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Un cielo senza stelle per il Re Cremisi

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spugna
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Un cielo senza stelle per il Re Cremisi

Messaggio da spugna » 03/12/2014, 2:36

brano scritto nel lontano 1974 da un tal genio che porta il nome di Robert "Bobby" Fripp.

... avrò ascoltato questo brano migliaia di volte,
ne conosco ogni dettaglio,
ogni secondo,
... com'è possibile continuare ad emozionarsi così "violentemente" ad ogni ascolto?
... è come tornare alla verginità e conoscere l'amore per la prima volta,
... estatico ..., spaventoso ..., sublime ...!

La poesia di questo brano è di un altro pianeta.
Mi rendo conto di non aver avuto idea di cosa fosse il "progressive" prima di ascoltarlo, ... benché pensassi il contrario.
E' stata la mia curiosità di scavare verso un genere che è nato, fiorito ed appassito prima della mia maturità a farmi imbattere nella canzone più sorprendente che io abbia mai ascoltato.
La melodia che trascende il caos, il motivo che riaffiora ad ogni nota e fa di questo brano lo stendardo di un'epoca in cui il "progressive" era musica da ... ascoltare,
... nulla a che vedere con i moderni, deludenti e fastidiosi tentativi di stupire con sonorità fuori dagli schemi.

... e allora "lunga vita al Re Cremisi" !!! :bow-blue:

Regalatevi un'emozione !!! ... ne uscirete migliori ...

mia moglie sorride quando lascio scorrere le lacrime per qualche film ...
... per fortuna non mi ha mai visto piangere ascoltando un brano musicale !

Non posso farvela ascoltare a dovere ... cercherò di raccontarvela :

""" STARLESS """ King Krimson 1974 (album RED)

" il capolavoro del disco e suite definitiva dell'intero prog-rock mondiale:
dodici minuti all'arma bianca,
tra quiete cosmica e tensione spasmodica,
in uno spettacolare avvicendarsi di interventi strumentali e spiazzanti cambi di ritmo.
Si parte con l'incanto degli archi e del mellotron,
l'evocativa frase di Fripp e il lamento amaro di Wetton disegnano la stupenda melodia,
intercalati dal sax di Collins;
quindi la pausa che si gonfia di tensione con la Gibson di Fripp a ripetere un accordo minimale all'infinito spingendo la suspence allo spasimo,
salendo vorticosamente di tono,
fino all'esplosivo crescendo in cui prende parte tutto il gruppo,
alla ripresa del motivo iniziale, stavolta a cura del sax, con il basso di Wetton sullo sfondo.


Il cielo è senza stelle,
gli angeli cadono,
il Re sta per congedarsi dalla sua corte,
... e il prog-rock ...
(per usare parole di Fripp) ha "una dichiarazione conclusiva" !"

... forse per questo Fripp e compagni si mostrano per la prima (e ultima) volta in copertina: tre volti scavati nel sobrio fondale nero.

prima delle feste,
... FATEVI UN REGALO ;)


N.B.
la gamma dinamica particolarmente estesa di questa incisione richiede,
per poter essere apprezzata a dovere, un hardware di rispetto,
per favore ... non "uccidetela" con cuffiette da zero-a-zero o mp3 !!!
resisto a tutto
fuorchè alle tentazioni

-----------------------O.W.

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GiulianoT
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Re: Un cielo senza stelle per il Re Cremisi

Messaggio da GiulianoT » 03/12/2014, 19:34

Ultimamente ho rispolverato la mia nutrita collezione di vinile e CD di progressive.... E dei King Crimsom ne ho diversi! :mrgreen: Ciò non testimonia a favore della mia età.... Fripp & co. li ho anche visti da vivo! Potenti. :violin: E tra il pubblico di quel concerto c'erano diversi elementi della PFM che ovviamente conoscevano Fripp. Qualche anno fa (ehm... più di 15...) dalle parti di Milano.
Osservo il cielo con: Carl Zeiss Jena Reisenfernrohr E 60/850, Telementor e AS 63/840, Carl Zeiss Jena "Kometensucher" C 110/750, C 80/500 e C 50/540, Zeiss AS80/1200, Zeiss AS135/1750, Meade-Geoptik Newton 254/1140 mm, LXD75, Losmandy G11, Girofonta ed una quantità di oculari - soprattutto "vintage" Meade, Vixen, Zeiss, Clavé. Osservo la terra con: Carl Zeiss Jena Jenoptem 10x50 e 8x30 e Asiola 63/420.

Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante non ne sogni la tua filosofia.
William Shakespeare, da “Amleto” [atto I, scena IV]

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