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SARD l'imbattibile

di Piergiovanni Salimbeni

data 25 agosto 2010

 

Premessa

Gli appassionati di binocoli da collezione conosceranno senza alcun dubbio il Sard 6x42 (Mark 43), binocolo, Made in USA, utilizzato durante la II Guerra Mondiale dalla areonautica militare e dalla Marina Militare.(1)

Il Sard 6x42 un binocolo dotato di prismi sovra-dimensionati e di grandissimi oculari, con schema ottico ERFLE, che consentono di fornire ben 12 di campo reale e 70 di campo apparente.


Il Sard 6x42 comparato con un modesto Yashica 8x30, ovviamente a sinistra.

Spesso parlando con vari amici appassionati sentivo citare le prestazioni di questo fantomatico Sard 6x42, quasi sempre erano impressioni lette e provenienti da impressioni di fortunati collezionisti d'oltreoceano. Quando conobbi Corrado Morelli (che ebbe la fortuna di possederne uno, di rivenderlo, di rimpiangerlo ed attualmente di averne ricomprato un altroesemplare e fatto restaurare da Mazzoleni) compresi che si trattava veramente di un binocolo eccezionale, uno di quei punti di riferimento dell'ottica, un parto del genio umano ancora imbattuto e che ha fatto e farà la storia nel grande settore dei binocoli con prismi di porro.

Per tale motivo ho accettato ben volentieri l'invito di Luca Mazzoleni, l'ex-proprietario dell'azienda General Hi-T, di testare il suo esemplare personale, che è stato perfettamente e minuziosamente restaurato.

Prime impressioni

La prima cosa che si nota è il grandissimo scafo ottico i suoi prismi potrebbero, senza alcun dubbio, contenere la luce di due obiettivi di 100mm,

Mazzoleni, raccogliendo molte fonti su questo binocolo ha scoperto che, forse, tale binocolo, già nel lontano 1943 faceva uso di un trattamento anti-riflesso in fluoruro di calcio! Ovviamente di questa notizia, seppur se ne faccia menzione anche sul noto forum di CloudyNights, non v'è alcuna certezza.

Tale trattamento è ancora visibile, nell'esemplare che ho visionato, che fortunatamente era solo rovinato meccanicamente, ma che aveva mantenuto una buona integrità delle varie superfici ottiche, seppur siano state pulite con molta cura per fare ritornare all'antico splendore.

 


Particolare sui grandissimi oculari Erfle che consentono una immersione nella scena che non avevo mai provato prima in un binocolo .


Costruzione e meccanica

Impugnandolo si percepisce una sensazione di solidità incredibile, il peso, la forma consentono di stringere questo binocolo perfettamente ed i 6 ingrandimenti non fanno rimpiangere l'uso di un cavalletto. La messa a fuco individuale è robustissima e tropicalizzata, Mazzoleni ha dovuto ricostruire completamente la ghiera destra del binocolo perchè era mancante nell'esemplare da lui acquistato.

 

 

 


Un'altra comparazione, in altro a sinistra, il mitico 7x50 Mark 45 US NAVY (ottiche rivestite), ottimamente restaurato da Mazzoleni.

Ottica ed oculari

Non possiamo conoscere che vetri sono stati utilizzati per questi obiettivi ma penso si tratti di materiali esotici e prestigiosi, il settore militare selezionava con severità gli esemplari sfornati dalle fabbriche che dovevano rientrare nelle strettissime tolleranze delle apparacchiature per uso militare.

Gli oculari come anticipato possiedono uno schema ottico ERFLE (che può variare da 5 a 7 elementi) ben conosciuti dagli amanti degli oculari per astronomia per le sue buone prestazioni nelle osservazioni a grande campo.


Curvatura di campo

E' presente una lieve curvatura di campo, dovuta dallo schema ottico degli oculari, tuttavia per il campo fornito, la ritengo poco fastidiosa e minima, sopratutto se si pensa che tale binocolo è stato progettato oltre 70 anni or sono.

Distorsione di campo

Com'era prevedibile questo binocolo è perfetto nel panning, forse è il migliore fra quello che fin'ora ho provato, compresi quei mostri sacri dei Leica e degli Zeiss di ultimissima generazione. Il panning, con il Sard 6x42 è un puro piacere per gli occhi, una incredibile immersione nel paesaggio con il surplus dei 6 ingrandimenti, spesso ci si dimentica di stare osservando in uno strumento , tanta è la fedeltà ottenuta.

Campo reale e campo apparente

Il campo fornito eccezionale, tutte le persone che vi hanno guardato dentro stentano a credere che si stia parlando di "soli" 70 personalmente la mia sensazione è quella di aver a che fare con un paio di oculari a grande campo da almeno 82..avevo ammirato qualcosa di simile soltanto in un binoscopio dotato di oculari Televue Ethos, ma con il Sard si osserva a soli 6 ingrandimenti ammirando ben 12° di campo... ed impugnando il binocolo fra le mani. Se avro' modo di ritestarlo nell'uso astronomico, cosas che spero di fare per ammirare la Via Lattea, potrò calcolare con precisione il suo campo reale, prendendo come riferimento un paio di stelle.

Abb.cromatica.

Come descriverò qui di seguito il binocolo ha incredibilmente mostrato una resa cromatica priva di aberrazione, un Apo degli anni 30!

Uso pratico

Se potessi definire in una sola frase cosa si ottiene mettendo gli occhi agli ocularidi questo binocolo direi che come "osservare ad occhi nudi con la vista di un falco. Le immagini sono molto ben corrette anche ai bordi, il campo non totalmente piatto ma anni luce rispetto, ad esempio, al tanto pubblicizzato Miyauchi Binon che di fama aveva solo il marchio. La resa ottica realissima ed, incredibilmente, il binocolo non mostra abberazione cromatica, lo definirei un binocolo APO, anche ponendo dei pannelli solari agli estremi del campo, non compare nessuna abb.cromatica laterale...incredibile e pensare che questo binocolo stato progettato e costruito negli anni....

 

Durante il pomeriggio passato da Mazzoleni, non è mancata una comparativa fra il BPO 7x30 e il Sard 6x42, inutile confermare il vincitore, dato che il Sard ha surclassato anche vari TOP DI GAMMA presenti quel giorno.

Oculari a confronto, lo schema ottico del BPO simile ai noti Nagler, per caso si sarà ispirato a questo strumento? e gli ERFLE del Sard 6x42

 

Ho potuto confrontare, durante il pomeriggio a casa Mazzoleni, vari binocoli con il Sard: un eccellente Mark 7x50 US NAVY, un incredibile Huet un Leica Trinovid, un Leica HD Ultravid, uno Zeiss 8x30 B/GA, vari 7x50, ma nessuno, dico nessuno, era in grado di fornire quella incredibile immersione nel paesaggio, quel prolungamento della propria vista che non avevo mai riscontrato prima.

Ora capisco perchè Corrado Morelli lo ha rimpianto per anni e poi ricercato e perchè Mazzoleni ne ha voluto fortemente un esemplare nella sua collezione.

Ho un unico rimpianto che le aziende attuali non abbiamo nè la voglia nè il tempo di ridare vita ad un progetto ottico come questo. Fantastico SARD!

 

Particolare degli enormi prismi, mai visto nulla del genere su un binocolo con prismi di porro da soli 42mm

particolare del Sard 6x42, prima di passare sotto le attenzioni di Mazzoleni che ha dovuto anche ricostruire parti rovinate al tornio copiandone alla perfezione le fattezze di quelle originali.

 

un particolare sui paraluce originali

Se in un primo tempo, non compresi la scelta di Mazzoleni di chiudere la General Hi-T , ora vedendo i capolavori che sta restaurando, spesso ridotti in condizioni pietose, posso finalmente comprendere il perchè di tale decisione.(2)

Per onor di cronaca, inserisco uno dei tanti binocoli restaurati da Mazzoleni, l'U-BOAT 7x50 (3) che secondo alcuni collezionisti era giudicato irrecuperabile.

il...prima del restauro..Sono servite ben....di lavoro per arrivare a questo risultato...Fortunatamente le ottiche hanno resisito all'intercedere del tempo..incredibile

 

Il risultato finale...

 

Note a piè pagina

(1) Seeger L'autore delle note edizioni sui binocoli della Seconda Guerra Mondiale, nella sua ultima creazione a pagina 217 cita testualmente "The binocular was used in US AIRCRAFT for submarine combate" Tuttavia vi chi ritiene che tale binocolo fosse utilizzato non solo dalla areonautica, che oltretutto si avvaleva quasi sempre di binocoli con reticolo, ed il Sard non li possiede, ma anche dalla Marina Militare US NAVY, come peraltro evidenziato dalla sigla impressa sullo scafo del binocolo , che è anche visibile in questo articolo, nella foto dello strumento prima del restauro.

(2)Purtoppo alcuni binocoli si trovano in condizioni tali per cui non è possibile fare un intervento di tipo "conservativo" ma è necessario asportare, ad esempio, tutte le stratificazione di vernice che si sono sovrapposte nel tempo sopra il colore originale ,per poi procedere ad una lettura del colore stesso e quindi ad una nuova e completa riverniciatura Nei casi in cui vi sia la fortuna di trovare binocoli che mostrano ancora un colore originale, seppur parzialmente rovinato , sarebbe preferibile mantenerlo nello stato in cui si trova. Questo è un discorso complesso che affronterò, intervistando Mazzoleni, nei successivi articoli , relativi a binocoli restaurati che saranno presentati nei prossimi aggiornamenti di Binomania.

(3)L'U-BOAT ZEISS 7x50 , più comunemente chiamato :" Il binocolo del comandante" in quanto era in dotazione ai comandanti dei sottomarini U-BOAT: Anch'esso possiede ottiche dotate di un ottimo trattamento anti-riflesso per quell'epoca. Eccellente ottica.


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