conclusione, prettamente personale, a cui sono giunto è stata che, per le "mie necessità", il miglior ingrandimento gestibile a mano libera è l'8x per binocoli tra i 700 e i 1000 grammi circa di peso..


Dalle prove che ho fatto è venuta fuori eclatante la differenza abissale che c'è tra un seppur onesto binocolo da bancarella* e un binocolo "di quelli buoni" infatti il contrasto dell'immagine, la visione facile e riposante e la luminosità sono subito percebili da chiunque, provare per credere; e qui come non si può dare ragione al buon Piero Pignatta “Deneb” quando parla di lana e di seta (che non vanno confuse)? anche la collimazione è molto importante, i binocoli buoni sono sempre collimati e difficilmente perdono la collimazione.  

*per "binocolo da bancarella" intendo i miei Berkut sovietico, Bresser e Breaker elencati in ordine decrescente di qualità.

I binocoli "buoni" però avevano, fino a qualche anno fà, un lieve difettuccio: a volte non bastava uno stipendio per comprarne uno, mi ricordo uno stupendo Swarovsky 10x50 di un amico che, negli anni ottanta, aveva pagato un milione e mezzo di lire, che era waterproof e riempito di azoto, accorgimenti che ci sembrarono fantascientifici, oggi mentre lo Swarovsky costa sempre uno stipendio, discreti binocoli waterproof e riempiti d'azoto si possono comprare con poco più di 100-150€ perchè tali livelli di affidabilità non sono più appannaggio delle sole Zeiss e Swarovsky ma anche di altre marche, questo per quanto riguarda l’impermeabilità e la robustezza meccanica di un binocolo che comunque è garantito a vita, ovviamente nè la resa ottica, nè la meccanica e men che meno la luminosità possono essere paragonabili ai primi della classe, tuttavia, sono degli strumenti ideali per iniziare a saggiare, almeno in parte, alcune fra le caratteristiche dei binocoli più professionali, insomma, un buon inizio.

Una volta stabilito, come si fà quando si deve scegliere un telescopio adatto alla montatura che si possiede, l'ingrandimento e il peso migliori per l'uso a mano libera, che per me è 8x perchè a 10x le stelle le vedo muoversi, si devono cominciare a tenere in considerazione gli altri due fattori principali: la capacità di raccolta della luce e la pupilla d'uscita (PU).

Per la prima non ho avuto dubbi: 50mm, infatti mi interessano molto anche le osservazioni astronomiche; per la seconda , considerato che i 7mm del 7x50 alla mia età, 43 anni, non sono più pienamente sfruttabili, mi sono orientato su una PU tra i 5.5 e i 6mm per avere il massimo delle prestazioni nelle osservazioni notturne e/o crepuscolari, anche la lettura di testi italiani ed esteri mi ha suffragato questa scelta.

Breve testimonianza: durante il censimento dei Caprioli nella mia zona è stato da più persone appurato che , al crepuscolo, quando con il 10x40 non si riesce più a vedere niente con l'8x40 si può continuare ad osservare per altri 5-10 minuti, parlo di osservazioni terrestri e di due binocoli Habicht Swarovsky, quindi la differenza è da attribuirsi al millimetro in più di PU dell'8x40.


Tornando a noi si diceva che ero alla ricerca di un binocolo da 50mm che avesse 8 o 9 ingrandimenti: mi sono accorto subito che queste misure sono assolutamente poco diffuse ma, per fortuna , ci sono delle eccezioni come il Vortex 8.5x50mm Vulture che ho acquistato dall'importatore ufficiale per l'Italia RPoptix.

La bontà della mia scelta (ripeto: valide per me e per le mie condizioni di utilizzo del binocolo e un budget di 200€) mi è stata confermata anche ieri sera quando, osservando un volatile tra le fronde di un albero distante un centinaio di metri, con i binocoli 8x40 e 10x50 mi sembrava un merlo, con un 10x42 di ottima qualità invece mi sono accorto che aveva il petto con riflessi verde-blu mentre con l’ 8.5x50 ho visto nitidamente le macchie sul dorso di quello che è si rivelato essere uno storno, ho ripetuto per più minuto l'osservazione ma le macchie erano distinguibili solo con l'8.5x50 .

Dopo avervi annoiato con tutto il bla bla sul perchè ho scelto un 8.5x50 vorrei rincarare la dose e mettere giù le prime impressioni d'uso del Vortex Vulture 8.5x50.

Cominciamo dalla custodia "high-impact" semirigida leggera e molto funzionale oltre che bella.


all'interno ci sono due scomparti, uno sagomato per il binocolo e un'altro per la tracolla del bino o altro materiale (mappe etc.) divise da una tasca con cerniera per il panno per la pulizia delle ottiche.

Il binocolo è con i prismi "a tetto ", in Bak4, e mi è parso robusto e non facilmente scollimabile, anche se non si esclude a priorio tale possibilità. 
 i prismi a tetto hanno una riflessione in più rispetto allo schema di Porro , ma se opportunamente trattati rendono bene, è il caso di questi che hanno subito il trattamento per renderli "phase-corrected" qui un paio di cenni su cosa sia questa caratteristica: http://www.eagleoptics.com/index.asp?pid=2740
http://www.birding.com/phase.asp in parole povere è un trattamento chimico che aumenta il contrasto correggendo un limite dello schema ottico a tetto, un'immagine della zeiss spiega più di molte parole:.

(ndr) Ovviamente così come esistono binocoli costosi ed eccellenti e binocoli di medio costo e discreti, esisteranno dei sistemi di correzione di fase più o meno performanti e pare ovvio che la correzione di fase di un binocolo da 200 euro non potrà rendere come quella di un binocolo da 1600 euro.



lo scafo è interamente metallico ricoperto di gomma verde.




 



i tappi sono fissati allo scafo con dei "braccialetti" di gomma e in dotazione c'è il coprioculari.



il binocolo è waterproof ed antiurto, l'interno è riempito con azoto per evitare l'ossidazione delle superfici ottiche interne e il formarsi di condensa, infatti sono binocoli nati per l'uso intensivo all'aperto, in qualsiasi condizione, ne rende l'idea anche la lettura delle condizioni della garanzia:
illimitata, cioè a vita, incondizionata, in pratica tranne il furto lo smarrimento e la manomissione loro coprono tutti i problemi, e inoltre è trasferibile se lo si rivende.

Le lenti hanno un bel trattamento verdino, le superfici ottiche sono "fully multi coated" e gli oculari sono belli grossi


L'attacco per la staffa di collegamento al treppiede è presente nella solita posizione, ma a causa dello schema e dell'ingombro delle lenti lo spazio è esiguo e una normale staffa ci entra a stento e non permette di avvicinare al massimo gli oculari tra loro, è disponibile una staffa specifica della vortex che mi sembra essere molto più sottile al centro.

Il "pupil guider" o paraluce, è estraibile con un meccanismo "twist-lock" ovvero con un mezzo giro salgono lungo una scanalatura a spirale e si bloccano, hanno due posizioni: o tutto retratto per i portatori di occhiali o tutto estratto per l'osservazione normale, l'estrazione pupillare è fin troppo generosa, oltre i 20mm (21.5 secondo il catalogo), e basta appoggiarsi appena ai bordi gommati, che peraltro sono conici e molto comodi.
Attenzione però che la distanza interpupillare minima è di 61mm (conseguenza del diametro delle lenti e dello schema dritto dei prismi a tetto) quindi prima dell'acquisto misurate la vostra personale, questo vale per tutti i binocoli in generale.
La regolazione diottrica è possibile tramite una ghiera sull'oculare destro, un pò duretta all'inizio ma facile da farsi, mentre la messa a fuoco è centrale molto rapida e fluida tramite un comodissimo pomellone centrale.


il binocolo nel suo complesso non è proprio tascabile, anche se le dimensioni sono inferiori a quelli di un comune 7x50 e il peso è sugli 870 grammi, una ventina di grammi più del Bresser della Lidl, oltre alla tracolla della custodia in dotazione vi è anche una comodissima tracolla per il binocolo, ben fatta con una larga fascia imbottita di neoprene che non scivola e distribuisce il peso sul collo in maniera più comoda (anche se non come le bretelle apposite) sulla fascia campeggia una grossa scritta bianca "Vortex" e anche il logo è riportato sia in rilievo sulla custodia che sullo scafo gommato, sui tappi, insomma un pò dappertutto.

L'ergonomia generale è molto buona e mi ci sono trovato subito a mio agio, è possibile impugnarlo e fuocheggiare anche con una mano sola, e le incisioni antiscivolo sullo scafo sono molto valide , come gli incavi sotto lo scafo sempre per l'impugnatura.


Otticamente mi ha impressionato, la resa dei colori ed il contrasto li ho trovati  su buoni livelli, certamente milgiore rispetto ai binocoli economici da me finora posseduti ed a livello dei migliori che ho potuto provare, la differenza rispetto ai binocoli economici è enorme,  tanto che dopo averci osservato il modesto Bresser 10x50 mi sembrava offrisse immagine gialline, buie e slavate quindi è di dovere un "WARNING" se siete possessori di un Lidl binocolo e vi soddisfa non mettete gli occhi dentro un binocolo di questi ( o superiori ) se non avete in conto di spendere un pò di euro, perchè una volta notata la differenza sarà spiacevole tornare al vecchio ed economico binocolo..

Il punto forte di questo strumento, sempre rispetto al mio metro di paragone è però la luminosità, l'ho provato anche in osservazioni notture (terrestri purtoppo causa meteo ostile) e la resa è stata superiore a tutti i binocoli che ho provato, compreso uno swarowsky 10x40 (ovviamente il blasonato swaro ha perso perchè con ingrandimenti maggiori e una lente più piccola è meno luminoso) l'unico che gli tiene testa, sempre tra quelli con cui ho potuto confrontarlo, è stato il Pentax 7x50 che però, in virtù dei minori ingrandimenti, mostrava qualche dettaglio in meno.

Nelle osservazioni controluce è risultato ottimo, la famigerata "mezzaluna bianca" che ho osservato in quasi tutti i binocoli che ho provato in vita mia osservando un soggetto in forte controsole in questo binocolo è pressochè assente o difficilmente percebibile, il campo è abbastanza corretto ma non perfetto fino ai bordi , mentre la curvatura è abbastanza avvertibile, in effetti è forse l'unico vero punto debole di questo binocolo, l'effetto però è abbastanza contenuto e non disturba le normali osservazioni terrestri, dovrò vedere che conseguenze avrà nell'osservazione astronomica anche se i punti di forza di questo strumento sono la sua luminosità e contrasto che offrono una incredibile nitidezza di colori e dettagli, mentre il campo è abbastanza ridotto, infatti non è un binocolo a grande campo; sul campo vorrei aggiungere due parole, sul catalogo è riportato un campo di vista reale , per l'8.5x50, uguale al modello 10x50 e pari a 5,4° che in effetti sono pochini, io però, facendo prove empiriche di confronto con altri binocoli prendendo punti di riferimento ai bordi del campo inquadrato, l'ho stimato essere superiore, introno ai 6° (magari sarà 5,8°) aspetto le stelle per misurarlo più precisamente, tra l'altro anche la facilità con cui riesco a puntare e seguire uccelli in volo veloci come le rondini mi fà pensare ad un campo reale superiore ai 5,4° dichiarati.

Non escludo l'errore di stampa perchè, ad esempio, ho misurato al distanza minima di messa a fuoco, indicata nelle specifiche come 9 piedi, pari a 2,7 metri mentre io ho rilevato, metro alla mano, essere 6 piedi ovvero 1,8 metri, inutile dire che l'osservazione di una farfalla da 1,8 metri con quel binocolo è meglio di un documentario di National Geografic.

Sulla Luna, quasi piena,  ho rilevato una debole immagine fantasma se portavo l'astro fuori dal centro del campo, per il resto le stelle erano puntiformi ma causa meteo solo dopo un paio di seetimane finalmente ho avuto occasione di usarlo sulle stelle:  la serata non era granchè con velature e nuvole ma verso al fine ci ha concesso un ora a mezza abbondante di sereno.

Il binocolo, che non è uno strumento dalla vocazione astronomica ma naturalistica, si è comportato bene, molto bene direi.

Si è confermato avere un'ottima luminosità e un ottimo contrasto, i globulari da M13 a M3 sono risultati ben visbili su uno sfondo scuro, addirittura M3 sono riuscito a osservarlo in una zona del cielo con mag limite 3 da quanto era chiaro, di Saturno si percepiva la sagoma ovale e il colore giallino.

La curvatura del campo che avevo rilevato osservando di giorno lo spigolo di un edificio portato al bordo del campo visivo, di notte sulle stelle è risultata essere molto meno percepibile e fastidiosa di quanto temessi, anzi l'impressione era quella di un bel campo corretto quasi fino ai bordi con tutte le stelle a fuoco, l'unico limite percepibile è stato in effetti il campo più ridotto rispetto ad altri binocoli, e un campo reale inferiore ai 6° si sente anche se è una cosa, per me, accettabile avendo in cambio un ingrandimento simile a quello di un 10x50 con la facilità d'uso di un 8x40 e la luminosità vicina a quella di un 7x50, se interessa avere un campo visivo più ampio ci sono modelli più costosi , sia della Vortex come il Viper e il Razor, che dalla Swarowsky, ovviamente , teniamo ben presente che stiamo parlando di un binocolo che costa 190 euro scontato.

La correzione cromatica ai bordi è  davvero buona ed anche la profondità di fuoco è abbastanza ampia, insomma ho trovato quello che volevo, un binocolo luminoso e contrastato come un 7x50 ma potente come un 10x50 (o quasi) ma che la mia anziana mano riuscisse a gestire abbastanza stabilmente.

Non è certamente un binocolo per tutti i neofita, ma se avete occasione provatene uno anche perchè il prezzo, sopratutto in rapporto alla qualità mi è parso veramente conveniente, uno dei pochissimi casi dove ho riscontrato che il listino italiano ha lo stesso prezzo (applicando il cambio euro dollaro) di quello USA.

Alessandro Garrisi “Vicchio”

 

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