PREMISE
La ormai nota azienda cinese Sky Rover Optics mi ha fornito qualche settimana orsono un esemplare del nuovissimo binocolo grandangolare SRBC 6×32 APO. Costa attualmente 399 dollari ed è disponibile in pre-order, mentre la versione “Kit ” Con il binocolo 6×32 APO e due filtri astronomici ad alto contrasto, con anelli adattatori, costa 495 dollari. Il costo della spedizione è di $40 tramite FEDEX dalla Cina all’UE.
Ho atteso un po’ di tempo, seppur avessi ricevuto decine di richieste di aggiornamento dai lettori di Binomania, perché volevo testare con attenzione questo binocolo, che offre un campo veramente eccellente, superiore a 12 gradi. Per questo motivo, all’interno dell’articolo e della video recensione, potrete trovare, come di consueto, non solo le caratteristiche tecniche del binocolo, ma anche le mie impressioni pratiche, maturate nell’osservazione naturalistica – per la precisione nel birdwatching – nell’osservazione crepuscolare e paesaggistica, ma anche in quella astronomica.
Enjoy watching and reading!
ACCESSORIES SUPPLIED
All’interno della scatola molto robusta di colore bianco, sono presenti: il paraluce per gli oculari, due tappi copri-ottiche, una borsa morbida per il trasporto, una tracolla in neoprene elastico, una cinghia per sostenere la custodia, un panno per la pulizia delle ottiche e il manuale delle istruzioni.
OPTIONAL ACCESSORIES
Tra gli accessori opzionali, come confermato da Sky Rover, sono previsti due 2″ Astronomical High Contrast Visual Filter che, acquistati separatamente (non inclusi nel kit), costano 98 dollari. Si tratta di filtri ad alto contrasto a banda larga, che eliminano la maggior parte dei disturbi causati dalla luce artificiale, migliorando il contrasto tra il fondo cielo e le nebulose.
Ci sarà senz’altro modo di parlarvene nel paragrafo specifico. La loro particolarità è che l’estremità del filtro è dotata di una filettatura M48, che viene collegata a due anelli adattatori venduti (credo) nel kit specifico.
MECHANICS AND FOCUSING SYSTEM
Similmente a tutta la serie Banner Cloud, anche il “piccolo” – se così possiamo definirlo – SRBC 6×32 è composto da uno scafo in lega di magnesio. A causa della presenza di prismi maggiorati rispetto ai suoi obiettivi di 32 mm, non è tra i binocoli più compatti: la mia bilancia elettronica ha stimato un peso di 804 grammi senza tappi, più simile a quello di un 8×42. Il binocolo è largo circa 126 mm e lungo circa 140 mm. Pregevole, in proporzione al prezzo, è il rivestimento in gomma che, seppur non tra i più resistenti allo scivolamento garantisce comunque una buona presa del binocolo.

Il design è abbastanza classico, con un ampio ponte centrale di 40,5×70 mm che contiene la cerniera che collega i due tubi ottici. Lo scafo è riempito di azoto ed è in grado di resistere a immersioni accidentali fino a un metro di profondità per 30 minuti. L’interno del tubo ottico è pregevolmente costruito, sempre in proporzione al prezzo, costellato di numerosi diaframmi e ottimizzato con una vernice nera opaca.
Nella parte frontale del ponte è presente un coperchio estraibile a rotazione, sotto il quale si accede alla filettatura per il collegamento con i treppiedi. Lateralmente, nei pressi degli oculari, sono presenti due asole per il fissaggio della tracolla.
La manopola per la messa a fuoco riprende le dimensioni degli altri modelli (33×28 mm), è di metallo , è godronata e si trova in una posizione ottimale, che evita un disallineamento fastidioso del dito indice. La messa a fuoco minima da un punto di vista meccanico, è fluida e precisa, senza giochi o impuntamenti. Ho raggiunto una messa a fuoco minima di 2 metri, mentre per arrivare all’infinito ho ruotato la corsa in senso orario di circa 380-390 gradi.

Rispetto all’8×42, c’è una maggiore profondità di campo: un binocolo 6× dovrebbe essere totalmente a fuoco da una distanza pari al quadrato del suo ingrandimento. In pratica, tutto ciò che osservavo a circa 35 metri era praticamente a fuoco.
La regolazione delle diottrie è affidata all’affidabile ghiera metallica sull’oculare destro, che corregge una gamma diottrica di ±4dpt. Anch’essa è godronata e, sebbene non dotata di sistema di sicurezza, applicando un po’ di tensione è praticamente impossibile spostarla accidentalmente. Insomma, da un punto di vista meccanico, il binocolo si comporta in modo simile a prodotti di fascia anche superiore.
OPTICS
Goals
Per descrivere gli obiettivi è necessario fare una premessa. Come spero abbiate compreso, ottenere 12,2 gradi di campo su un binocolo 6×32 è un esercizio ottico e meccanico decisamente impegnativo. Per questo motivo sono stati utilizzati prismi sovradimensionati e uno scafo più grande del normale. Gli obiettivi, quindi, sono incastonati in una cella più ampia di circa 5 mm all’interno del tubo ottico, che ha un diametro di 52 mm (diametro esterno): bisogna poi considerare la parte di filettatura e la cella, lasciando 32 mm per l’obiettivo vero e proprio.
Da un punto di vista ottico, il binocolo offre immagini di ottima qualità, con tonalità di colore neutra, buona nitidezza e contrasto elevato. L’obiettivo non è molto protetto all’interno del tubo: la cella sporge di circa 3-4 mm sotto il bordo superiore. Tuttavia, ho notato che montando gli anelli adattatori per i filtri, è possibile tenerli sempre montati, offrendo così una protezione leggermente maggiore.

Eyepieces
Gli oculari con lenti asferiche forniscono un campo grandangolare di ben 12,2 gradi, corrispondenti a circa 214 m a 1000 m di distanza e dichiarati 70° e con formula classica 73,2 gradi di campo apparente. Il diametro della lente di campo è di quasi 28 mm, il che non solo consente una pulizia agevole, ma garantisce anche una maggiore protezione dagli appannamenti invernali. diopter range: ±4dpt
I paraluce sono dotati di una gabbia metallica ricoperta da una morbida gomma. Il nuovo paraluce è stato ottimizzato per essere più conico, migliorando il comfort osservativo anche per persone come me, con distanza interpupillare di 66 mm: la distanza tra gli oculari nella parte conica è di quasi 21 mm, un fattore che ha aumentato notevolmente il mio comfort. Il sistema di rotazione avviene a “click-stop”, con posizioni abbastanza nette. L’estrazione pupillare dichiarata è di 18 mm, personalmente non ho avuto particolari problemi a osservare il campo di vista con i miei occhiali da sole, ma consiglio come sempre agli appassionati che portano occhiali da vista, di provarlo, se possibile per verificarne il confort osservativo.

Prisms
I prismi utilizzati da Sky Rover per questo nuovo binocolo sono senz’altro di alta qualità. Non mi è stata fornita l’informazione sull’indice di rifrazione, ma la pupilla di uscita è circolare e presenta solo una lievissima caduta di luce ai bordi; nei pressi della pupilla non si notano riflessi evidenti, se non nelle zone esterne dove è possibile osservare qualche riflesso dovuto ai prismi.
La pupilla di uscita che ho misurato è di 5,13 mm, leggermente inferiore ai 5,3 mm teorici, probabilmente a causa di una minima differenza di ingrandimento o di vignettatura nel percorso ottico. Risposta di SkyRover: inferiore ai 32 mm previsti / 6 ≈ 5,3 mm, ed è dovuto a un potere leggermente superiore di 6,1x e a una pupilla d’ingresso effettiva leggermente ridotta di ~31 mm.),
ANTI-REFLECTIVE COATING ON LENSES AND PRISMS
Anche in questo caso, Sky Rover dichiara di aver utilizzato un trattamento multistrato antiriflesso, definito FBMC. Inoltre, le superfici degli obiettivi e delle lenti oculari sono state ottimizzate con un trattamento idrorepellente. L’azienda dichiara una trasmissione media del 90%, con picchi fino al 92%.
Da un punto di vista pratico, il trattamento antiriflesso è davvero ottimale: nella mia classica prova, illuminando il mio viso, non riuscivo a vedere alcuna parvenza dei lineamenti, una resa quasi simile a quella dei binocoli top di gamma dal prezzo decisamente superiore.
CHROMATIC AND GEOMETRIC ABERRATIONS
Chromatic aberration at the center of the field
Divido le mie osservazioni sulle aberrazioni cromatiche tra quelle centrali e quelle laterali. Esattamente al centro del campo ( in asse), non ho notato alcuna aberrazione cromatica. Definirei quindi questo binocolo come apocromatico, almeno a livello visivo. Ha superato indenne anche il test selettivo del gazebo e l’osservazione di rame in controluce su fondo grigio.
Lateral chromatism
Si nota invece un lievissimo cromatismo laterale, visibile ad esempio sulla USAF CHART o sulle barre del gazebo bianco che ho in giardino. L’alone spurio inizia subito poco dopo il centro del campo, senza mai essere invasivo. In situazioni di elevato contrasto, può comparire verso il 30-40% del campo, ma rimane praticamente ininfluente nelle condizioni di illuminazione ottimale, anche al bordo, dove le prestazioni restano ottime.
Field curvature
12,2 gradi di campo sono davvero incredibili e difficili da correggere, quindi non mi aspettavo un binocolo dal campo totalmente piatto. Rispetto ad altri modelli Banner Cloud testati, il 6×32 inizia a mostrare una lieve perdita di definizione verso il bordo, a partire dal 75-80% del campo. Non si presenta l’effetto noto come “Absam ring ” perchè notato per la prima volta in un formato di Swarovski EL (sfocatura verso l’80% del bordo per poi tornare nitida); il degrado è graduale. In ogni caso, durante l’osservazione diurna, anche grazie alla compensazione visiva, il campo inquadrato risulta stupefacente.

Angular distortion
Non sono molto sensibile all’effetto “palla rotolante”, ma con il 6×32 l’ho notato lievemente dato che probabilmente è accentuato dai 12,2 gradi di campo. Questa valutazione rimane comunque soggettiva e può variare da appassionato a appassionato.
Other aberrations
Per quanto riguarda l’uso astronomico, confermo quanto detto sulla curvatura di campo: il binocolo non fornisce immagini stellari puntiformi sino al bordo estremo del campo, cosa normale per questa categoria. Le immagini stellari iniziano a degradare verso il 75% del campo, con maggiore evidenza di distorsione. Il campo di massimo contrasto si estende fino al 75%, mentre circa il 10% fornisce immagini ancora valide e un ulteriore 15% presenta maggiori effetti di coma e astigmatismo.
In pratica, sui 12,2 gradi di campo, almeno 10 gradi sono eccellenti per l’osservazione astronomica. Trovo difficile, a questo prezzo o anche superiore, trovare qualcosa di meglio.
GHOST IMAGES, SPOTLIGHT TEST, DIFFUSED LIGHT
Di notte, inquadrando un LED a circa 50 metri, si nota talvolta qualche “spike” dovuto ai prismi a tetto. Nessun problema invece osservando le stelle, anche le più luminose, o dettagli luminosi dal bordo verso il centro. Rispetto a un binocolo a prismi di Porro di alta qualità con poco più di 8 gradi di campo utilizzato come confronto, il 6×32 ha mostrato solo qualche spike occasionale.
Di giorno, le immagini sono ottime considerando il campo grandangolare. Talvolta può comparire una minima luce diffusa nella parte inferiore del campo, ma è molto poco invasiva e inferiore a quella osservata in molti prodotti dal prezzo superiore.
USAF CHART TEST AT 35 METERS
Da un binocolo 6x non ci si puo’ attendere grandi risultati con il test della USAF CHART, tuttavia la grande nitidezza in asse mi hanno fatto percepire le stesse righe e gli stessi dettagli visibili con un ottimo 7×35. Verificato, anche in questo caso il buon contenimento del cromatismo residuo in asse e quello laterale poco fuori dal centro del campo.

PRACTICAL OBSERVATION IN THE FIELD
Birdwatching
Considerato che ogni appassionato ha il diritto e il piacere di scegliere il formato che meglio si adatta alla propria passione, ho voluto comunque verificare l’utilità di un 6×32 nel birdwatching. Analizzando alcuni testi di ornitologi del Nord Europa, si comprende come per anni sia stato utilizzato con piacere il 7×42 al posto del 10×42: questo perché offriva ottima luminosità, discreta maneggevolezza e, soprattutto, la possibilità di avere un’immagine molto ferma e stabile grazie ai bassi ingrandimenti.
Per tutto ciò che richiedeva alti ingrandimenti, gli ornitologi seri utilizzavano il classico cannocchiale da osservazione con il cosidetto “Finn stick”, ossia un bastone con ramificazione a V su cui appoggiare il binocolo.
Il 6×32, secondo me, fornisce ottime prestazioni anche nel birdwatching, soprattutto per osservare soggetti in rapido movimento, come il volo o i tuffi del martin pescatore osservato da un capanno, oppure quando si seguono stormi in rapido movimento o gli attacchi in picchiata del Falco Pellegrino. In questi casi, i 12,2 gradi di campo, quasi totalmente sfruttabili fino al bordo, si sono rivelati veramente ottimali.
Chiaramente non è un prodotto pensato per l’osservazione dettagliata di soggetti a lunga distanza; lo vedo piuttosto come complemento di uno spotting scope, oppure come alternativa grandangolare a binocoli più potenti, come il Banner Cloud 12×50 o il 15×56. La tonalità dei colori rimane neutra, le aberrazioni cromatiche in asse sono ben contenute e il sistema di messa a fuoco è preciso.

Landscape
Lo SRBC 6×32 APO trova il suo campo d’elezione nell’osservazione paesaggistica. Ergonomicamente si impugna con comodità e naturalezza, anche con guanti invernali, ed è un ottimo compagno per trekking e viaggi, quando si vogliono osservare grandi porzioni di paesaggio dalla cima di una montagna.
Certamente si perdono alcuni dettagli ravvicinati su soggetti lontani, come accadrebbe con un binocolo stabilizzato da 15x 20x, ma questo non è il suo compito. Il binocolo fornisce una vera immersione nella scena grazie al campo apparente di poco superiore ai 70 gradi e a oltre 200 m a 1000 m di distanza. Di giorno, la compensazione visiva soggettiva permette di sfruttare quasi totalmente i 12,2 gradi di campo disponibili, con ottima resa anche ai bordi.

Cloud spotting
Per chi non conoscesse questa passione, il cloud spotting consiste nell’osservazione delle nuvole e dei fenomeni atmosferici. Si può praticare a occhio nudo, ma strumenti a basso ingrandimento e grande campo migliorano decisamente la percezione di forme, strutture e dettagli difficili da cogliere ad occhio nudo. Personalmente, per anni ho utilizzato un Nikon 8×30 E II e successivamente uno ZEISS Victory SF 8×32 per osservare cumuli, nembi, cumulonembi e fronti temporaleschi che si muovevano dal Lago Maggiore verso la mia valle, studiando sia la loro forma che i contrasti di luce e ombra.
Con il Banner Cloud 6×32, il cloud spotting diventa un’esperienza ancora più immersiva. Il campo grandangolare dà quasi la sensazione di “volare” sopra il fronte nuvoloso, come se ci si avvicinasse in deltaplano, permettendo di seguire le evoluzioni delle nuvole in tempo reale. Le immagini sono fedeli nei colori e il contrasto elevato consente di distinguere dettagli minuti: ombre nei cumuli, strati sottili nei nembi, bordi illuminati dai raggi solari e piccoli fenomeni come incudini dei cumulonembi o turbolenze superficiali.
Questo binocolo è quindi ideale per chi ama studiare le nuvole, prevedere i cambiamenti meteorologici o semplicemente per chi vuole godersi lo spettacolo dei fronti nuvolosi in maniera coinvolgente e immersiva. La combinazione di campo ampio, nitidezza e fedeltà cromatica lo rende uno strumento prezioso per ogni appassionato di cloud spotting, dal principiante all’osservatore esperto.
Dusk
Per le osservazioni crepuscolari, forse è meglio optare per un 8×42; tuttavia, grazie alla discreta pupilla di uscita, il 6×32 consente comunque qualche osservazione utile. L’ho portato con me durante i test con visori termici e ho apprezzato la sua resa nelle ore crepuscolari, osservando caprioli a circa 100 metri di distanza. L’immagine non è luminosa come quella di un 7×42, ma è comunque piacevole da sfruttare in questo contesto.
ASTRONOMICAL OBSERVATION
Nell’osservazione astronomica la situazione si è fatta più complessa, in quanto ho utilizzato il binocolo sia con i filtri sia senza. Lo scopo dei filtri pubblicizzati da Sky Rover è quello di aumentare la percezione delle nebulose.
Approfittando di notti molto trasparenti, ho provato a osservare la Costellazione del Cigno sdraiato sulla rampa del garage sopra un comodo tappetino da Yoga rubato a moglie e figliola maggiore. Preciso che le mie osservazioni si riferiscono alle condizioni di inquinamento luminoso della mia zona: abito in una valle suburbana a circa 20 km in linea d’aria da Varese e 70 km da Milano, dove lo zenit resta ancora abbastanza scuro.
Con i filtri consigliati da Sky Rover, la luminosità degli oggetti stellari risulta leggermente ridotta, ma il fondo cielo appare più scuro, con una delicata tonalità rosacea. Nella zona esterna del Cigno, dove si trova la famosa Nebulosa Rosetta (NGC 2237), il 6×32 permette di percepire un leggero velo nebuloso, un aumento di luminosità rispetto al cielo circostante, senza mostrare dettagli definiti della struttura. È possibile distinguere la presenza del gruppo di stelle NGC 2244 al centro della nebulosa, ma le forme intricate restano invisibili a questa apertura.
I filtri UHC, acquistabili separatamente sul sito di Sky Rover al prezzo di €98, aiutano a rendere questo “velo” più evidente, migliorando il contrasto tra il cielo e le zone nebulose e rendendo più chiara la loro posizione. Pur non aumentando la luce raccolta dal binocolo, i filtri rendono l’osservazione più piacevole e permettono di percepire oggetti deboli che altrimenti risulterebbero praticamente invisibili. È quindi una esperienza più sensoriale che dettagliata: si nota la presenza della nebulosa, si percepisce il contrasto e la struttura generale, ma non i particolari complessi che richiederebbero un’apertura maggiore.
Per quanto riguarda la puntiformità stellare, non essendoci un campo piatto fino al bordo, le prestazioni non raggiungono livelli da binocolo di alta gamma (“doctor scope”), ma sono molto buone fino al 75% del campo; oltre questo, appare una lieve coma e astigmatismo che influiscono soprattutto sulle stelle più luminose.
BOX DI APPROFONDIMENTO: SARD 6×42 vs Sky Rover Banner Cloud 6×32
Durante una breve giornata in Valtellina, ho avuto il piacere di incontrare l’amico e grande appassionato Corrado Morelli, possessore di un esemplare del noto binocolo vintage Sard 6×42. Di questo binocolo avevo curato una recensione circa 15 anni fa: si tratta di un binocolo medio, utilizzato durante la Seconda Guerra Mondiale, dotato di oculari Air Force che consentivano di inquadrare 12 gradi di campo reale.
Abbiamo avuto modo di confrontare rapidamente i due binocoli. Ho subito notato un’incredibile luminosità e purezza dell’immagine nel Banner Cloud 6×32, al punto da poter affermare che i cinesi sono riusciti a superare il blasonatissimo Sard . Tuttavia, vorrei avere più tempo per una comparativa approfondita, che ho già proposto a Corrado per settembre, occasione che potrebbe interessare gli appassionati e collezionisti di binocoli d’epoca. Le dimensioni, chiaramente, sono tutte a favore dello Sky Rover, come visibile nella foto scattata con il mio smartphone.

PROS AND CONS
Merits
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Campo di vista eccezionale, nuovo record per un binocolo così compatto.
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Ottiche di buona qualità, prismi sovradimensionati e di pregio.
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Buon contenimento delle aberrazioni cromatiche.
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Campo di vista quasi totalmente sfruttabile.
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Messa a fuoco con ghiera metallica precisa.
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Paraluce ottimizzati per il comfort anche con distanza interpupillare inferiore a 66 mm.
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Prezzo di acquisto incredibile.
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Miglioramento delle prestazioni nell’osservazione di oggetti nebulari con i filtri ad alto contrasto.
Defects
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Non è tra i binocoli 32 mm più compatti sul mercato.
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Ho percepito un leggero aumento dell’effetto “palla rotolante” rispetto ai binocoli che utilizzo di solito.

IN SUMMARY
Se lo scopo di Sky Rover era fornire agli appassionati un binocolo compatto, con ottiche di alta qualità, buona resa quasi fino al bordo e ben 12 gradi di campo, l’obiettivo è stato centrato pienamente. Inoltre, il prezzo è veramente eccezionale. Ritengo che ogni appassionato, anche se possiede altri binocoli, dovrebbe avere nella propria vetrinetta lo Sky Rover Banner Cloud 6×32.
PRICE AND WARRANTY
Ad agosto, il Banner Cloud 6×32 costa 399 dollari. Il kit con filtri costa 495 dollari. A questo prezzo vanno aggiunte le spese di spedizione e gli eventuali dazi doganali per l’Italia.
Può essere acquistato direttamente dal sito ufficiale: Sky Rover Optics – Binocolo APO 6×32–15×56
Gli appassionati italiani possono anche ordinarlo da Tecnosky
THANKS
Ringrazio come sempre Nora di Sky Rover per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test e per avermi lasciato piena libertà di esprimere le mie impressioni personali, come è dovere di ogni giornalista.
DISCLAIMER
Binomania is not a store. On my website, you will only find reviews of sports, photographic, and astronomical optical products. My opinions are impartial, as is the duty of any journalist, and I do not take any percentage of any sales from any product purchases. For this reason, if you would like to purchase or have information on any price changes or new products, I recommend visiting the official website. Sky Rover .
Piergiovanni Salimbeni - Journalist and independent tester, founder of Binomania.co.uk, with over 25 years of experience in evaluating optical and digital instruments. It offers practical reviews and personalised advice for informed purchasing choices.








